Archivio di Maggio 2006

O ateo o talebano

Lunedì 22 Maggio 2006

Laicità per molti è sinonimo di ateismo. E’ una furba ipocrisia quella di usare la maschera grammaticale di una parola per intenderne un’altra. Così fa anche Gian Enrico Rusconi nell’articolo di oggi su La Stampa, “Identità laica”.

«L’Europa è laica. […] L’Europa è stata pensata laica e la sua Costituzione lo riflette scrupolosamente. E’ un dato che non si contrappone all’evidenza storica di un’Europa che ha «radici cristiane». Ma le radici cristiane sono storicamente diventate ragioni secolarizzate; sono maturate a istituzioni laiche che oggi esigono la loro piena autonomia e sovranità».

Le radici avrebbero generato un frutto imprevisto, che le rinnega. Altrimenti perchè tanta enfasi sull’autonomia e la sovranità pienamente esigite?

«A torto quindi le decisioni dei governi europei in tema di bioetica o famiglia, ad esempio, che sono difformi da quelle indicate dalla Chiesa – in particolare il riconoscimento delle unioni omosessuali - sono accusate di spalancare abissi di immoralità pubblica in contrasto con presunte sane dottrine naturali di antica tradizione».

La Chiesa dice che l’omosessualità è un modo distorto di vivere la sessualità come direbbe che fumare è un modo distorto di respirare, cioè non per fede ma semplicemente per osservazione razionale. Non importa essere credenti per constatare che l’omo-sessualità non adempie il senso della sessualità che è strutturalmente etero-sessualità. Sexus vuol dire tagliato. Il sesso separa una unità complementare che l’amore eterosessuale ricompone. Niente fede, solo ragione.

«L’identità europea è plurima, composita, complessa. I suoi cittadini, maturi, hanno stili morali di vita o ethos diversi; hanno idee differenti di famiglia e di unioni di tipo familiare, di cui lo Stato democratico deve tenere conto per dare loro norme di riconoscimento giuridico che non siano lesive di altri interessi e identità».

Benissimo. Accettiamo anche la poligamia? E perchè no l’incesto? E la pedofilia consenziente? E la prostituzione? Non solo case di tolleranza, ma case riconosciute. Che diritto hai tu, laico-ateo, di vietare il riconoscimento giuridico di queste e altre forme di vivere l’affetto-godimento tra persone? Non esiste nessun motivo se non coercitivo per impedire la poligamia o l’incesto quando si toglie di mezzo la finalità naturale leggibile dalla ragione. Se il corpo umano è materiale inerte in mano alla volontà del possessore, che lo può usare come vuole, tutte le variabili possibili sono valide. L’aggiunta “che non siano lesive di altri interessi e identità” è opinabile.

«Laicità vuol dire accettare come moralmente e legalmente giustificati atteggiamenti e comportamenti che appaiono soggettivamente sgradevoli (o impropriamente etichettati come «innaturali»)».

La schiavitù è laica. Se è sgradevole per la morale atea non ci posso fare niente. Devi accettarla perchè non puoi imporre agli altri tuoi criteri di giudizio. Siamo nell’ateismo, ricordiamolo. Non si vuole Dio tra le balle. Rusconi ha scritto “Come se Dio non ci fosse”. In un mondo casuale senza Dio l’uomo non è fatto per rimane libero. L’uomo è piovuto per caso. Non ha scopi e finalità. Dio non c’entra con la società. Se democraticamente decidiamo per la schiavitù, va bene. L’etica senza Dio può impedire azioni solo diventando religiosa, perchè il dover-essere presuppone una finalità riscontrabile nell’essere, e senza un Dio creatore non c’è uno scopo per l’uomo e l’umanità. Tutto potrebbe finire domani e va perfettamente bene. Ci potremmo scannare l’un l’altro e le stelle starebbero a guardare. Il cosmo ateo non ha avuto doglie per l’uomo e non ha voglia di umanità: perchè dovremmo averne noi? Che triste mondo il cosmo laico-ateo.

«Laicità è ammettere una disimmetria tra singole moralità private ed un’etica pubblica dotata di regole comuni rispettose della autonomia della sfera privata e morale».

Ma che giro tondo sta facendo? L’etica pubblica consisterebbe nel permettere a ognuno di fare quello che vuole nel privato. Perchè allora l’omosessuale vuol vivere pubblicamente la sua sessualità? Chi glielo impedisce di vivere nel privato? Nessuno. Egli in realtà non vuole un’etica pubblica che gli permetta di vivere nel privato la sua idea di sessualità, cosa che già avviene, ma vuole che l’etica pubblica riconosca e approvi giuridicamente, e quindi pubblicamente, la sua idea privata. Questo laicismo-ateismo vuole improntare di sé la società. Vuole forgiarla. Altro che lasciare che ognuno viva come vuole (impedendo però, per ora, ipocritamente l’incesto e la pedofilia), si vuole imporre positivamente un’idea precisa di sessualità e di etica. Non solo l’omosessualità è bene nel privato ma è bene sempre e ovunque. Si cambia l’idea di bene. Il laicismo (la laicità-atea) non è affatto neutrale, perchè si tratta di un’ideologia completamente di parte.

«Insomma, la democrazia laica crea lo spazio pubblico entro cui tutti i cittadini, credenti, non credenti e diversamente credenti confrontano liberamente i loro argomenti, affermano le loro identità e vivono i loro stili morali di vita».

Ripeto, mi lascereste vivere la poligamia? E che confronto è se poi a dover rinunciare sono sempre io? Confrontiamo il mio no all’aborto e il tuo sì: la società laica-atea fa prevalere il sì. Confrontiamo il mio no al riconoscimento pubblico dell’omosessualità e il tuo sì. Vinci sempre te. Che cavolo di confronto è?

«Questi sono riconosciuti come diritti tramite procedure consensuali di decisione, senza che prevalgano in modo autoritativo alcune credenze o alcuni convincimenti su altri». Etc.

Che sublime ipocrisia! Piacciono molto a Rusconi le “procedure consensuali di decisione”. Ma fino a quando gli danno ragione. Se una democratica maggioranza di un parlamento occidentale, trattando di fecondazione artificiale, decide che l’embrione è un soggetto in gioco e che va rispettato, ecco che quella procedura consensuale rispettata pecca contro la laicità e si inscena un’oscena battaglia contro la chiesa e l’Ici e l’8per mille e le ingerenze e la gamba tesa di Ruini. Bei democratici abbiamo. Vogliono che si voti come pare a loro. Sei democratico se voti come vogliono loro, altrimenti sei contro la laicità. O sei ateo o sei talebano. Siamo noi che chiediamo il ritorno dei Lumi, che si ritorni a ragionare.