Il Vaticano è colpevole sempre

Anche nella caduta del governo Prodi c’entra il Vaticano. La dietrologia non ha confini. Andreotti non ha votato a favore e allora dietro c’è lo zampino del Vaticano. Il suo voto era forse già acquisito in modo permanente? Non potrebbe essere dipeso semplicemente dalla fragilità congenita della maggioranza, dovuta a una differenza modestissima di voti e a posizioni ideali a volte conflittuali? No, anche qui si dà addosso al Vaticano.

Mi interessa questo atteggiamento perché riflette un’animosità pregiudiziale verso una componente ideale centrale della società italiana ed europea. Il cattolicesimo sarebbe responsabile dell’arretramento sociale e intralcerebbe il progresso democratico. La sfida è provare a convincere che non sia così. Senza complessi.

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