Beppe Grillo e la borsa d’acqua calda

Anche Beppe Grillo si esprime sui Dico e lo fa con la sua famosa e riconosciuta verve (Lo sciopero dei sacramenti):

E il Vaticano si esprime sulla famiglia. Un tema che gli è caro da sempre. Forse perchè gli ecclesiastici non tengono famiglia. E’ una forma di nostalgia. Civiltà Cattolica avverte del pericolo “di un testo peggiore da un punto di vista del bene comune”. E il presidente della commissione della famiglia monsignor Anfossi non vuole neppure sentire parlare dei DICO. Perchè: “similmatrimonio destinato alle coppie omosessuali”. La maggioranza degli italiani è a favore del DICO. Fanno eccezione il duo di chierichetti Andreotti-Mastella e pochi altri. Anche Casini, nel segreto del talamo di divorziato, è a favore. I nostri dipendenti non se la sentono di affrontare il problema. Facciamolo noi. Dichiariamo lo sciopero dei sacramenti. Fino all’approvazione dei DICO. A cominciare dal matrimonio religioso. A seguire battesimo e onoranze funebri. Magari congelando il parente per un po’. Il danno economico e di immagine per il Vaticano sarebbe enorme. Interrompere il flusso di cassa dei sacramenti lo porterebbe alla bancarotta. Se anche questa misura non funzionasse, il Governo potrebbe iniziare a ingerire in Vaticano. Proporre un referendum per fare sposare i preti. Come ha voluto Madre Natura. E per sostituire le Guardie Svizzere con la Guardia di Finanza.

La chiesa non fa ingerenza. O se la fa è un’ingerenza umanitaria. Per fortuna interviene. Di cosa dovrebbe parlare la chiesa (se si ammette ancora che parli)? Il tema della famiglia fa parte di uno dei 10 comandamenti: “Sesto: Non commettere adulterio”. Lì dentro è inclusa l’idea di una precisa antropologia del matrimonio che Gesù completa con i suoi discorsi: «Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandare via le vostre mogli; ma da principio non era così. Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio». (Mt 19,8-10). Tra l’altro questo passaggio è molto attinente alla questione dei Dico perché con quei patti extra-light si viene a configurare una nuova forma di ripudio, valido è vero da parte dei due contraenti ma sempre tale. In un batter di mani tutto è sciolto.

Carina la proposta di Grillo di fare sciopero dei sacramenti. Ma per applicarla bene bisognerebbe che intanto i cattolici i sacramenti li frequentassero. Certo, ci sono anche dei cattolici a favore dei Dico, dell’aborto, del divorzio, della guerra preventiva o punitiva, del razzismo, perchè tra di noi si può trovare di tutto. A me però fa un po’ pena questo frugare nel brago dell’incoerenza dei credenti, che invece di invitare i cristiani a essere conseguenti con il loro credo li esorta a disertare. E qualche cristiano ci cascherà pure. Sveglia!!!

A Bologna il sabato pomeriggio si può incontrare in Piazza Maggiore Beppe Maniglia (sito) che suona con la sua chitarra elettrica motivetti orecchiabili. Da giovane faceva il numero di far scoppiare una borsa dell’acqua calda soffiandoci dentro. Che fiato! La sparata di Beppe Grillo gli fa concorrenza. A presto, Beppe (Grillo), ci vediamo a Bologna.

1 Commento a “Beppe Grillo e la borsa d’acqua calda”

  1. guerrilla radio scrive:

    Come lei sa, Eminenza reverendissima cardinale Camillo Ruini,
    hanno aderito all’iniziativa del Family Day moltissimi politici così affezionati alla famiglia da averne due o tre a testa. Come Berlusconi, che ha avuto due mogli, senza contare le giovani e avvenenti attiviste di Forza Italia con cui prepara il Family Day nel parco di villa Certosa. Le cito qualche altro esempio da un bell’articolo di Barbara Romano su Libero. Vediamo la Lega, che fa fuoco e fiamme per la sacra famiglia. Bossi 2 mogli. Calderoli 2 mogli (la seconda sposata con rito celtico) e una compagna. Castelli, una moglie in chiesa e l’altra davanti al druido. Poi c’è l’Udc, l’Unione democratico cristiana, dunque piena di separati e divorziati. Divorziato Casini, che ha avuto due figlie dalla prima moglie e ora vive con Azzurra. Divorziati l’ex segretario Follini e il vicecapogruppo Giuseppe Drago, mentre la vicesegretaria Erminia Mazzoni sta con un divorziato. D’Onofrio ha avuto l’annullamento dalla Sacra Rota. Anche An è ferocissima contro i Dico. Fini ha sposato una divorziata. L’on. Enzo Raisi ha detto:”Io vivo un pacs”. Altro “pacs” inconfessato è quello tra Alessio Butti e la sua compagna Giovanna. Poi i due capigruppo: alla Camera, Ignazio La Russa, avvocato divorzista e divorziato, convive; al Senato, Altero Matteoli, è divorziato e risposato con l’ex assistente. Adolfo Urso è separato. L’unico big in regola è Alemanno:si era separato dalla moglie Isabella Rauti, ma poi son tornati insieme. Divorziati gli ex ministri Baldassarri (risposato) e Martinat (convivente). La Santanchè ha avuto le prime nozze annullate dalla Sacra Rota, poi ha convissuto a lungo. E Forza Italia? A parte il focoso Cavaliere, sono divorziati il capogruppo alla Camera Elio Vito e il vicecapogruppo Antonio Leone. L’altro vice, Paolo Romani, è già al secondo matrimonio: «e non è finita qui», minaccia. Gaetano Pecorella ha alle spalle una moglie e “diverse convivenze”. Divorziati anche Previti, Adornato, Vegas, Boniver. Libero cita tra gli irregolari persino Elisabetta Gardini, grande amica di Luxuria, che ha un figlio e (dice Libero) convive con un regista. Frattini, separato e convivente, è in pieno Pacs. Risposàti pure Malan, D’Alì e Gabriella Carlucci, mentre la Prestigiacomo ha sposato un divorziato. E al Family day ci sarà pure la Moratti col marito Gianmarco, pure lui divorziato.
    Ecco, Eminenza, personalmente sono convinto che ciascuno a casa sua sia libero di fare ciò che vuole. Ma è difficile accettare l’idea che questi signori, solo perché siedono in Parlamento, abbiano dal ‘93 l’assistenza sanitaria per i conviventi more uxorio e vogliano negarla a chi sta fuori. E che lei Eminenza non abbia mai tuonato contro i Pacs parlamentari. Ora però non
    vorrei che qualche Onorevole Pacs disertasse il Family Day per paura di beccarsi una scomunica. Perciò mi appello a lei: se volesse concedere una speciale dispensa almeno per sabato, ne toglierebbe d’ imbarazzo parecchi. Potrebbe pure autorizzarli a sfilare ciascuno con tutte le sue famiglie, magari entro e non oltre il numero di 3. Per far numero. Ne guadagnerebbe la partecipazione. Si potrebbe ribattezzare l’iniziativa Multifamily Day.

    Marco Travaglio

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