Fondazione etica per gli atei

Don Bruno Fasani ha scritto un articolo sul Giornale (Gli irrinunciabili principi etici e quelle accuse di «lesa laicità») in cui, a commento della Esortazione apostolica sull’Eucarestia, afferma: «Potrebbe essere un testo che va bene, non solo per tutte le religioni, ma per tutte le Costituzioni. Non si parla infatti di principi evangelici, ma di natura. Perché sentirla allora come un’ingerenza cattolica? Viene spontanea una prima domanda da porre agli zelanti farisei della laicità atea e anticlericale: su quali fondamenti si regge l’etica di un non credente?»

Sia l’articolo che la frase sono stati commentati dal sito Uaar (Unione atei agnostici razionalisti) in cui ho appreso la notizia (Uaar Ultimissime). Molti commenti sono veri e propri insulti, ma ce n’è stato uno che esprime un ragionamento e che mi ha ispirato una risposta.
Dice Fernando:

«Ormai dovrei avere un bel callo, ma tutte le volte che leggo
un’affermazione come “su quali fondamenti si regge l’etica di un non credente?” ho un sussulto!
Il punto e` che la morale e l’etica sono innate, sono nel nostro codice genetico, nel vero senso della parola: siamo animali sociali, non predatori isolati. Come tutti gli altri primati siamo “cablati” per la socialita` e l’etica e` la pietra angolare della socialita`.
Chi si pone unadomanda come quella posta dall’articolista, evidentemente sente dentro di se` una mancanza di etica. Solo quando l’etica naturale manca (e secondo me questa e` una condizione di disagio psichico) allora bisogna attingere all’etica
religiosa, cioe` dettata da altri (che si suppone abbiano o abbiano avuto in passato un’idea dell’etica naturale).

P.S. Si`, sto dicendo che chi ha
bisogno che la religione definisca la sua etica e` psichicamente anormale»

La mia risposta:

Rigrazio Fernando perchè invece di insultare, come la maggior parte degli utenti ha fatto, ha risposto alla domanda del sacerdote sul fondamento dell’etica. L’attacco diretto alla persona è un vecchio metodo che rivela debolezza di argomenti. Sarà anche piacevole sfogarsi ma il bisogno di farlo è più da frustrati che da razionalisti sicuri di sè.

Fernando: Il punto e` che la morale e l’etica sono innate, sono nel nostro codice genetico, nel vero senso della parola: siamo animali sociali, non predatori isolati. Come tutti gli altri primati siamo “cablati” per la socialita` e l’etica e` la pietra angolare della socialita`.

Io: Potrebbe essere; ma il problema si sposta, perchè se non vogliamo essere *determinati* ad essere etici (altro che farlo spinti da punizione/ricompensa) dobbiamo ammettere di essere liberi di non corrispondere alla “cablatura” genetica. Perchè seguire l’impulso, che qui viene a somigliare a un imput esterno come nel caso del comandamento divino? Se siamo liberi davvero allora quella genetica è una semplice “proposta”, nè più nè meno di quella del Decalogo. Io, essere libero, mi trovo a confrontarmi con le Tavole della Legge o con le Tavole del Dna (Doppia elica): perchè seguire o rifiutare la proposta? Disobbedire all’imput genetico, formatosi ciecamente, senza alcuna finalità, non è un problema. Il Caso non piangerà se gli disobbideremo.

Fernando: Chi si pone una domanda come quella posta dall’articolista, evidentemente sente dentro di se` una mancanza di etica. Solo quando l’etica naturale manca (e secondo me questa e` una condizione di disagio psichico) allora bisogna attingere all’etica religiosa, cioe` dettata da altri (che si suppone abbiano o abbiano avuto in passato un’idea dell’etica naturale).

Io: Etica naturale? Eureka! Ma allora esiste!Altra cosa. Proprio nel tuo Blog parli di un articolo che individua “Le radici evolutive della religione “. Come la mettiamo? Se anche la religione è geneticamente determinata (come potrebbe altrimenti?) allora inserire l’etica nell’orizzonte religioso è quanto di più *naturale* ci sia.

Fernando: P.S. Si`, sto dicendo che chi ha bisogno che la religione definisca la sua etica e` psichicamente anormale.

Io: Come detto sopra, è quanto di più psichicamente normale e naturale ci sia. E’ la natura che ha fatto la religione. Lo dice Dennet. Perchè andare contro il Processo Evolutivo?

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