Contromanifestazione


Il 12 maggio a Roma, per dare fastidio alla manifestazione del Family Day, ci sarà una Contromanifestazione laica chiamata “Coraggio laico” (articolo). Come quei bambini che scalpitano e fanno boccacce perchè vogliono che l’attenzione sia sempre su di loro. O quell’amica antipatica e petulante che mentre gli racconti le ultime sul tuo moroso lei ti scavalca per parlarti del suo mal di schiena. Fare sgambetti, fare fracasso, approfittare dell’attenziione dei media per strappare un piccolo spot. Il laicismo italiano somiglia a un parassita sottocutaneo. Teme le idee dell’antropologia cristiano-costituzionale e le combatte con la furbizia del piazzista che la spara grossa per attirare gente sotto il proprio palco, o con la malizia del tackle verbale, come nello spot di Pubblicità Progresso in cui mentre uno parla l’altro sbatte le mani sulle orecchie e urla blo blu bla… Sulle proprie orecchie e su quelle degli altri. Ma cosa ti costa lasciare dire in pace e poi dire tu, se hai qualcosa da dire, oltre all’attacco del vestito dell’orante? Non ciò che l’orante dice si deve contestare, ma chi lo dice. Lo dice un cattolico? Allora già in partenza non va bene. Al di là del contenuto che neanche si ascolta. Bla blo blu ble… bli.

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