Funzione, finalità , norma
Mag 17th, 2007 by Massimo Zambelli
Rispondo al Commento di d.e.g. al post Essere e dover essere
d.e.g. ha detto…
vorrei capire perchè il riconoscimento legale di una coppia la cui sessualità sia non riproduttiva dovrebbe portare al nichilismo etico. E vorrei capire dove la libertà si scontra con l’etica. La libertà si scontra con l’etica laddove si va a limitare la libertà altrui o danneggiare gli altri, dico bene?
Laddove tutte le cose che ha elencato (pedofilia, bullismo, assassinio, ecc) ovviamente danneggiano gli altri e limitano la loro libertà . Se io amo una persona del mio stesso sesso e questa ama me mi spieghi cosa c’è di non etico. È etico il comportamento che si adegua alla finalità implicata nella materia dell’agire. Nel caso della sessualità , non si può prescindere dal rilevamento fenomenologico del senso, del fine e della funzione della struttura sessuata. A cosa serve, a cosa è finalizzata la sessualità ? Questo fine, leggibile ancora, con un po’ di onestà intellettuale, e nonostante la potente campagna di annebbiamento culturale, determina il corretto comportamento.
Regola valida per tutti. Ci tengo a sottolineare che pensare in questo modo non significa mettere in trappola gli omosessuali e considerare automaticamente etici l’agire eterosessuale. Io non mi senso eticamente molto meglio di voi, anche se forse posso essere avvantaggiato da una inclinazione favorevole. Pensiamo all’apertura alla vita che dovrebbe esserci in un comportamento sessuale, finalizzato com’è alla procreazione. Non vuol dire che ogni atto deve procreare ma che in ogni atto ci sia apertura alla vita, raggiungibile con una metodologia “naturaleâ€, rispettosa di tempi e ritmi che preesistono l’unione. Quanti eterosessuali rispettano questa finalità che dà eticità all’agire? O pensiamo all’amore, al rispetto, all’altruismo che coniugano la sessualità con il donarsi reciproco, e che escludono il ricorso alla prostituzione, lo sfruttamento e la violenza. Nessuno, temo, si può sentire eticamente superiore.
io invece come fonte etica mi rivolgo all’amore.
e la cosa assurda è che anche la chiesa e immagino anche lei sostiene lo stesso.
solo che voi distinguete un amore di serie a e un amore di serie b (quando come accade molto di rado ci concedete di non essere dei pervertiti)…
io invece no. chi ha maggior senso cristiano autentico tra me e lei?
rifletta. pensa davvero che gesù cristo oggi parteciperebbe al family day?
io sono certa che si schiererebbe con la families night.
Beata lei che è così sicura di amare, e di sapere cosa farebbe Gesù. Forse la differenza tra me e lei è che io riconosco dove sbaglio nel mio agire sessuale. Mi riconosco limitato, pigro, accondiscendente alle inclinazioni e agli istinti. Cerco di migliorare, poi ricado. Ogni tanto mi confesso, per ricominciare. E torno a cadere. Altra cosa è volere a tutti i costi non riconoscere che c’è un problema nella gestione della omosessualità : come se la sessualità fosse fatta per quello. Attaccare “omo†a “sessualità â€, e attaccarlo come se fosse un’unione giusta, auspicata, è uno svisamento radicale di ciò che il termine sessualità contiene. Già la parola sessualità implica la differenza tra uomo e donna. Pretendere che questa differenza non sia sensata e normativa è il vero motivo della polemica contro “l’orgoglio gayâ€.
Non voglio in ginocchio nessuno. Non auspico che i gay, a capo chino, chiedano alla società un aiuto per la loro condizione. Considero le persone omosessuali delle risorse sociali e umane. Penso perfino che insistere sulla propria inclinazione sessuale per ricevere una posizione sociale sia controproducente. Voi siete molto di più di come sono le vostre inclinazioni sessuali. Calcare su quello per vedere riconosciuta “l’indifferenza sessuale†come valore, oltre a inasprire gli animi di chi conserva uno sguardo critico, schematizza e ghettizza ancora di più il gruppo. Senza capo chino e senza cadere in ginocchio, ci potrebbe semplicemente essere un riconoscimento della propria “fragilità â€: “Sono così, che ci posso fare? Aiutatemi a vivere al meglio questa mia situazioneâ€. La richiesta di avere un matrimonio, o un Pacs, è richiesta di aiuto pubblico. Chi non vuole aiuti se ne sta nella vita privata e non chiede niente. Che aiuto? Una mediazione può essere intanto una tolleranza sociale, poi una regolamentazione dei diritti individuali per creare e migliorare le positive situazioni di solidarietà . Pretendere il matrimonio, o un paramatrimonio, per il solo scopo di volere normalizzare culturalmente la condizione, oppure per polemica anticristiana, non lo trovo giusto. È innegabile che ci sia anche questo secondo aspetto. Ma quando ci si renderà conto che a scardinare l’antropologia cristiana, entrata nel senso comune (oltre che nella Costituzione), e che ha potenziato il senso comune, ci rimetterà non solo la Chiesa ma anche l’intera società .

Che roba malefica che è stata scritta!!!
ne deduco: l’omosessualità è sbagliata
noi etero siamo i migliori
non chiedete il matrimonio perchè comandiamo noi
di grazia che non vi uccidiamo
da questo discorso si fa poi presto ad arrivare a hitler
allora muoviamo le rotelline del nostro cervellino e capiamo che se rispettiamo TUTTI la situazione è migliore, anche se questo comprenderà qualche sacrificio, tipo sborsare un po’ più di soldini per dare le pensioni di reversibilità a più persone, spiegare ai propri figli che vuol dire la parola amore nel senso completo del termine (non di sesso parliamo, ma di puro amore!), controllarsi nel dire davanti a potenziali gay (i.e. studenti) è meglio non essere gay, ché sennò si è sbagliati e così via…
la differenza fra uomo e donna è un argomento sottile da prendere in considerazione, ma direi che basta questo come esempio, io sono diverso da lei molto più di quanto mia sorella è diversa da me, da un punto di vista cromosomico ( e quindi fisico) e di pensiero, dove è finita tutta questa differenza?
poi non mi va di farmi venire l’emicrania, quindi torno all’argomento principale che spiana la via al riconoscimento totale alle persone omosessuali: l’amore, fra di loro e verso il prossimo, che come ci insegna la figura di Cristo è il motore principale di tutte le nostre azioni.