Sexus, tagliato

 

Risposta al Commento di A.R. in Essere e dover essere

Essere omosessuale non crea danni alla società, non è contagioso, gli omosessuali non sono pedofili (nel senso che l’essere omosessuale non implica il fatto di essere sessuomane o pedofilo!). Infondo, secondo quali criteri stabiliamo che ciò potrebbe portare al nichilismo etico? Al mondo ci saranno sempre coppie eterosessuali che si riproduceranno e coppie omosessuali che non lo faranno. CHI decide in questo caso COSA è giusto è cosa non lo è? Lei direbbe: si potrebbe rendere giusto anche l’omicidio… si, in alcuni paesi lo è o lo è stato, ma l’omicidio è reato in quanto nessuno ha il diritto di togliere una vita umana. Così come la rapina ecc. L’ESSERE omosessuale, quale diritto umano vìola? A.R.

Chi stabilisce quali sono i diritti umani? Li sta nominando come se fossero certi ed evidenti per tutti. La crisi che il nostro tempo attraversa riguarda proprio la perdita di oggettività dei principi e dei valori che usa normalmente. La razionalità che ha corroso Dio e il suo mondo (Anima, Aldilà, Angeli, Decalogo…) ora si può dedicare allegramente a disfare il mondo dell’uomo (Valori, Umanesimo, Dignità, Diritti, Etica…). Chi di spada ferisce…

Se vogliamo rifondare una convivenza che non sia basata sulla convenienza, che quasi sempre si riduce ad avvantaggiare il forte e il fortunato, allora dobbiamo fare un lavoro di ricerca di principi oggettivi e universali. Prima di tutto si tratta di decidere se la nostra ragione è solo capace di sfarfaleggiare sul mondo senza dire niente di certo, o se è in grado di riconoscere principi e verità. Io penso di sì. Penso, di sì. Non, voglio di sì. A pensarci bene, infatti, la nostra mente è in grado di afferrare la verità. A tratti, ma sempre di più. La frase di Nietzsche «La verità non esiste. Tutto è interpretazione», che fa da refrain di sottofondo a tanto parlottare di maestri nichilisti che sguazzano nella frantumazione di certezze morali e di senso, è di una assurdità infantile, bambinesca, se si contrappone interpretazione a verità: È vera, Nice, la tua frase? Stai dicendo qualcosa di autentico o è una opinione, o, di più, una favola per la buonanotte? Se la affermi come vera, il suo contenuto si sbriciola. Se la dici sapendola giocosa capriola verbale, allora non la sto neanche ad ascoltare, perché ho altro da fare che dialogare con uno che parla senza dire. Conclusione: il pensiero ha un carattere veritativo. Strada aperta alla teologia. È per questo che Nice aborriva la grammatica, con quell’imbarazzante copula del verbo essere, così assertiva: «Bisognava liberarsi della grammatica per sbarazzarsi di Dio». O, secondo altra citazione: «Se crediamo ancora in Dio, è perché non ci siamo ancora liberati della grammatica». La usa anche lui, non può farne a meno: Tutto è… È.

Stabilito che la nostra mente, parziale finché si vuole, è fatta per conoscere la verità, si potrà iniziare a costruire la casa che ci ospiterà in questo tardo evo moderno. La problematica dell’omosessualità, per come viene discussa, rientra qui. La sua normalizzazione culturale significa la perdita, la rinuncia, di saper riconoscere un’etica oggettiva. Non sapere più riconoscere, o non volere più riconoscere che la differenza sessuale umana ha una finalità intrinseca che si appella alla nostra coscienza per diventare normativa, sfascia proprio la possibilità di potere riconoscere diritti e doveri oggettivi e non convenzionali.

Non nego che la ragione possa prendere abbagli, e pertanto sono aperto (cerco di esserlo) a riconoscere false interpretazioni (ci sono interpretazioni vere), o talmente parziali da diventare sbagliate. Ad oggi chi vuole normalizzare l’omosessualità salta di pari passo l’evidenza della finalità sessuale. Non se ne tiene conto, come se fosse lì per niente. E invece il sesso parla. Dice che l’uomo è fatto per la donna. Che il suo sesso è progettato per il sesso della donna. Per procreare ma anche per incontrarsi in pienezza. E se poi analizziamo le psicologie scopriamo che la sessuazione è (+ o -) nella mente, nel carattere, nella voce… E se guardiamo ancora ai mondi gay vediamo che la struttura bipolare viene ricercata e riprodotta: passivo o attivo sono i termini dell’incontro omo e che definiscono la loro posizione relazionale. E addirittura gli stessi travestiti sono l’apoteosi della bipolarità, ricercata con una nettezza radicale, con l’ausilio della chimica, della chirurgia, del trucco. Tradita quasi sempre dalla tonalità della voce ma cercata e affermata. Questa bipolarità possibile che non sia più afferrata? Qui inizia la normatività che rende possibili i diritti umani. C’è scopo, c’è un fine, un giusto agire. La vita non è lasciata all’arbitrio delle tendenze, impulsi, istinti… è possibile leggere i segni del corpo e interpretare bene un agire che asseconda la finalità funzionale dei corpi sessuati. Sexus, taglio. Riempire lo iato di questa separazione serve solo a seppellire ogni giusta discriminazione: quella tra vero e falso, bello e incomunicante, giusto e sbagliato. Ripeto, è l’ideologia che vuole normalizzare l’omosessualità che trovo pericolosa. L’omosessuale che si trova con quella particolare tendenza va considerato con amicizia e tolleranza (che non è affatto una parola negativa). E, se possibile, ricevendo un po’ di amicizia, tolleranza e comprensione, sia per le buone intenzioni che animano la resistenza all’ideologia normalizzatrice, e sia per il male, l’incoerenza, i limiti con cui l’eterosessuale dissemina il suo cammino e che non lo rendono migliore solo perché “fa figli”. Sottoscrivo, in questo senso, la frase di Vasco Rossi: «Non basta fare un figlio per essere un uomo e non un coniglio». Reciprocità.

2 Commenti a “Sexus, tagliato”

  1. Orarel » Blog Archive » Chi brucia la carrozzina azzurra scrive:

    […] si intreccia con la questione omosessuale, già affrontata in questi termini nel presente blog ( Sesso tagliato, ) con una prostettiva che non smetterò di ripetere, almeno fino a quando non la vedrò […]

  2. filippo scrive:

    io credevo che i diritti umani fossero fissati dalla carta internazionale sui diritti umani
    che stabilisce che tutti sono uguali indipendentemente da sesso colore religione orientamento sessuale ecc ecc
    mi è crollato un mito!
    ( /me ironico)

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