Orticolo di Michele Serra

 Da Vigno ricevo il link per l’articolo di Michele Serra su Repubblica di oggi. Sembra che prima di scriverlo abbia mangiato una tarina di ortiche, ne mangio un po’ anch’io e rispondo.

“Se oggi potessi essere a Roma andrei al Gay Pride”.

Ci andrei, ci andrei (ripetuto 8 volte), e intanto non ci va. Ha altre priorità, i gay possono aspettare. Il classico “armiamoci e partite”.

“Ci andrei perché, da cittadino italiano, riconosco nei diritti degli omosessuali i miei stessi diritti”

Quali diritti degli omosessuali non sono riconosciuti?

“Ci andrei perché la laicità dello Stato e delle sue leggi mi sta a cuore, in questo momento, più di ogni altra cosa, e ogni piazza che si batta per uno Stato laico è anche la mia piazza”.

Stato laico o Stato ateo?

“L’uguaglianza degli esseri umani indipendentemente dalle differenze di fede, di credo politico, di orientamento sessuale”.

Vogliono vivere insieme? Che lo facciano. Chi glielo vieta? Ma perché vuoi imporre a me di riconoscerli come sposi e genitori? Il pene è fatto per la vagina, l’uomo per la donna, il maschio per la femmina. Ogni società e Stato si sono aggregati a partire da lì, da quell’incrocio fecondo. Niente di ecclesiastico. Tutto molto darwiniano. Non c’è niente di più ingiusto che trattare in modo uguale cose diverse.

“Ci andrei perché ho il fondato timore che la nuova casa comune dei democratici, il Pd, nasca mettendo tra parentesi questo principio pur di non scontentare la sua componente clericale (non cattolica: clericale. I cattolici sono tutt’altra cosa)”.

Che insegnamento magisteriale! Lui sa cosa e chi sono i cattolici. Altro che papa Ratzinger. Chiedete a Serra se volete avere ragguagli su cristianesimo e cattolicesimo.

”Ci andrei perché gli elettori potenziali del Pd hanno il dovere di far sapere ai Padri Costituenti del partito, chiunque essi siano, che non sono disposti a votare per una classe dirigente che tentenni o peggio litighi già di fronte al primo mattone. Che è quello della laicità dello Stato”.

Il primo mattone l’avversione alla chiesa, all’essere cristiani e ai cattolici? Ne farà molta di strada questo nuovo partito. Grazie a gente come Serra e alla sua acida avversione alla fede attiva, si regalerà l’Italia a Berlusconi e figli per i prossimi 40 anni.

“Una piazza San Giovanni popolata solamente da persone omosessuali e transessuali, oggi, sarebbe il segno di una sconfitta. Le varie campagne clericali in atto tendono a far passare l’intera questione delle convivenze, della riforma della legislazione familiare, dei Dico, come una questione di nicchia”.

Chi vuole avere i privilegi (ma quali poi?) del matrimonio che si sposi, se è maschio e femmina. Matrimonio viene da madre. E tra due gay dov’è la madre, senza l’intervento obbligato di un esterno? Il paragone con chi è sterile non è valido perché qui l’impossibilità *matrimoniale* è congenita.

“L’intero assetto (culturale, civile, politico, legislativo) dei diritti individuali e dei diritti di relazione riguarda il complesso della nostra comunità nazionale”.

Condivido che nella questione della normalizzazione dell’omosessualità c’è ben di più del far contenti una minoranza di persone. C’è una svolta antropologica decisiva, fondamentale. Si vuole sganciare l’essere umano da una natura normativa. Si vuole assimilarlo a un’idea di libertà disincarnata. Si chiamano a raccolta tutte le presunte prove della negazione di Dio, dal neodarwinismo alle ricerche della neurobilogia, per configurare l’uomo come pura pulsione senza limiti e desiderio senza vincoli. Poveri comunisti. Mangiati vivi dall’Individuo Borghese.

“La sola pretesa di elevare a Modello una sola etica, una sola mentalità, una sola maniera di stringere vincoli tra persone e davanti alla comunità, basta e avanza a farci capire che in discussione non sono i costumi o il destino di una minoranza. Ma i costumi e il destino di tutti”.

Il Modello che vuoi imporre è il tuo. L’Uomo a una dimensione: il Desiderio. Quindi manipolabile da chi sa armeggiare con la seduzione delle folle. Il MonoUomo (sia esso Desiderio ludico o Forza lavoro) ha già fatto gara abbastanza a Mosca e Phnom Penh, fino al 1989. Prego, aggiornare i calendari.

“Ci andrei, infine, perché in quella piazza romana, oggi, nessuno chiederà di negare diritti altrui in favore dei propri. Nessuno vorrà promuovere un Modello penalizzando gli altri. Non sarà una piazza che lavora per sottrazione, come quella rispettabile ma sotto sotto minacciosa del Family Day. Sarà una piazza che vuole aggiungere qualcosa senza togliere nulla”.

Falsissimo. Tu non chiedi di aggiungere un qualche legittimo diritto. Tu vuoi sovvertire l’antropologia e la comprensione etica della nostra Costituzione. Ragionando così si potrebbe alzare uno che dice: “Voglio legalizzare la schiavitù. Come puoi tu, pericoloso reazionario, non essere d’accordo? Cosa te ne viene a te? Se tu non vuoi farlo, non farlo, ma non impedirlo a me”. L’eliminazione di un riferimento oggettivo all’etica naturale porta a quella conclusione. Non essendoci più un bene e un male oggettivi, derivabili dal diritto naturale, ogni richiesta è valida. Il “purché non si faccia male ad altri” è un’opzione tra le tante. Non più vera (non c’è verità), non più giusta (non c’è giustizia), non più buona di altre (non esiste il bene oggettivo), ma semplicemente più conveniente per quelli che la chiedono. Se non esiste riferimento naturale, valido per tutti, universale, c’è solo la convenienza, il desiderio, il volere. Sparendo il Logos, una ratio comune, resta l’arbitrio. Dietro al rifiuto di vedere come normale l’omosessualità c’è la salvaguardia dell’intero impianto di civiltà che arriva a noi anche grazie al cristianesimo.

“Nessuna “famiglia tradizionale” si è mai sentita censurata o impedita o sminuita dalle scelte differenti di altre persone”.

Se fosse per me darei la reversibilità al figlio che resta dopo la morte del padre o anche a due amici. Ma il bilancio non lo permette. E dovendo redigere una lista che rispetti un budget limitato troverei molto più giusto privilegiare un figlio orfano o un fratello che resta dopo la morte dell’altro che amici e conoscenti. Perché quella affettività primaria non viene riconosciuta? Se ci fossero i soldi li darei a tutti. Ma intanto è almeno giusto privilegiare chi ha una famiglia con figli perché da lì nasce il futuro della società.

“Nessun eterosessuale ha potuto misurare, nel suo intimo, la violenza di sentirsi definire “contro natura”. Chi si sente minacciato dall’omosessualità non ha ben chiaro il concetto di libertà. Che è perfino qualcosa di più del concetto di laicità”.

La minaccia non è l’omosessuale, e neanche la tendenza omosessuale, ma la volontà di normalizzare tale tendenza. “Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro!” Lo dice Isaia (5,20), profeta dell’Antico Testamento.

9 Commenti a “Orticolo di Michele Serra”

  1. Vigno scrive:

    Come da un qualche ultimo post mi nascondo nella telegraficità…per mancanza di tempo…

    Vorrei evidenziare solo due passaggi un po’ forzati…

    a)il non tirare in ballo la sterilità. In un incontro in chiesa mi sembra di aver chiarito con il prete che per il diritto canonico(è quello della chiesa vero?) una coppia sterile NON si può sposare.

    b)tra schiavitù e dico c’è una netta differenza. infondo i dico non sottraggono diritti a nessuno, mentre rendere schiavo qualcuno sottrae diritti allo SCHIAVO.

    Ammesse e non concesse tutte le belle parole sulla natura e sull’eterosessualità legata alla condizione di natura… in fondo noi siamo un po’ più progrediti della situazione di natura…insomma ci vestiamo usiamo l’automobile il computer…ci farà poi così male riconoscere formalmente le unioni tra coppie omosessuali?

    al di là del dogmatismo di qualsiasi specie, non esiste solo il relativismo…esiste anche la filosofia della possibilità…consiglio il “Crucifige” di Zagrebelsky

    Vigno

  2. Matteo scrive:

    –La minaccia non è l’omosessuale, e neanche la tendenza omosessuale, ma la volontà di normalizzare tale tendenza. –

    Ho sentito fin troppe volte questa frase, che viene usata a mio parere per fare la bella faccia e non dire quello che in realtà si pensa veramente, e cioè che la minaccia E’ l’omosessuale e la tendenza omosessuale.

    In spagna ci sono i PACS da anni, così come in francia e in altri paesi. La gente continua a sposarsi, continuano a nascere bambini, continuano a divorziare coppie COSì COME IN ITALIA… però noi, invece che guardare avanti, preferiamo attenerci a quello che diceva il profeta Isaia (5,20).

    ciao ciao ;)

    M.

  3. Vigno scrive:

    il problema è proprio che qualcuno non ha ancora compreso quello che dice Isaia… “Guai…a coloro che assolvono per regali un colpevole e privano del suo diritto l`innocente.”(Isaia 5,23) o forse è una colpa essere diversi e non fare del male a nessuno??

    Vigno

  4. Matteo scrive:

    Vigno mi meraviglio più di te che non hai ancora capito come funziona: si prendono pezzi della bibbia, che fanno comodo, e ognuno li interpreta a modo proprio… Isaia può aver detto tutto e il contrario di tutto.

    (la mia prima frase è ovviamente ironica, non sto andando in modo arrogante contro vigno :D)

    M.

  5. Vigno scrive:

    ^___________^
    (viva la sincerità…io volevo essere un po’ più sottile…citando una frasetta di due righe dopo)

    Vigno

  6. Matteo scrive:

    No no! Mai essere sottili… se no poi c’è gente che fraintende e reinterpreta…. meglio dire in modo chiaro quello che uno pensa.

    Tanto la santa inquisizione per fortuna non c’è più! :D

  7. Giuseppe scrive:

    Ho provato a rispondere a Massimo qui:
    http://bioetiche.blogspot.com/2007/06/legge-naturale-e-liberalismo.html
    Ciao.

  8. Luca scrive:

    Chi lo dice che il riconoscimento delle coppie omosessuali non fa del male a nessuno? Non c’è bisogno di nessun riconoscimento dello Stato, se vogliono stare insieme lo facciano, e non tirino in ballo le istituzioni. Quanto al profeta Isaia, i sodomiti farebbero bene a leggerlo tutto e non solo ad estrapolare pezzi con tanto di puntini sospensivi! Meglio rimanere al profeta Isaia che non “guardare avanti” come dite voi. Noi preferiamo guardare avanti come dice Cristo.

  9. filippo scrive:

    Rispondiamo con pazienza a Luca:
    Chi lo dice che il riconoscimento delle coppie omosessuali non fa del male a nessuno?
    Ci sono importanti ricerche (che puoi trovare su siti comunisti e della famosa lobby gay) che evidenziano come il riconoscimento delle coppie omosessuali sia un segno di benessere economico ed evoluzione della società, ad esempio, per non dire di altre che evidenziano come bambini cresciuti da due mamme manifestino (in media) meno aggressività rispetto a bambini cresciuti da coppie eterosessuali. Inoltre, non ho mai visto coppie di ragazzi che tenendosi per mano per strada si mettevano a picchiare altri passanti, semmai ci sono numerosi fatti di cronaca che evidenziano il contrario…

    Per il riconoscimento dello stato, sarò ben lieto quando dopo aver conosciuto l’amore della tua vita non lo potrai sposare, non gli potrai giurare fedeltà ed assistenza, ti cacceranno fuori dall’ospedale mentre lui sta male, non riceverà la pensione di reversibilità quando tu morirai e andrà a morire in disperazione e miseria.

    Per i tuoi profeti poi, ricordiamo che scrivevano qualche millennio fa, quando ancora era necessario “fare figli” per sopraffare il villaggio vicino, e non c’erano ancora 7 miliardi di persone sulla terra a pestarsi i piedi a vicenda…

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