Pillola di coscienza

Su Repubblica di ieri (Pillola anticoncezionale, si riapre il dibattito
In due ricerche i nuovi rischi per le donne
, 11 novembre: Leggi) vengono riferiti i dati di indagini sui rischi per la salute della pillola anticoncezionale. Ho già letto vari commenti su internet in cui c’è la rincorsa a minimizzare: si sapeva già, meglio che niente, e allora che facciamo, è peggio l’aspirina… Intanto questi dati facciamoli conoscere, poi le donne sceglieranno.

DUE ricerche presentate anche dalla rivista scientifica Nature, mettono in guardia dall’utilizzo a lungo termine della pillola anticoncezionale. Il primo studio ha scoperto che chi utilizza la “pillola” presenta un accumulo di placche nelle arterie superiore alle donne che non ne fanno uso. Le placche sono grasso indurito e colesterolo che con il tempo possono causare problemi al cuore. La ricerca è stata realizzata dall’Università di Ghent, in Belgio, dove i ricercatori hanno seguito un gruppo di 1.000 donne che erano solite fare uso di “pillola” e un altro campione di 1.000 donne come confronto. Essi hanno messo in luce che nelle prime l’ammontare di placche è aumentato del 20-30% per ogni decade che hanno fatto uso del farmaco. I risultati sono stati presentati al recente convegno dell’American Heart Association tenutosi ad Orlando in Florida (Usa).

Al contempo, un’altra ricerca pubblicata su Lancet, conferma precedenti ipotesi che il rischio di contrarre il cancro cervicale è più alto nelle donne che fanno uso della “pillola”. Le probabilità ritornano nella norma nell’arco di un decennio da quando si smette di utilizzare il farmaco.

Sempre nell’articolo la dott.sa Sharonne Hayes dice: «Non c’è dubbio tuttavia, che dobbiamo mettere in guardia le donne che l’uso della “pillola” aumenta il rischio di infarti, di cancro cervicale e cancro al seno, anche se quest’ultimo effetto è ancora controverso. Tuttavia va anche detto loro che essa protegge dal cancro alle ovaie e dall’acne»… allora…. bilanciamo i danni e i vantaggi. Mentre a Jane Green, specializzato nella ricerca sul cancro dell’Università di Oxford,  chiedono: ma allora fa bene o male? e lei risponde risponde: “Nessuno al momento è in grado di sostenere che la “pillola” fa bene o fa male».

A parte il danno per la salute, che è criminale nascondere (sia per interessi economici che ideologici) c’è anche da considerare il rilievo psicologico dell’uso di questo anticoncezionale. Ricordo quello che disse il filosofo Horkheimer, fondatore con Adorno della Scuola di Francoforte, che in controtendenza ai commenti estremamente critici all’uscita dell’enciclica di Paolo VI Humane vitae osservava che la pillola avrebbe ucciso la nostalgia, ingrediente necessario del desiderio.

In “Nostalgia del totalmente Altro” dice inoltre:

Tramitela potenza in via di sviluppo della tecnica, l’aumento della popolazione, la ristrutturazione inarrestabile dei singoli popoli in gruppi rigidamente organizzati, tramite una competizione senza risparmio di colpi tra i blocchi contrapposti di potenza, a me sembra inevitabile la totale amministrazione del mondo. Con la scienza e con la tecnica l’uomo ha sottomesso le forze smisurate della natura. Se queste forze – per esempio, l’energia nucleare – non devono servire alla distruzione, devono essere prese sotto vigilanza da una amministrazione centrale veramente razionale. La farmaceutica moderna – per portare un altro esempio – ha reso manipolabile mediante la pillola i dinamismi della generazione umana. Un giorno avremo bisogno di amministrare le nascite. Io credo che gli uomini in siffatto mondo amministrato non potranno sviluppare liberamentele loro capacità, ma si adatteranno a regole razionalizzate. Gli uomini del mondo futuro agiranno automaticamente: ad un segnale rosso si fermeranno, ad un segnale verde proseguiranno. Obbediranno ai segnali.

In forte controtendenza rispetto a chi pensa che la pillola aumenta la libertà.

Vorrei segnalare, sia per motivi di salute che di maggiore libertà, il Metodo Billings, che è un metodo naturale di regolazione della fertilità. Questo metodo serve anche per avere figli. Funzionando mediante la conoscenza diretta del proprio corpo, la donna sa riconoscere il momento della fertilità; a questo punto la coppia, informata, può vivere liberamente la propria responsabilità procreativa per evitare un rapporto nel momento di fertilità o, cosa altretanto importante,  cercarlo nel momento giusto per avere un figlio. Vedi il sito ufficiale australiano (i coniugi Billings che hanno scoperto questo metodo sono australiani); e qui (vedi l’elenco), oltre a materiale divulgativo c’è, fondamentale, l’elenco degli istruttori, presenti su tutto il territorio nazinale, che gratuitamente insegnano il Metodo e aiutano ad applicarlo a seconda del tipo di ciclo che ha la donna. Nessuna tipologia infatti è preclusa. Ma occorre conoscenza e non uno sbrigativo fai da te. Per la salute e la libertà si può fare benissimo.

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