Critica di LaChriss, e replica

Rispondo qui a LaChriss che ha criticato il post Il neonato homosexual, all’ingese:

Paragonare un omosessuale ad un pedofilo, ad un sadico, adirittura ad un necrofilo….. cioè… non pensi sia un po’ esagerato?

Eliminata una finalità intrinseca della sessualità, leggibile nella morfologia e nel funzionamento dei corpi sessuati, tutto diventa orientamento. Equiparabile, ed equiparato implicitamente dalla Carta europea dei diritti, a tutti gli altri orientamenti. A meno che non si voglia discriminare le altre forme di orientamento.

Il tuo piccolo articolo è alquanto discriminatorio. Come se si stesse palrando di una piccola minoranza che va eliminata al più presto, oppure “infetterà” il mondo.

Da parte mia non voglio eliminare nessuno. Neanche i cattolici…

Forse si ha un idea di “omosessualità” diversa dalla mia. Questo mi sembra ovvio. E mi sembra che la tua idea si basi molto su precetti vicini alla religione cattolica.

Sì, ma i precetti della chiesa per me non sono, e non devono essere, lontani da un’etica del senso comune. la stessa che mi porta a condannare l’omicidio e il furto.

Sarà che sono atea… e quindi se uno psichiatra mi dice che l’omosessualità non è un disturbo mentre la necrofilia sì, gli credo. Se me lo dice un prete o una “religione”, NO. per il semplice fatto che non si basa su nulla. Su cosa si basa, Su come è la natura? E chi lo decide che essere omosessuali è sbagliato come essere pedofili? Dio? E se io non credo in Dio? Mi dimostrino che dio esiste e allora potrò iniziare a pensare a questo.

Graffettare un qualsiasi tema etico all’esistenza di Dio è un buon stratagemma per evitare di affrontarlo per chi si dichiara ateo. In effetti anche non uccidere e non rubare sono comandamenti divini, quindi è bene non credere a quei pretacci che lo divulgano basandolo “su nulla”, invece che *credere* agli psichiatri che hanno ben altri argomenti.  Qui c’è comunque ciò che fa, secondo me, problema nell’ideologia che vuole legittimare l’omosessuale con la negazione di una natura umana. Se fosse vero infatti che la natura umana non esiste non potremmo comunicare, non avremmo niente in comune, non ci sarebbero più neanche i diritti umani *universali*. Ma di questo piccolo effetto collaterale nessuno sembra preoccuparsi.

Io mi chiedo… conosco molti ragazzi e ragazze omosessuali. Sono tutti turbati? Eppure hanno tutti una famiglia eterosessuale, che ha cercato di dargli una certa educazione. Sono tutti malati, disturbati, deviati? Non sono sadici, te lo assicuro. Nemmeno si prostituiscono o praticano la necrofilia…… amano. Questo sì.

L’amore non è un passepartout. Non basta dire amore per far scossare la testa dall’alto in basso. Anche un pedo-filo ama. Anche un necro-filo. Ecc. Non lo dico perchè li considero uguali alla omosessualità. Sono forme di gestione della sessualità, come lo è l’eterosessualità. Penso che si debba cercare nell’amore una forma di “giustezza”, di “armonia” con la forma di vita che ci troviamo assegnata. Dovremmo cercare di vivere in sintonia con i principi che regolano la vita. A volte siamo in discordanza non per nostra colpa o responsabilità. Nasciamo in certi contesti e con certi impulsi, veniamo educati e formati in un certo modo. Spesso agiamo e viviamo con una direzione che ci è stata impressa da altri e altro. In quel caso, se ne siamo consapevoli, cercheremo di fare il possibile, di ridurre il danno. Ma il guaio è l’esclusione in partenza, per autolegittimare la nostra condotta, che vi sia una giustezza a cui conformarsi. In questo caso, se fosse vero, lo è a tutti i livelli. Troppo facile escluderla solo per ciò che interessa.

Ah, pensa… piangono pure! Studiano, si alzano la mattina. Convivono, condividono emozioni, beni materiali e non. Sarebbero capaci anche di dare la propria vita per la persona che amano. E parliamo di persona vivente, dato che ti ho detto ke non sono necrofili.

Bene. Beati loro che sono così umani e altruisti. Così cristologici, mi viene da dire (dare la vita, scusa, ma lo vedo, forse per deformazione “professionale”, sempre associato al Cristo in Croce). Messa così sembrano persone che cercano una sintonia con una regola che precede e supera se stessi, portandoli anche a rinunciare alla propria vita. Chi vive così può essere in grado di percepire un significato etico dell’agire, e cercare di correlare sempre più e meglio la vita alla regola intravista.
PS: se ci fosse u necrofilo in ascolto come troverebbe il suo uso del termine continuamente denigratorio?

Mi dia una risposta adesso, sincera: cosa consiglieresti tu a questi ragazzi e ragazze? Di curarsi…? Davvero, dammi una risposta perchè a sto punto non so nemmeno io cosa pensare.

Inizierei intanto col chiedermi perchè ho questo orientamento (tendenza, si diceva una volta). Sono convnto che non vi sia *una* causa, e che queste cause non sono ancora ben conosciute, nemmeno da chi, facendo un’operazione scorretta, diffonde l’idea di una causalità genetica, come nella pubblicià di cui si stava discutendo. Sopra tutto vale la massima di Filippo Neri: siate buoni se potete. C’è il bene, leggibile nella nostra natura, ma c’è anche una grande comprensione per chi ne è lontano. Il problema, lo ripeto, è che oggi ci vogliono convnvcere che non ci sia più nè bene nè male.

8 Commenti a “Critica di LaChriss, e replica”

  1. filippo scrive:

    Credo che queste parole debbano far molto pensare…
    non sono pronunciate da una persona qualunque, uno che spara le solite baggianate sentendosi lui la persona perfetta, bensì da una persona che riveste un ruolo di educatore, professore, insegnante e guida per adolescenti:
    ora se avessi dovuto seguire le sue lezioni (e per fortuna non lo feci) mentre mi innamoravo di un mio compagno di scuola, cosa queste parole mi avrebbero portato a fare?
    per tutta risposta posso solo rimandare a ricerche fatte da psicologi e associazioni, che tramite questionati online hanno rilevato che ciò che un giovane adolescente fa, in seguito a chi nega il suo amore (e questo è bene sottolinearlo è un amore bello, legittimo che accresce l’amante e l’amato) è il suicidio.
    non dico che si suicida immediatamente, però il senso di imperfezione, inadeguatezza, rigetto, emarginazione porta chi non ha ancora l’idea di quel che vuol dire lottare, a commettere gesti drastici.
    Ora io invito veramente chi scrive questo blog, a imparare che l’amore ha tante forme, legittimate non da un concetto di natura a incastro, bensì dal rispetto per gli altri.
    E riflettere sul proprio ruolo…

  2. Massimo Zambelli scrive:

    Alcune veloci osservazioni:
    1. Cosa avrebbero potuto fare le mie parole? Forse pensare?
    2. Non è positivo ricattare la libertà di insegnamento con la minaccia del suicidio. Per ogni argomento, e soprattutto per i più eticamente sensibili, bisogna certamente usare tatto, ma, in una democrazia per fortuna ancora pluralista (o è un pluralismo a senso unico?), non si deve impedire di dire, e sentire, l’opinione argomentata di chiunque, anche fosse un… cattolico.
    3. Vorrei ragionare sulle qustioni che pongo, essendo un blog a gestione “personale”, e non solo su un generico “così non va”. Ho chiesto e ricevuto da LaChris che cosa non andava. Lo stesso faccio a lei.
    4. Nella gestione della mia sessualità non mi sento migliore e superiore a un omosessuale. Riconosco di avere un problema in meno, ma anch’io devo lottare per gestire una sessualità che, come per tutti, è una forza non semplice: in se stessa, non solo per come la vive la società.
    5. Non ridurrei la persona all’orientamento sessuale. Importante, ma non totalizzante.
    6. Il rispetto per gli altri deve portare forse a pensarla sempre come gli altri?
    7. Il mio ruolo. Siamo al paradosso che in questa società un insegnante di religione è criticato per il suo mestiere, mentre a una porno star-insegnante non gli si chiede, o si critica chi lo fa, di “riflettere sul suo ruolo”.
    8. Grazie dello spunto per riflettere.

  3. filippo scrive:

    Ancora mi rammarico della pochezza delle sue considerazioni.
    nel punto 2.
    il suicidio non è ricattare la libertà di insegnamento, solo una conseguenza di offese ripetute ed emarginazione verso una classe di persone, io dico suicidio come una conseguenza lieve, nel medioevo tali discrminazioni portavano a roghi, nei regimi totalitari a deportazioni e massacri…
    inoltre lei è libero di dire quello che le pare in classe, ma se tali parole hanno conseguenze gravi, allora vale il motto uomo avvertito mezzo salvato, i conti con la sua coscienza li farà poi lei.
    3. cosa non va? semplicemente la mancanza di amore verso le altre persone che lei dimostra.
    4. ne deduco l’omossessualità è un problema, non mi piace affatto questa idea: l’omosessualità è una cosa NORMALE, grazie, nessun problema!
    5. se non si riduce alla sessualità diciamo che i gay devono rinunciare alla loro sessualità quindi? devo capire questo?
    6. lei è libero di pensarla come vuole, ma non può dire cose FALSE come l’omosessualità è sbagliata ecc ecc, (ovviamente lei non dice così ma usa un linguaggio più sottile ed ancora più velenoso)
    come se io futuro prof di matematica insegnassi ai ragazzi delle formule sbagliate, che 2+2 fa 5 nei numeri reali, e questi ragazzi da futuri ingegneri costruiranno case con queste formule!!!
    7. non ho seguito la vicenda, ma non credo che l’insegnante certe cose le facesse in classe, si deve valutare un insegnante per le sue capactà didattiche, per la correttezza delle cose che insegna, non per quello che è fuori dalla scuola.
    8. è faticoso decostruire persone malevolmente sottili come lei, ma insisterò nella mia opera perchè ho l’amore che mi riempie il cuore, amore immenso per il mio ragazzo che non mi farà vacillare mai!

  4. Massimo Zambelli scrive:

    2. Tatto e verità. Non ricatto e censura.
    3. Cerco di fare mia la differenza tra errore ed errante. Sapendo in partenza che non riuscirò sempre a farlo. Sono molto realista su di me. Non mi faccio illusioni nè autocelebrazioni.
    4. NORMALE, cioè nella norma. Ma rispetto a cosa?
    5. La sessualità non è, comunque, solo genitalità. L’ideale sarebbe un controllo della propria tendenza capace di governare il rapporto come amicizia. Anche gli eterosessuali, sacerdoti o religiosi compresi, vivono questa sublimazione della sessualità. Può funzionare.
    6. E’ falso dire che c’è un uomo e una donna? Vorrà pur dire qualcosa questa differenza fisica e psichica?
    7. Non può rivolgere a me l’idea di avere un “ruolo di educatore, professore, insegnante e guida per adolescenti”, e dimenticare così in fretta questo ruolo se si parla di porno star. Un educatore e una guida deve vivere le cose che insegna, altrimenti: o insegna le cose che vive o è un ipocrita.
    8. A me il confronto serve per crescere, mediante conferma o confutazione delle mie idee. Sono aperto a cambiare; se mi si convince su qualcosa, cerco di essere onesto e adeguarmi alle nuove e migliori evidenze. L’unica cosa è decifrare questo “amore immenso” che sente.

  5. Vigno scrive:

    vorrei difendere il prof…strano ma vero…con poche considerazioni…intanto posso assicurarti Filippo, che l’insegnante Massimo Zambelli, è uno dei migliori prof di religione(e glielo dico da agnostico in via ufficiale e ateo personalmente ed ex-allievo) e tratta tutti gli argomenti senza lanciare sentenze, ma invitando al confronto all’interno della classe, certo lui ha le sue idee, ma per quanto lo conosca se si trovasse in una classe in cui tutti sono allineati nella dottrina cattolica penso che non si tirerebbe indietro nel ruolo di avvocato del ‘diavolo’ sempre puntando al dialogo tra gli studenti e alla loro crescita MORALE e intellettiva.
    punto due eviterei di tirare fuori dal cappello la matematica…che come lei ben sa è fortunatamente altro dalle scienze umane, dalla filosofia e dalla religione…anche perchè si basa su assiomi cioè verità vere per definizione, indimostrate e apparentemente autoevidenti(vedi assioma sulle parallele di euclide)(tutto ciò la fa assomigliare a una religione, anche se richiede un atto di fede meno impegnativo, e ’sembra’ più razionale) e sicuramente sarebbe possibile inventare un’altra ‘matematica’ in cui 2+2 faccia 5, o come lei sa non sempre 7+7 fa 14 ma potrebbe fare anche 2, e anzi è più frequente che faccia 2 piuttosto che 14(orologio) o meglio 2 e 14 sono equivalenti…e in altri campi il 2 e il 14 non sono proprio equivalenti(economia)…e dunque per ogni contesto sarebbe bene usare le ‘armi’ di quel contesto(o affini, o di altri contesti ma trasferibili senza alcuna obiezione).

    ciao
    Vigno
    PS
    prof le confido che mi stanno un po’ crollando le certezze(è un eufemismo ormai non ci sono più) sulla giustezza dell’aborto…anche se in effetti(dopo aver ascoltato un’intervista di Norberto Bobbio su you tube e già dalla lettura di orwell e huxley) ho capito che i diritti in conflitto sono tanti e tali, che una risposta coerente forse non esiste…

  6. Massimo Zambelli scrive:

    Onorato della difesa, anche se potevi dire: “Zambelli è uno dei migliori prof”, senza agggiungere “di religione”. Visto che nella tua carriera di studente avrai avuto due o tre prof di religione al massimo, eccellere tra questi non è poi così esaltante… :-)

    Interessante invece la tua annotazione sulla questione aborto. C’è un’iniziativa interessante di cui darò conto appena posso, adeso devo correre (consigli classe). Di Bobbio su Orarel c’è da tempo un’intervista molto bella: http://www.orarel.com/persona/persona.shtml . Invece mi segnaleresti quella su iutub? E anche come possa fare 2+2=no4 (è venuto fuori anche a scuola)?

    A presto.
    Ciao, Massimo

  7. filippo scrive:

    Rispondiamo ancora coi numerini, chè è divertente…
    2 uso di tatto va bene, ma la verità al di fuori della scienza sappiamo bene che non esiste, e allora è inutile invocarla per nome di dio.
    4. guardi che normale l’ha tirato fuori prima lei, non faccia osservazioni banali, che poi si ritorcono su di lei!
    5. davvero può funzionare vivere senza sesso? ma non andrebbe ancora più “contro natura”, come si dice alla vostra maniera?
    6. se ci sono un uomo ed una donna, come scelte sessuali, vuol dire che ci sono più possibilità di divertimento, non che alcune vanno bene e altre no!
    7. credo esuli dall’argomento, è logico che se fossi io tale prof non verrei a criticare il suo blog…
    8. Wow un unovo Freud! chissà… il mio ragazzo lo baciai nel seguente modo:eravamo sul mio letto a parlare da amici, gli dissi: stanotte ti ho sognato… (silenzio) e lui: e… ed io: ci baciavamo…
    poi l’ho baciato…
    Morale della favola: l’amore è una cosa troppo bella per riuscire ad essere spiegata, non penso che sarà mai possibile!!!

    ora mi dedico al signor Vigno
    è scritto: 2+2 non fa 5 nei numeri reali, sicchè il campo di lavoro è ben definito, e questo basta a rendere questa affermazione vera in modo assoluto, provata mediante gli assiomi di campo dei numeri reali.
    Io non critico inoltre l’autore del blog in merito alle sue lezioni, ma solamente riguardo ad un preciso argomento trattato in questo blog: l’omosessualità, poichè è un argomento veramente sensibile e delicato, che richiede penso una conoscenza di persone coninvolte dal vivo, cioè aver toccato con mano tale amore, non si può parlare a vanvera di tale argomento, basandosi solo su documenti vecchi di duemila anni almeno e su pensieri estrapolati da essi in modo assai artificioso.

  8. LaChriss scrive:

    Uh, ricapito dopo un po’ di tempo a rileggere questo blog.

    Il mio computer va quando lui e soltanto lui decide di andare :S

    Ad ogni modo. Ieri pensavo ad una cosa…. io conosco un ragazzo omosessuale… e mi ha raccontato che lui ha capito di essere omosessuale fin dall’infanzia. Fin dalle scuole medie. Certo, quando era alle medie pensava ai ragazzini e non alle ragazzine come fanno tutti i bambini… non pensava certo “sono gay”… più tardi ha capito di essere “diverso” dagli altri.

    Ora… mi chiedevo… dato che lei (Massimo) dici che l’omosessualità è un vizio… è un vizio anche in questo caso? (e sono migliaia questi casi)… anche per un ragazzino è un VIZIO?

    Non mi dica che un ragazzino di 10 anni non pensa alla sua sessualità perchè i bambini alle scuole medie iniziano già a guardare le ragazzine….

    Come spiegare questo fatto?

    E’ una malattia e quindi il ragazzino ne soffre già all’inizio della pubertà? Eppure non ha mai avuto rapporti omosessuali, non ha mai iniziato qualcosa che poi diventasse un vizio.

    Altra cosa, riguardo a quello che ha detto Filippo e a cui lei ha risposto. Non so se lei sia sposato o meno. Però avrà di sicuro amato una donna e sarà stato ricambiato. Ecco lo stesso amore, identico, che ha provato lei, ricambiato, magari lo ha provato un ragazzo omosessuale (per ora sto tralasciando il rapporto sessuale vero e proprio, parlo solo di amore).

    Perchè quello che prova un eterosessuale è giusto, e quello che prova un omosessuale no?

    E non mi venga a dire che l’amore che prova l’omosessuale è lo stesso che prova un necrofilo, o un pedofilo, o un orgista….. perchè davvero è ridicola come cosa. L’amore del pedofilo non è contraccambiato… così come quello del necrofilo.
    O no?

    ;)

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