Archivio di Dicembre 2007

Luttazzate - 1

Mercoledì 19 Dicembre 2007

Adesso gira che la causa della censura della trasmissione di Luttazzi a La7 sia dovuta a una puntata sulla religione. Lui stesso, nel suo blog, sembra confermare:

Non mi piacciono le dietrologie, ma può darsi che la ragione non sia tanto la battuta su Ferrara ma il monologo sull’enciclica del Papa. Come mi ha detto Dario Fo: quando si tocca la Chiesa è lì che cominciano i guai. 

E’ pubblicato su internet (ad esempio qui) il testo della trasmissione mai fatta. Stimolante. Provo a commentarlo a puntate. Nel rispondere mi manca però la possibilità di fare le smorfiette che fa lui nell’accompagnare le sue sparate. Ci stanno troooppo bene. Userò allora gli intercalari visivi delle inchieste de Le Iene.

Qualcuno mi ha chiesto: Daniele, perché ce l’hai con la religione? Perché mi sono convinto che le religioni sono pericolose. Operano un plagio di massa che ha una funzione sociale di controllo; e che diventa pericolosissimo quando la religione, forte del numero, tende a far coincidere il peccato col reato, e a condizionare l’attività dei governi. Gli esempi in questo senso sono sempre all’ordine del giorno (staminali, pacs, eutanasia) e ormai insopportabili…

Le religioni, al plurale, sono dunque pericolose. Come un diavolo che entra nelle coscienze e le condiziona subdolamente. Meglio l’ateismo, senz’altro. Senza Dio e i suoi puscher la coscienza è libera di fare quello che vuole. Bella favola. Senza Dio, resta Cesare. Solo e incontrastato. E oggi il Kaiser ha i media dalla sua parte per plagiare le coscienze. Non come quei grezzoni di atei russi che imponevano l’irreligione con la clava della censura. Davvero bisognerebbe eliminarle tutte, sopratutto quelle tristi pretese di far coincidere il peccato con il reato. Pensate un po’: uccidere, rubare, mentire, stuprare… Basta con le superstizioni!

Ricorderete come la Chiesa si sia opposta alla ricerca sulle staminali degli embrioni perché “l’embrione è uno di noi, è già persona”. C’erano però tre contro-argomenti formidabili: a) Quello teologico. S.Tommaso nega agli embrioni la resurrezione, in quanto privi di anima razionale, e pertanto non ancora esseri umani. (Supplemento alla Summa Theologiae, 80, 4); b) Quello pragmatico. La Chiesa nega il battesimo ai feti abortiti in modo spontaneo. Nella prassi, cioè, la Chiesa non considera il feto una persona finchè non nasce vivo. c) Quello naturale. Di tutti i concepiti, solo il 15-20% riesce ad annidarsi nell’utero materno. La natura stessa, cioè, non tutela così tanto il diritto alla vita del concepito, diritto che però si arroga la Chiesa… 

Seguiamo i “formidabili argomenti” del comicofilosofoteologo.

a) San Tommaso si rifà all’embriologia aristotelica, per la quale, tra l’altro, la donna non contribuisce attivamente alla generazione, oltre ad acquisire l’anima dopo il maschio (40 giorni dopo). Carino comunque il volere che la Chiesa resti ancorata alle idee di Tommaso per quanto riguarda concezioni scientifiche. Tommaso ad esempio non era Eliocentrista ma Geocentrista. Che facciamo? La Chiesa deve ignorare Copernico e Galileo e ritornare a Tolomeo perchè così pensava Tommaso? Cosa volete? Volete una Chiesa che segua le conoscenze scientifiche o che resti alle conoscenze del passato? Curioso, no, che questi comicoilluministi siano oscurantisti nei confronti della Chiesa? La vogliono zotica per riderne più facilmente. Oggi fa testo quel che dice Edoardo Boncinelli: «Dal punto di vista biologico non c’è in sostanza nessuna discontinuità dal concepimento alla nascita e oltre».

b) La Chiesa nega il battesimo ai feti abortiti perchè gli aborti sono dei morti. Mai sentito, o sommo teocomico, che il battesimo si dà ai vivi?

c) I molti abortiti. Intanto: come si fa a verificare scientificamente la quantità di concepiti non annidati? Chi sta sotto la gonna della donna a verificare? A Luttazzi è un lavoro che piacerebbe, ma temo che gli ci voglia un bel po’ di tempo prima di affermare (lui e i Veronesi vari che argomentano nello stesso modo), che la “natura” è contro il diritto alla vita. Bastava guardare quegli angolini di terra coronati da cipressi per accorgersi che la mortalità tra gli umani è molto più alta del 15-20%. E concludere quindi che la “natura” non ama la vita, non ama l’uomo, ed è perciò contro la vita e contro gli esseri umani. O si pensi all’alta mortalità dei bambini in africa: quindi gli africani non valgono? E’ la classica zappa sui piedi. Sa calcolare il valore della vita solo con la statistica: l’ateismo coerente infatti che pregio può mai dare alla vita, puro accidente senza importanza? Una comparsata subito censurata. Zero valore.

È stata poi la scienza, e non la religione, a scoprire, la settimana scorsa, che è possibile ricavare cellule staminali anche da tessuti adulti. Fine del dilemma etico sollevato ad arte. Con la nuova ricerca sulle staminali, gli scienziati ritengono che adesso potremmo fare grandi progressi, dalla cura del Parkinson alla rigenerazione della spina dorsale nel centrosinistra.

Cos’è Luttazzi quella robina marrone sotto la suola della scarpa? Stato in campagna? Neanche la puzza avverte della palese contraddizione. Proprio questa notizia conferma che era pretestuoso e ideologico fissarsi sull’embrione umano (ma non usava fare esperimenti prima sugli animali?), ucciderlo per beneficiare altri, mandando a quel paese il principio del «nessuno è mezzo ma sempre fine». Che nonchalance, come se niente fosse. Neanche un piccolo: scusate abbiamo scazzato. Per lui era un dilemma sollevato ad arte. Ora si può procedere senza dilemmi (allora c’era un dilemma), dice il Daniele Luttazzi. Come porta male il nome del grande profeta dell’intelligenza, umana e divina:

Allora il segreto fu rivelato a Daniele in una visione notturna ed egli benedisse il Dio del cielo dicendo:
«Sia benedetto eternamente il nome di Dio perché a lui appartengono la saggezza e la forza.
Egli alterna i tempi e le stagioni; depone i re e li innalza, dà la saggezza ai saggi e il sapere agli intelligenti.
Egli svela le cose profonde e nascoste; conosce ciò che è nelle tenebre, e la luce abita con lui.
O Dio dei miei padri, io ti lodo e ti ringrazio, perché mi hai dato saggezza e forza, e mi hai fatto conoscere quello che ti abbiamo domandato, rivelandoci il segreto che il re vuol conoscere».
(Daniele 2,19-23)

Alla prossima.

Cannocchiale e microscopio

Giovedì 13 Dicembre 2007