Minocrazia e porgi l’altra guancia

Quando 67 docenti su 4.500 dell’Ateneo La Sapienza; quando alcune centinaia, anche migliaia, anche decine di migliaia, di studenti su 150.000, bloccano una visita concordata liberamente e istituzionalmente, significa Minocrazia: comando di una minoranza.

Questo succede anche in altri campi. Quante sono le coppie di fatto? Eppure vogliono imporre a tutti un’idea di famiglia dove non conta più un vincolo certo e pubblico, responsabilizzante, e dove non conta più l’essere maschio o femmina, per essere sposi e genitori. Si è visto anche nel referendum sulla legge 40. Il 25% della cittadinanza voleva imporre un cambiamento su una legge democraticamente e trasversalmente (dopo 10 anni di discussione) votata. Chi fa la voce più grossa spesso (non sempre) la spunta. E sappiamo che la grinta e anche, bisogna dargli atto, il coraggio di portare avanti le proprie idee (Pannella docet) non è merce diffusa tra i moderati. “Moderato” per troppi significa mollaccione, non una persona che ha idee giuste portate avanti con giustizia e senza violenza.

Ho sentito, o letto non ricordo dove, forse in una lettera di Avvenire, un’interpretazione del “porgi l’altra guancia” che mi è piaciuta e a cui non avevo pensato. Significa: non “lègati le mani, stai fermo, lascia fare il male”, ma “continua con determinazione a portare avanti il bene in cui credi, fino a rimetterci e forse morire”. Porgere l’altra guancia  non è sinonimo di fesso e passivo nei confronti del male, ma di determinato a lottare per il bene. Di chi non si lascia fermare dal male subito con l’insulto e l’infangatura, l’emarginazione fino al versamento del sangue. Vado avanti anche se so che ci rimetto.

Il Papa alla fine ha detto no alla visita non per vigliaccheria ma per evitare che una violenza latente (secondo Digos) si palesasse. A molti sono rimasti in mano i pomodori, e quelle palle di robina marrone raccolta in un pascolo di mucche, che gli volevano tirare addosso. Non avendo altri argomenti.

7 Commenti a “Minocrazia e porgi l’altra guancia”

  1. filippo scrive:

    Buahahahaah
    il papa non è andato
    rimorso per Galileo?
    non credo proprio
    vuole sfruttare l’occasione per fare la vittima
    e già tutti a dire
    poverino
    che bravo che sennò qualcuno si poteva fare male!
    ma il vero male lo fa lui e tutti i suoi leccaculo
    ogni volta che insultano uno scienziato che fa il proprio lavoro, due persone decidono di intraprendere una vita insieme, due ragazzi che decidono di amarsi indipendentemente dal loro sesso, una coppia che in cerca di figli e che non riesce ad averne vorrebbe sfruttare un po’ il progresso ma piuttosto che dare una nuova vita si preferisce parlare dei diritti degli embrioni, vita non in atto bensì solo in potenza.
    e caro mio non dirmi che i moderati non sanno fare la voce grossa
    la fanno eccome e non per ottenere diritti, bensì per negarne agli altri, una ignominia a mio parere ( spero pure nel parere divino :D)
    porgere l’altra guancia
    quello proprio non vi riesce
    non vi riesce di lasciare vivere la vita agli altri senza spaccargli le “…..”
    volete che siano dei fantocci di fronte alle vostre idee
    perchè già voi siete la perfezione…

  2. Lucio scrive:

    X Filippo: Non insultiamo il padrone di casa, questo almeno e’ un luogo dove anche persone che la pensano diversamente (suppongo che tu ed io la pensiamo allo stesso modo) possono discutere civilmente.
    Per il moderatore, invece. Il discorso sulla minocrazia non tiene, mi dispiace. Con questo ragionamento arriviamo a giustificare tutto cio’ che una maggioranza decide; il pensiero politico moderno invece tiene conto anche dei diritti delle minoranze, specialmente quando non fanno alcun male al resto della popolazione. Non solo, ma su certi argomenti NON deve essere una maggioranza che decide. Penso, ad esempio, al problema dell’energia nucleare: il cittadino comune non puo’ avere le stesse competenze di un ingegnere nucleare e quindi la decisione se chiudere le centrali va (andava …) affidata ad un “panel” di esperti, non ad un referendum. E se non piace questo esempio se ne possono fare tanti altri (che ne so: mica decidiamo con un referendum se alzare o abbassare il tasso di sconto, se far partecipare Pistorius alle olimpiadi, se suonare Beethoven con un’orchestra da 200 elementi o da 20, etc.). Penso che sia la stessa cosa per la fecondazione assistita. A cominciare, non posso pensare che un sacerdote o un teologo possa saperne di piu’ di un biologo su quando e come incomincia la vita, questo proprio non riesco ad immaginarmelo. Non ci riuscirei nemmeno se fossi credente. Eppure, ai tempi del referendum, Veronesi era considerato quasi come un’incarnazione del diavolo! Le decisioni su come legiferare in tema di fecondazione assistita andavano lasciate ad un “panel” di scienziati, medici e biologi, non ad un referendum dove vince chi ha piu’ potere mediatico (alla faccia della censura alla chiesa ed al papa).
    Torniamo invece ai diritti delle minoranze; permettendo per legge i matrimoni omosessuali o le coppie di fatto non impone a nessuno di cambiare la propria idea sulla famiglia, che non ha bisogno di maggioranze per essere sostenuta. Il credente continua ad interpretare la sua idea di famiglia; il non-credente, invece, se la trova negata con la legge attuale, e’ giusto questo? Perche’ solo l’opinione del credente ha diritto a diventare legge e quella del non credente invece no? Solo perche’ il credente e’ maggioranza?
    Cordiali saluti,
    Lucio Demeio.

  3. Massimo Zambelli scrive:

    Accusare di vittimismo chi subisce una palese ingiustizia inaugura l’applicazione di questa pessima tecnica a tutte le cause di ingiustizia. Cosa diresti se si dicesse “Buahahahaah” quando viene offeso un omosessuale?
    Ne merito:
    > ogni volta che insultano uno scienziato che fa il proprio lavoro,

    Ho sentto dire di carriere stroncate perchè non in linea con il dogmas scientista…

    > due persone decidono di intraprendere una vita insieme, due ragazzi che decidono di amarsi indipendentemente dal loro sesso,

    e chi glielo impedisce? E chi impedisce che un padre e un figlio che si amano vivano insieme? Dobbiamo farli sposare e dargli una reversibilità? Perchè l’amore del figlio per un padre non viene riconosciuto col matrimonio e non gli si dà la reversibilità alla morte del padre? E’ forse meno amore d quello omo?

    > una coppia che in cerca di figli e che non riesce ad averne vorrebbe sfruttare un po’ il progresso ma piuttosto che dare una nuova vita si preferisce parlare dei diritti degli embrioni,

    Chi vuole uin figlio con tutto se stesso come può accettare che vengano cacciati via suoif figli esattamente come quelli che nascono?

    > vita non in atto bensì solo in potenza.

    Se fosse vita in potenza non si spiegherebbe perchè volere prelevare cellule staminali di un morto. E se non fosse un individuo perchè fare la diagnosi preimpianto per selezionarlo eugeneticamente, tanto non c’è continuità…

  4. Massimo Zambelli scrive:

    x lucio
    Siamo in un sistema democratico-parlamentare. La maggioranza decide. Il popolo ha il referendum per contrastare una legge che è fatta per lui. D’accordo sul fatto che serva competenza e che l’uso improprio dei referendum (eccessivo e fatto per darsi visibilità da parte dei radicali), li svaluta. Il popolo però va informato e coinvolto, soprattutto su temi che riguardano aspetti etici.

    Nel caso del referundum sulla PMA (legge 40) sono stato coinvolto in diretta e ho visto da che parte stava il potere mediatico. Rinvio a un link di discussioni già fatte: http://www.orarel.com/lifewords/ Riassumendo: la scienza dice che l’embrione è vivo ed vita umana; la filosofia che è persona da subito; la teologia che quella pur piccola vita ha dignità umana e quindi diritti da tuelare, tra cui quelli alla vita e all’integrità fisica.

    Il “panel” va socializzato. Non mi piace la monocrazia nè l’oligarchia. Tutti gli esempi di scelte più o meno monocratiche (es pistorius) sono in realtà mediate da uno staff eletto (+ o -) democraticamente.

    Nessuno nega diritti alle minoranze. Quando ci sono! Certo gli studenti del “Centro Sociale Sapienza” non avevano nessun diritto di impedire una conferenza a chi non la pensava come loro.

    I matrimoni dei gay li trovo stonati per lo stesso motivo di quelli chiesti, o chiedibili, da un genitore e un figlio che si amano. Il loro legame affettivo ha lo stesso diritto ad essere riconosciuto, ma si deve arrivare a chiamarlo matrimonio? Hanno diritto a un matrimonio? Che male fanno ad altri? Non impongono ad altri di cambiare idea sulla famiglia, forse vogliono solo vivere l’amore ed eventualmente ricevere un aiutino economico con la reversibilità. E perchè no alla poligamia? Una società può arrivare al rispetto reciproco di forme diverse di convivenza, ma forzare e pretendere l’uguagliaza di trattamento là dove c’è differenza non è giusto. I movimenti omosessuali chiedono il matrimonio (possono fare le stsse cose e avere gli stessi diritti di convivenza anche senza) per cercare una cnvalidata sociale al loro “orientamento”. Hanno un problema di identità e *credono* che con una legge di carta venga risolto. Non posso darglielo io questo ok, non ci credo. Se io fossi gay non mi importerebbe niente dell’attestato legislativo, potendo fare le cose essenziali senza. Pretendere che gli altri riconoscano il mio amore come legittimo significa vivere una debolezza di argomenti. Faccio un esempio che non vuole essere offensivo: ho dei rapporti con persone che sicuramente si masturbano ma questo fatto non disturba *in niente* il mio rapporto con loro, la simpatia, la stima, l’affetto. Mi darebbe invece fastidio se pretendessero di fare della masturbazione un ideale di vita. E come ho già detto io stesso non sono perfetto nell’amare, ho il mio egoismo che mi pesa ma non posso pretendere di istituzionalizzare ciò che è tendenza personale.
    Ciao

  5. Lucio scrive:

    X Massimo
    >Riassumendo: le scienze dice che l’embrione è vivo ed vita umana; la filosofia che è persona da >subito; la teologia che quella pur piccola vita ha dignità umana e quindi diritti da tuelare,
    >tra cui quelli alla vita e all’integrità fisica.

    Sulla teologia suppongo sia cosi’, e non mi pronuncio. Ma sulla scienza direi proprio di no (chiedilo a qualunque medico o biologo); sulla filosofia …. quale??

    >Nessuno nega diritti alle minoranze.

    Non mi pare. Mettiamola cosi’, e mi riferisco piu’ di tutto alle coppie di fatto ed ai matrimoni gay. Supponiamo che la popolazione sia divisa in due parti, A (maggioranza) e B (minoranza) e supponiamo che ci siano dei comportamenti che A considera immorali mentre per B sono invece ammissibili, ma che sono “interni” all’insieme B e non implicano in alcun modo che A li debba seguire. Orbene, se la maggioranza A votasse una legge proibitiva nei confronti di tali comportamenti, non commetterebbe un abuso? Non si dovrebbe parlare di dittatura della maggioranza?

    >Certo gli studenti del “Centro Sociale Sapienza” non avevano nessun diritto di impedire una >conferenza a chi non la pensava come loro.

    Questo continuo a non capirlo. Nessuno ha impedito alcunche’, volevano solo manifestare, e sia il Ministero dell’Interno italiano sia la sicurezza vaticana avevano dato l’ok, non c’era nessun pericolo di atti violenti di alcun tipo. La rinuncia e’ venuta dal papa, cui non garbava trovarsi di fronte ad una platea meno accondiscendente di quella di oggi alla Sala Nervi. Faro’ un POST successivo raccontando un episodio simile accaduto vent’anni fa (o piu’), ed al quale assistetti personalmente, ma devo prima raccogliere le idee per ricordarmelo bene.

    Cordialmente,
    Lucio Demeio.

  6. Orarel » Blog Archive » 1/1, 3/3, 7/7, 11/11… scrive:

    […] all’osservazione di Lucio Demeio contenuta nel post “Minocrazia e porgi l’altra guancia“. Avevo scritto: «Riassumendo: la scienza dice che l’embrione è vivo ed vita umana; la […]

  7. Lucio scrive:

    Ho fatto due promesse al moderatore, comincio col mantenere la prima.

    Nel periodo dal 1983 al 1985 lavoravo e vivevo ad Utrecht, in Olanda. Una domenica di primavera, durante quel perido (credo nel maggio 1985, ma potrebbe anche essere stato l’84), ebbi occasione di assistere alla visita ufficiale di Giovanni Paolo II in Olanda. La popolazione cattolica olandese e’ concentrata nel sud del paese (il Limburgo e’ cattolico), mentre il centro (dove si trova Utrecht) ed il nord sono protestanti. La sede del Primate d’Olanda, pero’, e’ ad Utrecht, e fu li’ che il papa si reco’ in visita. Fu una visita segnata da molte contestazioni; il papa non era amato da quelle parti (non so se questo valga ancor oggi), per le posizioni della chiesa cattolica su argomenti come divorzio, aborto, fecondazione artificiale, eutanasia, etc. Il sabato che precedeva la visita, la citta’ pullulava di manifestazioni di dissenso, al punto che diversi locali pubblici, alla sera, allestivano spettacoli teatrali di tipo cabarettistico con satire anti-papa alquanto velenose (qui si vede qualcosa del genere negli spettacoli di Sabina Guzzanti, ma … mai sul papa!!). Il timore di scontri e violenze durante la visita del papa era alto, ed alla domenica la citta’ era presidiata dalla polizia, attenta a controllare anche zone residenziali semi-centrali. Il papa arrivo’, pesantemente scortato, e percorse le vie della citta’ ad alta velocita’, senza rallentare per salutare la folla - che pur c’era, anche se scarsa -, per minimizzare il rischio di attentati. Nel primo pomeriggio tenne il suo discorso al palazzo della fiera, dove ci fu pure una sparatoria (non ricordo se durante, prima o dopo del suo discorso) tra la polizia ed un gruppetto sparuto di facinorosi. Senza vittime, per fortuna.

    Confrontando quell’episodio con la mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza, vorrei fare due commenti:
    1) Papa Wojtila non rinuncio’ alla visita, pur essendo ben note le condizioni ambientali in cui si sarebbe svolta!! Condizioni sicuramente molto peggiori di quelle in cui si sarebbe svolta la cerimonia di giovedi’ alla Sapienza!!
    2) Il giorno dopo, nessuno, dico nessuno, in Olanda si straccio’ le vesti gridando alla vergogna per come era stato accolto il papa!! Non ci fu nessuna levata di scudi da parte della stampa e dei media olandesi per aver tentato di impedire al papa di parlare!! E non sarebbe successo nemmeno se il papa avesse rinunciato alla visita per “motivi di sicurezza”, come ha fatto Ratzinger alla Sapienza.

    La mia conclusione e’ dunque che, quando si commenta l’episodio della Sapienza con frasi del tipo “E’ stato impedito al papa di parlare”, in aggiunta “per opera di un gruppo esiguo di studenti e docenti” (la minocrazia di Massimo Zambelli ), o quando si usano termini come “intolleranza”, questo e’ semplicemente falso e tendenzioso! Se il gruppo che ha “impedito al papa di parlare” era cosi’ esiguo, ed era invece maggioranza schiacciante il gruppo che lo voleva, di cosa aveva paura, al punto da rinunciare? Quante volte un Berlusconi o un Prodi (per non parlare di un Bush o un Blair) hanno dovuto fare discorsi in presenza di contestazioni? Si sono forse tirati indietro gridando all’intolleranza? A me sembra che, in un regime democratico, le contestazioni sono sempre legittime e proprio questo dimostra che non c’e’ intolleranza. Chiamerei, piuttosto, intollerante
    chi non accetta critiche e contestazioni e, a fronte di esse, si ritira e grida all’intolleranza!

    Cordialmente,
    Lucio Demeio.

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