Il Matemago Pannella

Pannella Matemago

La sera del 17 gennaio Pannella, ospite a Porta a Porta, la spara come al solito grossa. Che il Papa non si lamenti se non è potuto andare alla Sapienza di Roma, visto che nelle reti televisive è sempre presente. ”Bellissimo” il commento del Manifesto:

Ripetere che al papa [rigorosamente minuscolo] è stato impedito di parlare è dura se c’è Pannella che snocciola i dati del presenzialismo Vaticano [rigorosamente maiscolo] nei nostri telegiornali. Le cifre del leader radicale parlano da sole: dal 19 aprile 2005 (anno in cui è stato eletto Ratzinger) al 14 gennaio 2008, il TG1 ha dato il 35,45 % al governo e il 29,13 % al Vaticano. Numeri che chiariscono quel che i telespettaori sanno molto bene: la nostra televisione è ossessivamente papalina come nessun altra al mondo.

Bruno Vespa ci provava gentilmente a smentire e a ridurre la cifra. “Un terzo dei TG parlano del Vaticano? Mi sembra troppo”.  Ma niente: il Matemago Pannella moltiplicava i numeri e li snocciolava con certezza scientifica.

Ricordate i due milioni e mezzo degli aborti clandestini al tempo del referendum sull’aborto? Loro, i radicali, sparano le loro cifre esorbitanti, confidando nella creduloneria degli spettatori, impotenti a verificare, e nel servilismo dei giornalisti lacchè che diffondono la menzogna per ideologia presa.

Basta sparare, fare colpo, lasciare un’impressione. Le informazioni televisive si accavallano e non c’è tempo per verificare. Lo spettatore ingenuo cade nella trappola e il giorno dopo riferisce: “Hai sentito che roba, il papa è sempre in TV e poi si lamenta?” Non serve più neanche l’esperienza diretta.

Avete mai visto un TG, un terzo sarebbe dato in pasto al Vaticano? Roba da citrulli. Ma incomincio ad essere spaventato. Perchè i citrulli sono davvero tanti, e il Capocitrullo, il Matemago di turno, li sa manovrare ad arte con cifre estratte dal cappello scientifico dei suoi osservatori.

Sapete che percentuale è data alle religioni? Il 2,44 %. Il duevirgolaquarantaquattropercento. Che stravolgimento! [Tolgo qui un giudio espresso con “verve”: vedi i commenti al post]. 

Avvenire del 20 gennaio:

CHIESA E MEDIA
 Le bugie dei Radicali
 Sono senza fondamento i numeri diffusi nei giorni scorsi dall’esponente dei Radicali, Marco Pannella, durante la trasmissione ‘Porta a porta’, sulla presenza della Chiesa cattolica e del Papa nei telegiornali delle tv italiane.
  Secondo i dati del Centro di ascolto radiotelevisivo radicale, da quando Papa Ratzinger è stato eletto, il Tg1 gli avrebbe dato mediamente il 29,13% degli spazi, il Tg2 il 32% e il Tg3 il 25%. In un articolo pubblicato ieri dal quotidiano «Italia oggi», questi numeri vengono smentiti dalle cifre dell’Osservatorio Isimm ricerche, che fornisce i dati ufficiali all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. «Alla voce Vaticano e altri soggetti religiosi – si legge nell’articolo –, il tempo dedicato all’argomento, raggiunge il 3-4 per cento in Rai e una cifra quasi sempre inferiore in Mediaset». Inoltre, secondo i dati diffusi da CanaleTre sui passaggi televisivi, il Vaticano è in linea con gli spazi dati a Francia, Gran Bretagna, e molto lontano da quelli dedicati agli Stati Uniti.

Cattolici in ascolto e uomini sinceri, amanti del vero, figli della luce: comperate questo giornale, leggete in diretta quel che dice la Chiesa, abbonatevi, ne abbiamo un bisogno vitale. Ci sono troppi Matemaghi in giro.

18 Commenti a “Il Matemago Pannella”

  1. Lucio scrive:

    C’e’ da fare una precisazione sull’intervento di Pannella a Porta a Porta. Sembra che ne’ il moderatore di questo blog ne’ lo stesso Bruno Vespa abbiano capito i dati forniti dal leader radicale. Allora, prima di parlare di

    Ipocriti. Falsari di onestà. Bugiardi. Ladri di verità. Spacciatori del falso. Drogati di menzogna. Truffatori . Seduttori di iniquità.

    vediamo cosa ha dichiarato effettivamente Pannella. Questo e’ stato chiaro sia a me che a mia moglie mentre seguivamo la trasmissione, mentre Bruno Vespa non lo capiva (o faceva finta?).
    Allora: le percentuali non sono riferite all’intera durata dei telegiornali, ma al tempo che, all’interno dei telegiornali, viene dedicato alle istituzioni (governo+parlamento+presizenza della repubblica+vaticano+forse qualco’altro di minore). Cioe’, se in una data edizione del TG1, si dedicano, ad esempio, 10′ alle cronache, 10 allo spettacolo e 10 alle istituzioni, allora le percentuali date da Pannella si riferiscono solo a quei 10′ dedicati alle istituzioni. Allora, non e’ che quel 29.13 per cento significa che un terzo del telegiornale e’ dedicato al Vaticano o al Papa, ma un terzo del tempo che il telegiornale dedica alle istituzioni. A questo si fa molta meno fatica a credere, non e’ vero?
    Credo che chi ha falsificato il dato debba correggersi pubblicamente e chiedere scusa.

    Cordialmente,
    Lucio Demeio.

  2. Massimo Zambelli scrive:

    Mi ero registrato la puntata e riascoltandola non emerge quello che dici, che cioè i dati riferiti da Pannella riguardavano la percentuale dell’”insieme” Istituzioni, preso a se stante. Anche la risposta a Vespa che chiedev : “Sono i tempi attribuiti alle varie istituzioni”, può significare che il TG parla per il 30% di governo e per il 29 % di Vaticano. Forse maneggiava il foglio senza averlo chiarito a se stesso, certamente non è stato chiaro e il sospeto, conoscendo il volpone che è Pannella, è che sul margine di ambiguità ci abbia giocato come fa di solito: spararla grossa. Anche il giornalista del Manifesto da me citato lo riprende nei termini di cui si discute e autorizza quella interpretazione.

    Riporto il colloquio “sbobinato” a fatica e per amore di chiarezza da me.

    Comunque ti ringrazio del chiarimento che hai fatto e che mi ha spinto ad approfondire, e tolgo dal post il mio giudizio (che hai riportato) espresso emotivamente, per volere concedere a Pannella una non mistificazione della verità, se le cose stanno come dici. Resta che i due milioni di aborti clandestini mi rmbombano ancora nella testa dal referendum dell’82, come altra falsità durante dette durante la campagna per il referendum sulla fecondazione artificiale, che so esserci stata ma che ora non ricordo) e che scriverò dopo avere riportato la questione alla memoria.

    Ciao
    Massimo

    «Vespa lei mi deve consentire di dare una minima informazione innanzi a una gigantesca incredibile operazione. Un falso storico. Io vorrei darvi i dati, ai quali vi siete abituati tutti. Non li vedete. Sono le evidenze che accecano e delle realtà che non viste con la sufficiente prospettiva. Io affermo, questo lo affermo qui stasera per i nostri ascoltatori, che in nessun regime, nessuno, di nessun tipo, in questa nostra epoca, c’è stato il trattamento che la Repubblica italiana riserva alla chiesa, in modo particolare, in nessun paese, islamico o di altra natura [si ferma e si riferisce a Bottiglione: io ti darò dei dati e poi riderai meno, anche se i dati sono scientifici e non di fede…]
    – Ma per favore, dice Bottiglione.
    – Va bè io continuo però, io continuo e darò dei dati. Allora, deve esser chiara una cosa: qui si sostiene, nel mondo abbiamo queste immagini: i rottami i rifiuti, e poi quella di questo paese che impedisce al papa di parlare, usa violenza per impedirglielo, poi si spiega la violenza sulle donne ecc.
    Io vorrei dire questo nelle nostre case dalle sei di mattina ma anche durante la notte, a mezzanotte, noi ascoltiamo sempre, attraverso le televisioni e le radio, sempre, quattro cinque giorni alla settimana, i notiziari la parola del papa. La parola del capo dello stato della città del Vaticano, e del papa. Tutti i giorni. Non c’è in nessun posto al mondo, posso dimostrare, altro è… ci sono le dittature che sono clericali, ma in nessun posto è consentito al, diciamo, al movimento confessionale chiesastico ecc. , direttamente di comunicare nelle case, giorno e notte, dei cittadini, quello che loro ritengono di dover comunicare; che riguardi la politica; è noto che la chiesa ritiene di avere il magistero sociale, morale, etico ed altro, Mi siete tutti testimoni, credenti, non credenti eccetera, e io vi do il dato: dal 19 aprile del 2005 [si inserisce Vespa: Quando è stato eletto il Papa], al 14 aprile … (non si capisce). Sì (dice Pannella), ho preso proprio dei dati oggettivi.
    Abbiamo visto: il TG1, complessivamente, ha riservato in questi anni il 35,45 % all’istituto governo, il 29,13 alla istituzione il Vaticano, alla poi presidenza del consiglio, e segue. Dunque noi, in Italia, da tot anni come sappiamo, perché lo viviamo, magari ne siamo felici, senza possibilità di replica. Le minoranza religiose italiane hanno un’ora della domenica notte, tutti uniti: protestanti ebre e altri. Un’ora, come i ladri della notte per dare la loro informazione.
    - Vespa: Lei ha detto che il TG1 darebbe il 29 % del suo tempo complessivo? Sarebbe tanto Su trenta minuti di telegiornale un terzo verrebbe (incomprensibile)…
    - Pannella: Sono i tempi attribuiti alle varie istituzioni- Vespa Ho l’impressione che ci sia qualche virgola… Il telegiornale lo guardiamo tutti
    - Pannella: Ti sto rispondendo. Se il centro d’ascolto radicale che da vent’anni è sempre stato ritenuto attendibile e corretto, è stato praticamente costretto a chiudere perché era un centro di produzione scientifica di verità attendibile come radio radicale: produce documenti e non propaganda. Allora, avendo analizzalo le istituzioni, il governo, il vaticano eccetera c’è questo: 32 ore e 21 minuti governo; 26 e 35 minuti, ti parla proprio delle fasce diTG1 ecc. Allora sul TG1 è quello. Sul TG2 governo 34, come istituzione; vaticano 32 %, presidente della repubblica 13,98… AL TG3 anche. Poi comunque abbiamo ecc…»

  3. filippo scrive:

    Ma se io credessi più a Pannella che a lei sui dati che mi racconta, se mi fidassi più dell’osservatorio radiale piuttosto che dei giornali cattolici?
    insomma sono di parte entrambi, però credo che dare ragione ad una persona che si batte per dei diritti piuttosto che ad un gruppo di raccontafavole sia più ragionevole.

  4. Lucio scrive:

    Purtroppo non ho altro modo di verificare personalmente se non quello di rivedere tutta la puntata dal sito della RAI. Mi rirpometto di farlo, prima o dopo.
    Referendum dell’82? No, era dell”81. Ma io ero molto giovane e ricordo ben poco. Forse dovrei darti del Lei?
    Cordialmente,
    Lucio.

  5. Lucio scrive:

    Ho trovato un altro modo di ricavare il dato di Pannella. Da quello che leggo qui sopra, dal 19/4/2005 ad oggi abbiamo circa 30 ore di TG1 dedicati al governo o al Papa (o alla Chiesa in generale), qualcosa in piu’ per il governo, qualcosa in meno per il Papa. Da quella data corrono circa 1000 giorni, per un totale di 1000 ore di trasmissione, contando solo il TG1 delle 13.30 e quello delle 20 (gli altri sono molto piu’ brevi). Ora, 30/1000 fa 0.03, cioe’ circa 3 %. Molto vicino, tra l’altro, a quel dato del 2.44 % che c’era nel post iniziale.
    Saluti,
    Lucio.

  6. Giacomo scrive:

    Salve,
    ho visto la puntata di Porta a Porta in questione su internet.
    Spero di non aver interpretato male l’ultimo intervento, nel caso mi si corregga. Misembra che anche il sig. Lucio abbia riconosciuto la falsità dei dati o, se non altro, il modo poco chiaro di darli.
    Personalmente credo che se Pannella avesse voluto portare dati più credibili non avrebbe dovuto prendere quelli raccolti dai radicali. Personalmente trovo sospetto il fatto che abbia voluto insistere così tanto sulla scientificità dei dati.
    Comunque trovo che l’argomentazione di Pannella non ha senso in quanto il problema in questione era il fatto che il Papa non avesse potuto parlare alla Sapienza, non quello della presenza dela Papa in tv. Il fatto che il Papa non abbia potuto parlare è un fatto grave che non ha nulla a che vedere con la sua presenza in televisione. L’argomentazione era impertinente, poichè non serviva per giustificare l’accaduto. Su questo punto si è manifestata anche l’impertinenza di Odifreddi, che non ha corretto Pannella riguardo all’errore logico che stava facendo.
    Cordialmente
    Giacomo
    PS sig. Lucio spero abbia occasione di visitare l’intevento precedente poichè ho risposto alla sua domanda sull’anima.

  7. Lucio scrive:

    Ma il mio ultimo commento non indica affatto che i dati di Pannella sono falsi!! Signor Puricelli, bastano due o tre proporzioni …
    E’ ovvio che sul discorso generale del Papa alla sapienza siamo di pareri diversi; ma se non riusciamo a metterci d’accordo sui numeri, e’ inutile proseguire.
    Ho letto il suo commento sull’anima e la ringrazio per il chiarimento.
    Lucio Demeio

  8. Massimo Zambelli scrive:

    E’ possibile leggere su internet quel foglio che Pannella leggeva da Vespa? Dove trovarlo?

    I numeri forniti da Pannella a PaP sono tendenziosi perchè presentati (forse gli hanno dato il foglio all’ultimo momento) in maniera completamente fuorviante. Doveva esplicitare che erano percentuali all’interno della categoria Istituzioni. Invece nel discorso dice “complessivamente” e quindi li riferisce all’intero monte ore delle trasmissioni. Ancora più grave perchè (vedasi trascrizione) Vespa gli chiede conto proprio di quella frase: “Lei ha detto che il TG1 darebbe il 29 % del suo tempo *complessivo*?” Ma Pannella non risponde nel merito, se cioè davvero quei dati fossero da riferire all’insieme della durata dei TG. Egli ha continuato imperterrito con la sua linea, leggendo un pò barcollante i dati delle ore.

    Noto che avrebbe fatto un altro effetto dire in TV che al Vaticano sono riservati il 2-3% del tempo complessivo dei TG, rispetto invece a dire che occupa il 30%. Fa più effetto. Per fare questo effetto fuorviante senza padroneggaiare i dati è caduto nella confusione. O, essendo un volpone, ci ha provato…

    Nel merito della questione condivido quanto detto da Giacomo che il fatto della censura resta grave anche se il Papa ha in TV una buona presenza.
    Ma chiedo lumi su questa sua frase che così com’è non ho capito: “L’argomentazione era impertinente, poichè non serviva per giustificare l’accaduto”. C’è forse un “non” di troppo? Non capisco altrimenti perchè era “impertinente” se il suo scopo non era quello di giustificare l’accaduto.

    Sul darci del tu, io sono d’accordissimo, lo dico anche a filippo.

  9. Giacomo scrive:

    Chiedo scusa, avevo frainteso il suo intervento, infatti, l’affermazione era preceduta da un “mi sembra”. Ammetto e concedo (mantenendo pure le mie perplessità, ma non importa) la correttezza dei dati; nonostante questo continuo a credere che l’argomentazione non entrasse nel merito della questione. Come disse Padre Livio Fanzaga, facendo una similitudine, “censurare una pagina di un libro di mille pagine è comunque censura”. Odifreddi da logico avrebbe dovuto farlo presente.

  10. Giacomo scrive:

    No non era di troppo, lo scopo di Pannella era di giustificare l’assenza, con quel discorso non otteneva lo scopo.

  11. Giacomo scrive:

    Sig. Massimo mi farebbe piacere conoscere il suo commento al mio discorso sull’anima grazie.

  12. Massimo Zambelli scrive:

    Nel discorso di Pannella ci sono stati due tipologie di dati: percentuali e ore. Le percentuali ha detto che erano complessive, mentre lucio sostiene che fossero riferite al sottoinsieme delle istituzioni, cosa non detta, non so se apposta o per confusione.
    Le ore ince sono assolute e fanno somigliare il dato a quello esposto da altri giornali, cioè a 2-3% del tempo cmplessivo. Ma anche qui: dire 30 ore fa più scena che dire il 2% delle ore.

    Sono curioso invece di capire bene la frase perchè mi era piaciuta e nonostante la spiegazione non riesco a capirla. Sono zoccone. Impertinente lo intende che ha fatto un intervento non-pertinete o nel senso di presuntupso, sfacciato, ecc?
    Io lo intepreto nel primo modo, cioè ha fatto un disdorso che non c’entrava (non pertinente, im-pertinente) perchè diceva alla chiesa di non lamentarsi della censura visto che ha tante altre occasioni di far sentire la sua vopce, cosa che lei ha contraddetto. In questo caso però dire che il suo discorso era impertinente è attribuire a Pannella la volontà di giustificare l’accaduto censorio. Ma la sua frase dice : “poichè *non* serviva per giustificare l’accaduto”. Per qusto le ho chiesto se il “non” è sbagliato, in quanto invece serviva proprio a giustificarlo.

    Riguardo all’anima avevo risposto poco fa. Ma semmai aggiungo qualcosa.

  13. Giacomo scrive:

    Sì sono stato poco chiaro, intendevo dire non pertinente (è tra l’altro uno dei sensi utilizzato da Odifreddi) ossia che in sostanza quel discorso non serviva nemmeno a Pannella per sostenere la sua causa (persa).

  14. Orarel » Blog Archive » L’anima spirituale e lo Star gate scrive:

    […] Rispondo qui alla richiesta di Giacomo che mi ha chiesto di dire cosa ne penso del suo commento leggibile qui (n. 6). […]

  15. Pier scrive:

    Premetto che ho letto solo il titolo del post e la prefazione di Massimo ma nessuno dei messaggi scritti. Intendo solo dire la mia perchè quella puntata l’ho vista su Porta a Porta e me le ricordo bene le dichiarazioni del Pannella. Ricordo questa foga confusionaria con cui ha attirato l’attenzione per esprimere un dato molto chiaro: lui affermava che il TG1 in un anno se non ricordo male, dedicava circa il 30% del TG alla Chiesa, il che ha fatto molto ridere me, ma soprattutto gli ospiti in studio e Vespa, alquanto sbalordito, ha replicato: “cioè secondo lei un terzo del TG1 parla del Papa?”, cosa assai inverosimile. Vabè, di cose irreali Pannella ci ha sempre abituato!

    Pier

  16. Mattia scrive:

    Mha! Posso capire che Pannella non è sempre facile da capire ma comunque prima di scrivere un qualunque articolo (e commento) va fatto un minimo di ricerca! E ovvio che Pannella non pretendeva che il TG1 dava il 30% del suo tempo al Vaticano, lo guardiamo tutti il TG1!
    Bastava cercare un po su internet, magari sul sito dei radicali no?

    http://www.radicali.it/view.php?id=114328

    Ed ecco a voi la risposta! Avendo i numeri sotto gli occhi è aberrante lo spazio che viene dato al Vaticano!

  17. Luca scrive:

    Di aberrante c’è solo l’invidia che una minoranza spennacchiata come i Radicali, con idee che hanno logorato il Paese, nutre nei confronti della Chiesa. Non è che Pannella non è facile da capire, è che dice falsità una appresso all’altra. E’ mefitico poi fare l’avvocato del diavolo, caro Mattia. A prescindere che il sito dei radicali è un covo di menzogne, e per loro dire bugie e dire la verità è la stessa cosa, mentre per noi cattolici no. Ma è una ripicca stolta e bambinesca pretendere che per ogni minuto dedicato alla Chiesa sia dato un minuto anche agli induisti, ai musulmani, agli ebrei, ai buddhisti, ai confuciani, agli atei, agli agnostici e compagnia cantando. Devono ficcarsi in capa (tosta) i radicali che siamo in Italia e il Cristianesimo Cattolico fa parte della nostra Storia presente, passata e futura, e il numero di cattolici presenti qui è notevolmente superiore a quello degli induisti per esempio. Ed è più che normale, oltre che giusto, che i media diano più spazio ai cattolici. L’aberrazione per me è la richiesta di equivalentismo che riguarda il rapporto tra il Cattolicesimo e le altre religioni, o presunte tali.
    Un saluto a voi di Orarel, siete un bel sito che fa informazione giusta e non tendenziosa. E chissà come mai anche voi siete presi di mira dai bugiardi di professione che vi rimproverano. Ma sarà possibile un giorno vedere un blog cattolico dove scrivono solo cattolici? Io spero di sì! Un saluto!

  18. filippo scrive:

    (in risposta all’utlima frase di Luca)
    E magari un mondo dove vivono solo cattolici?
    Proprio non sapete accettare le differenze!

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