Archivio del 27 Gennaio 2008

Campi di congelamento

Domenica 27 Gennaio 2008

Campi di congelamento

 Oggi è il giorno della Memoria. Voglio riferire una mia preoccupazione su come viene celebrato il ricordo.

1. Intanto l’enorme e sbilanciato divario tra giornata della memoria e giornata del ricordo (le Foibe). Corrisponde certamente alla sproporzione dei due eccidi, anche se quest’ultimo diventa numericamente ben più ampio del primo se si allarga il ricordo a tutti i patimenti e alle morti causate dalla ideologia comunista in Europa e oltre. In fondo la strage nazista non ha colpito il nostro paese. Facciamo memoria cioè, e giustamente, di un evento che non è direttamente nazionale. In questo senso si dovrebbero ricordare con pari intensità e impegno di risorse anche altre stragi extranazionali compiute da ideologie mortifere.

2. L’enfasi data alla Memoria della Shoah è facilmente strumentalizzata politicamente. Sarà un caso che i docenti più solleciti a organizzare attività sulla memoria, (oltre a quelli dell’ora di religione) per la maggior parte siano politicamente “mancini”? Fa parte di un capillare e indefesso lavorio teso a delegittimare la parte destra dell’arco costituzionale, sotteraneamente sovrapposto all’ideologia fascista e nazista. Stessa area che poi si mostra riottosa a difendere Israele dalla attuale “volontà di sterminio” dei vicini di casa.

3. Un punto molto rischioso di queste giornate della memoria è la fossilizzazione della forma del male. Fissare nelle coscienze dei giovani le immagini di fili spinati e baracche, associandole al Male assoluto, può contribuire a bloccare la capacità di riconoscimento del male nelle forme sempre diverse con cui storicamente si mostra. Oggi al posto dei campi di concentramento ci sono i campi di congelamento. Sono i Cryotank, in cui ad esseri umani che si trovano all’inizio della loro vita, viene bloccato lo sviluppo, al fine di essere usati come materiale per la sperimentazione medica. I laboratori dove oggi accade questo sono lindi e asettici, niente a che vedere con le immagini con identifichiamo il male.

4. Quello che è accaduto agli ebrei nei campi di concentramente andrebbe conosciuto e ricordato per individuare e criticare la logica che li ha costruiti, la filosofia di fondo che ha permesso la selezione della razza e lo soluzione finale. Quando mi capita di rilevare la presenza della stessa logica, discriminatoria, eugenetica, squalificante la dignità intrinseca dell’uomo, in altri ambiti come quelli che ad esempio riguardano la vita nascente, è inevitabile l’obiezione che si tratta di un’altra storia. Allevati bene gli studenti di oggi. Anni e anni di memoria di una delle più tremende strutture di discriminazione, e sanno vedere solo quella. Non serve far notare che per i nazisti gli ebrei erano “Sottouomini”, non pienamente umani; che ragionavano come gli sfruttatori degli embrioni umani i quali li considerano tutt’al più “vita umana” ma senza la dignità della “persona umana”. Classificazioni che le carte dei diritti universali, dopo quel che era accaduto, volevano evitare, affermando una dignità inviolabile e connaturata. Il relativismo è tornato di moda. E a farne le spese sono sempre i deboli e i piccoli.