Statistiche furbette
Feb 9th, 2008 by Massimo Zambelli
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Su Repubblica di qualche giorno fa è stato pubblicato un articolo che tratta dell’aborto dei feti di 22 settimane. C’è un grafico con i dati dell’aborto in Italia. Nel cerchietto rosa la variazione in calo è del 44%. Una legge efficace quindi. Il problema è che i dati del confronto partono dal 1982/83, anni in cui gli aborti avevano avuto un exploit. Ma la legge è entrata in vigore dal maggio 1978, quindi trovo giusto fare il confronto se non da quell’anno che è parziale, almeno dal successivo. Il problema nel problema è che cercando su internet i dati per quel periodo si fa molta fatica a trovarli. mi ricordavo di un 170.000 ma a forza di cercare ho trovato un sito che fornisce questi dati:
1978: 68.688
1979: 187.752
1980: 220.263Â
1981: 224.377
L’ingresso della legge ha portato a un boom degli aborti cresciuti in pochi anni in modo esponenziale. Se quel boom era dovuto all’effetto psicologico della novità , a cui si aggiungeva il clima culturale del tempo il quale, sulla scia della legalizzazione, spingeva a considerare l’aborto anche come una conquista ideologica, è scorretto usarlo come parametro di riferimento per evidenziare un calo spropositato, e quindi la bontà della legge che legalizza l’aborto. Quella legge non è stata applicata nelle parti che parlano di prevenzione, nella deterrenza e nella difesa della vita come proclama nel 1° articolo. Ha creato una mentalità che equipara l’aborto come un anticoncezionale, contro lo stesso dettato della legge che dice che l’aborto “non è un mezzo per regolamentare le nascite”. La legge 194 ha spinto a dire: se si può abortire è perchè il feto e l’embrione non sono ancora esseri umani, altrimenti lo vieterebbe. Molti ragionano così. Non essendo vita umana si può fare quello che si vuole. La diffusione della pillola del giorno dopo e la volontà di introdurre la RU486 in Italia sono conseguenze dell’ignoranza diffusa dalla legge 194, che porta a dire che non si tratta di vita umana.
C’è poi un altro punto che riguarda le statistiche. Quanti erano gli aborti clandestini che la legge 194 doveva debellare? Se fossero stati, poniamo, 200.000 l’anno, allora si può dire che la legge 194 è riuscita nel suo intento, spostando dalle mammane agli ospedali gli aborti. Ma rifacendosi alle cifre dei radicali e del mondo abortista che voleva una legge che estendesse l’aborto aumentando i casi per poterlo effettuare (infatti anche prima l’aborto era regolamentato, in casi però più ristretti), si deve gridare a un totale fallimento della legge. O quei signori ci hanno ingannati e andrebbero svergognati, o se dicevano la verità  allora la legge 194 è fallita.
Rimando un articolo di Antonio Socci che riporta il balletto menzognero di cifre sbandierato per ingannare e costringere i politici a legiferare, e il popolo a confermarla nel referendum.
Secondo Marco Pannella erano “un milione o un milione e mezzo” gli aborti clandestini che si facevano prima della legge 194 (tg5, venerdì sera). Con tante donne vittime. Per questo si è voluto l’aborto legale e assistito. Premesso che è un argomento per me insensato perché anche gli omicidi sono migliaia, ma nessuno propone di “risolvere” il problema legalizzando l’omicidio, bisogna capire, una volta per tutte, se quel dato è vero o falso. Intanto le cifre erano visibilmente sparate a caso. Per esempio secondo la proposta di legalizzazione fatta dal Psi al Senato nel 1971 erano ogni anno dai 2 ai 3 milioni gli aborti clandestini con circa 20 mila donne morte (nell’analogo progetto presentato alla Camera le morti lievitavano inspiegabilmente a 25 mila). Sui giornali le cifre oscillavano in modo abnorme: il “Corriere della sera” del 10 settembre 1976 per esempio dava da 1,5 a 3 milioni di aborti clandestini l’anno. E “Il Giorno” del 7 settembre 1972 da 3 a 4 milioni l’anno. In sostanza si davano i numeri (da 1,5 a 4 milioni), del tutto incontrollati e mai provati. Ma questa ossessiva campagna produsse la sensazione dell’emergenza nazionale e fece passare la legge 194. (Con quale balla propagandistica si ottenne la legalizzazione dell’aborto in Italia. Leggi l’articolo)
Un altro articolo che riporta dati analoghi è di Francesco Agnoli, con le date degli articoli citati
Nel 1971 il Psi presenta al Senato una proposta per l’introduzione dell’aborto legale, libero, e gratuito, affermando che vi sono in Italia tra i 2 e i 3 milioni di aborti annui, e che circa 20.000 donne all’anno muoiono a causa di questi interventi. Nel successivo progetto di legge, sempre socialista, presentato alla Camera il 15/10/’71, il numero degli aborti annui rimane stabile, mentre quello delle donne morte per pratiche abortive clandestine sale, chissà come, a 25.000. Tali cifre vengono riprese come attendibili da tantissimi giornali (“Espressoâ€, 26/4/ 1970: tra gli 800.000 e i 3 milioni di aborti clandestini l’anno; “Corriere della sera” del 10/9/’76: da 1,5 a 3 milioni di aborti clandestini l’anno; “Il Giorno” del 7/9/’72: da 3 a 4 milioni l’anno…; “Alto Adigeâ€, 31/10/80: da 850.000 a 1.200.000; “Corriere della seraâ€, 19/1/1981: 800.000). Le femministe diffondono anch’esse cifre improbabili: celebre lo slogan “Ecco cosa avete fatto voi, difensori della vita, 3 milioni di aborti clandestini, 20.000 donne morteâ€, che compare in quegli anni su molti cartelli durante le manifestazioni. (Le cifre sull’aborto: prima e dopo la legge 194. Leggi articolo)
Una balla propagandistica che continua con i trucchetti furbetti delle statistiche:
- Se confrontata con gli anni di effettivo inizio della legge la variazione è molto esigua.
- Se confrontata con le presunte cifre degli aborti clandestini la legge è un fallimento: mancano all’appello ancora da 670.000 a 3,850 milioni di aborti che continuano ad essere clandestini.

non so se questo post è scaturito dalla mancanza di conoscenza storica, e da un difetto congenito nella natura umana a saper leggere i numeri…o invece spinto da un afflato ideologico che spinge a sfruttare i numeri a proprio vantaggio, il che è anche peggio…
Un po’ di rispetto…i numeri sono numeri…dunque, siccome tutti hanno rispetto per i numeri(cosa che non penso, ma ammettiamo pure che sia così) devo dedurre che in realtà sia la scarsca conoscenza ad aver spinto una così poco documentata affermazione.
1) sarebbe utile notare che i dati in suo possesso sulla legge 194 partono dal ‘78 e invece le stime dei radicali e dei giornali sono del ‘71-’72, ma questo non spiegherebbe la discrepanza fra le cifre fornite e la realtà del ‘78…e allora?? si dice o sono bugiardi i radicali o la 194 è inutile…e invece penso che Socci e Agnoli ignorino(o vogliano ignorare) per colpire i Radicali e la 194 in un colpo solo cosa era successo in quegli anni. Solo un dato per me illuminante…nel 1975 vennero istituiti i consultori e dall’anno seguente furono venduti in farmacia gli anticoncezionali…oppala… ecco qua sbugiardanti i veri ignoranti(nel senso ‘buono’…cioè che ignorano)… forse potendo evitare di restare in cinta la gente usava gli anticoncezionali piuttosto che ricorrere all’aborto per cui i 3 milioni di aborti non c’erano più perchè semplicemente non venivano manco concepiti quei bambini!!!
2)diamo i numeri…se gli aborti erano clandestini…una stima che va da 1milione a 4,5 certo in alcuni casi può anche essere un po’ gonfiata, però in effetti non mi sembra che sia così inspiegabile…insomma se erano clandestini non erano in ospedale…mica si potevano contare!!!e anche la discrepanza tra 20.000 e 25.000 non mi sembra così tragica come la dipingono i due pseudo-giornalisti-intellettuali già citati…insomma non basta dire una cosa perchè sia vera…e poi insomma non è che ci fossero proprio i comunisti al governo…insomma Andreotti presidente, Cossiga agli interni, Anselmi alla sanità …eh eh eh…insomma…sparate sui ‘colpevoli’!!! non sugli innocenti…
insomma in conclusione… se si vuole portare avanti una battaglia si sia almeno onesti…perchè la merd* a girarla…puzza(come diceva il buon vecchio Cristallini)
ciao
Massimiliano Vignoli
x M.Vignoli
Le fette di salame che ha sugli occhi sono veramente ben spesse! A parte la bassezza dello stile su una cosa sola le si può dare ragione: che i “cattolici” che hanno firmato la legge 194 ne portano la responsabilità insieme a tutti quella che l’hanno voluta e sostenuta.
p.s. in Francia è ormai dimostrato che l’uso degli anticoncezionali non ha mosso di una virgola il numero degli aborti.
infatti lo stile non era un granchè…troppe ripetizioni…
preferirei una confutazione con dei numeri…o con una analisi…io ci ho provato…
la cosa che mi disturba veramente, tanto per essere chiari, non è che si difenda il feto, o si condanni l’aborto…che sono posizioni legittime e anche molto produttive dal punto di vista etico-morale…ma che si azzardino analisi su dati senza aver la più pallida idea di cosa SIANO i numeri…
ciao ciao
Massimiliano Vignoli
ps
mi aspetto che tu produca una serie di statistiche che sostengano la tua posizione…sennò anche io ti dico che negli Usa ci sono statistiche che dicono che le sigarette non fanno male e non provocano tumori…purtroppo il centro di ricerca che ha prodotto questo risultato è finanziato dalle case di produzione di sigarette…^_^
ah… dimenticavo…supponiamo che la 194 non abbia diminuito gli aborti, e che i radicali dicessero stupidaggini…
ma le 20000 donne le abbiamo salvate o no?
ciao ciao
Massimiliano Vignoli
x M.Vignoli
Qui c’è qualche numero:
http://www.zenit.org/article-9648?l=italian
http://www.fattisentire.net/modules.php?name=News&file=article&sid=759
http://www.avvenireonline.it/NR/exeres/F8E8067D-C589-4090-B6FD-87AA02789036.htm
20.000 donne salvate? e da cosa? dall’aborto clandestino che, secondo i dati ufficiali del ministero, continua sulle stesse cifre?
Salvati 80.000 bambini CON le loro mamme dai Centri di aiuto alla vita.
Vorrei fare un intervento concernente il metodo del dibattito tra cattolici e atei; non riguarda in maniera specifica il tema dell’aborto ma si può benissimo applicare anche qui.
Schopenhauer ne “L’arte di ottenere ragione” dice che il dibattito serve ad ottanere la ragione, che non è la verità (la quale si può cercare ed avvicinare con lo studio e l’applicazione personale), ossia fare cadere in contraddizione la parte avversa ottenendo il plauso dell’ditorio.
Quest’ analisi, a mio avviso, è corretta riguardo al meccanismo del dibattito (far cadere in contraddizione) mentre risulta riduttiva riguardo alle finalità dello stesso (ottenere il plauso); infatti trovo che la discussione sia anche un ottima occasione di revisione delle proprie idee, utile per correggere ed approfondire la personale ricerca della verità . Sarbbe auspicabile ricavare sempre qualcosa di utile dai confronti, che altrimenti diventano vuoti sprechi di energia.
E’ per questo che a noi cristiani è chiesto di condurre argomentazioni “quasi Deus non esset”, al fine di far comprendere meglio le nostre istanze agli atei. Ora io penso che sarebbe auspicabile una certa reciprocità in questo; infatti per poterci tocare nel vivo sarebe opportuno e rispettoso che nei dibattiti gli atei portassero argomentazioni “quasi Deus esset”. E’ per questo che aveo risposto teologicamente al commento del sig. Lucio Demeio riguardo all intervento del 17 gennaio sull’anima. Lucio Demeio aveva infatti posto una domanda volta a trovare un incoerenza all’interno del nostro modo di vedere le cose. Massimo Zambelli mi obiettava che il mio ragionamento non poteva dire nulla ad un ateo, vero, ma il mio scopo era quello di mostrare che al suo interno il nostro sistema era coerente.
Dicendo questo ho voluto indicare come in quel caso il sinor Lucio ha fatto (in maniera ancora incompleta) l’ipotasi operativa di ammettere Dio; la domanda era posta infatti così: ammesso Dio e le sue conseguenze, la vostra teoria include e spiega anche il punto che ora vi sottopongo? In quel caso Lucio Demeio ha posto il dialogo in maniera molto fruttuosa.
Per concludere vorrei dire che riguardo a temi etici ai cristiani le statistiche interessano poco o nulla, per noi anche un solo aborto sarà sempre un delitto abominevole.
Voi atei dovreste esercitare di più la maieutica, noi abbiamo accettato di giuocare in trasferta ora tocca a voi venire in casa nostra.
Tutto ciò è necessario per un dialogo fecondo altrimenti esso diventa un pendolo di Newton.
Cordialmente
Giacomo Puricelli
PS sappiate che per un cristiano (almeno nel mio caso) la verità della fede è quasi un dato sperimentale, non sempre le istanze di certo laicismo riguardo il libertinismo mi paiono lampanti, ho ” bisogno” del vostro aiuto per comprenderle.
PPS ho circa 19 anni e mezzo e cerco di esprimermi in maniera più educata possibile. Questo è un ottimo sito, mi sembra che ci sia qualcuno che scrive in maniera poco educata, non è il caso… non faccio nomi perchè non è opportuno ma sappiate che se qualcuno si lamenta di questo PPS rientrerà nel famoso detto “Excusatio non petita, accusatio manifesta”
X Vigno (diamoci del tu per favore)
1. Le stime. Se leggi le date degli articoli riportati, le stime dei giornali fanno riferimento anche al periodo di fine anni 70. Nel 1976 il Corriere della sera diceva ad esempio che gli aborti clandestini andavano da 1,5 a 3 milioni. Tieni presente che proprio in quegli anni si doveva tenere un referendum per abrogare gli articoli del codice penale che regolamentava l’aborto. Il referendum saltò per scioglimento anticipato delle camere. La legge 194 del 1978 fu fatta anche per scongiurare un referendum massimalista. E’ da valutare con attenzione l’azione dei cattolici al governo tesa ad evitare un male maggiore. Del fatto che ci fu un compromesso che cercava il male minore è il successivo referendum del 1981 indetto dai radicali contro la 194 per massimizzare ancora di più l’accesso all’aborto. Qui un ricordo personale. Avevo circa la tua età e seguivo con interesse i dibattiti. Mi è rimasta scolpita nella memoria l’evidente fandonia di Pannella che spacciava la menzogna dicendo che gli aborti clandestini erano ancora 2 milioni. Siamo nel 1980-81. Quei dati ritornato nel sito di Emma Bonino: “La legge, pur severissima, restava fin’allora largamente inapplicata, perché si era ben consapevoli, anche da parte degli stessi magistrati, di quanto fosse inapplicabile: in un Paese in cui si stimavano da 800.000 a due milioni di aborti volontari all’annoâ€.
2. Gli anticoncezionali. La liberalizzazione degli anticoncezionali risale al 1971 con la sentenza della corte costituzionale che ne liberalizza la propaganda. Certamente i consultori hanno contribuito alla loro diffusione, ma anche a quella dell’aborto (vedi i dati dal 1978 al 1983). Strano poi che tu creda ai miracoli, cioè che nel giro di un anno (1975-76) ci sia stato un calo di milioni di aborti grazie agli anticonc. Perché permane per 30 anni un numero più o meno costante e non si azzera? Un rimedio miracoloso estinguebbe la piaga. Qui vale l’osservazione di anna rosa. La costanza dei dati di aborto, anche in tempi di diffusa conoscenza dei metodi anticonc. sta a dire che non sono quelli a farlo ridurre.
3. Le donne vittime. Essendo clandestini, come anche tu hai notato, è difficile fare stime sulle vittime dell’aborto. Sono scettico su quelle cifre.
4. I numeri. Dici: “si azzardino analisi su dati senza aver la più pallida idea di cosa SIANO i numeriâ€. Ho riportato il grafico di un giornale che riflette l’atteggiamento “vittorista†molto in voga sull’efficacia della legge. Ho cercato di mostrare come si stia barando sui risultati (calo del 40%) perché si prende come riferimento un anno che non è né quello dell’ingresso della legge, né quello dei presunti aborti clandestini. In entrambi i caso si vede il fallimento della legge. Nel primo la stima di riduzione è notevolmente inferiore (tu che ti intendi di numeri J potresti fare la percentuale tra i dati del 1979 e quelli del 2006); nel secondo è notevolmente fallita vista l’enorme discrepanza tra i milioni di clandestini e quelli legali. A meno che, come vuoi fare tu, non si pensi che gli anticonc. abbiano estirpato istantaneamente le gravidanze indesiderate. Sensatamente, a fronte di milioni o centinai di migliaia di aborti, avrei dovuto aspettarmi centinaia di migliaia di aborti che progressivamente calano grazie agli anticonc. Si dovrebbe poi spiegare perché, come dice anna rosa, in paesi al alta diffusione di anticonc. ci siano tassi di abortività ben maggiori del nostro Paese, orribile tana del Vaticano.
1)Non intendo scusarmi per il linguaggio colorito e a tratti se volete irrispettoso e maleducato..ok dovevo dire feci, escrementi…va bene…vi prometto che userò dei sinonimi la prossima volta
2) ciao prof…
3)giacomo anche io ho letto quel libro…ma un conto è ottenere ragione parlando a un processo dove ci sono dei giudici influenzabili che bene che vada ne sanno un po’ meno di te…un conto è ottenere ragione senza un giudizio finale… non basta il colpo ad effetto…bisogna avere le idee giuste…e sui metodi del dibattere…beh ognuno porti le argomentazioni che vuole…e cmq il problema non penso che sia schematizzabile in atei vs cattolici…mi sembra un po’ riduttivo…e non parlerei nemmeno di laici e cattolici…esclusi i non pensanti(e quindi forse non faccio parte di questa cerchia ristretta) si tratta di parlare tra persone ‘civili’ che si rispettano e che cercano con i propri mezzi di assicurare all’umanità un futuro migliore(migliore è un concetto molto ambiguo, che non intendo chiarire…ma non intendo il migliore alla brave new world)
4) ecco come non detto…su che siti trovo quelle statistiche??? ora per il prof che mi conosce, spero…sa che ogni tanto la critica è tagliente e a tratti apparentemente superficiale, ma questo è dovuto alle limitate disponibilità di tempo…voglio dire…non che perchè le statistiche siano fatte da avvenire allora non le considero neanche…però hanno un certo peso, come hanno un certo peso le statistiche e i numeri dei radicali durante una battaglia referandaria…dopo di che si fa la media pesata e si traggono delle conclusioni…peccato che ognuno dia pesi diversi…e alla fine le conclusioni siano diverse…e fin qui è solo una difesa metodologica…però spero si possa andare oltre…
5) tanto per fare qualcosa di scorretto(sempre da l’arte di ottenere ragione) vedi annarosa…uno non è che dice vigno sei un deficiente.(da leggersi punto),ma dice ecco questa è la mia contro analisi, sei un deficiente…le cose sembrano simili ma non lo sono…quindi impara da zambelli a elaborare una critica…e non offendere solo (ciò è scorretto perchè sicuramente anche io avrò fatto questa cavolata…attaccando la persona senza attaccare le tesi…)
1.1) le stime…okok..penso di aver già risposto…probabilmente erano stime pre-referandarie, speravo solo di avere l’attenuante onestà intellettuale…evidente la strada è ancora lunga…
2.1) io non relegherei agli anti-concezionali un ruolo così marginale…forse se si avessero dati certi non si dovrebbe attribuire ad essi nemmeno l’onore di salvatori della patria però ritengo che abbiano giocato un ruolo essenziale…e poi nel 71 fu apportata una modifica costituzionale(o al codice penale) se non ho letto male e se non ricordo male…ma poi in farmacia li si trovarono dal 76…quindi un conto è poter dire “ragazzi occhio a fare duecento figli, state attenti, almeno non fatelo nei periodi di massima fertilità ” un altro è dire “tie prendi sta pillola, fai sesso quanto quando come ti pare tanto non resti in cinta”
3.1)siamo d’accordo…argomentazione facile…giusto per goliardia…anche aver salvato la vita di una sola donna sarebbe stato già un buon risultato…no?^_^
4.1)mhhh che pezza niente statistiche se quelli sono i dati ognuno può capirli, ma annetto una piccola analisi…
‘78:pochi aborti
79: il triplo del 78
80-83: booom
91:come nel 79
2000…:50.000 del 79
ora sul primo anno farei un po’ di chiarezza la legge fu varata nel maggio…senza considerare che ci vuole del tempo perchè la legga sia operativa(decreti attuativi, predisposizione dell’asl etc etc) quindi i dati sono conqrui(Secondo me) tra 78-79 e 91, c’è stato un boom nell’80-83 e questo è abbastanza fisiologico…(per cui contare gli anni straordinari per me è un falso statistico…sarebbe più onesto fare una media…)quindi terrei buoni i dati 79-91 e dal 2000 in poi…
ma secondo me quello che si dovrebbe tenere difianco a queste statistiche…e che io non ho ma che ‘temo’ diano ragione al movimento anti-abortista…sono i numeri assoluti delle nascite negli stessi periodi, e la percentuale aborti/nascite…penso che questo indicatore possa dire qualcosa di più…anche se non so(e questo spero sgombri il campo da qualsiasi giudizio di parte) cosa verrebbe fuori da un confronto del genere…ed è su questo indicatore comparato con quelli di altri paesi che valuterei la fisiologicità nel sistema del numero di aborti…
voglio dire potrei non stupirmi se in america ci sono 300.000 aborti….ma loro sono 100milioni di persone noi la metà …
insomma qualcosa dovrà pur significare…occhio a usare sempre il numero più rappresentativo della realtà …ogni tanto è la percentuale ogni tanto è il valore assoluto…se io ho nel mio portafoglio il 75% in più di ieri potrei essere passato da 4 a 7 euro ma anche da 4 a 7 miliardi di euro…e la cosa non è assolutamente proporzionale…in un caso sono uno che ha trovato delle monetine per terra, nell’altro un ladro…ma sempre il 75% è….hih
ciao ciao
Massimiliano Vignoli
Salve,
non ho molto tempo, avrei altre cose da dire ma esprimo solo quelle che mi interessano di più.
1) Vignoli dice che non bisogna ridurre il dibattito su questioni etiche, nella fattispecie sull’aborto, tra atei e cristiani ma tra persone civili.
La base della morale sta nel massimo sistema dell universo, ossia Dio c’è o non c’è? Tutto si riduce a questo non mi dilungo credo sia abbastanza evidente. Non ho usato il termine laico perchè mi piace usare le parole col significato specifico e non esteso, per me laico è colui che non appartiene al clero. I termini nel senso esteso perdono di sfumature importanti, le parole sono come colori, è certo che bastano quelli fondamentali per ottenere gli altri ma è necessario mescolarli, talvolta è comodo il tubetto della sfumatura giusta prefabbricato.
Non ho nominato gli agnostici perchè la loro posizione è spesso quella di atei nella pratica come dice il Catechismo.
Tutte le altre posizioni, anche quella di Ferrara, sono combinazioni lineari di quelle esposte sopra.
2) Affermazione chiara solo per chi ha fede: lei dice esclusi i non pensanti io rispondo. Presumo (magari male) che tra queste sono incluse le nostre care vecchiette che vanno a messa tutti i giorni e tutti i giorni dicono il rosario: un giorno anche lei scoprirà che una sola di quelle loro preghiere dette con amore ha avuto più effetto di ogni dotta discussione fatta su questa terra.
3) Il pps era per più di una persona.
ciao giacomo, io sono molto disponibile al dialogo e al dibattito, e siccome i blog sono uno strumento potente ma limitanto ti rispondo, non per polemizzare, ma per chiarire la mia posizione.
Non solo per te laico signifa non appartenente al clero, ma penso che sia la giusta definizione…quello che io intendevo era che mi urta un po’ dividere le opinioni tra senza-dio e con-dio, perchè temo che le cose non stiano così, ci sono degli atei che contrastano o vogliono che si applichi in altro modo la 194(ferrara) e cristiani che invece la difendono e non sentono questa necessità (bindi). quindi quando si discute di temi etici sarebbe bene mettere da parte queste categorie(nonostante abbiano un valore nella discussione) e parlare tra persone che pensano. Tra le persone pensanti non so se ci saranno tutte quelle vecchiette, ma anche tra di loro ci saranno quelle che pensano e quelle che non pensano, come tra tutti…
Per la morale Kantiana le cose non stanno assolutamente così…la legge morale è autonoma, non dipende dall’esistenza o meno di Dio, kant dice solo che l’uomo morale ha fede nell’esistenza di Dio, MA la morale non dipende da Dio, ma questa fede viene a posteriori non a priori…non so se l’hai studiata, ma te la consiglio…
ciao ciao
Massimiliano Vignoli
ps
quando si categorizza con l’accetta bisogna stare attenti che non ci sia qualche grosso personaggio che non viene incluso nella categorizzazione…^_^ah..meglio sempre dubitare delle cose troppo evidenti
pps
uhe ma questo è un covo di matematici!!!!!!!!!!!!! mamma mia…
Mamma mia che lunghe disquisizioni
facciamo un post breve
non si può valutare una legge solo guardando gli effetti e non avendo un quadro di quello che c’era prima del 1978, infatti se gli aborti dichiarati erano 68.000, ben di più erano quelli clandestini.
Ora non mi va di cercare dati esatti, perchè della vicenda non ho una approfondita conoscenza, diciamo che la mia è solo una critica metodologica
- STATISTICHE -
non esitono statistich precedenti al 78′ perchè prim al’aborto avveniva in clandestinità ..sveglia!!!
La statistica del 78′ è bassa perchè la legge è entrata in vigore a metà anno. Soltanto a quel punto si è iniziato il conteggio..sveglia!!!
I cattolici di disinformazione ne fanno parecchia..
Salve,
finito l’esame di fisica mi son preso la briga di riguardare un attimo sul libro del liceo la Critica della ragion pratica.
Il pensiero di Kant, come tutti i discorsi fatti con arte, in un primo momento prende. Un discorso deve essere al suo interno coerente, quelli di Kant lo sono molto; il problema è che mentre lo leggo e mi sforzo di capirlo ho avvertito che mi capita di perder di vista i presupposti che io ho sperimentato nella mia vita e di mettermi a ragionare secondo quelli del filosofo. Forse è stato proprio questo mio difetto a rendere un po’ problematico lo studio della filosofia alle superiori (questa era una nota personale). Appena mi sono accorto dell’errore che stavo commettendo ho confrontato quei discorsi con la realtà che io percepisco e ho compreso alcune cose che ora provo ad esporre.
Kant pone la morale come indipendente dalla sfera trascendente, basata solo sul dovere. Il difetto di tutto questo è il carattere soggettivo di tutti gli imperativi categorici e il fatto che essi si rifanno in ultima analisi alla volontà dei singoli individui. Per uscire dal pasticcio si pone Dio come ipotesi operativa e abbiamo risolto tutti i problemi dell’umanità . Il problema è che tutto questo non si può applicare alla società vera. Il punto dolente è il dovere posto come assoluto, quasi nessuno lo vuole oggi si ricercano solo diritti: diritto ad abortire, diritto a divorziare, diritto all’eutanasia, diritto ad avere figli con ogni mezzo eccetera eccetera e se qualcuno obietta negando uno di questi in virtù di un imperativo categorico (primo lo si attacca come cattolico o filocattolico) gli si dice “con che buon diritto mi imponi questo dovere?” Tutto sarebbe risolvibile se la società attuale fosse virile, ma così non è; infatti il processo di indebolimento della volontà è sotto gli occhi di tutti, ormai non si può più pretendere nulla nel comportamento della gente perchè altrimenti ci viene rinfacciato il caso pietoso (madre con “settordici” figli senza marito nuovamente incinta…) oppure ci viene detto “con che autorità poni questi doveri?”. A prova di questo porto un mio pensiero, colorito, ma, forse, significativo: quando ero bambino andavano per la maggiore i cartoni animati con i robottoni dove il mondo vaniva salvato da un eroe che rischiava la sua vita appellandosi al bene e al dovere, nei cartoni moderni il mondo viene salvato giocando alle carte…
In conclusione il fondamento Kantiano della morale o lo fissi ad un chiodo che è Dio e consideri la vitrù come premio di sè stessa sennò non vai da nessuna parte, ma nel primo caso forse non si arriva alla nostra posizione ma ci si approssima fortemente.
Per ora concludo qui, con una citazione di don Giussani (io non sono di CL) di primo acchitto forse può infastidire ma invito a meditarla poichè mi sembra verissima: «Molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità ». internet ha qualche problema non vorrei aver pubblicato due volte se sì mi scuso
ehilà …prova a sforzarti di capire meglio Kant…
a)la morale kantiana NON è assolutamente individuale
b)cosa diavolo centre l’essere con il dover essere???o più esplicitamente, cosa c’entra la realtà con il giusto??? non sono necessariamente correlati…
ricordo che le due massime della morale kantiana sono
1)tratta sempre gli esseri umani come un fine e mai come un mezzo
2)la legge morale è valida ovunque e in qualsiasi momento della storia
(potrei sbagliare ma penso siano questi)
Dio è introdotto solo come corollario, perchè Kant sostiene che esistano la virtù e la felicità , e non è necessario che un uomo virtuoso sia anche felice, e allora l’uomo virtuoso(morale) è ‘obbligato’ ad avere fiducia in un ente superiore che gli garantisca il premio della felicità . Ma il Dio Kantiano NON ha alcun fondamento razionale, ma puramente fideistico. o per lo meno a me lo hanno spiegato così…
ciao ciao
Massimiliano Vignoli
Rispondo qui a Brisbie4: Pannella contro Giuliano Ferrara e la ragione umana
Forse nel pezzo che ho scritto spora c’era qualche sbavatura che, tutavia non intaccava il conteuto generale, come anche la critica successiva. Diventando troppo lungo il discorso cambiamo un po’ punto di vista, tanto per entrambi quello che dice Kant non è parola di Dio. Kant dice che non c’è relazione tra realtà e giustizia/virtù e felicità ; ammesso che non ci sia i diritto, tutavia c’è di fatto.
Vivere cercando di seguire i dieci comandamenti paga tantissimo, non è facile e si sbaglia; ho potuto appurare che la caduta, fatta con l’illusione di provare una felicità superiore, causa l’effetto contrario. La legge naturale sono i dieci comandamenti, chi non lo reputa vero li controlli e mi dica cosa aggiungerebbe o toglierebbe.
Riporto qui la versione ridotta:
Io sono il Signore Dio tuo:
Non avrai altro Dio fuori di me.
Non nominare il nome di Dio invano.
Ricordati di santificare le feste.
Onora il padre e la madre.
Non uccidere.
Non commettere atti impuri.
Non rubare.
Non dire falsa testimonianza.
Non desiderare la donna d’altri.
Non desiderare la roba d’altri.
Per desiderio si intenda un’insana bramosia sfrenata.
Questa è la legge naturale. La giustizia e la legge ci servono per non finire in un mucchio. L’imperativo questa società è ancora in grado di reggerlo? Se la risposta è no la morale Kantiana non si applica, mentre la nostra ha ancora un ultimo appiglio che è l’applicazione per amore e timore di Dio. Ripeto una volta che cominci ad applicarla sei subito ripagato in questo mondo. C’è poi qualcuno che dice che la morale naturale non esiste: allora mi si spieghi come nella storia sia stato possibile fare processi per crimini cotro l’umanità , quando questi crimini sono stati perpetrati seguendo le leggi di una nazione.