Bertinotti filosofo

Fausto Bertinotti

Il testo di Fausto Bertinotti è tratto dall’intervista a “Le invasioni barbariche” di venerdì 15 febbraio 2008, ed è preso da Storia libera

In nome della vita astratta, non si rispetta quella concreta

Rendere astratto il corpo della vittima è la prima mossa per farla scomparire. Un’astrazione che inizia dal linguaggio: interruzione i gravidanza invece che aborto; aborto terapeutico, che invece curare elimina il malato; gruppo di cellule al posto di soggetto autonomo…

Astratto da ab-trahere, cioè distaccare. Il distacco del feto dal grembo materno è iniziato con il distacco della sua presenza reale (se non ci fosse cosa ci sarebbe da abortire?) dal campo del discorso e dei concetti importanti, orientanti.

C’è differenza tra un bambino in potenza e un bambino reale

C’è differenza tra operaio in potenza e operaio reale. Il disoccupato (operaio in potenza non vale nulla. Conta solo l’operaio reale che ha già un lavoro. L’altro deve confidare in una evoluzione della filosofia di atto e potenza.

 Ci si scandalizza del fondamentalismo islamico e non per questo altro. fondamentalismo

Uno che vuole ri-fondare il Partito Comunista dovrebbe essere in grado di apprezzare chi ama le cose fondamentali, ambisce a costruire una società su solide fondamenta etiche e cerca di seguire il fondamento della verità delle cose.

Il fondamentalismo può essere cieco (non vede la vita nascente), irrazionale (il suo valore è dato dal volere del padre-padrone e della madre-madrona), ateo (vita è solo cellule e poi materia e poi bit, numeri), borghese (i padroni borghesi ce l’hanno sempre con i proletari e i proles, i bambini).

Quando nasce la vita? Nessuno lo sa. Neanche la Chiesa ha avuto le idee chiare

Il Conte Fausto è appoggiato con nonchalance al mappamondo della Camera. Guarda da lontano, astrattamente, strani cosi con gambe e braccia che si dimenano sul pianeta.  Se non sa quando inizia la vita (umana) come può essere sicuro che quegli strani affarini indaffarati alle catene di montaggio o a zappare la terra, siano già esseri umani? E, viceversa, se non sa quando inizia come può escludere che sia già iniziata?

Poi ecco che si fa teologo (e la sua idea di laicità?). Ora giustifica la sua “a-gnoranza” sull’inizio con una supposta indecisione della Chiesa. Si vede qui come è attuale questo post 1/, 3/3, 9/9, 31/12 Non sta alla Chiesa decidere quando inizia la vita umana. Sta alla scienza e l’ha già deciso: dal concepimento, o al più dopo 24 ore dal concepimento. Non sta alla Chiesa, né a Bertinotti politico, decidere se una vita umana è una persona. Sta alla filosofia e, se non si vogliono creare caste sociali, e se si vuole inoltre essere aderenti alla logica, si deve riconoscere che un essere umano è persona da sempre, da quando ha la vita umana. Persona non è un pezzo dell’essere umano, un suo pezzo fisico (corpo, arto) o mentale (facoltà), ma è lo stesso essere umano. L’uomo “è persona”, non “ha persona”.

Il Vangelo dice che ogni persona vale, qualunque sia la sua condizione o fase di sviluppo. Nella persona umana c’è in gioco la dimensione spirituale del reale. Con l’uomo il cosmo si apre a sfere esteriori e interiori irraggiungibili da se stesso. L’uomo è persona per natura. E’ fatto così, che si posso fare?

Le Invasioni Barbariche si evitano solo introducendo nel discorso pubblico umano ciò di cui l’uomo, forse suo malgrado, è portatore: una natura divina, spirituale, celeste. “Divino per natura l’uomo è”, direbbe il maestro Ioda, che un pochino somiglia a Bertinotti. Forza, allora, tiri le premesse e le conseguenze di tanto interessamento per il piccolo e il povero, il disoccupato e l’emarginato. Tolga quella crosticina che non le fa vedere che senza dimensione spirituale nessuno vale, mentre con quella dimensione, connaturata, ognuno, pur piccolissimo, vale.

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