Vita. Non toccarla.

Faccio un fotomontaggio per mostrare come dovrebbe essere la verità di quella frase.

Nessuno sta parlando di cambiare la 194 eppure alzano gli scudi come se fosse all’ordine del giorno. Al massimo si sente la richiesta di applicarla nella parte che finora è stata dimenticata, cioè la prevenzione remota dell’aborto mediante educazione, e quella vicina con la rimozione delle cause che portano la donna o la ragazza ad abortire. Eppure agitano lo spauracchio del cambiamento della 194. Che, a dire il vero, e all’opposto di come viene presentata la questione, vuole essere cambiata da gente come Carlo Flamigni (articolo) o Paolo Flores D’Arais, direttore di Micromega (articolo) i quali recentemente hanno proposto di rimuovere dalla legge la possibilità di fare obiezione di coscienza. Mi domando se oltre alla tattica d spargere menzogne, mostrando minacce che non esistono, non ci sia altro. Come ad esempio la pressione della coscienza che sempre più preme mostrando la verità dei fatti, ossia che nell’aborto c’è l’eliminazione violenta di una vita innocente. Per mettere a tacere questa verità si sposta, innanzitutto a se stessi, l’attenzione emotiva dal fatto nudo e crudo della violenza sul figlio, verso la violenza di una minaccia che non esiste. In questo maniera ci si sente minacciati e si dimentica della vera minaccia dovuta al proprio pensare e agire.

Una delle foto mostra una ragazza con il dito rosso sangue col quale ha scritto sulla pancia piatta lo slogan “194 Non toccarla”. Di chi sarebbe quel sangue? Lo mostra con un mezzo sorriso incurante della domanda principale. Dentro quella pancia ci potrebbe essere, o c’era, una vera figlia o un concreto figlio. Non toccarla dovrebbe essere riferito innanzitutto a loro. Invece, con l’avvallo di un potente giornale che dirama il sito e l’iniziativa, i “già nati” pretendono di avere potere di vita e di morte sui nascituri; i superstiti vogliono comandare sui più deboli; i condonati dalla morte strozzano il debitore di vita. Coalizione giocosa di forti che si armano contro i poveri. Quel dito rosso sangue equivale al pollice verso dei Cesario, dei padroni di vita e morte, allo stadio dei gladiatori Un dito che ostenta un cinismo che non saprà fermarsi ai nascenti ma è pronto per essere usato nei confronti dei già nati, di chiunque. Quando si caccia un figlio nell’ombra con un gesto di un dito che succederà

Un’altra rasenta la bestemmia. Una bambina, già nata, indottrinata ben bene, che scrive sulla pancia della mamma di potere abortire (foto riportata nel precedente post; l’originale è senza il fotomontaggio con la scritta). Lei ce l’ha fatta e ora chiude la porta agli altri. Lei innocente che si apre alla vita costretta a scrivere parole di falsità (chi la vuole toccare la 194?) e di morte (la 194 per come viene applicata è abortofila). Il problema della 194 è che induce una falsa lettura della stessa 194, la quale non parla di diritto di aborto, ma di ricorso all’aborto per gravi necessità  Non si vuole che qualcuno possa sindacare il criterio di gravità e necessità, e che si intrometta per cercare di rimuovere le cause, chiedendo di ripensarci e provando a superare le motivazioni abortive, se ci sono. Si dice: “L’utero e quel che contiene è mio e lo gestisco io. Tu Stato, anche se fai la solenne dichiarazione all’art. 1 della 194 di “tutelare la vita umana dal suo inizio”, mi devi dare gratis e senza alcun problema la possibilità di abortire. Ti conviene, Stato, perché invece di dover rimuovere onerosamente le cause, puoi  risparmiare aiutando ad eliminare ciò che provoca il problema, ossia il bambino. Tu Stato, nonostante dichiari solennemente, sempre al primo art. della legge, che “l’aborto non è un mezzo per il controllo delle nascite”, continua a chiudere un occhio, o anche due, nei consultori, e a firmare senza fastidiosi intralci l’OK”.

Altre due foto fanno il verso alla religione. Una donna prega a l’altra fa il crocifisso. Prega chi? Il Dio della vita o il Moloch che domina e disprezza la vita? O forse è una preghiera alla società perché non permetta di cambiare la legge che consente di eliminare vite umane? Ma perché non prega di applicarla nella parte positiva, che tuttavia c’è? La preghiera per abortire senza problemi, come se si possedesse un diritto divino di vita e morte, è una grande perversione della preghiera che invece è sempre implorazione per aiutare a vivere, invocazione di soccorso e cura, e lode al Signore della vita per le grazie ricevute, prima fra tutte il dono di un figlio.. Sulla donna crocifissa siamo al Gran Gala dell’assurdo. Il crocifisso che è simbolo perenne di sopraffazione verso il debole e l’innocente viene qui usato per eliminare del tutto la vera vittima.

3 Commenti a “Vita. Non toccarla.”

  1. Massimiliano Vignoli scrive:

    chiederei un po’ di chiarezza…si è contro a una legge dello stato, o allo stato delle cose??? perchè le cose sono nettamente diverse…

    e comunque non credo che sia così lineare che un medico o un farmacista possa decidere di non praticare un’operazione, o non vendere un prodotto…in fondo se un operaio si rifiuta di fare il suo lavoro, tutti ritengono giusto cacciarlo a casa…

    Comunque ritengo che qui si sbagli per ignoranza o per ideologia(e non so quale sia più grave…o forse sì…) l’analisi e la soluzione. e quello che penso, che ho sentito dire da Cofferati è che se sbagli a interpretare la realtà e non individui esattamente le cause di un problema poi quel problema non lo risolverai MAI…

    ciao ciao
    Massimiliano Vignoli

  2. Massimo Zambelli scrive:

    Critico verso lo stato di cose e una legge che lo coccola.

  3. martino scrive:

    Oh, finalmente un pò di figa in sto blog…l’hai messa solo per dare qualche stimolo in più ai visitatori, vero prof?

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