Pillola del giorno dopo: abortiva?

Torre di PisaA Pisa due medici si sono rifiutati di prescrivere la “pillola del giorno dopo”. Le donne hanno fanno chiasso per il divieto ed il caso è finito sui giornali. E’ emerso che un medico non è costretto a prescrivere farmaci di nessun tipo. Avevano quindi diritto secondo “scienza medica” e on solo coscienza etica a non assecondare la richiesta. Il medico non è un dispensatore di medicine ed esami. Se una persona non è contenta del medico può cambiare.

Ma ecco che oggi, tempestivamente, Augias ospita Flamigni nella sua trasmissione su Rai Tre, per parlare di queste cose. Augias conclude la puntata riesumando un filmato degli anni ‘50 su ciò che una donna con mestruazioni non poteva fare e fa il parallelo con le superstizioni che ancora ci sono, facendo una smorfietta con la faccia: chi vuol capire…. e si capisce benissimo, conoscendolo, a chi si riferisce. Flamigni sicurissimo ha detto che ci sono esperimenti svedesi che provano che la pillola del giorno dopo non è abortiva. Non ho capito in che cosa consiste l’esperimento e da cosa lo avrebbe capito. Dice che impedisce l’ovulazione (e si sapeva) e “annerisce” l’ovulo rendendolo non fecondabile.

Se così il giudizio sulla pillola rientra nel giudizio che uno si fa sugli anticoncezionali. Tuttavia io resto molto guardingo, rifacendomi ai foglietti illustrativi della stessa pillola. la Norlevo, che in Italia è distribuita dalla Angelini:

La contraccezione di emergenza è un metodo di emergenza che ha lo scopo di
prevenire la gravidanza, in caso di rapporto sessuale non protetto, bloccando
l’ovulazione o impedendo l’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato
, se il rapporto sessuale è avvenuto nelle ore o nei giorni che precedono l’ovulazione, cioè nel periodo di massima probabilità di fecondazione. Il metodo non è più efficace una volta iniziato l’impianto.

Impedire l’impianto significa che il concepimento c’è già stato e che pertanto una nuova vita umana ha iniziato il suo corso. Delle due l’una: o spacciano medicinali di cui non si conosce il funzionamento. O il funzionamento è quello segnalato nel foglietto, e quindi la pillola è abortiva. Abortiva, oppure, per dirla come Flamigni che si rifà a un supposto pensiero dei cattolici, uccisiva. Fino a quando non si risolve questo punto, i medici che in coscienza prendono sul serio il giuramento di Ippocrate (”a nessuna donna io darò un medicinale abortivo”) fanno bene ad obiettare. Per realizzare la vocazione del medico che è quella di salvare la vita; e per non accettare il prepotente rovesciamento della realtà, secondo il quale sbaglia chi giura (assieme ad Ippocrate) di difendere la vita.

6 Commenti a “Pillola del giorno dopo: abortiva?”

  1. paola scrive:

    Scusi Massimo, ma il suo dogmatismo forse non l’ha portata a considerare altre possibilità oltre alle due da lei date: forse non ha considerato il piccolo particolare che la pillola del giorno dopo agisce con maggiore efficacia quanto prima viene assunta: dunque se presa sufficientemente in tempo non c’è nessunissimo dubbio che sia un abortivo. Trattasi di un contraccettivo di emergenza. E se davvero crede che di vita si può parlare fin dal rapporto sessuale, è una sua legittima posizione. Ma non faccia disinformazione: la pillola del giorni dopo non è un abortivo. Se proprio si fa scrupoli, dovrebbe semmai suggerire di assumerla quanto prima. Ma tanto anche come contraccettivo a voi integralisti non sta bene! Allora che ne parlate a fare: dite che è peccato e basta, no? Senza scrivere inesattezze.
    E poi mi scusi, a quale cattolicissima versione del giuramento di Ippocrate si riferisce virgolettando la frase “a nessuna donna io darò un medicinale abortivo”? Non le pare una scorrettezza, o persino una disonestà intellettuale riportare tale frase come se comparisse appunto nel giuramento di Ippocrate?

  2. Nagasena scrive:

    Da Wikipedia:

    “Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.”

  3. Massimo Zambelli scrive:

    X Paola
    1. Se vuoi potresti darmi del tu. Si confà meglio alla “identità” (X Nagasena :-) ) che si assume su internet.

    2. > Ma non faccia disinformazione: la pillola del giorni dopo non è un abortivo.

    Invito di nuovo a leggere nel post quanto scritto dalla ditta produttrice (in Italia l’Angelini). Se la pillola non ferma l’ovulazione blocca l’impianto, quindi è abortivo: sempre che si pensi che la gravidanza inizi con il concepimento e non con l’annidamento.
    Prenderlo il prima possibile? Non cambia. Se l’ovulo è già in giro ci sarà concepimento.

    3. > Ma tanto anche come contraccettivo a voi integralisti non sta bene! Allora che ne parlate a fare: dite che è peccato e basta, no?

    C’è una bella diferenza tra la chiusura alla vita durante u rapporto sessuale (che non vuol dire concepire per forza) usando anticoncezionali, e l’eliminazione di una vita già iniziata.

    4. > Non le pare una scorrettezza, o persino una disonestà intellettuale riportare tale frase come se comparisse appunto nel giuramento di Ippocrate?

    Nessuna scorrettezza o disonestà. Il giuranmento di Ippocrate, riportato più estesamente da Nagasena, dice così. Adesso che si è visto il testo, cosa pensare della professione medica quanto a eutanasia e aborto?

  4. Paola scrive:

    MI scuso per la mia ignoranza del giuramento di Ippocrate innanzi tutto. Ora però, purtroppo, non posso dilungarmi oltre e non posso rispondere più dettagliatamente al post di Massimo (accetto il tu, anche se mi viene istintivo mantenere una certa distanza), ma lo farò nei prossimi giorni, appena posso.
    Solo una cosa: ma come mai da un lato ci tenete tanto ad adattare la 194 ai progressi della scienza medica, ma poi quando questi non vi fanno comodo rispolverate ippocrate???

  5. Nagasena scrive:

    Il Levonorgestrel, il progestinico sintetico commercializzato da Angelini come NorLevo e da Scherer come Levonelle, è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un anticoncezionale d’emergenza, non come abortivo. Secondo l’OMS, “i contraccettivi d’emergenza non sono efficaci una volta che è iniziato il processo d’impianto, e non causano aborto”. Questa posizione è consistente con la diffusa definizione di gravidanza come un processo che inizia con l’impianto dell’embrione nell’utero. Se invece definiamo, come fa per esempio Massimo, la gravidanza come un processo che inizia alla fertilizzazione anziché all’impianto, allora il Levonorgestrel potrebbe interrompere una gravidanza appena iniziata. Secondo questo criterio, anche i dispositivi intrauterini, comunemente chiamati spirali, sono da considerarsi presidî abortivi e non semplicemente degli anticoncezionali.

  6. paola scrive:

    Vede, caro Massimo: lei è stato lo stesso scorretto e in malafede. Io, trovandomi in un momento di fretta, non ho controllato direttamente il giuramento di Ippocrate. L’ho fatto questa mattina eh: toh, sorpresa! Si scopre che c’è una versione antica e una moderna. E che in quella attuale non c’è traccia della frase sul rifiuto di somministrare abortivi. Le ricordo, inoltre, che c’è una deontologia medica abbastanza precisa cui attenersi. E che per questa deonotlogia, la salute è intesa nell’accezione più ampia del termine, come condizione cioè di benessere fisico e psichico della persona (art.3, comma 2).
    Oh no: mi scuso, sono tornata a darti del lei. Avevamo convenuto diversamente: scusa, è che mi viene istintivo dare del lei quando voglio prendere le distanze da qualcuno, o da una sua posizione.
    Non mi va di ricorreggere il testo, spero non ti dia fastidio.
    ciao

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