Ancora violenza su chi difende la vita dei piccoli

Sassi che investono i bambini 

Penso sia utile dare spazio a questi fatti segnalati da brandavide, nel post in cui chiedo che differenza c’è tra la censura violenta dei comizi di Ferrara e il fascismo.

  1. Matilde Leonardi, candidata nella “Lista per la moratoria - Aborto? No, grazie” è stata oggetto durante un comizio di un lancio di sassi e lattine piene da parte dei democratici abortisti “difensori delle donne”. Risultato: una mattina al Pronto Soccorso con una costola incrinata.
    per il resto no-comment, fascisti!
  2. a Padova, dove ero presente, ci hanno lanciato lattine di vernice rossa, l-a-t-t-i-n-e di m-e-t-a-l-l-o democratico,
    fascisti!
  3. questa sera a Padova al teatro Verdi, ci sarà un Concerto per i 30 anni del Centro di aiuto alla vita di Padova, ci saranno organizzazioni femministe che picchetteranno all’esterno del teatro a contestare, civilmente e democraticamente, una organizzazione fatta di volontari che con il loro lavoro, i loro sacrifici, le case d’accoglienza e con il “Progetto Gemma”, si impegnano seriamente per aiutare le donne e la vita del nascituro.
    ultimo commento: fascisti, vergogna!

Oltre questi anche un’altra testimonianza dal Gazzettino:

Egregio direttore, sabato 15 Marzo mi sono recato a Conegliano al comizio di Giuliano Ferrara di presentazione della lista “Per la moratoria con Giuliano Ferrara. Aborto? No, grazie”. Forse perchè sono arrivato con qualche minuto di ritardo o forse perchè sono sfortunato, sta di fatto che ho trovato l’ingresso dell’auditorium sbarrato da un manipolo di esagitate che chiamare femministe è offensivo per il genere femminile, mentre la polizia stava a guardare a debita distanza. Poichè non avevo intenzione di farmi cinquanta chilometri per tornare a Mestre con le fave nel sacco, mi sono fatto strada, ma sono subito stato aggredito con calci e pugni e alla fine imbrattato di vernice rossa. Per fortuna le esagitate sono state subito bloccate dalla polizia ed ho potuto entrare nell’auditorium ed ascoltare il comizio di Ferrara. Più tardi ho saputo che anche Francesco Agnoli, capolista per la circoscrizione Veneto 2 della lista contro l’aborto, era stato aggredito, anche se ha evitato la vernice. Questi episodi di intolleranza rendono evidente che coloro che eliminano senza scrupoli la vita nel grembo materno, si farebbero ancora meno scrupoli ad eliminare i loro avversari politici. La vernice che ho ancora addosso lo testimonia, come lo testimoniano le urla inferocite che ho ascoltato e gli sguardi che ho visto. Questa gente che difende l’aborto ha perso ogni rispetto per la vita umana. Costoro sono il maggior pericolo per la democrazia e la civiltà. Se fino ad ieri queste mi sembravano frasi retoriche, oggi so che sono realtà.

Cosimo TomaselliMestre

14 Commenti a “Ancora violenza su chi difende la vita dei piccoli”

  1. paolo scrive:

    Consiglio per tutti gli aspiranti martiri pro Ferrara: se proprio non riuscite a restare in casa a guardare la tv e volete provare l’ebbrezza del mondo reale, della piazza, del comizio, della politica viva e vissuta, tra gente vera, persone in carne e ossa, canti balli e slogan … ecco, forse dovreste riflettere un po’, e dovreste farlo PRIMA di macinare tutti quei chilometri che vi separano dal vostro candidato premier preferito. Riflessione numero uno: ma Ferrara è un giornalista, un politico, un cattolico, un ateo, un comunista, una spia degli americani, un uomo di Berlusconi … ? Risposta: è o è stato tutto questo. Oppure semplicemente ha affermato, ha dato a vedere, ha detto di esserlo. Perchè cavolo devo farmi 5000 km, allora, se adesso s’è fissato con un tema che pure, oibò, mi sta tanto a cuore? E dice proprio le cose che penso e che voglio sentir dette!!! Non è che domattina vanno al potere gli alieni del pianeta Zortpon, e Ferrara manda a cagare me, il feto, il Santo Padre e tutto quanto, per mettersi al servizio dei nuovi Signori della Galassia!!! Appunto. Seconda riflessione. Cos’è Ferrara ADESSO. Concentratevi!!! Adesso, indiscutibilmente, è un candidato alle elezioni politiche del prossimo 13 Aprile, ovvero: E’ UN UOMO POLITICO (attenzione: nessuno tranne lui stesso sa con certezza se non sia anche e contemporaneamente ancora comunista, oppure se non abbia già contattato la nave madre della Flotta Imperiale di Zortpon per spifferargli le coordinate del quartier generale di Barak Obama). Bene. Forti di questa certezza, facciamo tutti un bel respiro e passiamo alla riflessione seguente: se Ferrara è un politico, qual’è la sua strategia? Perchè è chiaro a tutti che un politico, che sia candidato alla presidenza del consiglio o alla circoscrizione ventisette, DEVE avere una strategia. Se non è chiaro, passate al post seguente e dimenticate quello che avete letto finora (bzap!!!).
    Siete ancora qui? Ok. Dicevo, la strategia. Uhhm … non è facile, devo pensarci un po’ … dunque vediamo … allora … eee … Va beh, passiamo alla riflessione successiva. Allora facciamo conto che Ferrara abbia una strategia (DEVE avercela) ma IO non arrivo a capirla: posso fare comunque qualche ipotesi, no? Allora, i casi sono due. Primo: è convinto di farcela. Secondo: sa benissimo di non farcela nemmeno fottendosi un milione di schede bianche come ha fatto Romano “Breznev” Prodi nel 2006. Io sarei tentato di espandere il caso uno, ma visto lo spazio ridotto e il tempo risicato, mi butterei sulla seconda ipotesi, che mi porta dritto dritto a pensare (male, per cui ci azzecco) che questo qui si è messo bello-bello a far caciara in mezzo alla campagna elettorale tanto per il gusto di far caciara, e giusto perchè si era stranito dell’aria di inciucio imminente che si respira da un pezzo, e tanto perchè gli piace dire che lui è democratico e gli altri son fascisti, e aggiungo pure che con la moglie che si ritrova, un bel tour elettorale lontano da casa non sembrava un’idea proprio malvagia. Quindi, se dopo queste inopinabili e sensatissime riflessioni, sentite ancora impellente il bisogno di essere partecipi della scappatella del Giulianone Nazionale, seguite almeno un paio di consigli pratici. Consiglio uno: appena sul posto, individuate le forze dell’ordine (è piuttosto semplice: sono degli energumeni vestiti di blu o di nero, con il casco ma senza moto, con lo scudo ma senza lancia, hanno il manganello ma i fascisti sono gli altri). Trovate? Bene. Mettetevi sempre DIETRO di loro, e comunque MAI tra loro e il loro obiettivo, tanto per non dover esperire direttamente la cospiqua differenza tra sangue umano (tremendamente vostro, anche) e vernice rossa. State lontani dal palco, ripeto, lontani dal palco: al momento giusto Ferrara se la svigna tra due ali di celerini, dritto in braccio alla sua scorta, e dritto in macchina fino a casa a sirene spiegate, fumando il sigaro alla faccia del povero Sirchia. VOI NO, per cui toccheranno a voi tutti gli oggetti che erano destinati a lui (tipo uova marce e sedie). Non scappate, copritevi la testa con le braccia, e fate la faccia di quello che era lì per caso. Al limite sdraiatevi sotto i corpi e fingetevi morti anche voi. Per finire: Zortpon … mi ricevi?

  2. paola scrive:

    Come mai non ci sono fermati per questi atti? Fino ad ora, inoltre, nessuna denuncia per percosse e danneggiamenti personali, che il malmenato può presentare, è stata formalizzata. Forse allora si tratta di esagerazioni?
    Invece alle azioni dei fascisti veri, quelli che ci tengono anche a farsi chiamare tali, che ho linkato ieri, sono seguiti numerosi arresti cautelari, denunce, processi.
    E comunque rimane che pretendere di far passare pomodori, uova e vernice rossa per spranghe e coltelli è un tentativo ridicolo di aggrapparsi a qualsiasi cosa.
    Come mai non riflettete per nulla sulla quantità, sempre più copiosa e di ogni genere, di contestazioni che ferrara riceve? Come mai non vi chiedete perché così tanta gente sta protestando? Questo non vi interessa. Vi interessa solo riportare un’unica versione. Per completezza potreste ospitare anche il comento di chi magari si è sentito offeso dai commenti, dalle parole accese, dall’ira che ferrara stesso ha montato per guadagnarsi un posto in parlamento. E ricordiamo che, comunque vada la sua lista, si beccherà il rimborso elettorale, così ancora una volta magnerà alle spalle dei cittadini tutti.
    Inoltre, a voi integralisti, puntare al vittimismo conviene, sennò davvero sai chi vi si fila! solo così, con un trucchetto, potete sperare di farvi un po’ di pubblicità.
    Un trucchetto in disonestà pari al tuo, massimo, che titoli questo post a una sola voce ‘anche violenza su chi difende la vita dei piccoli’. Tentando la squallido, e falsa, illazione che invece chi manifesta per mantenere così com’è la 194 sia contro ‘i più piccoli’. Non è così, anzi: magari fosse così semplice!!! saremmo tutti d’accordo. Ma non è così.
    Ancora una volta: complimenti per l’onestà.
    E comunque: la violenza non va mai bene.
    Ma la vedete quanta frustrazione ha creato ferrara? Lui dirige un giornale, pagato dallo stato, e può scrivere quello che vuole. Lo spazio ce l’ha. Ai milioni di persone che manifestano in questi giorni contro di lui, invece, non è data la stessa poltrona di direzione di un organo di stampa nazionale, e nemmeno sottoposto alle leggi di mercato: ferrara può scrivere davvero quello che vuole, non deve nemmeno tener conto dei suoi lettori, di chi compra o meno il giornale, e infatti il risultato si vede.
    Ecco cosa ha ottenuto ferrara con i suoi toni insultanti. Ecco cosa ha ottenuto a non affrontare seriamente, fuori da una campagna elettorale, temi delicati: il muro contro muro. Ha ottenuto rabbia e frustrazione. Ha ottenuto solo il fallimento: ora, se anche si volesse solo migliorare la 194, non sarà facile farlo. O comunque lo si potrà fare solo con un’imposizione sulla quasi totalià della società.
    E chi sarebbero i fascisti in questo caso? Ma è inutile chiederlo a voi, accecati dal vostro pensiero unico.
    Compliementi: bel risultato!

  3. paola scrive:

    Miriam Mafai e i pomodori di Bologna
    di don Aldo Antonelli
    Leggo su La Repubblica di ieri l’articolo di Miriam Mafai e sento anche mie l’apprensione e la preoccupazione che lei manifesta; e mi fermo lì. Non condivido invece la sua disapprovazione per la contestazione di cui Ferrara è stato fatto oggetto.
    Fossi stato a Bologna, me ne sarei andato a spasso, il più lontano possibile, per non sentire neppure i riverberi delle blasfeme giaculatorie ferraresche. Fossi stato a Bologna, sarei magari salito al santuario di San Luca in cerca di aria meno tossica e in compagnia di pensieri più gratificanti. Dall’alto avrei avuto modo di individuare meglio dove fosse più di casa la violenza: se nei pomodori dei contestatori o nelle invettive e negli insulti dell’oratore.
    L’episodio di Bologna, se avulso dal contesto di rabbia e di frustrazione in cui molta della gente comune si ritrova, potrebbe anche prestarsi alle di per sé giuste riflessioni della Mafai. Ma si da il caso che il momento che viviamo è contrassegnato esso stesso da violenze e soprusi, guerre di potere e strumentalizzazioni di parte.
    Che dire quando sulle libertà formali attecchiscono le violenze reali? Quando la libertà di parola diventa libertà di offesa? Quando, allargando il discorso, sulla libertà di mercato si impianta la libertà di latrocinio? Quando la libertà democratica sta sotto ricatto della libertà plutocratica e quella di informazione cede il posto alla libertà di deformazione? C’è qualcosa che non va in questo paese in cui la libertà diventa un vuoto a perdere che una potente minoranza può riempire di tutto ciò che vuole! Il Bel Paese è diventato una landa desertificata per scorrerie di ogni genere. Ci sarebbe da chiedere cosa fanno le istituzioni contro l’assopimento generale delle coscienze e questa omologazione alla stupidità che le cronache quotidiane strillano a voce sempre più alta. Siamo ormai spettatori muti e impotenti di una trasposizione di ruoli veramente destabilizzante. Le strade diventano piste da Formula Uno; gli stadi somigliano più a degli zoo mentre le piazze diventano stadi da tifoserie. Per non dire dei cardinali che fanno i politici e dei politici che predicano da cardinali…
    In tutto questo bailamme le vittime sono sempre e solo loro: i cittadini. Costretti a vendersi sui banchi dei negozi, nei distributori di benzina, nelle anticamere dei ministeri, negli uffici comunali e lungo i marciapiedi delle città.
    E allora, accontentiamoci, per adesso, dei pomodori.

    don Aldo Antonelli è parroco di Antrosano, paese in provincia dell’Aquila.

    (3 Aprile 2007)

  4. Massimiliano Vignoli scrive:

    molto spesso si ignora il valore del dialogo…

    Si pensa di dover affermare e di dover parlare…senza prima aver ascoltato…risultato si finisce per essere in disaccordo dicendo le stesse cose…

    ciao ciao
    Massimiliano Vignoli
    ps
    meno ideologia, più ascolto e più buon senso^_^

  5. paola scrive:

    Il commento che ho postato qui sopra è di UN PARROCO. Alla faccia del vostro pensiero unico. E dei vostri paraocchi, che vi coprono la varietà, e la complessità, del reale.
    E per inciso: il cristianesimo, credo, non si meritava di essere settarizzato da voi estremisti integralisti. Ma oramai è così da troppo tempo, da secoli, e non credo si riesca a cambiare la vostra combriccola maschile e vecchia.
    Ecco perché ci tengo tanto che le leggi dello stato siano assolutamente neutre, laiche. E non cattoliche, cioè cattive. Cattive perché impositive. Se tanto vi fa orrore il fascismo, controllate quello che fate voi imponendo leggi confessionali su tutti gli altri.

  6. paola scrive:

    Massimo, se ferrara avesse affrontato la questione con meno ideologia, credo che chiunque sarebbe stato d’accordissimo nel tendere ad elinare il numero di aborti.

  7. paola scrive:

    scusate, eliminare è un refuso: volevo dire ‘eliminare’

  8. Massimiliano Vignoli scrive:

    [questione di ideologia]Non è una scusa per le persone di buon senso dire che gli altri non ce l’hanno…se la ‘destra’ italiana è demagoga e populista non vuol dire che la ’sinistra’ debba esserlo, se qualcuno distrugge non vuol dire che tutti debbano farlo. Chi sa di essere dalla parte giusta e PENSA, RITIENE e CREDE fermamente nel dialogo non può e non deve rinunciare a questo valore solo perchè altri non lo manifestano.

    [Questione di strategia]Non è strategicamente intelligente far valere le proprie opinioni mostrandosi o lasciandosi ‘fotografare’ come una banda di fascistoidi che non lasciano spazio alla libera circolazione delle idee e delle opinioni. Ci stanno le manifestazione e il dissenso ma è veramente stupido farsi fregare in questo modo, abboccando a trappolone preparate ad arte(vedi rinuncia del papa ad andare alla sapienza).

    Le risposte a questi temi i veri ‘laici’ e i ben pensanti NON le danno nelle piazze con gli slogan(e tanto meno con le uova)! il consenso bisogna crearlo e cotruirlo…avere un profilo di serietà una mente aperta e disponibile al confronto, duro, ogni tanto urlato ma leale, sincero e onesto.

    ciao ciao
    Massimiliano Vignoli
    ps
    scusate la filippica da parroco di campagna…

  9. paola scrive:

    Massimiliano, guarda che senza un po’ di casino ferrara avrebbe fatto anche peggio. La storia è partita come ‘moratoria sull’aborto’, e moratoria ha un significato preciso. E poi giù con le assassine, gli omicidi perfetti, i lager nazisti, l’aborto maschilista. I richiami alla calma e alla ponderazione, già prima che ferrara presentasse la sua lista, erano arrivati copiosi e pronti. Ma niente, giulianone ha continuato sullo stesso tenore. E di moratoria si è parlato fino a quando non c’è stata la prima grande mobilitazione, a roma: del tutto spontanea. E non violenta: che il nostro ospite massimo tenta in tutti i modi di far passare per violento il movimento feminista per intero, mentre trattasi di un movimento molto variegato, sfaccettato, articolato per fortuna. E a suon di proteste il giulianone ha cambiato le carte in tavola: solo modifica della 194, a dispetto della lingua italiana che per moratoria prevede un altro, e preciso, significato.
    Senza quelle legittime proteste starebbe ancora a parlare di moratoria, c’è da scommetterci.
    Massimiliano, hai visto con le leggi sul precariato?? nessuno ha fatto nulla per un bel po’, ci si è adagiati sulle conquiste delle passate generazioni, e ora infatti le loro conquiste sono solo loro. Nel senso che un contratto senza scadenza ce l’hanno solo loro. Guarda invece in francia cosa è successo: manifestazioni accesissime, scontri con la polizia (purtroppo), cariche e azioni dimostrative. Alla fine i giovani, alleati coi più grandi, l’hanno avuta vinta, e non sono poveri e precari come noi.
    Inoltre non puoi far finta di ignorare le dinamiche proprie della piazza, della massa, le difficoltà stesse del confronto: giulianone stesso rilancia al mittente ciò che gli era stato lanciato. E si vede pure chiaro come ad un certo punto l’adrenalina impenna e impazzano parole esacerbate…e gli ortaggi volano.
    Ma ferrara se l’è cercata, mica è stupido: è quello che voleva: farsi contestare duramente per fare la vittima.

    Ma quello che non mi sta affatto bene è il paragone con una forma tradizionale di dileggio con il fascismo violento, per cui ci sono fior di denunce e inchieste della magistratura in atto. Segno forse che le violenze sono reali e serie. Invece i tre esempi citati da massimo, a quanto pare, sono solo esagerazioni di gente che non è in grado di sentirsi contestata duramente. Gente che non sa incassare, insomma. Altrimenti ci dobrebbero essere dei fermati e dei denunciati. E al momento non mi pare ce ne siano. Ripeto (che qui giova): non giustifico nessun tipo di violenza.
    Ma le contestazioni sono sane: sono sintomo di democrazia.
    E purtroppo le reazioni rabbiose fanno parte del processo di ribbellione.
    E poi in piazza le cose peggiorano sempre, si sa. E lo sa pure il ferrarone, per cui poteva regolarsi meglio. Ma gli è convenuto così, tutto qui.

  10. paola scrive:

    Ma poi Massimiliano scusa: dici che le risposte non si danno nelle piazze. E dove allora? La gente comune mica dirige un giornale pagato coi soldi dello stato….
    ferrara ci tempesta con sue idee pubblicandole a spese nostre. E i milioni di persone che non la pensano come lui dove possono scrivere??? su qualche blog sfigato, al massimo?!
    e comunque ferrara ci va nelle piazze (giustamente), perché non possono andarci pure i laici?

    Lo stesso esempio che citi, del papa alla sapienza, dimostra che a fare le vittime sono bravissimi: se ben ricordi pure il papa non andò alla sapienza per non farsi contestare pubblicamente e apertamente. Lui ritirò spontaneamente la sua visita, perché gli conveniva così, facendola passare per censura da parte degli scienziati e degli studenti. Ma pure loro avevano il diritto di dire la loro, o ce l’hanno solo i cattolici??

  11. brandavide scrive:

    ma questa c’è o ci fa?
    Tanta loquacità e prolissità per dire tutto e il contrario di tutto, le contestazioni con uova, pietre, sedie e lattine sono democratiche e sono dimostrazione di libertà, esporre le proprie idee e chiedere libertà di parola invece è dimostrazione di violenza, fascismo e dittatura;
    parlare da uno spalto o da un palco o da una cattedra sarebbere istigazioni a delinquere e alla violenza, non parlare per evitare violenze e atti di vandalismo è dimostrazione di prepotenza e di insofferenza al dissenso;
    scrivere su giornali finanziati profumatamente dalla stato come: manifesto, liberazione, l’unità, la repubblica, su tutti gli e-polis distribuiti gratuitamente per le città, su tutti i femminili e i maschili più “glamur” di diritto all’aborto, di ricciolo di materia, di vita potenziale è dibattito frizzante, scrivere sul Foglio e pubblicare tesi sostenute da medici, teologi, da volontari che si occupano di sostegno alla vita da anni, da grandi filosofi occidentali e sostenere le posizioni di una religione forte di 2000 anni di storia, di studio, di analisi e comprensione dell’uomo, della sua debolezza e della sua potenza lo si dileggia e li si racconta come atti di genuflessione al potere clericofascista.
    La verità è che le tue posizioni non sono decenti nemmeno per un fascista doc, tu, voi, siete peggio, voi condensate il peggio dell’ideologia del ‘900, vi si può definire senza paura di smentita fascio-comunisti al prosecco, la più inflazionata accozzaglia di storture di questo tempo, lobotomizata da un pensiero elaborato da quattro cameriere scopertesi giornaliste e da un gruppo di pensatori da 4 soldi in astinenza sessuale che per ruffianarsi la simpatia di 4 zitelle sclerotizzate gli lisciano il pelo verso che a loro piace.
    Adesso scandalizzati, sbraita contro il linguaggio becero e maschilista, ipocrita obnubilata, non capisci che chi aizza gli animi sono quelli come te? che i deficenti ci sono da tutte le parti e non ci sarebbe da scandalizzarsi se un giorno un gruppo di fanatici scatenasse una sassaiola contro dei medici abortisti al grido “a morte i genetisti neo-nazisti”, si sentirebbero giustificati dalla inpunità data ai gesti di quei vandali fra cui ti mischieresti e da chi li appoggia dagli scranni della politica e del giornalismo, non è un mettere le mani avanti, è la critica a chi giustifica le violenze, da qualsiasi parte arrivino, che cosa centrano dei fascisti che pugnalano dei comunisti, fanno schifo loro e chi li giustifica ma, che-cazzo-centra?! pensi che se non ci fosse stata la polizia quei democratici fascio-comunisti non avrebbero sprangato Ferrara e i suoi? questi metodi li sdoganate voi e i vostri argomenti farneticanti!
    Non scrivero mai più per ribattere a questa tipa che occupa tanto spazio con così poco pensiero, le ho dedicato anche troppo del mio tempo risparmiandomi di spedirla lì dove merita lei e la sua violenza internettara.

  12. paola scrive:

    Queste sono tue farneticazioni. Non ho mai scritto che parlare dagli spalti o da una piazza è fascismo. Ho detto invece che avete un certo vizietto di imporvi attraverso le leggi, alla faccia di quello ch chiamate libero arbitrio.

  13. Pier scrive:

    Meglio imporsi attraverso le leggi piuttosto che attraverso uova e pietre cara paola. E cosa credi? Che le leggi si facciano così in quattro e quattro otto? Lanciare una pietra è facile, basta sollevarla e lanciarla (quello che hanno fatto i tuoi amici), fare una legge invece no, bisogna passare ore e ore a discuterne per poi passare dal giudizio del parlamento (questo fanno i miei amici). I tuoi amici sono la vergogna dell’Italia, i tuoi amici li conosciamo bene, i tuoi amici vivono di violenza e di trasgressione. Povera te, faresti meglio a scegliere meglio le amicizie. Sto usando parole forti perchè sono veramente incavolato e sarei curioso di averti davanti quando affermi che Ferrara è il male e chi l’ha assalito è il bene. A prescindere dall’ideologia ci deve essere il rispetto. Ma cosa vuoi che ti dica se non: povera te. Anzi, poveri noi, che siamo circondati da gente di m…a come quella lì che tu osanni. Che schifo.

  14. Massimo Zambelli scrive:

    Calma. Paola è accesa con le parole ma le sue sono parole. Da distinguere con chi scende in piazza e lancia lattine. Qui si deve cercare di ragionare, anche con toni accesi (abbasso l’ipocrisia), ma sempre cercando di ascoltarsi e non rifiutarsi.

    Ciao
    Massimo

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