L’odio per il vocabolario scorazza e il ministro Turco lo cavalca

 Il Cavaliere Livia Turco

In seguito al rifiuto di alcuni medici di prescrivere la pillola del giorno dopo a Pisa, il ministro della salute Livia Turco scrive al presidente dell’ordine dei medici. Inizia ribadendo l’importanza della libertà di coscienza dei medici, ma subito vira il discorso annotando come ci troviamo in presenza di tematiche che “suscitano perplessità ed interrogativi di grande rilevanza etica”. Gli esempi che fa sono quasi tutti in polemica con le leggi vigenti.

Il caso Welby con le sue implicazioni sul tema del fine vita e dell’accanimento terapeutico, o i numerosi casi di controversa applicazione della legge 40 in materia di diagnosi prenatale, nonché le altrettanto controverse opinioni della scienza in merito all’assistenza più appropriata per i nati molto pre-termine. Fino alle sempre più frequenti polemiche sull’obiezione di coscienza del medico [ma da parte di chi?] in riferimento alle legge 194 sull’interruzione di gravidanza e anche quelle molto recenti sulla mancata prescrizione della pillola del giorno dopo.

Afferma che invece del “muro contro muro”, si deve cercare  di «contemperare i due diritti in modo assolutamente “laico”». Giusto. Ma cosa significa per lei? Intende dire che i medici devono seguire le indicazioni contenute “nell’atto di indirizzo” per la piena applicazione della 194, nel quale atto viene trattato anche il caso della pillola del giorno dopo.

In sostanza con questo atto di indirizzo ci poniamo l’obiettivo di garantire la prestazione di interruzione volontaria di gravidanza ma anche, e direi soprattutto, le azioni finalizzate a prevenire l’aborto. E la pillola del giorno dopo è uno strumento di prevenzione dell’aborto, come lo sono tutti i contraccettivi sui quali lo stesso atto di indirizzo insiste affinché i Consultori attuino appositi programmi di informazione e sensibilizzazione per una procreazione responsabile.

Nella piena applicazione non vedo Prevenzione e soluzione delle cause che conducono ad abortire come la legge prebvede. Inoltre: La pillola del giorno dopo previene l’aborto perché è contraccezione.

Personalmente non ho dubbi: la coscienza di un medico deve essere volta prima di tutto al bene del paziente, anche di quel paziente di cui non si condividono i comportamenti. Nel caso della pillola del giorno dopo i medici che rifiutano di prescriverla sostengono che farlo equivarrebbe a prescrivere un aborto. Per questo penso non serva a molto ripetere a questi professionisti che si tratta di un farmaco registrato in tutto il mondo come farmaco anticoncezionale e non abortivo, perché sosterrebbero che comunque esso potrebbe precludere una possibilità di vita. Voglio fare invece un ragionamento diverso. Partendo da una domanda. Si può rifiutare di assistere due giovani donne che hanno la sola responsabilità di trovarsi spaventate da una possibile gravidanza non voluta e che chiedono il nostro aiuto per evitare che quella eventuale gravidanza debba un domani essere interrotta da un aborto? Anche questa è una questione di coscienza con la quale il medico penso non possa non fare i conti.  

Dopo aver dato lezione a “questi professionisti”, la Turco si lancia a disquisire di responsabilità, che fa quasi coincidere con il destino. L’unica responsabilità è il loro spavento. Che vuol dire? Non hanno compiuto loro quegli atti che portano alla gravidanza? E non c’erano mentre accadeva? E tutta l’educazione sessuale che vorrebbe impartire farà capire che facendo sesso può nascere un figlio, visto che madre natura ha previsto che sia quello il modo per “conquistare il tempo”?

La menzogna che la Turco avvalla sta nell’uso fallace delle parole. Definire contraccezione la pillola del giorno dopo, e farlo senza il minimo dubbio, nascondendosi dietro a come viene registrata nel mondo, significa falsare la realtà.

Contraccezione secondo il dizionario De Mauro vuol dire:

Insieme dei metodi e delle tecniche usati per prevenire il concepimento

Il termine anticoncezionale, uguale. E’ anti concepimento, contro il concepimento, previene il concepimento. La pillola del giorno dopo evita (sempre che ci sia) il concepimento? Se sì è un contraccettivo, e di emergenza. Se non lo fa, il dirlo è diffondere una menzogna.

Il foglietto illustrativo della Angelini che produce per l’Italia il Norlevo, dice una verità anticipata da una menzogna. Afferma che la pillola del giorno dopo «blocca l’ovulazione o impedisce l’impianto dell’ovulo eventualmente fecondato».  Dice quindi onestamente che ci può essere fecondazione dell’ovulo e che in questo caso la pillola impedisce l’annidamento. Ma fa precedere questa verità da una menzogna. Nelle righe precedenti si afferma che:

I metodi anticoncezionali hanno lo scopo di impedire:
- l’ovulazione: è questo il caso della pillola anticoncezionale;
- oppure la fecondazione (fusione di ovulo e spermatozoo): è questo il caso del profilattico;
- oppure l’impianto dell’ovulo fecondato: è questo il caso dei dispositivi intrauterini.

Se sono anti-concezionali come fanno ad impedire l’impianto dell’ovulo fecondato? Se c’è stata fecondazione c’è stato concepimento. Ministro Turco, cerchi di rispettare e far rispettare il vocabolario.

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