Setacciare le persone

 

L’apertura all’eugenetica del ministro dimissionario Livia Turco ci dovrebbe spingere a porre domande impegnative lontano da ogni ipocrisia. Che si tratti di eugenetica è sicuro perché stravolge la legge 194 che legalizza l’aborto in certe situazioni. L’aborto per la 194 è reso possibile quando il diritto alla vita del bambino concepito, fosse pure handicappato, contrasta in modo grave con il diritto alla salute psico-fisica della madre. Il figlio con grave handicap può essere abortito se la sua presenza lede la salute della madre in modo serio e grave, non in quanto handicappato e perché tale. 

Consentire mediante le tecniche rischiose per lo stesso embrione di diagnosticare tare genetiche e scartare il figlio malato preannuncia una virata dell’uso delle tecniche mediche volte al miglioramento della specie e della razza.

Dobbiamo chiederci per chi è fatta questa vita. Immaginiamo la vita come una grande tavola imbandita e chiediamoci: chi può sedersi a tavola? Può un handicappato sedersi a tavola? Se diamo l’Ok alla selezione pre-impianto significa che avalliamo il giudizio di esclusione che vede la tavola disponibile solo per i sani e i forti. Un darwinismo sociale che piace molto ai borghesi, radicali, atei, malcredenti di tutti i tempi.  Dovremmo essere meno ipocriti e dire chiaramente che gli handicappati sono un peso sociale insopportabile. Che bisogna selezionarli prima della nascita e che è arrivato il tempo (in realtà ritornato) che si deve fare pulizia, anche dopo la loro nascita. Purificare la società dai malriusciti. Sono pochi che hanno il coraggio di pensarlo e dirlo a voce alta. Ci si affida invece ipocritamente all’ambiguità delle tecniche di selezione artificiale. Una volta erano utilizzabili dagli sterili. Ora la Turco l’ha aperta anche ai malati di Aids o epatite che non possono procreare senza contagiare il figlio: allora fecondazione artificiale con selezione degli embirioni sani prima dell’impianto. La natura molto problematica della fecondazione artificiale qui mostra il volto. Non può che includere infatti una dimensione selettiva. Avendo gli embrioni fra le mani diventa irresistibile poter scegliere. Successivamente verrà rivendicata per tutti la possibilità di scegliere il figli sano e robusto, evoluto.  Non si vede perché potendo farlo solo alcuni possono accedere a queste tecniche produttive e selettive di vite umane, mentre gli altri sono costretti a fare figli affidandosi al caso che può portare a imperfezioni. Tutti hanno diritto al figlio sano e a tutti deve essere permesso coi soldi pubblici di ricorrere a tecniche in grado di setacciare il figlio malato per scartarlo. L’altro passo, che può essere contestuale al precedente,  sarà quello di dare il via non solo alla selezione purificatrice delle malattie ma di produrre mutamenti migliorativi. Non solo evitare il male ma fare il bene, anzi, farli bene. Non solo scartare, lasciando comunque al caso la parte riuscita, ma migliorare positivamente la parte buona. Con quale criterio? I soliti idoli: salute, forza, intelligenza, bellezza…

Nietzsche lo disse chiaramente in Volontà di potenza:

Si deve acquistare quella enorme energia della grandezza per foggiare l’uomo futuro allevandolo, da un lato [eugenetica], e, dall’altro, annientando milioni di malriusciti [eutanasia]: e non si deve venir meno per il dolore che si crea – un dolore quale non fu mai visto finora.

Allevare l’uomo futuro ora è possibile. La bioingegneria lo può fare. Rigettare i malriusciti con la selezione in entrata (diagnosi pre-impianto) e in uscita forzata (eutanasia). C’è chi lo ha già fatto e non solo i nazisti. Anche in Svezia e in America. Nell’attuale Olanda si possono eutanizzare i bambini già nati con gravi malattie.

Per chi è il banchetto della vita? Certo che quelli non se lo godono il pranzo. Stare a tavola e non potere mangiare è come non esserci. Inoltre fanno pena, ed eliminarli può essere spacciato come un atto di compassionevole pietà. Ma non possiamo essere noi a decidere chi vale, chi può restare, e chi no. Chi siamo noi per farlo? Senza accanimento, perché allora sarebbe la stessa ibris (orgoglio) a guidare la medicina, ma anche senza cinico nichilismo.

Nietzsche critica il cristianesimo, lo odia, perché trova dignità anche ai malati e nella malattia. Anzi, il piccolo e il povero, per il cristianesimo somigliano al Cristo crocifisso, sono sua immagine. Ma per l’ateo Nietzsche la vita senza Dio, destinata al nulla, ha senso solo come lotta per ampliare la volontà di potenza.

Che cosa è buono? - Tutto ciò che nell’uomo accresce il senso di potenza, la volontà di Potenza, la potenza stessa.
Che cosa è cattivo? - Tutto ciò che discende dalla debolezza.
Che cosa è felicità - La sensazione del fatto che la potenza cresce, che una resistenza viene vinta.
Non appagamento, ma più potenza; non pace in assoluto, ma guerra; non virtù, ma valentia (virtù nello stile del Rinascimento, virtù scevra da ipocrisia morale).
Primo principio del nostro amore per gli uomini: i deboli e i malriusciti devono soccombere. E bisogna anche dar loro una mano in tal senso.
Che cosa è più nocivo di un qualunque vizio? - La compassione attiva verso tutti i malriusciti e i deboli - il cristianesimo..

Serve un uomo forte che non abbia paura di giudicare cosìm e di agire di conseguenza. Intanto nell’eliminare l’unico freno rimasto alla seducente ideologia scientista e salutista. 

Guerra all’ideale cristiano, alla dottrina della “beatitudine” e della salvezza come scopo della vita, alla supremazia dei semplici, dei puri di cuore, dei sofferenti e dei disgraziati…

Per quanto ciò suoni strano, bisogna sempre armare i forti contro i deboli, i fortunati contro gli sfortunati;  i sani contro i deperiti e coloro che hanno tare ereditarie. … io aborrisco con odio mortale il cristianesimo, perché ha creato le parole e gli atteggiamenti sublimi con cui si copre una realtà orribile con il manto del diritto, della virtù, della divinità…

Ciò che, invece, si deve condannare al di là di ogni concetto è l’ambigua e pigra mediocrità di una religione come il cristianesimo, o, più chiaramente, la  mediocrità della Chiesa che, invece di incoraggiarli alla morte e all’autodistruzione, sostiene tutti i falliti e i malati e li induce a riprodursi.

Problema: con quali mezzi si potrebbe realizzare una forma rigorosa di grande nichilismo contagioso, una forma di nichilismo che con scientifica coscienziosità insegnasse e mettesse in pratica la morte volontaria? (E non il debole vegetare in vista di una falsa esistenza postuma).

Con quali mezzi? Intanto convinciamo come fa la Turco che è giusto e innocuo selezionare i malati. Facciamo passare l’idea che siamo degli dei in grado di decidere chi deve vivere, poi il resto verrà.

Sono onorato di essere cristiano. Siamo in un tempo di scelte radicali e forti. Il bivio è sempre più chiaro. Molte parole di critica della Chiesa si vede a chi sono congeniali. A quale ideologia fanno il verso. Coerenza, amici, coerenza. La sfida è fenomenale.

Crudeltà santa. Un uomo che teneva in braccio un neonato si avvicinò a un santo e gli chiese: «Che devo fare del piccolo? È miserello, malfatto e non ha vita abbastanza per morire». «Uccidilo - gridò il santo con voce tremenda - uccidilo e tienilo poi per tre giorni e tre notti nelle tue braccia, fintanto che non te lo sia impresso nella memoria: così non metterai mai più un bambino al mondo se non sarà giunto per te il momento di generare». Udite queste parole, l’uomo se ne andò deluso: e molti biasimarono il santo perché aveva consigliato una cosa crudele, suggerendo di uccidere il bambino: «Ma non è più crudele lasciarlo in vita?» disse il santo.

Oh, santa Turco, e pensatori affini come Veronesi, vi ringraziamo perché ci date la forza di migliorare il mondo eliminando le squallide scorie che accrescono dolore a dolore. Pulizia. Selezione. Purificazione. Tutto con il sorriso di essere nel giusto, che altrimenti si va all’estero e noi non vorremo mica diventare un paese medievale, troppo cristiano, che aiuta la feccia del mondo facendogli credere di valere qualcosa. Setacciare, setacciare.

5 Commenti a “Setacciare le persone”

  1. li scrive:

    qualsiasi cosa tu pensi, prova a fare un passo di umiltà e chiderti cosa può portare una personaa pensare esattamente il contrario di quello che pensi tu. prova a trovare una che ha vissuto tutto quello che tu non vivresti mai, che ha abortito, magari alla terza gravidanza, magari per motivi eticamente ineccepibili. prova a sentire il cuore di quella donna come fosse il tuo, prova a vedere gli occhi dei suoi bambini come fossero i tuoi…chi conosce la vita può difenderla, chi non la conosce, può parlare di tessuti e cellule ma non saprà nulla delle vite degli altri.
    le opinioni servono per crescere, non per far nascere tutti a tutti i costi.
    barbara duden: il corpo della donna come luogo pubblico.
    potresti leggere cose diverse ogni tanto, potresti sentire cosa ne pensano gli altri e perchè, magari persone che sulle idee e sulla cultura scrivono e commentano…
    il mondo è bello perchè è vario, non abortire le differenze con l’assolutismo.

  2. Massimo Zambelli scrive:

    Di tutta questa tua immensa capacità di immedesimazione potresti usarne una briciola per entrare nei panni di chi viene selezionato e scartato (o scartata, perchè potrebbe essere anche una femmina) con criteri stabiliti da calcoli di convenienza. Chissà perchè qui l’empatia e la poesia non funzionano.

    Si dovrà poi finalmente introdurre, in questa società del “fai e dai” (”fai” il gesto, e “dai” la responsabilità), il discorso etico della responsabilità delle azioni. Fare sesso (perchè così nascono i bambini) è un’azione non diversa dalle altre: per essere umana dovrebbe rientrare nell’alveo della libertà e quindi della responsabilità. Sembra insomma che i bambini (tanto più se cercati con tanta apprensione e amore con la fecondazione artificiale) saltino fuori sempre senza un nostro pur piccolo concorso in causa.

    E che ne sarà di una società che avvalla la selezione discriminatoria di chi non conviene? Quando toccherà a noi non essere convenienti? Ti immagini che spasso, mentre ci discriminano, trovare in un qualche blog il post di un poeta del potere che invita a entrare nei panni del padrone di turno e ad acconsentire al suo uso delle chiavi dell’ingresso e dell’uscita dalla vita?

  3. Salerno S. scrive:

    Sono un’insegnante presso una scuola media di Palermo.
    Ogni giorno in contatto con i ragazzi e i loro genitori cerco di trasmettere la mia testimonianza di vita cristiana.
    Le scrivo per dovere di coscienza e credo sia corretto informarLa circa una situazione che desta motivo di turbamento spirituale da parte di molti colleghi insegnanti di religione e soprattutto di alunni e genitori.
    Si tratta del comportamento non del tutto irreprensibile del collega Bu. insegnante di religione a Palermo.
    Il collega è divorziato dalla moglie da diversi anni (il divorzio è avvenuto a causa dei reiterati tradimento alla moglie ed in seguito ad una lite con il marito della amante ed attuale compagna avvenuta all’interno dall’istituto dove lavorava in presenza di altri insegnanti ed alunni) e da tempo è il referente per la formazione del IRC della Diocesi di Palermo e come ho scoperto da poco anche della CEI, come riportato sul suo sito di campagna elettorale (riporto la pagina in allegato).
    Ad essere sinceri non sappiamo cosa rispondere ai ragazzi e ai loro genitori circa la compatibilità tra vita cristiana e insegnamento della Religione Cattolica, e non Le nascondo che anche per noi insegnanti di religione avere un formatore che ci mette in imbarazzo.
    Nell’anno scolastico 2006-2007 il collega è stato vice – preside dell’I.C.S. Padre Pino Puglisi di Brancaccio. In questo anno ha creato un suo piccolo regno di potere con la complicità dell’allora preside.
    Per l’anno 2007 – 2008 è stato nominato alla nostra scuola un altro preside: Di Fi.. Un professore di grande esperienza, cristiano praticante insomma una persona irreprensibile.
    Il preside Di F. non ha ritenuto opportuno riconfermare in prof. Bu. nella carica di vicepresidente. Purtroppo questo fatto avrà scombussolato i piani del collega Bu., il quale ha messo in atto comportamenti pieni di odio ed ostativi nei confronti del preside e dell’intero Istituto (si figuri che ha anche boicottato le mese di natale e pasqua di quest’anno organizzate dalla parrocchia di P. Puglisi, consigliando ai bambini di fare altro invece di andare a messa)
    Dispiace che un rappresentante della curia si comporti in questo modo, io per fortuna quest’anno non sarò più insegnante di quest’istituto e quindi ho il coraggio di scriverVi queste cose. A volte ci si aspetta che la Chiesa segui la strada della verità e della giustizia e non quelle del mondo nella quale i raccomandati vanno avanti e non saranno mai sostituiti.
    Spero che possiate fare qualcosa.

  4. Pier scrive:

    Scusi ma lei perché non denuncia tali fatti alle autorità competenti? E cioè quelle ecclesiastiche. Cioè, se il problema che lei pone è l’incongruenza tra le affermazioni/idee/azioni di questo individuo con la sua presenza all’intorno di organi ecclesiastici quali la CEI allora si rivolga a esse. Se invece il problema è limitatamente didattico allora credo che l’attuale preside sia colui che deve farsene carico tramite l’ufficio scolastico al fine di valutare se e quanto questo signore fa di sbagliato. Anche perché il suo racconto è un po’ confuso e si capisce poco la problematica.

    Pier

  5. mrk scrive:

    Nessuna critica, solo un’opinione. Trovo decisamente fuori luogo i riferimenti a Nietzsche. Quanti libri hai letto del Maestro??? Soprattutto, come li hai letti??? La sua concezione di “debole” è molto più profonda di ciò che hai percepito tu ed evidenziato nel tuo intervento. La chiesa ci racconta un mondo di frottole, e questo è storicamente provato. La chiesa vuole comandare sulla gente ignorante. Nietzsche non ha mai condannato una persona che crede in un “Dio”, ma ha sempre disprezzato coloro che hanno scelto di inventarlo un Dio perché è più facile rifugiarsi nell’ignoto quando non si ha la forza di “conoscere”. E di conseguenza il suo disprezzo per coloro che alla malattia non sanno altro che affiancare una pappardella imparata a memoria che chiamano “preghiera”, e a tutte azioni di questo genere che ormai non commuovono più neanche le nonne. I forti che ama Nietzsche sono coloro che hanno avuto paura nella vita, che l’hanno affrontata,l’hanno ammessa, si sono conosciuti e accettati.
    Il cristiano che odia Nietzche è colui che non sa governarsi e ha bisogno di regole impartite. Dove sta scritto che è più benedetto un segno della croce piuttosto che un bel vaffanc**o???
    Nietzsche detestava semplicemente la gente “limitata”, e faceva bene, perché tutti questi limiti hanno portato ad una terrificante falsificazione del suo pensiero. Ma in fondo, se tanti lo hanno attaccato è perchè le sue parole fanno “male”, in un certo qual modo “colpiscono”, avanzano, e la sua “potenza cresce”…proprio come desiderava…
    Onorata di essere Nietzscheana!

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