A Oxford non c’è Natale

A Oxford il municipio ha pensato che fosse troppo imbarazzante scrivere per le strade che è arrivato Natale e che l’aministrazione della città (ma di quali cittadini?) augura Buon Natale. Ora si dovrà dire Happy ‘Winter Light Festival’, cioè buone feste della luce d’inverno. Il Festival dura due mesi e si assicura che troveranno luogo anche le canzoncine natalizie.

Oxford è famosa per la sua università. Qui sopra c’è lo stemma di quell’antica sede universitaria in cui mostrata a chiare lettere la sua storia, ora rinnegata. Il bello è che i musulmani e i rabbini della città hanno criticato questa trovata.

10 Commenti a “A Oxford non c’è Natale”

  1. paolo de gregorio scrive:

    Del resto immagino che vada molto meglio nelle città dove il Natale lo si continua a chiamare (giustamente) Natale, e le strade si intasano e i negozi e i centri commerciali vengono presi d’assalto isterico da frotte di ansioni penitenti che non vedono l’ora di dilapidare preziosissime tredicesime (che farebbero tanto comodo ai poveri del mondo) nell’acquisto dei più disparati e inutli regali da donare e donarsi per celebrare (coerentemente) un bambino nato al freddo in una mangiatoia che da grande avrebbe proposto di dare tutto il superfluo ai poveri.

  2. Massimo Zambelli scrive:

    Giusto quello che dici sul misconoscimento del Nato, ma l’abbandono della propria storia non la vedo come soluzione valida. Per me occorre rispolverare e non archiviare. Certo che uno choc può servire. L’abbandono coerente della propria storia avvertita come ingombrante e sentita con imbarazzo dovrebbe farci eliminare un bel pò di segni, concetti, costumi… Il riferimento allo stemma universitario voleva essere questo. Se va bene a voi…

  3. paolo de gregorio scrive:

    … l’abbandono della propria storia …

    E quello di cui parlavo sopra non è un abbandono della storia?

    Sull’abbandono o meno della propria storia io direi che sarebbe bene distinguere piani diversi: il fatto che nel nostro passato ci sia stato (e in buona misura ancora c’è) qualcosa di influente, nel bene e nel male, non va certo eliminato dalla memoria. Ma questo non ci dovrebbe certo obbligare a rimanere in eterno quello che siamo stati: cioè ricordare le radici non ci può certo imporre di essere in eterno quello che eravamo. Anche perché è meglio che io non cominci a fare la lista di quello che eravamo o siamo stati, oltre a cristiani. In un tal senso non ci sarebbe nemmeno obbligo di avere come festa nazionale (cioè di tutti i cittadini, non cristiani o non religiosi) il Natale. Quella festa comunque viene spesso accettata anche da chi non crede, perché appunto ognuno ormai gli dà il significato che predilige (anche i credenti, come sottolineavo prima). Aggiungerei anche che il Natale stesso si è sostituito ad altre feste (pagane?) in quelle stesse date. Come quindi i cirstiani hanno cambiato nome a una festa che già esisteva lo stesso sta facendo anche Oxford.

  4. giorgio scrive:

    Caro Massimo,
    ho letto sul blog orarel il tuo commento sulla decisione delle autorità cittadine di Oxford di sostituire la denominazione inglese del Natale- (Christmas)- con quella di ‘festival della luce invernale’, con la solita scusa di non voler offendere i non-cristiani.

    Ad un amico residente a Londra, agnostico, ho chiesto il suo parere. Mi ha risposto (vedi sotto la sua e-mail originale e la mia traduzione non letterale) che vi sono due veri motivi alla base di quella decisione:

    1) l’esistenza dei finanziamenti che ufficialmente o sotto banco la cittadina universitara riceve come donazioni dagli stati Arabi ( in questo momento rifiutare tali soldi sarebbe… doloroso per ogni amministrazione);

    2) La presenza a Oxford di tanti giovani universitari di 18-23 anni di ogni nazionalità e provenienza religiosa . Giovani manipolabili facilmente ora come in passato dalle varie ideologie. (Per togliere loro ogni possibilità di critica o dissenso anticristiano si sarebbe arrivati ad inventare il ‘festival della luce’)

    Ho ottenuto l’indirizzo mail delle ‘timorose’ Autorità cittadine di Oxford:

    http://www.oxford.gov.uk/council/councillors.cfm

    Cosa pensi dell’idea di inviare loro, da adesso al Natale, tante email con solo due parole: Merry Christmas ?

    Cordiali saluti

    Giorgio

    QUOTE

    Quanto a quegli stupidi di Oxford, ho pochi dubbi sul fatto che l’assurdità riguardante il Natale non sia generata da due fattori.

    Primo: l’ammontare dei finanziamenti ( quelli resi pubblici -ma anche altri tenuti nascosti ) donati dagli stati arabi a questa città universitaria. Ci sarebbero grandi pianti e lamenti se dovessero finire, soprattutto in questo periodo di scricchiolio finanziario.

    Secondo: gli studenti dei campus, la maggior parte tra i 18 ed i 23 anni, possono essere facilmente sedotti; ci ricordiamo bene (come ci riuscirono) gli agitatori comunisti nel passato.

    Oggi abbiamo le parole insidiose dei mufti ed il loro intento recondito di prendere il comando del mondo anche dimenticando lo spirito (vero) del Corano, quando fa loro comodo.

    Lo spirito del Cristianesimo dura da 2000 anni, molto di più di dell ‘Islam. Sono sicuro che i Muftì verranno e poi se andranno per essere definitivamente consegnati alla storia.

    And so to the idiots of Oxford. I have little doubt that this nonsense regarding Christmas is engendered by two factors.

    Firstly, the amount of finance – publicly and also covertly donated by the arab states to this university city would cause great weeping and wailing if it came to an end, especially in this financial crunch period. Secondly, the vast campuses of students, like most 19 to 23 year olds, can be easily seduced; the days of communist agitators in the past come to mind. Now we have the insidious words of the muftis and their minions intent on taking over the world and completely forgetful – when it suits them – of the Koran.

    The spirit of Christmas has endured for 2000 years, considerably longer than Islam; I feel sure that Muftis will come and go and ultimately be consigned to history.

    Ciao, Ian.

    UNQUOTE

    http://www.oxford.gov.uk/council/councillors.cfm

    ——————————————————————————–

  5. paolo de gregorio scrive:

    Mmh, mi sono perso un passo in questa simpatica email che viene riportata da Giorgio. Ah, ecco: le prove a dimostrazione delle opinioni sostenute (fino all’esistenza di finanziamenti arabi non ufficiali tenuti nascosti così bene che perfino questo Ian ne è a conoscenza).

  6. giorgio scrive:

    Dear Giorgio,
    If you access Google and then search: Islamic Funding of Universities, you should locate a considerable amount of information of the subject. If additional data is required, please let me know and I will try locate it.
    Ciao -Ian

    Ho seguito il consiglio di Ian e su Google : ‘Islamic funding of Universities, Oxford’ ho trovato una mare di notizie e conferme. Prova anche tu e vedrai che la tua (un pò ironica?) curiosità sarà soddisfatta.

  7. Giuseppe scrive:

    Le fonti che si trovano cercando con Google sembrano unanimi nel notare che la quasi totalità dei finanziamenti dell’Arabia Saudita e altri paesi musulmani alle università britanniche serve a finanziare centri di studi islamici, e che la preoccupazione principale riguarda il fatto che in questi centri si abbandonino le tradizionali forme critiche di indagine per far luogo al punto di vista wahabita o comunque tradizionalista. È chiaro che i paesi donatori hanno tutto l’interesse a continuare a finanziare questi centri, e a non mettere a repentaglio queste “teste di ponte” della loro dottrina (se è vera l’interpretazione pessimistica) con ingenui ricatti sul nome del Natale. Direi che se Ian non ha altre fonti, i suoi sospetti sono confutati dal link che lui stesso ti ha fornito.

  8. paolo de gregorio scrive:

    Interessantissimo: per trovare notizie sui finanziamenti “segreti” (così si era detto) dei muslmani all’università di Oxxford basta fare una ricerca su Google. Wow!

    Comunque, per la cronaca, i cattolici più sensibili alle manifestazioni pubbliche del credo possono dormire sonni tranquilli: con i muslmani, almeno quelli che vivono in occiidente, hanno lo stesso identico nemico numero uno, ossia il mondo secolare. In questo possono tranquillamente allearsi.

  9. giorgio scrive:

    Dar Al Istithmar is a Shari`a advisory service created through a joint venture between Deutsche Bank, the Oxford Centre for Islamic Studies (Oxford University) and investment adviser Russell Wood. The firm offers cutting-edge academic and market research to institutions offering Islamic financial services. Dar Al Istithmar was the winner of the Euromoney 2006 award for Best Islamic Assurance and Advisory Services.

    The Shari`a Board provides a holistic oversight over the funds’ legal documents, structure and investment process. A separate and discreet legal entity has been established to ensure full independence from Deutsche Bank’s conventional fund business.

    ‘ a separate and discreet legal entity—’
    DISCREET= riservato,cauto, circospetto,prudente.

  10. paolo de gregorio scrive:

    Discreet =/= secret (nor covert).

    Devo quindi ancora verificare questa fantomatica “segretezza” dei fondi (e la fonte di quanto scritto sopra quale sarebbe? E come si sostiene che il vincitore dello “Euromoney 2006 award” sia un ente che opera in segretezza, e per giunta proprio nella stessa attività per cui è stato premiato?). L’altra verifica interessante da fare sarebbe illustrare la connessione tra questa liason finanziaria tra vari istituti finanziari ed un preciso dipartimento dell’università di Oxford da una parte, e le ultime disposizioni dell’amministrazione cittadina dall’altra. Infine sarebbe interessante controllare se anche la Deutsche Bank abbia chiesto di ribattezzare il Natale, e perché.

Scrivi un commento