Relativismo o totalitarismo…

Sembra che faccia apposta ma tutte le volte che capito sulla trasmissione Le altre storie di Corrado Augias trovo una puntata di pura catechesi anticattolica. Ripeto che Augias mi è simpatico come persona. Ha uno stile pacato e cordiale, sembra uno zio anglosassone, ma resta che le sue bordate contro il modo cattolico di vivere la fede sono frequenti e ad alzo zero. Gli ospiti li sceglie bene e li pilota, spesso senza fatica, a dare addosso al cattolicesimo, al Papa, al credere che non resti suille nubi d’incenso. Emilio Gentile di cui avevo apprezzato Il culto del littorio, non ne ha risparmiate sparando giudizi che sarebbe bene riascoltare (dice che c’è un archivio ondine delle puntate ma non mi funzionano i filmati) per commentare meglio.

Qui penso alla frase sul Papa che ha il doppio mantello, quello di pastore d’anime e quello di capo di stato. La frase diceva che “se è contro al relativismo è a favore del totalitarismo”. Il relativismo non è il rispetto dell’altrui opinione. Non rispetto l’opinione di un altro considerando che, non essendoci alcuna verità, la sua non è altro che una opinabile opinione. Non la prendo sul serio. Solo ritenendo che esiste una verità, fosse anche che la considero dalla mia parte, rendo giustizia alla dignità dell’interlocutore. Credendo a una verità ritengo che il confronto per comprenderla sempre meglio è un momento serio e dignitoso. Il relativista dice: “parla pure, tanto so già che stai dicendo sciocchezze perché non esiste niente di vero”. Il realista invece ascolta e prende sul serio, per confutare o approfondire, quello che sente.

Benedetto XVI ha coniato il termine di “dittatura del relativismo”. Gentile non ascolta e pertanto non si rende conto che il relativismo può essere una ideologia altrettanto forte di quella informata da una filosofia della storia. Non si combatte il totalitarismo con il relativismo, perché nel regno del non-vero risulta vittorioso solo il pensiero che ha la forza di porsi. E il regime totalitario questa forza ce l’ha. Il relativismo è il complice perfetto per la supremazia del dittatore. Non essendoci il criterio della verità resta quello della forza. Riconosce quindi che il forte che impone la propria idea non mediante ragione ma mediante muscoli, ha ragione. Vige la ragione (criterio) della forza, non la forza della ragione (veritativa). Il totalitarismo si combatte riconoscendo la sua distanza dalla verità. E’ in questo modo legittimato il contrasto, culturale o anche operativo, nel caso il regime induca violenza.

4 Commenti a “Relativismo o totalitarismo…”

  1. paolo de gregorio scrive:

    Solo ritenendo che esiste una verità, fosse anche che la considero dalla mia parte, rendo giustizia alla dignità dell’interlocutore.

    Vedi il problema è proprio questo: mai uno che parli di “verità” per sostenere che essa discordi con la propria visione delle cose. Mai che accada che la “verità” sia in opposizione ai propri stili e priorità. Perfino una larga parte di fervidi cattolici ritiene alcune “verità” del papa, come per fare un esempio il divieto dell’uso di anticoncezionali anche all’interno di un matriomonio, un po’ meno vere delle altre verità del papa. Perché? Perché fare sesso col proprio coniuge un po’ più liberamente rientra nel loro stile di vita e quindi per loro non diventerà mai “menzogna”. Ma non sarà allora che l’interlocutore che mi parla della propria verità non è altro che il relativista mascherato che ha definito il proprio relativo vero? Difficile dimostrarmi il contrario.

    Per quel che riguarda la discussione sul relativismo e la definizione dello stesso: io ho sempre dato una definizione molto diversa di relativismo. Non so se il papa affermi che relativismo signfica quello che tu sostieni. In ogni caso, se così è, state parlando di una cosa che esiste quasi solo nella vostra testa: ho conosciuto frotte di laici (o “laicisti” se preferite) e quasi nessuno pensa nemmeno lontanamente quello che dici. Quasi nessuno ragiona nel modo che descrivi. Quindi non capisco contro cosa state lottando, se i mulini a vento o altro. Un “relativista” come ne ho conosciuti io a bizzeffe non pensa assolutamente che quello che dici non conta nulla o “non va preso sul serio”: al contrario, lo esaminerà con estremo interesse, attenzione e rispetto e tenterà di giungere ad una determinazione sulla base delle tue proposte. Quello che non farà è, dopo averti palesato le proprie riserve sulle tue proposte seguite ad attenta analisi, ubbidirti in base al solo principio che per il merissimo fatto che me lo hai detto tu allora deve essere assolutamente vero per forza.

  2. Massimo Zambelli scrive:

    > Quasi nessuno ragiona nel modo che descrivi. Quindi non capisco contro cosa state lottando, se i mulini a vento o altro.

    Ho riferito di un concreto dialogo sentito in tv.

    > Un “relativista” come ne ho conosciuti io a bizzeffe non pensa assolutamente che quello che dici non conta nulla o “non va preso sul serio”: al contrario, lo esaminerà con estremo interesse, attenzione e rispetto e tenterà di giungere ad una determinazione sulla base delle tue proposte.

    Questa è la dimostrazione che il relativismo è una balla. Se non esistesse fiducia nella verità e nella capacità dell’intelletto di scoprirla non si dovrebbe fare confronto critico per esaminare un’idea che relativisticamente parlando ha ragione d’essere.

  3. paolo de gregorio scrive:

    Questa è la dimostrazione che il relativismo è una balla.

    Ma come una balla? Sei stato proprio qualche giorno fa per mezz’ora a spiegarmi come la poligamia presente nel Vecchio testamento va vista come pratica contestuale ai tempi e quindi accettabile in quel tempo per motivi “pratici”, ed ora tutto ad un tratto tutto diventa assoluto?

    Se non esistesse fiducia nella verità e nella capacità dell’intelletto di scoprirla non si dovrebbe fare confronto critico per esaminare un’idea che relativisticamente parlando ha ragione d’essere.

    Confronto critico? Rispetto ad una verità che è già data, è già stata rivelata ed è stata già ben interpretata da un’istituzione ecclesiale secolare? Un po’ come dire che ad un Kung qualunque vengano lasciate gestire liberamente le cattedre di teologia quando ricerca la sua strada con il proprio intelletto? Mi sorprendi Zambelli, non conoscevo questo tuo lato eretico.

    Vedi Zambelli, il fatto che io mi possa, volendo, definire a modo mio un “relativista” non mi porta certo a dire che i gravi cadono evidentemente verso l’alto. L’intelletto umano, dal mio punto di vista, ha certamente la capacità di ricercare, riuscendoci anche entro una certa approssimazione in alcune circostanze, quello che noi comunemente chiamano l’aspetto “vero” delle cose. Ma l’intelletto umanao ha questa capacità, e non una singola persona solamente su sei miliardi, o comunque una singola persona in modo marcatamente più autentico di tutti gli altri. E specialmente in campo sociale, come “relativista”, ho la chiara sensazione (se non convinzione) che questa ricerca sia assolutamente dinamica nel tempo, perché solo col relativismo posso spiegare il fatto che chi aveva certe opinioni su Gesù doveva bruciare vivo.

  4. Luigi scrive:

    Il relativismo e` puro flautis vocis. Il dinamismo profondo della ragione affonda SEMPRE in una qualche radice ontologica di fondo, dogmatica almeno quanto il Concilio di Nicea e che non viene, ne` lo puo`, essere messa in discussione. Fosse pure tale ontologia che la vita e` un sogno o che la verita` non esiste, o che galleggiamo nella vita come foglie trasporatate dal vento. Chi dice di non pensare pensa, il ” pensiero debole ” ha una forza tremenda se SA di essere ” debole ” , negare la verita significa affermarla. Siamo tutti dogmatici e la LOTTA tra` dogmi falsi e sbagliati e` quanto di piu` normale ci sia.

Scrivi un commento