La briciola del credito scolastico e il corso di chitarra

chitarra_tagl.jpg
Dicevo della miseria di questa faccenda. Come funziona in sede di scrutinio? Si fa la media dello studente, questa lo associa a una banda di oscillazione di un punto o due (fino a tre con la nuova normativa solo per chi ha media dell’8,1 in su) a seconda delle fasce. A questo punto i docenti del Consiglio di classe discutono che credito attribuire. Si tiene conto della presenza e partecipazione scolastica nelle varie discipline, della partecipazione a corsi predisposti dagli insegnanti e dall’Istituto, della partecipazione a corsi e attività extrascolastiche, e, in teoria, a seconda dei concreti consigli di classe e a seconda degli istituti, della partecipazione all’ora di religione e, come dice la ordinanza Fioroni, a materie alternative e studio assistito. L’ora di religione (e mat. alt, e st. ind.) concorre quindi per una percentuale molto bassa. Per dare un punto o due in più (chi ha la media dell’8 in su è quasi automatico che venga dato il massimo) ci sono molti fattori tra cui religione. Una volta un istituto in cui insegnavo aveva stabilito che se lo studente aveva raggiunto un dato positivo per 3 dei 5 criteri sopraesposti, aveva il punto. Tra questi criteri c’era anche l’ora di religione e solo una volta mi è capitato che un punto non è stato dato nonostante l’Irc portasse a 3 punti su 5. Il consiglio di classe era dominato da docenti che non apprezzavano molto la religione scolastica. Questi criteri del 3 su 5 sono in seguito stati tolti per evitare automatismi. Non è quindi automatico dare uno o due punti in più.

Altro ricordo triste legato a questo momento dei crediti era una preside ora in pensione che strabuzzava gli occhi per i corsi degli studenti extrascolastici. Ricordo le sue moine per un corso di chitarra. Del fatto che lo studente facesse l’ora di religione per tutto un anno non era importante.

Battaglia triste per noi insegnanti ma togliere anche questa parvenza di importanza, legata a 1/5 di possibilità di contribuire al punto di credito, è davvero umiliante. Se uno studente fa un corso di chitarra è valutato, se fa l’animatore in parrocchia ad estate ragazzi o se fa il catechista (tutte attività confessionali) è valutato bene come credito formativo, ma se partecipa all’Irc per tutto l’anno non si deve vedere, non deve apparire. Chi non fa un tubo, chi esce da scuola o chi sceglie di non fare niente in alternativa all’Irc per entrare dopo a scuola o uscire prima, ecco che deve essere valutato come chi fa religione, o l’alternativa o lo studio assistito. Chi fa una materia o si impegna per tutto l’anno deve essere trattato e parificato come chi non fa niente. Non è per niente giusto e non è per niente educativo.

Scrivi un commento