Nutrimento come cura?

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Su L’Estinto ho scoperto per caso un commento a un mio post (link) che riporto e che a mia volta commento:

Orarel, a proposito della recente sentenza su Eluana Englaro, scrive:

L’Unità online: «va sospesa l’alimentazione forzata che la tiene artificialmente in vita». Un bambino nutrito con il biberon è tenuto artificialmente in vita?

Premesso che artificiale e naturale sono termini abbastanza privi di senso e, in ogni caso, non implicano un giudizio di valore, come Orarel e forse l’articolo dell’Unità sembrano indicare (naturale è meglio di artificiale), io, alla domanda, risponderei di sì: un neonato nutrito con il biberon è tenuto artificialmente in vita, non a caso si parla di allattamento artificiale.1

Il problema non riguarda l’essere naturale o artificiale di determinate operazioni: la questione, qui, riguarda la volontà di una persona.

Ciao sono Massimo (Orarel), vedo per caso questo post che mi riguarda e leggo con interesse le varie opinioni. Un esempio è sempre pericolante, comunque proverò a difenderlo: l’allattamento artificiale credo stia più nell’uso del latte artificiale che nell’uso di un attrezzo che supplisce il seno. Altrimenti anche il semplice bere un bicchiere d’acqua, invece che bere a una sorgente, sarebbe un’attività artificiale.

Il vero problema è se il nutrimento cura una malattia, e se quindi il diritto negativo di rifiutare le cure implichi anche il nutrimento.

Quanto al fatto se chiunque in coma sia vivo, penso proprio si possa rispondere di sì. Noi siamo corpo (per chi fa filosofia siamo anima incarnata), il nostro corpo siamo noi, il corpo è persona. Uno schiaffo o una carezze alla mia epidermide facciale colpiscono me come persona. Se non fosse così entreremmo nel puro dualismo separatista, ovvero in una concezione idealista e volontarista della persona.

3 Commenti a “Nutrimento come cura?”

  1. Ivo Silvestro scrive:

    Ehi, ho scritto quella roba l’anno scorso!
    Mica vorrai subito una risposta… ;-)

  2. Massimo Zambelli scrive:

    Mi accontento di qualche mese di attesa… :-)

  3. Ivo Silvestro scrive:

    Bere un bicchiere d’acqua è sicuramente più artificiale di bere l’acqua da una sorgente.
    Quello di artificiale è un concetto relativo – una azione è più o meno artificiale o naturale, ma non è artificiale o naturale in senso assoluto.

    Ma il vero problema dell’esempio è un altro. Posso ammettere che nutrirsi e idratarsi tramite un sondino sia meno naturale che mangiare una mela, o che l’allattamento al seno sia più naturale di quello al biberon – il problema è che la naturalità e l’artificialità non è un elemento decisivo per decidere cosa fare.
    Le considerazioni importanti sono altre e, nel caso Englaro, riguardano la volontà del soggetto – con tutte le discussioni su come ricostruirla, che validità ha eccetera.

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