Archivio di Novembre 2009

Croce e crocifisso

Martedì 24 Novembre 2009
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Sono così diversi il crocifisso e la croce? È uno degli argomenti usati da chi non vuole il crocifisso nelle aule scolastiche. Il crocifisso non è il simbolo del cristianesimo ma della chiesa cattolica, romana e apostolica. Perciò ultraconfessionale. Invece la croce è ormai un segno grafico più generale, presente sulle bandiere, storicizzato e spogliato di vis religiosa.

Basterebbe dire: “Ok, allora mettiamo la croce sui muri scolastici”, che subito l’argomento che distingue i due segni mostra tutta la sua retoricità e subitamente, ne sono sicuro, scatterebbe il rifiuto di esposizione anche per la croce (non sono mai contenti).

La nuda croce non è affatto un più, cioè il segno dell’addizione, come per esempio sostiene Paolo de Gregorio commentando un mio post sulla bandiera finlandese:

Non mi sembra che i vari amministratori locali in questi giorni stiano facendo una battaglia perché in tutte le aulee vengano pennellate croci al muro: si parla di crocifissi veri e propri. Parlando di simboli e di sensibilità personali, chiarire queste distinzioni mi sembra d’obbligo, a meno di volersi nascondere dietro un dito (”sì ragazzi, siamo per il crocifisso, ma se venisse esposto il simbolo dell’addizione o della moltiplicazione noi saremmo più che soddisfatti”: queste frasi non si odono in giro, Nè è quello che qui si va sostenendo).

A me andrebbe bene anche la croce ma preferisco il crocifisso per questo motivo. La croce è ancora più confessionale del crocifisso, al contrario di quello che si sente dire. La croce vuota è il simbolo della risurrezione di Gesù, della vittoria sul peccato e sulla morte, della gloria di Dio che ha trionfato sul male. Cosa porta il Cristo risorto di Piero della Francesca? Un labaro con la croce rossa. Cosa ha in mano il Cristo tra gli apostoli sulla facciata di San Pietro a Roma? Una croce nuda e trionfale che mostra al mondo intero, urbi et orbi, mentre con la mano destra benedice. Cosa c’è sulle chiese e sui campanili se non una croce. Come si fa a dire che è un più, o un segno svuotato di religione? Ma sappiamo che è un bluff retorico.

Tra i due, in una scuola pubblica preferisco il crocifisso perché quell’uomo inchiodato all’ingiustizia è ancora più universale. Se togliamo l’elemento divino da Gesù resta un segno profondamente umano che parla a tutti. A tutti i piccoli del mondo che cercano riscatto e dignità. A tutti i liberatori umani che donano se stessi per emancipare il fratello nel bisogno. Che simbolo perfetto per il nuovo umanesimo che dobbiamo costruire nella valle nichilista della postmodernità, nel nostro cimitero quotidiano di sogni e utopie (vedi il cimitero di aeroplani nella canzone Bodies di Robbie Williams). Il crocifisso è il simbolo perfetto per credenti laici e per laici non credenti. Uniti dall’umanità.

Creazionisti e Corte europea dei diritti dell’uomo.

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