La Croce di Robbie Williams, Almodovar e Odifreddi

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Questo post andrebbe letto come è stato scritto, ossia con la musica della canzone Bodies di Robbie Williams, il cui video si trova qui: Vedi Video

Il regista Pedro Almodovar intervistato sulla sentenza della Corte europea dei diritti che vuole togliere i crocifissi dalle aule scolastiche ha detto: “Il crocifisso? Un elemento pop che, quando è nei miei film, è solo poco più di un elemento decorativo”. Per lui il crocifisso è solo arredo. Che scarsa emancipazione se ha ancora bisogno delle cose di chiesa per riempire gli spazi della propria libertà. Confido che l’amore che porta al proprio nome, di così chiara provenienza religiosa (Pietro è il capo degli apostoli, della chiesa nascente), lo aiuti a riscoprire la ricchezza di una storia che per ora usa solo per criticare e deridere (La mala educaciòn e L’indiscreto fascino del peccato).

In casa nostra il simpatico laicone Piergiorgio Odifreddi, intervistato da Repubblica dice che il nostro “è un paese clericale che crede ancora che sia importante mettere questi simboli oggi anacronistici e alla mercé, diciamo così, dei giovani e dei vecchi”. Simbolo anacronistico, quindi.

Alcuni ragazzi di una mia classe mi hanno segnalato l’ultima canzone di Robbie Williams, (cantante pop-star) Bodies (Corpi), in cui si parla di Gesù che dà la vita per me (e per te), ripetuto diverse volte. (Qui ci sono i testi in inglese e alcune possibili traduzioni).

Solo alcuni passaggi del testo: la canzone inizia affermando “Dio mi ha dato il sole, e mi ha mostrato la via della vita”, proclama poi “Prego per andare in estasi, perché è sconosciuto il modo per sentirsi più strani”. Ripete “Che giorno, che giorno, e Gesù è davvero morto per me. Allora Gesù ci ha davvero provato per me”. Infine “Dio salvi il rifiuto dalla mia riflessione. Voglio perfezione”. “Oh Lord”, esclama alla fine.

Il Video:
Deserto. All’inizio un coro gregoriano accompagna il volo sul deserto. Si vede il protagonista che cammina solo. Ha una tanica di benzina. Si dirige verso un piccolo riparo. Si fa la barba, per prepararsi a un incontro importante. Prende la motocross e va via verso la strada/linea nel deserto, la “via/linea della vita” “tutta per lui”, di cui si parla nel testo. La moto ha tre 6, sul fianco destro, sinistro e davanti. 666 è nella tradizione il numero dell’anticristo. Coincidenza o simbolo del bisogno di redenzione dell’uomo perduto nel deserto? Già ai tempi dei Take That leggo che si fece tatuare una croce celtica su un fianco per proteggersi perché, disse, “lui ha il diavolo dentro”. Anni dopo aggiungerà sul suo corpo un’altra croce con figure di Maria e angeli, e l’occhio protettivo di Horus (vedi i tatuaggi). La moto si ferma, è finita la benzina. Cammina senza casco fino a quando incontra una “cavalca dune” guidata da una ragazza. Fanno strada insieme e al tramonto sono abbracciati teneramente davanti a un fuoco. Viene di nuovo l’alba. Si vede lui vestito con giacca elegante che cammina in un cimitero di aeroplani rotti. Balla sopra a un’ala di ereo e sale su una macchina nera. Ho interpretato il video come il viaggio della vita, in cui si parte e si arriva da soli, si incontra l’amore e si attraversa il cimitero delle illusioni e delle utopie che promettono di portarti in cielo (aerei rotti) e che invece ti lasciano a terra perché esse stesse cadono a pezzi. Il viaggio si conclude con lui che sale su una misteriosa auto schermata di nero nella quale non si vede il compagno di viaggio e mentre l’auto si allontana lui è ancora sull’aereo e guarda il sole al tramonto.

Alla fine del testo Williams canta

Gesù non è morto per te, cosa vuoi?
(voglio la perfezione)
Gesù non è morto per te, cosa stai pensando?
Oh Lord
(Gesù è veramente morto per te) Ohh
(Gesù è veramente morto per te)
(Gesù è veramente morto per te) Ohh

Sembra contraddire quanto aveva detto prima e se si fa attenzione al video nella parte finale mentre il coro afferma che “Gesù è morto per te” lui fa no col dito, oppure semplicemente batte il ritmo. Come interpretare? Secondo me come dice nel testo: “God save me rejection / From my reflection, / I want perfection”. Che, se viene tradotto “Dio salvi il rifiuto dalla mia riflessione Voglio perfezione”, indica una preghiera rivolta a Dio di salvare il suo pensiero dal rifiuto. Il rifiuto della salvezza e della dedizione di Gesù Cristo e del viaggio della vita come destino verso la casa del Padre, sono sempre in agguato.

Questo testo e video lo considero interessante, onesto e sincero, non ruffiano nel senso di accodarsi al ritorno alla moda del religioso. I due tatuaggi con la Croce sul corpo di Williams testimoniano che il suo parlare di Cristo non è un trucco acchiappa-crhistianfan. Non mi interessa “battezzare” Williams, che dalle interviste so essere credente altalenante (ma chi non lo è un po’?), trovo semplicemente interessante questo cantare Gesù e la sua morte in Croce. Una canzone amplificata dalla pubblicità della Vodafone che usa il ritornello per le immagini del ragazzo che corre nel deserto (ambientazione del video) prima solo poi con altri. Verso dove si corre? Cosa vuoi? Cosa stai pensando? Oh Lord.
La Croce è tutt’altro che un simbolo puramente decorativo o anacronistico. È pieno di senso e ancora significativo.

1 Commento a “La Croce di Robbie Williams, Almodovar e Odifreddi”

  1. Massimiliano scrive:

    sinceramente?? nessuno ci guarda…e questo è il problema.

    Noi ci preoccupiamo che ci sia o meno un pezzo di legno. Ma un pezzo di legno è un SIMBOLO solo se ispira un qualche sentimento, solo se qualcuno guardandolo sente una certa tensione morale.

    Il punto è chi, in un luogo pubblico, guarda il crocifisso percependone anche vagamente un senso? l’1% delle persone(sono stato generoso!!)

    Non facciamoci distrarre…i problemi sono altrove…questo è makeup.

    Pensiamo a far VIVERE il cristianesimo(a me piace più come tensione morale che come fede) tra le persone. E vedrete che una volta che questo si verificherà ci accorgeremo che non è poi così importante avere il crocifisso ovunque.

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