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	<title>Commenti a: Crocifisso e fascismo</title>
	<link>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/</link>
	<description>religione ora, religione oggi</description>
	<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:19:05 +0000</pubDate>
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		<title>Di: angie</title>
		<link>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/#comment-34906</link>
		<author>angie</author>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:29:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/#comment-34906</guid>
					<description>Ho fatto una ricerca più approfondita, e ho scoperto diverse cose. Ribadisco ciò che ho scritto nella mia nota, cioè che in rete si trovano pareri molto discordanti sulla data dell’obbligatorietà del crocifisso negli ambienti scolastici. Ho scovato un articolo tradotto della BBC che colloca questa data attorno agli anni ’20. Così mi sono appellata a Wikipedia, fidandomi di ciò che è stato scritto. Ho letto entrambi i post su Orarel.com, e rispondo soltanto a “Crocifisso e Fascismo”, dato che all’altro ha già risposto Arturo.
È ovvio che negli ambienti di istruzione gestiti dalla chiesa ci fosse già il crocifisso. Ma nella legge Casati, nella quale è espresso che lo stato vuole affiancarsi alla chiesa in materia di istruzione, vi è già un tipo di “contaminazione” laica. E, in questa legge che lei cita, non è imposto esplicitamente l’imposizione del crocifisso nelle aule. “Tra le materie era prevista la "dottrina religiosa" il cui insegnamento era affidato nelle scuole elementari al maestro sotto il controllo dal parroco, nelle scuole secondarie tecniche e classiche ad un direttore spirituale nominato dal vescovo (abolito nel 1877) e nelle scuole normali, dove costituiva materia d'esame, ad un docente titolare di cattedra (norme abolite nel 1880); fu però data alle famiglie la possibilità di chiederne l'esonero.” (http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Casati ) . Ciò significa che lo Stato ha assunto una posizione più “laica” rispetto alla religione, infatti scuole pubbliche, come afferma l’ultima frase, veniva data la possibilità di esonero dall’insegnamento della religione cattolica. Tutto ciò accade tutt’oggi. Quindi, perché rendere obbligatorio un simbolo di una religione e non anche la materia stessa? Qui c’è qualcosa che non quadra. Ma ragioniamo con un piccolo percorso storico-legislativo, che può trovare anche lei su http://it.wikipedia.org/wiki/Esposizione_del_crocifisso_nelle_aule_scolastiche_in_Italia . Con le circolari del 1922 e 1923 del Ministero dell'Istruzione viene imposta la tempestiva riammissione dei due simboli della nazione nelle aule, il ritratto del re e il crocifisso; inoltre la vacanza dei due simboli in questione era definita in tal maniera: “ciò costituisce una violazione manifesta e non tollerabile e soprattutto un danno alla religione dominante dello Stato così come ( e sottolineo: COSI’ COME n.d. Angela) all’unità della nazione”. Con i Regi Decreti 965/1924 e 1297/1928, si rende obbligatorio nelle aule SIA il crocifisso SIA il ritratto del Re. Con il Concordato stipulato nel 1929 tra Mussolini e il Papa Pio XI le normative vigenti non cambiano, sino all’ avvento della Costituzione Italiana del 1948, in cui il Cattolicesimo non è più religione di Stato. Con la legge 641/1967 si impone anche il ritratto del Presidente della Repubblica nelle aule, accanto al crocifisso, rifacendosi quindi al decreto regio del 1928 in materia di arredi scolastici nelle classi elementari. Nel 1988 finalmente viene trattata la questione specifica dell’ “oggetto crocifisso” nelle aule scolastiche. Con il parere del Consiglio di Stato venne stabilito infatti che “l'Italia pur essendo uno stato laico, il crocifisso esposto non va in contrasto con la libertà religiosa”. Con tutta questa trattazione voglio dimostrare che in passato era più forte il sentimento patriottico, e di conseguenza l’istinto di porre la religione, che allora era RELIGIONE DI STATO, alla pari del Capo dello Stato. Oggi ciò non accade. Nelle aule campeggia solo il crocifisso, quando invece dovrebbe figurare anche il ritratto di Napolitano. Quindi, o tutti o nessuno.
E poi, per quanto riguarda la faziosità, avrei molto da dire. Infatti a Mussolini conveniva allacciare rapporti con la Chiesa, per perseguire il sogno di una Italia ariana, cattolica, espurgata da elementi come storpi, omosessuali, ebrei, handicappati ecc., in accordo con le idee del suo alleato Hitler e con ciò che predica la Chiesa. I non-faziosi che sostengono l’equazione : Crocifisso = Fascismo lo fanno principalmente per una ragione: non per il fascismo in sé, ma per i valori che si nascondono dietro l’imposizione di un simbolo che proclama la diversità e l’intolleranza, anziché l’amore per il prossimo. Lo so, lo so, non va bene condannare il fascismo solo perché le azioni malvagie sovrastano di gran lunga i provvedimenti azzeccati, che perdurano tutt’oggi. Ma come tutti i totalitarismi, quindi comunismo incluso, va condannato.
Ah, un’ultima cosa: ho letto “Le cento cose buone del fascismo”… Tra di esse figurano ben 3 guerre. Sono molto “felice” di sapere che c’è qualcuno che pensa che fare la guerra, quindi provocare morte, sia una cosa buona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto una ricerca più approfondita, e ho scoperto diverse cose. Ribadisco ciò che ho scritto nella mia nota, cioè che in rete si trovano pareri molto discordanti sulla data dell’obbligatorietà del crocifisso negli ambienti scolastici. Ho scovato un articolo tradotto della BBC che colloca questa data attorno agli anni ’20. Così mi sono appellata a Wikipedia, fidandomi di ciò che è stato scritto. Ho letto entrambi i post su Orarel.com, e rispondo soltanto a “Crocifisso e Fascismo”, dato che all’altro ha già risposto Arturo.<br />
È ovvio che negli ambienti di istruzione gestiti dalla chiesa ci fosse già il crocifisso. Ma nella legge Casati, nella quale è espresso che lo stato vuole affiancarsi alla chiesa in materia di istruzione, vi è già un tipo di “contaminazione” laica. E, in questa legge che lei cita, non è imposto esplicitamente l’imposizione del crocifisso nelle aule. “Tra le materie era prevista la &#8220;dottrina religiosa&#8221; il cui insegnamento era affidato nelle scuole elementari al maestro sotto il controllo dal parroco, nelle scuole secondarie tecniche e classiche ad un direttore spirituale nominato dal vescovo (abolito nel 1877) e nelle scuole normali, dove costituiva materia d&#8217;esame, ad un docente titolare di cattedra (norme abolite nel 1880); fu però data alle famiglie la possibilità di chiederne l&#8217;esonero.” (http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Casati ) . Ciò significa che lo Stato ha assunto una posizione più “laica” rispetto alla religione, infatti scuole pubbliche, come afferma l’ultima frase, veniva data la possibilità di esonero dall’insegnamento della religione cattolica. Tutto ciò accade tutt’oggi. Quindi, perché rendere obbligatorio un simbolo di una religione e non anche la materia stessa? Qui c’è qualcosa che non quadra. Ma ragioniamo con un piccolo percorso storico-legislativo, che può trovare anche lei su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esposizione_del_crocifisso_nelle_aule_scolastiche_in_Italia" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Esposizione_del_crocifisso_nelle_aule_scolastiche_in_Italia</a> . Con le circolari del 1922 e 1923 del Ministero dell&#8217;Istruzione viene imposta la tempestiva riammissione dei due simboli della nazione nelle aule, il ritratto del re e il crocifisso; inoltre la vacanza dei due simboli in questione era definita in tal maniera: “ciò costituisce una violazione manifesta e non tollerabile e soprattutto un danno alla religione dominante dello Stato così come ( e sottolineo: COSI’ COME n.d. Angela) all’unità della nazione”. Con i Regi Decreti 965/1924 e 1297/1928, si rende obbligatorio nelle aule SIA il crocifisso SIA il ritratto del Re. Con il Concordato stipulato nel 1929 tra Mussolini e il Papa Pio XI le normative vigenti non cambiano, sino all’ avvento della Costituzione Italiana del 1948, in cui il Cattolicesimo non è più religione di Stato. Con la legge 641/1967 si impone anche il ritratto del Presidente della Repubblica nelle aule, accanto al crocifisso, rifacendosi quindi al decreto regio del 1928 in materia di arredi scolastici nelle classi elementari. Nel 1988 finalmente viene trattata la questione specifica dell’ “oggetto crocifisso” nelle aule scolastiche. Con il parere del Consiglio di Stato venne stabilito infatti che “l&#8217;Italia pur essendo uno stato laico, il crocifisso esposto non va in contrasto con la libertà religiosa”. Con tutta questa trattazione voglio dimostrare che in passato era più forte il sentimento patriottico, e di conseguenza l’istinto di porre la religione, che allora era RELIGIONE DI STATO, alla pari del Capo dello Stato. Oggi ciò non accade. Nelle aule campeggia solo il crocifisso, quando invece dovrebbe figurare anche il ritratto di Napolitano. Quindi, o tutti o nessuno.<br />
E poi, per quanto riguarda la faziosità, avrei molto da dire. Infatti a Mussolini conveniva allacciare rapporti con la Chiesa, per perseguire il sogno di una Italia ariana, cattolica, espurgata da elementi come storpi, omosessuali, ebrei, handicappati ecc., in accordo con le idee del suo alleato Hitler e con ciò che predica la Chiesa. I non-faziosi che sostengono l’equazione : Crocifisso = Fascismo lo fanno principalmente per una ragione: non per il fascismo in sé, ma per i valori che si nascondono dietro l’imposizione di un simbolo che proclama la diversità e l’intolleranza, anziché l’amore per il prossimo. Lo so, lo so, non va bene condannare il fascismo solo perché le azioni malvagie sovrastano di gran lunga i provvedimenti azzeccati, che perdurano tutt’oggi. Ma come tutti i totalitarismi, quindi comunismo incluso, va condannato.<br />
Ah, un’ultima cosa: ho letto “Le cento cose buone del fascismo”… Tra di esse figurano ben 3 guerre. Sono molto “felice” di sapere che c’è qualcuno che pensa che fare la guerra, quindi provocare morte, sia una cosa buona.</p>
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		<title>Di: paolo de gregorio</title>
		<link>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/#comment-34908</link>
		<author>paolo de gregorio</author>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:32:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/#comment-34908</guid>
					<description>Angie,
fai attenzione a non contaminare troppo certe discussioni con fatti oggettivi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Angie,<br />
fai attenzione a non contaminare troppo certe discussioni con fatti oggettivi.</p>
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	<item>
		<title>Di: angie</title>
		<link>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/#comment-34909</link>
		<author>angie</author>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 19:04:11 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/#comment-34909</guid>
					<description>ho solo cercato di rielaborare il mio pensiero, forse in maniera sbagliata, ma credo fermamente in ciò che ho scritto. sarà a causa della mia giovane età :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho solo cercato di rielaborare il mio pensiero, forse in maniera sbagliata, ma credo fermamente in ciò che ho scritto. sarà a causa della mia giovane età <img src='http://www.orarel.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Di: paolo de gregorio</title>
		<link>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/#comment-34910</link>
		<author>paolo de gregorio</author>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 20:24:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.orarel.com/blog/2009/11/17/crocifisso-e-fascismo/#comment-34910</guid>
					<description>Angie
Hai fatto un lavoro lodevole e le tue considerazioni sono molto interessanti e degne di riflessione. Credo che hai centrato perfettamente il punto del vero senso della legge nell'epoca fascista. Per quanto io ritenga valida l'obiezione che la cosa in sé non privi necessariamente di validità un analogo provvedimento (o manteimento di) che si ispiri a motivazioni diverse e abbia scopi distinti, è bene comunque puntualizzare gli eventi storici (i fatti oggettivi) come si sono effettivamente svolti invece di adeguarsi ad un certo storicimo che è spesso un po' superficiale e di parte (più probabilmente superficiale &lt;i&gt;perché&lt;/i&gt; di parte).
Io avevo fatto una battuta, dato che è proprio questo che hai tentato di fare e casomai l'ho apprezzato: andare alla ricerca dei fatti e delle circostanze precise che li hanno ispirati, senza avere in mente una tesi da dimostrare. La mia ironia era soprattutto in quell'aggettivo, "oggettivi", e non era rivolta a te, che casomai hai dato una bella lezione a molti che dovrebbero avere più anni di esprienza di te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Angie<br />
Hai fatto un lavoro lodevole e le tue considerazioni sono molto interessanti e degne di riflessione. Credo che hai centrato perfettamente il punto del vero senso della legge nell&#8217;epoca fascista. Per quanto io ritenga valida l&#8217;obiezione che la cosa in sé non privi necessariamente di validità un analogo provvedimento (o manteimento di) che si ispiri a motivazioni diverse e abbia scopi distinti, è bene comunque puntualizzare gli eventi storici (i fatti oggettivi) come si sono effettivamente svolti invece di adeguarsi ad un certo storicimo che è spesso un po&#8217; superficiale e di parte (più probabilmente superficiale <i>perché</i> di parte).<br />
Io avevo fatto una battuta, dato che è proprio questo che hai tentato di fare e casomai l&#8217;ho apprezzato: andare alla ricerca dei fatti e delle circostanze precise che li hanno ispirati, senza avere in mente una tesi da dimostrare. La mia ironia era soprattutto in quell&#8217;aggettivo, &#8220;oggettivi&#8221;, e non era rivolta a te, che casomai hai dato una bella lezione a molti che dovrebbero avere più anni di esprienza di te.</p>
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