Il Crocifisso e la Finlandia della signora Soile Lautsi

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Il giornalista Curzio Maltese nell’articolo “La crociata (medievale) per tenere i crocifissi in aula”, che ho commentato nel mio post precedente, scrive ancora: “In Europa, in genere nelle democrazie occidentali, il simbolo di una religione nei luoghi dello Stato è inconcepibile”.

Questo è falso. Cosa c’è di più “luogo dello Stato” che la bandiera che lo rappresenta? Prendiamo quella della Finlandia, paese di origine di Lautsi Soile, la signora dell’Uaar (Unione atei agnostici razionalisti) che con la sua causa ha provocato la sentenza di estromissione dei crocifissi dalle aule scolastiche. La bandiera della Finlandia è una croce blu su sfondo bianco. Quella bandiera rappresenta tutti i finlandesi, tutti, nessuno escluso, sia esso ateo cristiano luterano, o cattolico, o buddista o agnostico. Non è “inconcepibile” che un atea come la Soile debba sentirsi rappresentata da una croce blu? Avrà esposta nella casa parentale finlandese la bandiera crociata, o sventolerà nel suo giardino? Non si sentirà subliminalmente assalita da una orribile religione (leggasi quello che dicono del cristianesimo quelli dell’Uaar: ) Non è intollerabile se si segue il ragionamento che l’ha portata a eliminare il crocifisso dai luoghi di uno stato moderno e laico? Non è la laicità totalmente estranea alla religione, totalmente neutrale rispetto ad ogni religione? E come mai allora tanti stati europei hanno un segno di una religione precisa nel suo emblema ufficiale? Non è una contraddizione? O forse, più semplicemente, è contraddittoria la fanatica volontà di rigettare il cristianesimo e i suoi simboli dalla storia dell’Europa e dell’Italia? La signora Lautsi Soile dovrebbe fare battaglie di laicità /laicismo nella sua patria di origine prima di venire a dettare legge da noi. Oppure si può pensare che ha iniziato da noi per arrivare anche a casa sua, e che la battaglia del crocifisso è solo l’inizio di una lunga catena di rivolgimenti che porteranno alla neutralizzazione della religione e dei suoi segni ovunque si presentino.

Stati presenti in Europa che hanno la croce nel loro stemma ufficiale: Danimarca, Svezia, Norvegia, Islanda, Norvegia (ispirate alla Croce scandinava), Portogallo, Spagna (sulla corona), Malta, Liechtenstein (nella corona), Grecia, Gran Bretagna (ne ha tre), Moldavia (nel becco dell’aquila), Georgia, Montenegro (3: corona, scettro, mondo), San Marino (corona), Andorra (mitria vescovile), Serbia (corona), Slovacchia, Svizzera (dalla quale nacque, invertendo i colori, la bandiera della Croce rossa), Vaticano (sul triregno). È un segno estraneo all’Europa laica e moderna la croce?

marina.jpgMa anche l’Italia ha la croce. Guardiamo la bandiera della Marina civile e militare e vedremo tre croci e il leone dell’evangelista Marco. Sono i vessilli delle antiche e gloriose Repubbliche marinare. Tutto si può ridurre a motivi storici. Gli atei dell’Uaar direbbero che possono rimanere perché sono simboli storici e non hanno un significato religioso e che comunque sono croci e non il crocifisso. Su quest’ultima osservazione, sballata, ci ritorno in un altro post. Osservo che la validità della motivazione storica era stata esclusa quando si doveva cercare un senso alla permanenza del crocifisso, e ora ritorna fuori. Mentre l’altra motivazione, che cioè quei segni non hanno valore religioso, provatelo a dire a un musulmano se quelle croci sulle bandiere non hanno riferimenti religiosi. Quando fa comodo il segno religioso comunica solo motivazioni storiche e culturali (come nelle croci della bandiere di stati laici), quando invece non fa comodo il segno religioso è solo un segno confessionale che sta bene unicamente nelle chiese. Non sono tanto razionali i razionalisti dell’Uaar.

Se io credente dovessi arrivare a concordare che la croce è un’imposizione negativa e anacronistica in uno stato moderno, dovrei io stesso, per coerenza, iniziare a smantellare tutto ciò che sa di religione e ovunque si presenti con segni e simboli. Se entriamo in Italia e guardiamo alle bandiere italiane, oltre a quella ufficiale della marina, la vediamo in 6 regioni (Piemonte, Liguria, Sardegna, Lazio, Calabria e Veneto (leone dell’evangelista Marco, e a lato 5 bandiere di province con croci) e in innumerevoli province, comuni e paesi. Tra le città: Milano, Belluno, Treviso, Padova, Genova, Bologna, Pisa, Ancona, Roma (piccola sopra SPQR), Sassari, Teramo, Reggio Calabria, Messina… Se la croce cristiana è fuori luogo sui muri delle aule scolastiche della scuola pubblica, tanto più lo è sugli stendardi ufficiali di nazioni, città e paesi che rappresentano la popolazione nel suo insieme.

5 Commenti a “Il Crocifisso e la Finlandia della signora Soile Lautsi”

  1. paolo de gregorio scrive:

    Nella sostanza la tesi equivarrebbe a dire che durante la processione del venerdì santo il papa una tantum potrebbe sostituire il crocifiisso vero e proprio con la bandiera finlandese e nessuno se ne accorgerebbe?

  2. Massimo Zambelli scrive:

    Se proprio proprio il Papa avesse problemi di reperibilità di una croce, e nei paraggi passasse la signora Soile sventolante la sua bandiera finlandese, posso immaginare che gliela chiederebbe in prestito. A quel punto non so se la signora, pur di fare dispetto al Papa, gliela darebbe, anche trattandosi di croce.

  3. paolo de gregorio scrive:

    Sì, comprendo che in presenza di “problemi di reperibilità di una croce” il papa non esiterebbe a raccogliere un paio di ramoscelli per strada, ma non è questa mi sembra la questione. La tesi qui riportata riguarda la sostanziale congruenza tra il simbolo dell’addizione su un pezzo di stoffa e quello di Gesù che spira sulla croce dove è stato crocifisso (se tale congruenza non sussiste, non si può sostenere che i giudici ne dovrebbero ipoteticamente tenere conto e applicare lo stesso ragionamento paro paro alla bandiera finlandese). Non mi sembra, tanto per dire, che i vari amministratori locali in questi giorni stiano facendo una battaglia perché in tutte le aulee vengano pennellate croci al muro: si parla di crocifissi veri e propri. Parlandosi di simboli e di sensibilità personali, chiarire queste distinzioni mi sembra d’obbligo, a meno di volersi nascondere dietro un dito (”sì ragazzi, siamo per il crocifisso, ma se venisse esposto il simbolo dell’addizione o della moltiplicazione noi saremmo più che soddisfatti”: queste frasi non si odono in giro, Nè è quello che qui si va sostenendo).

    È essenziale valutare l’attualità di un simbolo: il crocifisso è attualissimo, come simbolo della Chiesa romana: esso è esposto in tutte le chiese, in tutte le processioni, tutti i giorni. È questo dato e non la mera geomatria astratta delle forme o la valutazione storiografica degli accadimenti passati a renderlo inevitabilmente un simbolo (anche) del cattolicesimo quando impera in classe.

    Tanto per integrare il ragionamento: una bandiera non è nemmeno la stessa cosa di un “luogo pubblico” dello Stato: è un simbolo a sé, che nasce sì dalla mutuazione di altri simboli del passato (la croce per esempio) ma che poi si ridefinisce simbolo a sé stante della nazione. Non mi si dirà che il verde della nostra bandiera vuol dire che celebriamo ogni giorno in tutte le strade le famiglie Visconti o Sforza?

  4. Massimo Zambelli scrive:

    X PDG
    > La tesi qui riportata riguarda la sostanziale congruenza tra il simbolo dell’addizione su un pezzo di stoffa e quello di Gesù che spira sulla croce dove è stato crocifisso

    Non è un “più” ( + ). E’ una croce: il nome ufficiale è Siniristilippu, che significa “bandiera dalla croce blu”. Non bandiera dal +blu. La congruenza c’è eccome. Inoltre la sentenza della Corte europea parlando del crocifisso parla di croce: sono simboli interscambiabili.

    > È essenziale valutare l’attualità di un simbolo: il crocifisso è attualissimo, come simbolo della Chiesa romana

    Come simbolo del cristianesimo. Così anche la Croce, altrimenti non si capirebbe la decisione della Croce rossa ijnternazionale di adottare un altro simbolo che non abbia richiami religiosi come la rossa Croce o la Mezzaluna rossa.

    La bandiera non è un simbolo a sé. E’ il simbolo di una nazione, la rappresenta tutta davanti a tutti.

  5. io e basta scrive:

    Una croce è un simbolo, nel caso della croce finnica da cui traggono origine le bandiere scandinave è il !!simbolo!! della cristianità. Non è un segreto l’influenza che ha avuto la cristianità in europa e nel mondo nella storia, nel bene e non ultimo nel male. Essere nelle grazie della Chiesa romana nel 12° secolo era più che opportuno. Venezia ha trafugato il Corpo di S. Marco proprio a questo scopo. Con il tempo le cose cambiano. Infatti in finlandia le religioni oggi sono così distribuite:
    luterani 80,4%;
    atei e agnostici 16,9%;
    ortodossi 1,1%;
    Altre religioni 1,3%. (dentro ci sono pure i cattolici). Le bandiere sono un simbolo della nazione che rappresentano ed i simboli al loro interno diventano grafici assumendo significato storico. Le sembra che la bandiera della marina Italiana dovrebbe venire cambiata perchè non ci sono più le repubbliche marinare?
    Ci si domanda perchè il simbolo dei cristiani nelle scuole di tutti. Personalmente non mi turba ma capirei la perplessità di un genitore musulmano. “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, INDIPENDENTI e sovrani”, recita la costituzione. Come me lo spiega allora che nella scuola di stato vengono appesi crocefissi cristiani? Direi che c’è lo spazio per discutere.

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