Creazionisti e Corte europea dei diritti dell’uomo.

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Nella sentenza contro il crocifisso la Corte europea per i diritti umani (CEDU) scrive:

La ricorrente sostiene in suo nome e in nome dei suoi figli che l’esposizione della croce nella scuola pubblica frequentata da questi ultimi ha costituito un’ingerenza incompatibile con il suo diritto di garantire loro una educazione ed un insegnamento conformi alle sue convinzioni religiose e filosofiche ai sensi dell’articolo 2 del Protocollo n° 1, disposizione che è formulata come segue:
« Il diritto all’istruzione non può essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose filosofiche. »

E nelle decisione finale dà ragione a quel ragionamento.

La Corte all’unanimità
Stabilisce che vi è stata violazione dell’articolo 2 del Protocollo n° 1 esaminato congiuntamente all’articolo 9 della Convenzione ed all’articolo 2 del Protocollo n° 1.

Ora, immaginate che un creazionista europeo (i creazionisti sono coloro convinti che la Bibbia, presa quasi alla lettera, dia anche informazioni scientifiche su come si sia formata la vita e la vita umana), anzi che una famiglia di creazionisti europei, facciano causa alla CEDU contro l’insegnamento dell’evoluzionismo, in quanto questa dottrina è ostile e contraria alla loro “convinzione religiosa e filosofica” tutelata dall’art 2 del Protcollo 1.

Che succederebbe? Ci potete giurare che il rispetto “dell’articolo 2 del Protocollo n° 1”, citato sopra, sarà a senso unico, ovvero contro la religione e a favore di un’impostazione atea della società. Laicità come sinonimo mascherato di ateità. Subito i giudici direbbero che no, l’evoluzionismo si basa su fatti, che è una teoria scientifica provata e che pertanto va accettata nell’insegnamento scolastico. Però… Però c’è un problema. Stando agli interpreti più accreditati ed editorialmente famosi, l’evoluzionismo conduce dritto dritto alla non fede, all’eliminazione di un progettista del cosmo, all’evaporazione di una intenzionalità nella dinamica della materia. Per Richard Dawkins (L’illusione di Dio), Daniel Dennett (L’idea pericolosa di Darwin, Rompere l’incantesimo), Telmo Pievani (Creazione senza Dio), Orlando Franceschelli (Dio e Darwin, Darwin e l’anima), per questi filosofi o studiosi dell’evoluzione (e per tutti gli atei dell’UAAR che hanno sostenuto la causa della signora Soile) la teoria evoluzionista conduce dritto dritto all’ateismo, è la prova che tutto viene dal solo caso, che non occorre nessun Dio, cosa condivisa, secondo loro, da Darwin stesso.

Bene, si può insegnare a scuola una teoria che va contro le convinzioni religiose dei genitori? Se non è così si deve SPIEGARE come ciò non possa accadere. L’insegnamento dell’evoluzione deve convincere studenti e genitori che l’ateismo di Stato non viene fatto passare in modo SUBLIMINALE (come per il crocifisso appeso in un’aula, dicono). Deve essere chiaro e trasparente che non è conclusiva l’assenza di Dio dallo sviluppo della vita, perché se così fosse, questa dottrina lederebbe la fede di milioni persone, e questo non si vuole che accada, vero Corte europea? Non basta dire “ciò è scientifico” o asserire che “ciò non lede la fede”. Se l’ateismo è la conclusione logica dell’evoluzionismo non può starci nella scuola pubblica, forse in una scuola gestita da Dawkins, ma in Europa non in quella statale. E deve essere ben dimostrato che non lede la convinzione religiosa di nessuno. Se vi è solo il sospetto di questa conclusione la CEDU dovrebbe intervenire, senza fare preferenze.

40 Commenti a “Creazionisti e Corte europea dei diritti dell’uomo.”

  1. Marcoz scrive:

    “Stando agli interpreti più accreditati ed editorialmente famosi, l’evoluzionismo conduce dritto dritto alla non fede”

    Ohibò, più di quanto può fare leggere la Bibbia?

  2. paolo de gregorio scrive:

    Ormai siamo arrivati addirittura alla pretesa che i giudici oppure i relatori dell’articolo siano dei perfetti ebeti: “immaginiamo che quei cretini non riconoscano il significato dei vocabili religione e filosofia e si autoriduccessero al livello culturale più retrogrado dell’era contemporanea, quella dei creazionisti per intennderci: non dovrebbero forse a quel punto dare ragione ai creazionisti?”. Probabilmente sì.

    Adesso io fondo una setta: il mio libro sacro dice che la forza di attrazione tra due pianeti va come uno su banane al quadrato. Questo secondo Zambelli autorizzerebbe a ridefinire la legge di gravitazione di Newton una religione. Un’altra setta crede nella Terra piatta (esistono): la geofisica moderna diventa anch’essa una religione. Basta che una religione dica una cosa, ed ecco tic ogni affermazione uguale e contraria diventa religione. I creazionisti dicono che l’universo ha seimila anni: ticchete, il carbonio quattrordici è una religione, anzi, tutto è una religione, dalla storia all’archeologia, alla scienza.

    Si badi, questi pretesi sillogismi provengono da chi si vuole ancora sforzare di dimostrare che la Chiesa sarebbe stata sempre dalla parte della scienza, di Galilelo insomma. Eppure non c’è verso che ancora oggi vogliano comprendere di che cosa si occupi la scienza, quale sia il suo metodo, perché la chiamiamo scienza e non religione; vogliono riabilitare la Chiesa del caso Galileo, ma invece ancora non hanno capito quale sia il problema del caso Galielo.

    Applichiamo l’ipotesi nel concreto (”siccome per i creazionisti la religione è scienza allora l’evoluzione è anche religione”, si potrebbe obiettare al giudice): cosa si farà adesso, ci inginocchieremo per pregare perché alla prossima riproduzione/replicazione con mutazione le molecole del DNA coinvolte non si dimentichino effettivamente di mutare? Innalzeremo la preghiera della limitatezza di risorse, per non toglierci una nostra sana competizione? Oppure ancora guarderemo a qualche evidenza di speciazione nei resti fossili e decideremo pertanto di non dire falsa testimonianza? Troveremo scritto negli articoli scientifici che il popolo che crede nella selezione naturale avrà vita eterna? O che l’RNA ti ama e devi amarlo?

    Più o meno così dovrebbe ragionare un giudice: equiparare una scienza dura ad una religione, azzerando il proprio cervello, il proprio senso del giudizio, per fare in modo che il sillogismo stia in piedi.

    Ah, ma c’è dell’altro. Dice Zambelli che sono gli stessi evoluzionisti (parola del resto senza senso, come dire gravitazionalisti) a dire che secondo loro (e allora?) dalle scoperte di Darwin si arriverebbe dritti dritti all’ateismo (curioso che a tal proposito Zambelli si dimentichi di elencare i tanti evolzionisti cristianisti o cattolicisti che sbugiardano questa tesi). Non sarebbe legittimo, se ciò fosse vero, a livello formale perlomeno, protestare contro l’insegnamento del neo-Darwinismo come ingerenza nell’educazione religiosa dei figli?
    Beh, come a dire allora che se uno scienziato, o filosofo, sostenesse che dalla teoria degli orbitali molecolari (o della gravitaziona einsteiniana, o della tettonica delle placche) si giunga inevitabilmente all’ateismo (seoncdo lui) allora un giudice con sale in zucca dovrebbe inevitabilmente concludere che la teoria degli orbitali molecolari (o della gravitaziona einsteiniana, o della tettonica delle placche) è una religione e vi si applica l’articolo 2 protocoollo 1.
    Un altro filosofo, o uomo di religione, o storico potrebbe sostenere che dalle guerre in epoca romana si giunge direttamente all’ateismo, per le crudeltà che uno scopre sulla Terra: un giudice allora a quel punto dovrebbe convenire che la storia romana non è solo storia, è anche religione, e il suo insegnamento dovrebbe essere regolato di conseguenza.

    Insomma, se io sostengo (a titolo personale) che un fatto storico, o scientifico, indurrebbe chiunque a diventare ateo sto assumendo su di me un potere straordinario (secondo Zambelli): sto trasformando la scienza e la storia in religione. E il giudice, se è intelligente, dovrebbe riconoscere questo fatto.

    Insomma, sì certo, il giudice avrebbe potuto deliberare secondo la proposta di Zambelli: se avvesse privato la parola “religione” del suo effettivo significato.

  3. tabish scrive:

    Ciò che è scientifico è provato scientificamente: vogliamo smetterla di dire ai nostri figli, ingannandoli, che ciò che dice la bibbia è provato scientificamente? Si può benissimo vivere senza crocifisso nelle aule, non si perpetra nessun inganno: ogni genitore ha il diritto d’insegnare a suo figlio ciò che vuole e non sarà certo l’assenza del crocifisso dalle aule a far cambiare loro idea. I bambini vengono ADDESTRATI al cattolicesimo dalla nascita e, quindi, non è di certo un problema togliere il crocifisso dalle aule, da quando nascono ne vedono e ne continuano a vedere tantissimi e il crocifisso NON è la religione bensì lo è il suo insegnamento forzoso.
    “… rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose filosofiche.” Di certo togliendo il crocifisso NON gli si vieta assolutamente niente.
    Smettetela di difendere qualcosa che fino a ieri non era visto da nessuno: questa battaglia la dice lunga sulla paura della chiesa di perdere non tanto fedeli veri, ma potere politico.

  4. Fabristol scrive:

    “Stando agli interpreti più accreditati ed editorialmente famosi, l’evoluzionismo conduce dritto dritto alla non fede”

    Mi sembra molto molto molto azzardata come affermazione. Il fatto che degli atei vedano nell’evoluzione una prova della non esistenza delle divinità non depone a favore di un evoluzionismo ateo. Esistono religioni che non hanno alcun problema con l’evoluzionismo come induismo, buddismo, paganesimo, sciamanesimo ecc. Parliamo di miliardi di persone che vivrebbero benissimo la loro religione con il concetto di evoluzionismo. La diatriba creazionismo-evoluzionismo è interna al mondo monoteista.

  5. Fabristol scrive:

    Accodandomi al commento di sopra di De Gregorio, e anche al mio di prima, volevo aggiungere che la diatriba dell’evoluzionismo è un problema dei monoteisti perché nei loro libri ci sono affermazioni contrarie all’evidenza scientifica. Se per ipotesi nei testi rivelati dei monoteisti ci fosse stato qualcosa contrario al concetto di DNA a quest’ora ci sarebbero gli antigenetisti che chiederebbero l’insegnamento dell’antigenetica a scuola.
    Allora come vedete è un problema che non ci tange perché è il risultato di una schizofrenia di alcuni gruppi religiosi.

  6. Massimo Zambelli scrive:

    X PDG
    > Adesso io fondo una setta…

    E’ laico uno stato in cui un giudice disquisisce di quale sia una religione: tu sì, tu no? Chi lo decide e con quale criterio?

    > equiparare una scienza dura ad una religione, azzerando il proprio cervello

    Non è così, lasciamo che la scienza sia scienza. Il problema è quando una scienza afferma cose che vanno contro a una “convinzione religiosa e filosofica”, tutelata da un articolo della carta diritti che la CEDU, con la sentenza sul crocifisso, e che l’UAAR ha salutato con esultanza.

  7. Massimo Zambelli scrive:

    X Fabristol
    > La diatriba creazionismo-evoluzionismo è interna al mondo monoteista.

    No. Tu non sentirai mai Dawkins o Dennett, idoli dell’UAAR, sostenere che le loro idee sono alla pari di quelle degli evoluzionisti credenti, fatto che sminuisce la portata euristica delle loro teorie e le rende potabili per l’ecucazione pubblica. Essi hanno pretesa veritativa.

  8. Massimo Zambelli scrive:

    X Fabristol 2
    > è un problema dei monoteisti perché nei loro libri ci sono affermazioni contrarie all’evidenza scientifica. … Allora come vedete è un problema che non ci tange perché è il risultato di una schizofrenia di alcuni gruppi religiosi.

    Quindi la scienza svela che la religione sbaglia ed è insensato credere a un creatore delluniverso e dell’uomo. Cioè la scienza porta all’ateismo, e la CEDU dovrebbe vietare ciò che contrasta con la convinzione religiosa e filosofica.

    >

  9. Fabristol scrive:

    Il fatto che Dawkins o Dennett, lo ripeto, siano atei non rende l’evoluzionismo automaticamente ateo. E’ una congettura che fanno i credenti e spesso anche i non credenti. L’evoluzionismo, così come la gravitazione universale o la fisica quantistica ci danno informazioni sulla natura. STOP. Il fatto poi che ci siano religioni che affermino l’intervento divino nelle leggi della fisica… beh questo è un problema ch riguarda quelle religioni non la scienza.

    Non capisco poi cosa c’entri la creazione con l’evoluzionismo. L’evoluzionismo ci dice come si è formata la vita sul pianeta, la sua storia, le relazioni tra gli organismi. Non vi è alcun cenno all’inizio della vita o dell’universo. Cerchiamo di non confondere le cose per piacere. La scienza non ci porta automaticamente all’ateismo (basti pensare che quasi tutti gli scienziati illuministi francesi erano teisti!). Le divinità, anche se esistono, non sono studiabili quindi non interessano alla Scienza. La scienza studia ciò che è misurabile. Le divinità non sono misurabili.

  10. paolo de gregorio scrive:

    Zambelli, nonostante tu abbia replicato al mio messaggio con un “X PDG” non ti sei preso la briga di replicare alle mie obiezioni più cogenti. Ci ritorno.

    Punto primo, poi evidenziato anche da Fabristol: Dawkins e compagnia bella esprimono un’opinione (dicendo che evoluzione implica ateismo) che non ha valenza (specialmente scientifica) ulteriore all’essere espressione di opinione personale (peraltro smentita dai fatti). Non è né un’affermazione scientifica né può essere presa in considerazione da un giudice, in quanto parere prettamente personale.

    Punto secondo: posso egualmente sostenere a titolo personale che la Storia dall’anno zero all’anno 2000, tramite la messa in mostra delle crudeltà tra gli uomini, porti dritta dritta all’ateismo. Da qui a sostenere che la Storia è al pari di una religione e che il giudice dovrebbe trattarla come una religione se viene insegnata a scuola ce ne passerebbe. Se un fedele di una qualche credenza non è in grado di sostenere la forza dei fatti che compoongono la realtà questo non può essere il problema di un giudice.

    Punto terzo (aggiungo): non importa quali siano le opinioni di Dawkins e compagnia bella, il fatto rimane che a scuola si insegnino i meccanismi dell’evoluzione e non si insegnino i meccanismi dell’ateismo.

    Punto quarto: il tratto distintivo di una religione (lo spiego a te, forse sei ateo) non risiede nella mera elaborazione di una fenomenologia naturalistica ma nell’esatto opposto: una soprannaturalistica, altrimenti la religione sarebbe indistinguibile da qualunque mito ateo. Detto in altri termini, se io affermo che la realtà è nata dall’esplosione di un carciofo e mi fermo lì non sto affatto fondando una religione ma dichiarando un mito, e se vogliamo un mito falsificabile scientificamente. Se questo mito non entra nelle classi di scuola è perché fa ridere, ma il giudice non avrebbe certo da ridire sul tema religioso, perché dire che un carciofo è esploso non è in sé un’affermazione sulla divinità di alcunché, né riguarda i nostri comportameenti morali.
    Se invece io affermo anche (oltre al mito) che il carciofo è divino, che il carciofo non va mangiato perché esso giudica la mia vita (e decide se arderò per sempre o mi savlerò), che il carciofo mi dona e toglie la vita, che il carciofo vuole che io faccia una cosa ma non ne faccia un’altra eccetera eccetera io sto sì a quel punto trasformando il mito in religione.

    Detto in altri termini, potrei elencare gli elementi presenti almeno in parte (ma direi spesso tutti insieme al contempo) nel denotare X come direttamente legato ad una religione:
    X prescrive esplicitamente un codice morale.
    X determina il mio destino come essere esistente (p.es., risurrezione, reincarnazione).
    X distingue tra categorie di uomini (solitamente in termini non questionabili e non soggetti a ricorso): quelli che si comportano bene seguendo i dettami o le aspettative di X e quelli che sbagliano non seguendoli.
    X è al di sopra delle persone.
    X prescrive formule di riconoscenza dovutegli (non sempre presente, ma nella maggior parte dei casi).
    X testimonia origine soprannaturale.
    E via dicendo. Direi che innanzitutto l’ultimo punto sia necessario e imprescindibile quando si voglia indicare qualcosa come religioso.

    Un qualunque giudice può tranquillamente verificare che X sia legato ad un culto religioso semplicemente andando a guardare se queste ed altre caratteristiche competono a ciò che X rappresenta. La teoria scientifica dell’evoluzione, come la teoria del decadimento radioattivo, non prescrivono nessuna di queste cose: spiegano (che sia correttamente o meno) eventi prettamente naturali (non soprannaturali) e non indicano nella loro formulazione letterale quale profilo comportamentale tenere. Esattamente come la Storia, certo, posso far trarre conclusioni ad un testa pensante: ma questo è vero di qualunque accadimento umano.

    Adesso sarei curioso di sapere se vuoi sostenere che Gesù abbia taciuto di forme soprannaturali o se si sia esentato dal formulare profili comportamentali giusti.

    Trovo curioso che tu, proprio tu, sostenga che è impossibile stabilire cosa sia religioso e cosa no. Mi sembra ad occhio e croce che tu stia sostendendo che la religione di fatto non esiste, perché indistinguibile da qualunque altra attività umana. Se lo ammettessi adesso esplicitamente - che in fondo è questo che veramente pensi del credo e della fede nel soprannaturale e di tutte le dottrine morali che ne conseguirebbero - saremmo tutti più onestamente recettivi alle tue obiezioni.

  11. Massimo Zambelli scrive:

    X tabisch
    > Di certo togliendo il crocifisso NON gli si vieta assolutamente niente.

    Di certo, come lasciandolo, per bambini ADDESTRATI all’ateismo o akll’indifferenza.

    > Smettetela di difendere qualcosa che fino a ieri non era visto da nessuno

    Se non è visto che problema dà?

    > : questa battaglia la dice lunga sulla paura della chiesa di perdere non tanto fedeli veri, ma potere politico.

    che potere dà qualcosa di non visto?

  12. paolo de gregorio scrive:

    Ho già risposto qui sopra a questa obiezione, ma la integro con un’altra considerazione:

    un giudice disquisisce di quale sia una religione: tu sì, tu no? Chi lo decide e con quale criterio?

    Zambelli, esiste un articolo che parla di convinzioni religiose. Se si fosse presupposto che nessun giudice sia in grado di identificare una religione l’articolo di legge non avrebbe avuto modo di esistere. Ogni legge mai scritta dall’Uomo presuppone che il giudice abbia una soddisfacente capacità interpretativa di essa (ed ovvimaente del suo lessico). Questo non garantisce infallibilità, ma in questo mondo di persone umane, nella comunità collettiva, questo è l’uso, che ti piaccia o no. Far parte di una comunità ha qualche aggravio, laddove non sia ammissibile il concetto di dittatura o infallibilità per dirimere le questioni spinose. Se vuoi sostenere che l’articolo della Convenzione non dovrebbe esistere tout court puoi tranquillamente farlo, senza tentare improbabili disquisizioni sulla fallibilità (ovvia) dei giudici e sul creazionismo.

    Come già detto, se sostieni sinceramente che non sia possibile distinguere ciò che è religioso da ciò che non lo è dichiaralo subito, perché le prime persone cui non converrebbe la formalizzazione di questa tesi sono i credenti.

  13. paolo de gregorio scrive:

    P.S.: quando dei ragazzi di scuola distrussero un crocifisso il giudice subito avanzò l’ipotesi di vilipendio alla religione. Dov’è il tuo articolo che si chiede sarcastico come abbia fatto il giudice a stabilire “questo religione sì e questo religione no”?

  14. Massimo Zambelli scrive:

    X De Gregorio

    De Gregorio ririspondo alle tue affermazioni:
    1. Per te, e non per loro, sono “opinioni”. E nemmeno per gli atei Uaar o per la vulgata sull’evoluzionismo si pensa che siano “opinioni”. Sembra che viviate sulle nuvole. Perchè mai ci sarebbe diatriba se l’evoluzionismo fosse percepito come neutrale a riguardo della fede religiosa? Perchè cpnrastarlo da parte dei creazionisti o osannarlo da parte degli atei?

    2. la storia per ora non viente interpretata come contro dio, se accadesse (con i tuoi esempi) ci sarebbero problemi. Viene invece usata spesso come contro la chiesa, e ugualmente ci sono problemi.

    Appendice di 2. Ripeti che per creare problema ci debba essere l’equiparazione di scienza o storia come religione. CHI l’ha fatta? Nel post no di sicuro. Quando la scienza o la storia o la filosofia dà contro la religione non è necessario considerarla come religione. PUR RESTANDO scienza storia e filosofia, dal momento che danno contro le convinzioni religiose fanno qualcosa che non si deve. CEDU docet.

    3. Quei meccanismo per Dawkins & C. conducono all’ateismo. Quindi. O sbagliano (vorrei sentire un parere) o hanno ragione. Se sbagliano sono ciarlatani se continuano a divulgar cose non vere. Se hanno ragione bisogna andare dalla CEDU.

    4. Ciò che fa non essere mito una religione è l’attinenza alla realtà. Attinenza, uguale religione; non attinenza, uguale mito. Per questo è immportante il cammino della scienza. Per questo la scienza si è sviluppata nell’occidente cristiano, per l’importanza della conoscenza. Quando leggo dei Magisteri non sovrapposti di Gould, non mi convince. Penso abbiano più ragione Dawkins o Behe.

    > Trovo curioso che tu, proprio tu, sostenga che è impossibile stabilire cosa sia religioso e cosa no.

    ??? Se dimostrassi scientificamente che nell’origine della materia e nell’evoluzione, di Dio non v’è traccia, sarebbe molto problematico continuae a credere in Dio creatore. Per questo cerco di seguire con apprensione gli svipuppi del dibatito sull’evoluzione/religione.

  15. Massimo Zambelli scrive:

    X PdG
    Vilipendio per avere distrutto un crocifsso? OK
    Immagina che uno strappi dal libro di arte un crocefisso e ci urini sopra (dietro la lavagna): sarebbe vilipendio, come una bestemmia. L’immagine religiosa su un libro di storia dell’arte è religiosa.

  16. Massimo Zambelli scrive:

    X PdG
    Mi convinci sulla possibilità del giudice di capire cosa sia religione e che quindi sia in grado di scartare la tua ipotesi di setta con il libro sacro che “dice che la forza di attrazione tra due pianeti va come uno su banane al quadratoscartare”. E tantopiù un giudice che sappia riconoscere come religione, ricadente nell’art. 2 del Protocollo 1 di cui spra, la fede nella creazione, da difendere da insegnamenti di ateismo.

  17. Fabristol scrive:

    “1. Per te, e non per loro, sono “opinioni”. E nemmeno per gli atei Uaar o per la vulgata sull’evoluzionismo si pensa che siano “opinioni”. Sembra che viviate sulle nuvole. Perchè mai ci sarebbe diatriba se l’evoluzionismo fosse percepito come neutrale a riguardo della fede religiosa? Perchè cpnrastarlo da parte dei creazionisti o osannarlo da parte degli atei?”

    Da quando in qua l’opinione degli iscritti all’UAAR è opinione scientifica? Ohibò, vado subito a parlarne col mio ex prof di zoologia. Su su andiamo, evitiamo di arrampicarci sugli specchi: il fatto che l’UAAR sostenga la battaglia sull’evoluzionismo non fa automaticamente quest’ultimo ateo! Speriamo che non sostengano la teoria della gravitazione universale, altrimenti siamo belli e fritti!
    La diatriba esiste perché ci sono quattro gatti di evangelisti ignoranti americani che non hanno mai letto Darwin né conoscono le basi del processo scientifico che hanno incominciato questa battaglia infantile.

  18. Massimo Zambelli scrive:

    X Fabristol

    Il riferimento all’Uaar è indiziario. Indicativo di come viene intesa questa teoria: http://www.uaar.it/ateismo/opere/#05
    Leggi i titoli. Non sono dell’uaar. Il tuo prof di zoologia li criticherebbe? Non sono cattivi scienziati se mettono dio in mezzo alle loro ricerche che spacciano per obiettive? A quando scienziati non credenti che criticano quegli autori nella lista dell’uaar o nella mia più piccola del post?

  19. Fabristol scrive:

    Per prima cosa i libri che sono elencati lì non sono tutti scritti da scienziati e non sono tutti sull’evoluzionismo. Quindi selezioniamo quelli che parlano di evoluzionismo: rimangono solo Dawkins, Gould e Pievani. Dawkins è un ateo militante ma la sua teoria del Gene Egoista non inficia la Religione di per sè stessa, ma la pretesa delle religioni di vedere nei processi biologici il sovranaturale, cioè l’intervento delle divinità in un processo che francamente è spiegabile perfettamente in modo scientifico senza scomodare gli dèi. Il libro di Gould parla di evoluzioni e non di ateismo. Tra l’altro la meravigliosa figura di Gould farebbe storcere il naso a molti atei militanti visto che ci fu una diatriba feroce tra lui e Dawkins su questo:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Jay_Gould#Non-overlapping_magisteria

    Per quanto riguarda Pievani, sì in quel libro parla di non intervento divino ma rimane pur sempre una sua opinione, visto che non esiste alcun pubblicazione scientifica su questi temi.
    Vorrei far capire ai non addetti ai lavori che nelle facoltà scientifiche (ed io ho esperienza di quelle italiane, svedesi e inglesi) non si parla di queste cose. Nessun professore insegna l’ateismo, nessuno usa una teoria scientifica per confutare il proprio ateismo ed in definitiva la religiosità non viene mai menzionata. E la maggior parte degli scienziati che ho conosciuto nella mia vita non erano atei. Di certo pochi erano cattolici ma su questo non c’era alcun dubbio.

  20. paolo de gregorio scrive:

    1. La diatriba nasce e si rinnova costantemente per mano dei creazionisti, si studi un po’ di Storia.

    2. Non risponde e divaga. Se io affermo (opinione personale) che i fatti storici, così come cronologicamente descritti, portano una testa pensante all’ateismo per via delle crudeltà narrate devi sostenere che un giudice dovrà trattare la Storia alla stregua di una fede religiosa.

    3. È possibile avere opinioni e ritenere che esse restino tali (cioè condivisibili o meno, ben argomentate o meno, ben supportate dai fatti o meno). Ribadisco per l’ennesima volta che non è compito di un giudice stabilire se un’opinione riguardante un’implicazione logica abbia valore di verità assoluta e incontrovertibile, né questo fatto (il giudice deve astenersi) implica che a manifestare l’opinione sia stato un ciarlatano.
    Le opinioni, per esempio, possono avere “un fondo” di verità: potrei dire che probabilisticamente parlando la conoscenza della Storiografia dell’umanità e della sua storia naturale possono indurre qualcuno a non credere in un certo dio. Del resto non è colpa di quel qualcuno se le qualità attribuite a quel dio postulato eslcudono la compatibilità con i fatti del reale.
    Aggiungo quindi anche che se anche fosse vero quanto sostenuto da quel drappello lì, il succo del discorso non cambierebbe di una virgola: se una religione si basasse sul postulato che le pietre sulla Terra cadono verso la Luna e non verso la Terra non è colpa di Galileo se quella persona diventerà atea a dieci anni: è colpa della banalità sconvolgente delle proprietà dell’ente che si è postulato esistere. Nessun giudice potrà mettere rimedio alla banaliità di quel credo.

    Continuo a sottolineare che la teoria dell’evoluzione, nei testi sceitnfici, descrive le seguenti cose: riproduzione, variazione, compatibilità sessuale, competizione per le risorse. Dove cavolo sta scritto (nei testi di scuola o scientifici) che Dio mi fulmina oppure che Dio non mi fulmina se faccio “A”? Lo vorrei proprio sapere.

    4. La religione si basa sul postulato dell’esistenza del soprannaturale, ovvero di accidenti non rilevabili direttamente come fenomeni naturali. Affermare che essa si basi sull’attinenza alla realtà mi pare l’affermazione più letterale di ateismo, o di non saprannaturalità della divinità postulata: ovvero Dio non ha nessun potere ultraterreno. Se vuoi sostenere questo sei il benvenuto: il crocifisso è un pezzo di legno, Gesù non è in grado di far resuscitare le persone, puoi iscriverti all’UAAR. Avanti con comodo.

    A latere e molto OT: personalmente ritengo che una persona che si attacchi all’evoluzione come mito sia nellla categoria di persone con la fede più traballante che possa essere concepita (probabilmente una persona che è già atea ma se lo nasconde).

  21. Massimo Zambelli scrive:

    1. Si stava parlando se erano opinioni o verità, non chi ha iniziato una diatriba.

    2. dovrà trattare quell’insegnamento icompatibile.

    3. …è colpa della banalità sconvolgente delle proprietà dell’ente che si è postulato esistere. Nessun giudice potrà mettere rimedio alla banaliità di quel credo.

    vero, infatti le religioni sono falsificabili.

    4. La religione si basa sul postulato dell’esistenza del soprannaturale, ovvero di accidenti non rilevabili direttamente come fenomeni naturali

    Il soprannatutrale lo deriva dal naturale, almeno per i cattolici. da dove salterebbe fuori dio? come dare ragione della fede (lettera di Pietro)? come poteva dire Galileo che dio ha scritto il libro della natura in caratteri metamatici. Come accettare il metodo induttivo di Romani e Sapienza? devo andare ciao

  22. paolo de gregorio scrive:

    2. Amen! Benvenuti nel terzo millennio: la Storiografia è religione.
    3. “le religioni sono falsificabili
    Benissimo. Illustrami adesso un esperimento (o osservazione strumentale, o catalogazione di dati osservati) che posso fare in laboratorio per falsificare la divinità di Gesù, o l’immmacolata concezione, o che Dio vuole che io non abbia altro Dio al di fuori di lui, o che Dio vuole che io non usi il preservativo, o che Gesù siede alla destra del Padre, eccetera, eccetera, eccetera.
    4. Allora (”Ciò che fa non essere mito una religione è l’attinenza alla realtà”) l’Islam e l’induismo hanno attinenza con la realtà. Sei musulmanno? Sei induista? Oppure rinneghi la realtà?

    In ogni caso non è questo che distingue una religione. Visto che ho fatto un elenco (X ecc.), vorrei per esempio che mi elencassi le proprietà del csistianesimo che non rientrano nella lista. La stessa cosa - l’indicazione delle proprietà non possedute e che sono nell’elenco - di almeno un’altra dottrina che chiami religione (oltre alla Storiografia). Oppure: mi indichi un movimento che non chiami religioso e che però ha i connotati in elenco.

  23. Massimo Zambelli scrive:

    X PDG
    2. ti si è incantato il disco? ho già detto che non occorre che siano religioni (storia e scienza) per interferire con convinzioni religiose. E tre.

    3. quando mi dimostri che l’eliocentrismo è una conoscenza falsificabile provvedo al resto. Ci sono conoscenze in teologia date per acquisite e comunque frutto di un’evoluzione che è passata dal confronto con eresie e innovazioni. O pensi che i dogmi siano nati già bellepronti?

    4. il confronto con le religoni è aperto. Per chi accetta la risurrezione, la reincarnazione ha un aspetto “mitologico”, il che non signfica automaticamente falso.

  24. paolo de gregorio scrive:

    2. Ohibò, quindi se io un insegnante mi dice ci sono state le guerre puniche sta interferendo con le mie convinzioni religiose (lo Stato più letteralmente non sta agendo “nel rispetto” delle convinzioni religiose dei miei genitori). Voglio dire, il succo non cambia: che sia nell’interpretazione a maglie larghe del termine “religione” o “irrispetto”, siamo di fronte alla tesi che l’articolo sia stato scritto nella consapevolezza della sua assenza di significato.

    3. Ohibò, bel modo di evadere una domanda. L’eliocentrismo? Si dà il caso che un certo numero di esperimenti lo abbiano già falsificato (se per eliocentrismo si intende “centro dell’universo”). Viene falsificato ogni volta che accendi il tuo navigatore GPS se è per questo, se ce n’hai uno.
    Non mi interessano da dove abbiano avuto origine i dogmi: hai affermato che il cristianesimo è falsificabile. Ho sottoposto a verifica la tua affermazione, proprio su affermazioni che fa il cristianesimo e il cattolicesimo. Non puoi buttare lì una frase solenne come quella che hai scritto e poi “buttarla in caciara” (come dicono a Roma) parlando di quel che ti va.

    4. Di nuovo, non ti allontanare dopo che hai fatto un’affermazione precisa: la religione si distingue dal mito nel fatto di avere attinenza con la realtà. Quindi Islam e induismo hanno attinenza con la realtà. Quindi tu stesso devi dare retta, almeno in parte, a quello che dicono di attinente alla realtà. Lo fai o non lo fai? Mi fai un esempio? In quale elemento di attinente alla realtà si distinguono cristianesimo e Islam? In ciò che si distinguono, chi ha ragione e perché? O stai sostenendo per caso che si differenziano solo nella componente mitologica?

  25. Massimo Zambelli scrive:

    X PdG
    2. La tua ipotesi prospetta certamente un tiramento che non verrebbe accolto. Lo strano è che è stato accolto il “tiramento” del crocifisso che interferisce con la libertà di educazione atea dei genitori.

    3. anche le conoscenze teologiche sono passate attraverso una serie di contrasti e conflitti interpretativi che hanno concorso a “distillare” il dogma. L’eliocentrismo, relativamente al nostro sistema solare, è ormai conoscenza certa e non più falsificabile (a meno di un cataclisma che scaravolti con un colpo di judo la reciproca posizione della terra e del sole: ma forse si sposterebbe il centro), ciò nonostante è conoscenza di ambito scientifico. E anche in teologia ci potrebbero essere ritrovamenti (tomba di Cristo con corpo di dna identico alla sindone) che falsificano certe affermazioni bibliche.

    4. è molto semplice l’affermazione sul mito e la religione. Gesù risorto è sicuramente un mito se non è mai nato l’uomo Gesù. L’esistenza storica di Gesù e la sua reale morte in croce (un esempio che mi differenzia dall’islam) rendono reale la possibilità della sua risurrezione. L’attendibilità dei testimoni rendono attinente alla realtà la sua risurrezione… altrimenti sarebbe sicuramente un mito.

  26. Fabristol scrive:

    “(tomba di Cristo con corpo di dna identico alla sindone) ”

    Beh alquanto improbabile visto che secondo il cristianesimo il corpo di Cristo è risorto ed è salito al cielo. La Pasqua si basa su questo.
    Sicuro di essere un professore di religione?

  27. paolo de gregorio scrive:

    2. Sì ma io come devo spiegarlo questo concetto? Il pronunciamento nel caso del crocifisso, con cui uno può benissimo non essere d’accordo nel merito (preferibilmente se uno sa argomentare), non c’entra niente con un altro ipotetico pronunciamento sull’insegnamento delle scienze evolutive. Per la cronaca, la Corte si è preoccupata di qualunque tipo di educazione, non solo atea ma anche di fede diversa.

    3. Dovresti se non altro specificare cosa intendi per “eliocentrismo”: se l’ipotesi che il Sole sia il centro di un sistema di riferimento privilegiato nell’universo questo è già stato falsificato. Se invece intendi che al suo interno giacciono i centri apparenti dei moti dei pianeti del sistema solare questo è certamente falsificabile: basta lo studio del moto dei pianeti per falsificarlo, ovvero osservazioni con i vari telescopi. Ti faccio un esempio ancora più lampante di come posso falsificarlo: mando un satellite in orbita che abbia un sistema di ricetrasmissione con la Terra, sia per monitorare il moto del Sole e degli altri corpi celesti del sistema rispetto al satellite sia registrando la traiettoria del satellite istante per istante quando questo esca dal campo di gravitazione terrestre ed eventualmente entri in quello del Sole. Posso per esempio trovare che i moti non sono ellittici relativamente ai citati punti: questo falsifica il modello.

    Ritrovare ipoteticamente la tomba di Cristo e relativo DNA non falsifica un bel niente se non l’ipotesi che non sia storicamente esistito o che la sindone non gli appartenga. Torno per la terza volta a chiedere conto della tua affermazione che la religione è falsificabile: illustrami un esperimento (mando un satellite in orbita?) che possa ipoteticamente falsificare l’immacolata concezione, eccetera. O vuoi sostenere che codeste affermmazioni non sono centrali al cattolicesmo?

    4. Non ti ho chiesto quale attinenza con la realtà abbia il cristianesimo. Ti ho chiesto in quale tratto distintivo sono attinenti alla realtà Islam e induismo, o chi vuoi tu. Dato che essi sono religione, e tu affermi che una religione si distingue per la sua attinenza con la realtà, devi per forza aver perfettamente chiaro in quale modo caratteristico Islam e induismo sono specificamente attinenti alla realtà. Spiegami allora bene in che cosa. Questa riflessione devi averla fatta in passato, altrimenti devi essere già da tempo giunto alla conclusione che - e affermare adesso a gra voce che - Islam e induismo non sono affatto religioni.

  28. Massimo Zambelli scrive:

    X Pdg
    2. le distanze restano. per me è così come nel post è ipotizzato. l’esempio dimostra che un crocifisso leda la libertà educativa dei genitori, non più di un crocefisso su un libro di storia dell’arte. Ma se turba, ben altre cose turbano le convinzioni religiose nella scuola.
    3. per eliocentrismo intendo molto più rozzamente che il sole è al centro (non geometrico) del sistema di stella-pianeti detto solare. E’ scientifico affermarlo? Non è più falsificabile.

    4. Forse non sai cos’è la fede nella risurrezione di Cristo che, come ricorda Fabristol, è successivamente salito in cielo. Ritrovare il suo corpo in una tomba può inficiare quella fede. Il credente cambia fede: più falsificabile di così.
    5. Il cristianesimo è una religione, anche se c’è chi sostiene di no. Ma le varie religioni che adorano un Dio, e credono in una dimensione spirituale dell’essere umano, e accettano come vero un destino eterno per l’uomo o per il mondo, già per questo sono accomunate da una notevole attinenza alla realtà e possono essere chiamate religioni.

  29. Massimo Zambelli scrive:

    X Fabristol
    Beh alquanto improbabile visto che secondo il cristianesimo il corpo di Cristo è risorto ed è salito al cielo. La Pasqua si basa su questo.

    Era un esempio per mostrare come il castello cadrebbe se ci fosse un dato di fatto che lo smentisce. Così non non potrei accettare un Dio creatore e provvidente se si dimostrasse che l’evoluzione è avvenuta senza Dio e senza alcuna finalità.

  30. Fabristol scrive:

    “Così non non potrei accettare un Dio creatore e provvidente se si dimostrasse che l’evoluzione è avvenuta senza Dio e senza alcuna finalità.”

    Massimo credo che continui a confondere la Creazione con l’intervento divino sulla creazione. Sono due cose diverse ed è questo il discrimine che serve per accettare l’evoluzione per un credente.
    Ci può essere creazione senza intervento divino successivo. E ci può essere creazione senza fine. Il tuo ragionamento si limita al monoteismo. Limitante anche per il fatto che esistono religioni che non considerano affatto la Creazione, come il Buddismo. La creazione è un paradosso monoteista che è estraneo alla mia cultura per esempio.
    Come vedi l’evoluzionismo conduce solo i monoteisti abramitici all’ateismo. Tutti gli altri (4 miliardi di persone) non vengono toccati. Quindi è un problema vostro, fatevene una ragione, o rivedete i vostri dogmi. Perché non potete rivedere le leggi della natura secondo i vostri dogmi.

  31. Massimo Zambelli scrive:

    X Fabristol
    > Il tuo ragionamento si limita al monoteismo.

    Il post si riferisce a creazionisti cristiani. Non ho le competenz e enon mi interessa vedere come credenti in altre religioni possano sentirsi offesi (alla Soile-Albertin) nella loro fede da contenuti scolastici. Basta *uno solo*, dopo tutto, come mostra la Corte europea, per intervenire e non serve chiamare a raccolta gli appartenenti di tutte le religioni.

    > Come vedi l’evoluzionismo conduce solo i monoteisti abramitici all’ateismo. Tutti gli altri (4 miliardi di persone) non vengono toccati.

    Bene, basta un solo credente abramitico offeso.

    > Quindi è un problema vostro, fatevene una ragione, o rivedete i vostri dogmi. Perché non potete rivedere le leggi della natura secondo i vostri dogmi.

    Porta all’ateismo l’evoluzionismo?

  32. Fabristol scrive:

    “Il post si riferisce a creazionisti cristiani.”

    Sì ma la sentenza della corte riguarda tutti, non solo i creazionisti cristiani. Tutti, compresi quelli appartenenti alle altre religioni o posizioni filosofiche differenti dal cristianesimo. E’ proprio questo il punto.

    “Bene, basta un solo credente abramitico offeso.”

    Ma non è che per ogni credente offeso dobbiamo cambiare le leggi della natura. Non ti sembra un po’ troppo arrogante come posizione? I musulmani pensano che la carne di maiale sia impura, ma nessuno di loro ha mai protestato (per ora) all’esame di biologia molecolare dove è chiaramente spiegato che gli amminoacidi nel mondo animale sono universali. Che è, quando un imam cretino si sveglierà dicendo che la biologia molecolare lo offende togliamo il suo insegnamento?

    “Porta all’ateismo l’evoluzionismo?”

    Ancora? Ti ho spiegato di no. E te lo ha spiegato perfino G. Paolo II accettando una tipologia di evoluzionismo (nel caso specifico vi era il fine divino). E te lo hanno spiegato gli anglicani che quest’ano hanno chiesto scusa a Darwin per le sue idee e che ora le accettano senza problemi. E te lo hanno spiegato i buddisti e gli induisti e i pagani. Ma dove vivi?

  33. Massimo Zambelli scrive:

    X Fabristol

    La sentenza riguardo lo specifico della ricorrente. Era lei con le sue idee a fare ricorso.

    Sono confortato dalla tua sicurezza che l’evoluzionismo non sia nocivo per la fede. Sento però un altro sapore in bocca quando leggo libri di Pievani (invitato dall’Uaar) o Franceschelli o Dennett e Dawkins. Sarebbe davvero opportuno che finalmente qualcuno isolasse accademicamente la loro sicumera scientifico/atea.

  34. Fabristol scrive:

    E perché mai? Le loro sono posizioni personali, non scientifiche. Nella scienza si dialoga tramite le pubblicazioni in giornali scientifici. Tutto il resto è opinione. Le loro idee non sono pubblicate in giornali scientifici. Stop. Facendo un esempio stupido se Dawkins, Dennett e Pievani scrivessero libri per sostenere che l’evoluzionismo conduce dritto dritto al zoroastrismo, ciò non significherebbe che la scienza sia zoroastriana. Ognuno a casa sua la pensa come vuole. In laboratorio se sei ateo o cattolico non ha alcun peso, fintanto che segui il metodo scientifico. Io ho avuto gli stessi dati del mio collega protestante e di un collega Indù di un’università indiana. E sono sicuro che lo stesso risultato lo avrebbe ottenuto un musulmano a Riad e un animista in Nigeria.

  35. Massimo Zambelli scrive:

    X Fabristol
    Diaciamo allora che siamo noi cattolici a prendercela troppo con gli “odifreddi” italiani e stranieri che polemizzano contro la religione mescolando nella polemica il titolo di studio scientifico. Oppure sono i media nostrani che danno troppo rilievo ai (a questo punto si può dire) “venditori di fumo”, laddove mescolano ateismo e scienza.

    Tuttavia, quando il confine dei due campi è superato dalla religione (creazionismo, ID) si leva il coro della critica (molto solenne), quando invece sono gli atei che parlano di religione da scienziati, o addirittura, che dicono di avere scoperto le basi biologiche ed evolutive della religione (Rompere l’incantesimo di Dennett e Nati per credere di Pievani) allora non fiata mosca (silenzio solenne). Gli scienziati dimenticano la deontologia.

  36. paolo de gregorio scrive:

    X MZ

    2. Allora su questo punto la chiudo: per conto mio credo di aver argomentato a sufficienza la mia posizione, come del resto sei convinto tu. Ognuno si farà l’idea che vuole.

    3. Quale interesse vuoi che abbia la falsificabilità scientifica di un’affermazione che oggi nessun bravo scienziato, o insegnate, fa in ambito scientifico? (anche se sarei proprio curioso di sapere che diavoleria sia per te un “centro non geometrico” di un sistema di masse: un centro spirituale? filosofico? politico??).

    4. Sarei stato più soddisfatto se mi avessi indicato una classe di esperimenti, anche perché per non ritrovare un singolo cadavere di duemila anni fa ci possono essere mille motivi diversi. È un po’ come dire: se vuoi flasificarmi trovami un fossile di quell’animale lì figlio di, nipote di. Sì certo, in senso letterale lo è, ma l’asticella è così posta un po’ troppo in basso per gli standard scientifici usuali. In ogni caso continuo a chiedere conto della falsicabilità di tutta l’altra sfilsa di punti fermi del cattolicesimo.

    5. Puoi essere più specifico su Islam e induismo? Perché se l’attinenza con la realtà è esattamente congruente a tutte le religioni allora l’attinenza con la realtà non può certo essere il discrimine nello scegliere tra l’una e l’altra.

    In ogni caso dalla tua definizione che segue di “attinenza alla realtà” mi sembra che essa coincida più con quella cui io mi riferisco come precettistica, che è esattamente quello che sono andato sostendendo sin dall’inizio e mi hai contestato: una delle cose che distingue la religione dal mito è il fatto che ad essa vengano allacciate tutta una serie di conseguenze su quello che comporta il mito in termini di comportamento morale, essenza dell’esistenza, caratteristiche ultramateriali della stessa, eccetera. Il fatto che gli hai dato un altro nome (per me di dubbia ratio) non ne cambia la sostanza: dire che un carciofo è esploso è mito, dire che il carciofo ha il potere di determinare il mio destino come ente esistente, che esso determina il mio corretto comportamento morale, che esso stabilisce il mio “destino eterno”, che esso deve essere venerato per portare a compimento la mia esistenza eccetera è religione. Quindi torno a ridire quanto sostenuto sin dall’inizio: dire che la Terra è stata creata prima del Sole, che il primo uomo è nato dal nulla e già sapeva parlare è mito, e quindi la teoria dell’evoluzione ha a che fare solo col mito. Dire che siccome bla bla bla (riassunto del mito) noi ci dobbiamo battezzare, confessare, eccetera, è religione: e di questa serie di affermmazioni la scienza non si è mai occupata.

  37. Fabristol scrive:

    Massimo, religione e scienza non sono la stessa cosa, così come una mela è diversa dalla pera. Non sta scritto da nessuna parte (né tantomeno vi è una deontologia condivisa tra chierici e scienziati) che le due sfere non debbano parlarsi o che l’una non possa parlare dell’altra. Le leggi della natura sono universali e il metodo scientifico è applicabile a tutti gli enti misurabili. Il fenomeno religioso è cambiato nel tempo? Sì. Sistemi religiosi sono nati nel tempo? Sì. Dalla comparazione storica, dai casi neurologici (che possono dischiudere informazioni importanti su come funziona il cervello), dall’etologia comparativa tra diverse specie ecc.; insomma da tutto questo è possibile misurare il fenomeno religioso. E non vedo perché non possa essere fatto. Se posso misurare il comportamento affettivo, ansiogeno, schizoide, depresso, sessuale ecc. non vedo perché quello religioso debba essere intoccabile. E’ misurabile e come tale lo studio. Non mi pare che i depressi si siano sentiti offesi quando la scienza gli ha spiegato che forse è una disfunzione del sistema serotoninergico a creare la loro patologia. E neppure gli scambisti si sono arrabbiati quando la scienza ha spiegato che è il testosterone ad aumentare la loro libido.

    Venendo al punto (scusa la digressione) se l’evoluzionismo è una teoria scientifica non vedo la pretesa dei creazionisti di inserire le loro teorie nel programma di scienza, quando loro stessi dicono che non è scienza. All’ora di religione si insegni il mito delle origini, all’ora di biologia si insegni l’evoluzione. E non pensare che crescano con disturbi schizoidi. Conosco decine di persone che in laboratorio sono ottimi scienziati e non ammettono l’intervento divino nei loro esperimenti, e la domenica prendono l’ostia pensando veramente che quello è il corpo del loro Cristo.
    La mente umana non è sempre coerente ma è divisa in compartimenti stagni senza comunicazione.

  38. paolo de gregorio scrive:

    Sarebbe davvero opportuno che finalmente qualcuno isolasse accademicamente la loro sicumera scientifico/atea

    In un mondo libero i pensatori sono lasciati liberi di esprimere le proprie opinioni. In un mondo accademico libero gli accademici sono lasciati liberi, quando operano al di fuori del proprio mandato accademico, di esprimere liberamente le proprie opinioni sugli argomenti che più gli aggradano. Capisco che a persone che ragionano in termini di scomuniche unilaterali, eresie e parole proninciate ex catedra risulti inconcepibile, forse nemmeno intellettualmente arrivabile come concetto ipotetico, sia che un Fabristol o un PDG non si inginocchino di fronte alle opinioni di Dawkins o chicchessia, sia che il mondo accademico non isoli cotali personaggi per il loro semplice esprimere liberamente e pubblicamente un pensiero (che perlatro per ammissione persino di una lunghissima serie di teologi ha avuto comunque il merito di aprire un interessante dibattito). Ma, nel nostro mondo immorale, questo accade.

    Per l’ennesima volta torno a ripetere: dire che il primo essere umano è stato creato prima della propria femmina e già sapeva parlare, che la Terra è stata generata prima del Sole, la luce prima del Sole, è mito, non è religione; e la scienza se sbugiarda qualcosa, sbugiarda il mito: se poi a questa credenza nel mito uno ci appiccica impresindibilmente anche precetti morali (peccato originale, centralità dell’uomo nel creato, riconoscenza verso un essere superiore, divieto dell’uso del profilattico, ecc.) trasformandolo in religione, tutto ciò non c’entra proprio nulla con la scienza. Se una volta dimostrato che è inverosimile che al posto del Big Bang ci fosse un carciofo crolla tutto il palazzo della santità del carciofo non è colpa della scienza, ma di quel tale che ha posto al centro della propria spiritualità il mito anziché la sostanza.

    Caro il mio Zambelli, per farti capire l’alto libertinaggio ultrarelativistico del mondo accademico ti faccio notare che un biochimico americano ha da sempre mantenuto la propria cattedra accademica pur se nelle ore al di fuori delle lezioni si diletta spesso in promozione del disegno intelligente. E dato che tale teoria non è nel curriculum di facoltà l’unica cosa che fa è non insegnarla, cosa comprensibile se quel tale vinse il concorso per insegnare altre cose: ma nessuno lo ha estromesso per quello che fa al di fuori di ciò per cui è stipendiato.

  39. paolo de gregorio scrive:

    Gli scienziati dimenticano la deontologia.

    No, NO. Gli scienziati non dimenticano nessuna deontologia. I creazionisti dicono: “insegnate il creazionismo nell’ora di scienze” e gli scienziati rispondono: “il creazionismo non è scienza“. I creazionisti dicono: “il creazionismo è scienza” e gli scienziati replicano: “e allora portateci gli esperimenti, i ritrovamenti e le analisi e li verifichiamo”. I creazionisti eludono e dicono: “l’evoluzione non è provata” e gli scienziati rimarcano: “eccovi migliaia di esperimenti, ritrovamenti, dati ed elaborazioni”. Sul versante opposto ti inviterei invece a trovare una sola affermazione dei cavalieri dell’apocalisse che dica tipo: “il libro di Dawkins su Dio deve essere insegnato durante le ore di scienza”.
    Quindi gli scienziati non hanno un bel nulla da difendere. Alla maggior parte degli scienziati, tranne che sotto il profilo educativo, non gliene frega un accidente se certa gente crede nella creazione seimila annia fa o alla Terra piatta, nada. La pretesa che, siamo nel terzo millennio, il mito venga insegnato nelle ore di scienza viene giustamente constrastato.

    A compendio sottolineo che c’è anche una lista nutrita di scienziati, anche atei, che ha ribattuto ad alcune delle tesi di Dawkins. Confondi, evidentemente, gli scienziati, le loro opinioni, le loro indagini scientifiche, le loro posizioni sui curricula scolastici con altro, ed anche confondi l’associazione libera UAAR per una sorta di Accademia dei Lincei. Qui non c’è proprio nessuna deontologia da salvare un bel niente. Zambelli, so che può apparirti un invito estremista, ma ti invito ad avere i piedi un po’ più piantati nella realtà.

  40. Fabristol scrive:

    Ho trovato una frase dell’astrofisco Steven Weinberg che forse fa al caso nostro:

    “Science should be taught not in order to support religion and not in order to destroy religion. Science should be taught simply ignoring religion.”

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