Jovanotti getta nell’acqua D’Alema

Jovanotti getta nell’acqua D’Alema
Ieri da Fazio a “Che tempo che fa” era ospite il ministro Gelmini. Si vedeva che era un ospite diverso dal diverso trattamento che le ha riservato. Ad esempio a tutti gli ospiti Fazio presenta un libro contento ed esaltato. Con la Gelmini ha detto: “Lei ci tiene che parli del suo libro”. Mentre gli altri fanno un favore a lui per parlare di cose a cui tiene, nel suo caso è lui ad avergli fatto un favore presentandolo, anche se il ricavato era a scopi benefici.

Ma soprattutto la differenza si vedeva quando quasi rosso in volto chinava la faccia dopo avere fatto la domanda critica. Sembrava volesse nascondersi per non dare l’impressione di esporsi troppo, di non esplicitare la contrarietà. Non ci voleva Lightman di “Lie to me” per accorgersi delle sue “microespressioni”. Questo non è un problema. Mi va bene una Tv del contrasto, anche acceso. Purché non ci si atteggi da neutrali e da giudici che si credono seduti sullo scranno dell’imparzialità. Va bene a patto che nella tv pubblica, quale è quella di cui lui fa parte, ci possa essere l’offerta di un pensiero antagonisticamente diverso. Aspettiamo Ferrara per vedere come se la cava: già comunque abile a sfruttare il linguaggio televisivo presentandosi preventivamente “di parte”, al contrario, come dice nello spot, dei “neutrali” Santoro, Fazio, Augias, Dandini…

Tra le domande critiche inevitabilmente c’era quella sui fondi destinati alla scuola pubblica e alla privata. Che confusione! Ed è informazione pubblica. Il massimo è stata la recita della frase di Lorenzo Cherubini contenuta nell’editoriale pubblicato sull’Unità del 1 marzo, intitolato “Come l’acqua”:

“La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali”.

Bell’esempio, suggestivo, capace di catturare la memoria e l’attenzione, ma dove sta l’inghippo? Nel confondere la scuola paritaria, che fa un servizio pubblico, con quella privata a scopo di lucro. L’acqua che esce dai nostri rubinetti, caro Cherubini, chi ce la manda? È lo Stato? O non vi sono una pluralità di enti che gestiscono la fornitura di acqua? Da me c’è Sorgea, in altri posti c’è Hera, Acea, Iren, A2a, Aimag. Ci sono consorzi, aziende municipalizzate consortili, aziende spa ed srl. Società che si fondono con altre società, passaggi di mano, cambi di nome e struttura. Sempre più difficile capire chi c’è dietro, chi comanda e chi guadagna. Ma per Jovanotti l’acqua del rubinetto è serenamente pubblica e quella delle bottiglie sospettosamente privata.

Cherubini e Fazio con il loro teorema truccato cacciano in acqua la legge 61/2000 a firma di Massimo D’alema che ha regolarizzato le scuole paritarie, dicendo a chiare lettere:

Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, secondo comma, della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali”, e “Le scuole paritarie, svolgendo un servizio pubblico…”

Secondo la legge 62 del 2000 le scuole paritarie svolgono un servizio pubblico. Il servizio pubblico nazionale è formato da scuole a gestione statale e da scuole a gestione della libera intrapresa dei cittadini. Nella legge si stabiliscono gli indici di qualità per ottenere la paritarietà.

Cari Fazio e Cherubini nel rubinetto dell’istruzione pubblica nazionale esce l’acqua di offerte statali, private e di enti locali. Liberamente sorte e scelte. Ma la scelta è falsata se io cittadino non posso aprire il rubinetto pubblico che fornisce l’acqua che mi si addice perché costa troppo. Finta libertà. Aiutare la libera scelta significa far sì che non solo i ricchi possano vedere soddisfatta la libertà costituzionale di “istruire ed educare i figli” (art. 30), grazie all’aiuto sussidiario di chi sceglie di fare servizio pubblico, anziché profitto.

1 Commento a “Jovanotti getta nell’acqua D’Alema”

  1. filippo scrive:

    Giustamente la Gelmini è stata trattata “diversamente”
    Nessun ministro della pubblica istruzione di nessun paese del mondo, davanti ad una scuola già in crisi, non solo non assume nessun professore nuovo, ma anzi li taglia, e con l’ulteriore beffa di assumere al posto loro docenti di religione?!??!?!
    Come cresceranno i bambini di domani? Li vuole bigotti e assolutamente impreparati dal punto di vista linguistico, letterario e scientifico?!??!!?
    E questo perché lo fa? per favorire scuole private ancora più bigotte, che formativamente (e sono i dati di valutazione della didattica) sono ancora più inefficienti!
    Voglio vedere se ci saranno poi dottori che vi sapranno curare tra 40 anni, ingegneri che vi costruiranno case, e anziché fare il conto per farla stare in piedi, diranno una preghiera affidando la sua stabilità alla madonna….

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