Il fronte laico contro le nozze gay

Riporto un articolo del Foglio di oggi che condivido in pieno perchè esprime bene sia l’importante posta in gioco che il terreno laico su cui ci si muove . Leggi il testo integrale
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Il fronte laico contro le nozze gay
Alcuni stralci:

…La sociologa delle religioni Danièle Hervieu-Léger, sul Monde, scriveva che, se “nel dibattito sul ‘mariage pour tous’, non sorprende che la chiesa cattolica faccia sentire la propria voce… sorprende di più che eviti accuratamente ogni riferimento a una proibizione religiosa. Per rifiutare l’idea del matrimonio omosessuale, la chiesa invoca infatti un’antropologia che la sua ‘esperienza in umanità’ la autorizza a riferire a tutti gli uomini, e non solo ai suoi fedeli”. La studiosa sarà rimasta ancor più sorpresa nel constatare che, nella “manif pour tous”, parole d’ordine confessionali non c’erano proprio. C’erano invece persone comuni, c’erano spezzoni di corteo che agitavano il codice civile della République, c’erano gay che rivendicano la loro diversità ma non vogliono per sé matrimonio, adozione e procreazione medicalmente assistita. Perché “la coppia omosessuale è diversa da quella eterosessuale, per un semplice dettaglio: non può dare origine alla vita, per cui ha bisogno di una forma di unione specifica che non sia il matrimonio. Ha bisogno di un’altra cosa perché la realtà delle coppie omosessuali è diversa da quella delle coppie eterosessuali” (Nathalie de Williencourt, portavoce di Homovox, intervistata dal settimanale Tempi).

…A paragone della ministra, il vero laico appare il gran rabbino di Francia, Gilles Bernheim. Il quale, per non lasciare senza sorprese i progressisti alla Bernard-Henri Lévy, nel suo saggio contro il matrimonio gay ha scelto di non citare alcuno degli interdetti della Bibbia contro l’omosessualità. Al quotidiano la Croix (4 gennaio), Bernheim ha spiegato che “qui non è in gioco l’omosessualità, ma il rischio irreversibile di una confusione delle genealogie attraverso la sostituzione della ‘genitorialità’ alla paternità e alla maternità, e anche di una confusione nello statuto del figlio, che da soggetto diventa oggetto al quale ciascuno avrebbe ‘diritto’”.

7 Commenti a “Il fronte laico contro le nozze gay”

  1. Filippo scrive:

    Mamma mia, non guardo il blog per qualche mese e quando torno c’è un macello di omofobia, sparso da professori di liceo che dovrebbero stare molto attenti quando parlano, per il rischio suicidi dei propri studenti che fanno fatica ad accettare la propria identità sessuale (ampiamente documentato da statistiche).

    C’è uno strumento giuridico che si chiama matrimonio e tutela i diritti di una coppia. Perché non darlo anche alle coppie dello stesso sesso? Tali coppie sono uguali a quelle etero, presenti nella società, hanno figli (non ci importa come, ma li hanno, è un dato di fatto!) , pagano le tasse, si amano, si assistono nella malattia, curano i figli, hanno gli stessi desideri di vederli felici.. nulla è diverso, se non la discriminazione.

    Mi sembra “elementare” il discorso dell’uguaglianza, e vedo che si sprecano chilometri di caratteri invece per giustificare una discriminazione assolutamente ingiustificabile.

    Se poi qualcuno non vuole sposarsi è libero di farlo, ma io che sono cresciuto con una impostazione cattolica, che mi è sempre stato detto che il matrimonio è il fondamento della società, voglio potermi sposare e creare la mia famiglia!

  2. Massimo Zambelli scrive:

    La costante lamentela di omofobia verso chi esprime idee diverse assume sempre di più toni censori. Preoccupa immaginare il momento in cui diventerà potere politico questo regime (per ora culturale) del pensiero unico, di un “omopensiero” che stabilisce cosa poter dire e cosa tacere. Tra l’altro, secondo me, senza sapere valutare e discernere chi davvero rispetta e chi odia. Un tempo questo atteggiamento censorio si chiamava fascismo.

    Il suicidio è sempre un fallimento per tutti, ma anche qui ci andrei piano con questa mania della colpevolizzazione. Il recente caso della morte di Andrea sta lì a dimostrarlo: http://www.uccronline.it/2013/01/10/il-giovane-andrea-non-si-e-suicidato-per-omofobia-o-bullismo/

    “C’è uno strumento giuridico che si chiama matrimonio e tutela i diritti di una coppia”. Parlando di strumento giuridico e di diritto dimentichi di dire che da noi, mediante la Costituzione, il matrimonio è riferito a una “coppia eterosessuale”, composta da un maschio e una femmina. O anche la Costituzione è omofoba? E dimentichi di dire che oltre i diritti ci sono anche i doveri (sarà per questo che si preferisce la convivenza?).

    “Tali coppie sono uguali a quelle etero…” Su questo ritengo interessante l’obiezione dei movimenti omosessuali che non solo non pretendono ma che rifiutano il matrimonio in quanto “omofobico”, perchè riduttivo della specificità omosessuale a una forma costruita nei millenni per la famiglia eterosessuale. Se per avere dei diritti di convivenza devo uniformarmi alla “formula” pensata per gli etero, sto cancellando la mia particolarità. La non uguaglianza è invece reclamata (cfr www.homovox.com), e starà alla civiltà della società far sì che non sia discriminatoria. Lo stesso può avvenire tra uomo e donna, in cui una eventuale ideologia identitaria soffoca la differenza.

    Assumendo che la tua “impostazione cattolica” sia vera e non semplice trollaggio (sai, non ti conosco personalmente), avresti dovuto recepire che la valorizzazione del matrimonio come fondamento della famiglia era sempre correlato alla differenza sessuale. La pretesa del matrimonio, perchè altrimenti ci si sente incompleti, sa tanto di complesso di inferiorità. In Francia e GB dove, mediante i Pacs o i Cpa, le coppie omosessuali hanno i diritti reclamati, e ciò nonostante si pretende il matrimonio, si dimostra che dietro non c’è solo una questione di diritti negati, che potrebbero ingenerare discriminazione, ma c’è il tentativo di legittimarsi socialmente, quasi che un foglio di carta (tra l’altro sempre meno apprezzato socialmente) risolva il complesso psicologico di inadeguatezza. La posizione invece sul matrimonio e l’adozione dei gruppi omosessuali presenti alla marcia di Parigi, mi sembra dettata da grande forza e coerenza psicologica.

  3. Filippo scrive:

    “La costante lamentela di omofobia verso chi esprime idee diverse assume sempre di più toni censori. Preoccupa immaginare il momento in cui diventerà potere politico questo regime (per ora culturale) del pensiero unico, di un “omopensiero” che stabilisce cosa poter dire e cosa tacere. Tra l’altro, secondo me, senza sapere valutare e discernere chi davvero rispetta e chi odia. Un tempo questo atteggiamento censorio si chiamava fascismo.”

    Un tempo questo era il razzismo verso le persone di colore. (E la chiesa sosteneva il razzismo) Un tempo questo era antiebraismo verso gli ebrei (E la chiesa aveva dato luogo all’antiebraismo). Ora è omofobia verso gli omosessuali (E la chiesa è la principale sostentrice).

    NON PRENDIAMOCI IN GIRO!!!

  4. Filippo scrive:

    ““C’è uno strumento giuridico che si chiama matrimonio e tutela i diritti di una coppia”. Parlando di strumento giuridico e di diritto dimentichi di dire che da noi, mediante la Costituzione, il matrimonio è riferito a una “coppia eterosessuale”, composta da un maschio e una femmina. O anche la Costituzione è omofoba? E dimentichi di dire che oltre i diritti ci sono anche i doveri (sarà per questo che si preferisce la convivenza?).”

    Per favore, si informi meglio. I costituzionalisti, sicuramente più competenti di lei, sono di diverso avviso:
    http://www.certidiritti.it/notizie/comunicati-stampa/item/1572-la-costituzionalista-damico-la-costituzione-non-vieta-il-matrimonio-tra-persone-dello-stesso-sesso

  5. Filippo scrive:

    ““Tali coppie sono uguali a quelle etero…” Su questo ritengo interessante l’obiezione dei movimenti omosessuali che non solo non pretendono ma che rifiutano il matrimonio in quanto “omofobico”, perchè riduttivo della specificità omosessuale a una forma costruita nei millenni per la famiglia eterosessuale. Se per avere dei diritti di convivenza devo uniformarmi alla “formula” pensata per gli etero, sto cancellando la mia particolarità. La non uguaglianza è invece reclamata (cfr www.homovox.com), e starà alla civiltà della società far sì che non sia discriminatoria. Lo stesso può avvenire tra uomo e donna, in cui una eventuale ideologia identitaria soffoca la differenza.”

    Vedi cose già contestate al post apposito.

  6. Filippo scrive:

    “Assumendo che la tua “impostazione cattolica” sia vera e non semplice trollaggio (sai, non ti conosco personalmente), avresti dovuto recepire che la valorizzazione del matrimonio come fondamento della famiglia era sempre correlato alla differenza sessuale. ”

    Mi piacerebbe farti conoscere mia madre, catechista che mi ha cresciuto all’interno della religione cattolica. E chiederle se quando viene il mio fidanzato a cena in famiglia, dopo che stiamo insieme da 6 anni, non pensa che siamo una famiglia, non pensa che non attuiamo il rispetto, la cura reciproca che suggerisce il matrimonio cattolico. I nostri genitori ci hanno aiutati a mettere su casa insieme, ci sostengono nella nostra unione.

    Quello che ho recepito dalla chiesa è il valore dell’unione e dell’amore. Se poi io mi ritrovo omoaffettivo, ed è una condizione assolutamente naturale e non imputabile a nessuno, allora è normale che la mia ragione mi guidi a riconoscere i miei sentimenti, e a capire che nella chiesa non c’è null’altro che ODIO quando vuole negarmeli.

  7. Filippo scrive:

    P.S. sono stato un alunno dell’Archimede, ho avuto la fortuna che la mia mamma cattolica non mi ha mai fatto fare religione nella scuola pubblica, perché la religione si studia per conto proprio, si va al catechismo, ma non ce la si fa spiegare da signori scelti dai vescovi per le loro idee ortodosse…
    E non sono qui a trollare, se ha notato, non ho mai scritto al di fuori di un post che non parlasse di omosessualità. Sono qui a difendere quei poveri studenti di religione a cui i genitori non evitano la sofferenza dell’indottrinamento. Sono qui perché qui possono esserci studenti, che vengono a leggere le cose importanti che scrive un loro professore, e che in seguito alle sue parole, possono sentirsi inadeguati, diversi, rigettati dalla società che li sta educando, solo perché provano amore verso qualcun altro.
    Sugli altri argomenti, non ho tempo da perdere nel criticare la sua ortodossia a-razionale.

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