I padri (e le madri) in soffitta

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Quote rosa/azzurre anche in famiglia (Leggi)

Diversi articoli online criticano la puntata di Domenica 27 gennaio della trasmissione “Così è la vita”, condotta da Lorella Cuccarini. Il tema era l’adozione di bambini da parte delle coppie omosessuali e secondo i critici si sarebbe svolta con tesi precostituite e in maniera squilibrata a favore delle tesi gay. Tra gli ospiti e i filmati c’è stata l’intervista a Francesca Vecchioni (figlia del famoso cantante) e della sua compagna Alessandra. Entrambe si sono recate in Olanda, perché Francesca potesse ricorrere alla fecondazione eterologa, e l’operazione ha avuto successo dando al mondo due gemelline. La conclusione dell’intervista sarebbe stata (circa) questa: “Non esistono il padre e la madre perchè ognuno/a di noi ha dentro di sé i ruoli materno e paterno”.

Su internet ho poi trovato un’altra intervista della Vecchioni, realizzata nella trasmissione condotta strafaziosamente da Maria Teresa Ruta. Una puntata da studiare come esempio di giornalismo partigiano, per l’abilità del montaggio della regia, per gli ammiccamenti, le imbeccate e i sorrisi della conduttrice, e per le inquadrature con le espressioni giudicatrici degli ospiti. Ho trascritto la parte del testo in cui la Vecchioni esprime la sua idea del ruolo paterno e materno:

“L’aspetto genitoriale prescinde assolutamente dal sesso. La capacità genitoriale, questo noi lo abbiamo appurato, apposta prima di fare il percorso noi volevamo essere sicure che non ci fossero problemi per le nostre bambine, i nostri figli. Sappiamo oggi che l’aspetto che noi spesso confondiamo con paternità e maternità, in realtà è più legato alla capacità normativa e alla capacità affettiva che comunque sono presenti in entrambi i sessi. Ossia esistono figli di genitori single, o di madri o di padri da soli, che coniugano sia l’aspetto normativo che quello affettivo che sono per noi spesso confusi con l’essere maschio o femmina, ma non è a realtà dei fatti. La realtà dei fatti è che si è genitori indipendentemente dal proprio sesso”.

Che dire? Che con queste idee vanno a farsi friggere decenni di contestazioni femministe per rivendicare un ruolo proprio per le donne. I due sessi non hanno niente di specifico che possano rivendicare e condividere. Fine della complementarietà. Il compito materno e paterno secondo la Vecchioni si riduce a quello “normativo e affettivo”: come se i padri non possano baciare, coccolare, abbracciare e le madri non possano indicare, sgridare, guidare i loro figli. Il fatto è che ognuno di questi sessi, oltre ad essere e fare ben altro, vive quegli atteggiamenti ma lo fa da uomo o da donna. Un bacio del padre è diverso da quello della madre, proprio perché il padre è un “sistema olistico” diverso dalla madre.

Accettare quei presupposti ideologici significa sentirsi ininfluenti e non necessari, sia come padri che madri
. Chi ha fatto esperienza prima di tutto di figliolanza e poi di genitorialità capisce subito quanto sia banale e superficiale quella tesi appiattente. Mio padre mi ha dato cose che mia madre non mi ha dato. Io sono e do, come padre, cose diverse da mia moglie. Se penso a mio padre non lo vedo solo come superego e a mia madre come zucchero filato. Ben altro. E comunque se anche i due ruoli fossero riducibili a “normativo” e “affettivo”, il fatto che siano distribuiti in due persone diverse vorrà dire qualcosa? Come si distribuirebbero all’interno della coppia omosessuale? Se ognuno dei due li impersona entrambi allora si creerebbe un cortocircuito (la stessa persona sia normativa che affettiva) che in natura invece sarebbe disgiunta (uomo-donna). È un vantaggio? L’identificazione dei due ruoli nella stessa persona per il bambino può creare un conflitto schizofrenico che fa sembrare favolette per bambini, tanto sono semplici, le teorie dell’identificazione mediante fase edipica. Quali contorsioni si devono supporre. Se invece i due ruoli sono impersonati separatamente da ciascuno dei due omogenitori, e ammesso che questo processo sia stabile nel tempo, a parte la conferma che l’omosessualità surroga anche nella dimensione affettiva l’assenza dell’altro sesso, ci si può legittimamente chiedere se questo escamotage funziona, se è la stessa cosa. Essere padri e madri va ben oltre dall’essere depositari di due ruoli relazionali essendo questi compresenti nei due sessi ma vissuti in maniera specifica e unica in ciascun genere. Sono sì imitabili e surrogabili, ma un esperto sa riconoscere per es. se una borsa Vuitton è falsa. E un bambino è esperto di figliolanza: sa benissimo chi è e cos’è il padre e la madre e ha bisogno di entrambi, fino a soffrine se questi mancano.

Quanto alla Ruta iperpartigiana forse ha dimenticato la canzone L’altra metà dell’uomo che ha cantato con Nilla Pizzi (mia compaesana) come si legge nel curricolo del suo languido sito ufficiale: www.mariateresaruta.tv. “Nel 2003 ha duettato con Nilla Pizzi nelle canzoni L’altra metà dell’uomo e Ambarabà contenute all’interno dell’album della cantante emiliana Insieme si canta meglio” Per la verità su Youtube la canzone L’altra metà dell’uomo viene attribuita e Maria Giovanna Elmi e anche la voce sembra la sua. Forse nel 2003 c’è stata una versione con la Ruta. Se lo dice nel suo sito… Comunque sia è interessante una strofa della canzone “donnista”:

“Noi, sempre noi, solo noi, siamo l’altra metà della mela che l’uomo non ha”

Appunto, Ruta, nella prossima intervista ricorda alla Vecchioni e a chi la pensa come lei che voi donne siete la “metà della mela” che “noi non abbiamo”. Entrambi unici, necessari e reciprocamente complementari: sia in amore, che nel concepimento, che nell’educazione. Più che l’arcobaleno, che valorizza le reali e specifiche differenze, a questo mondo piace la tinta unita, l’omotinta.

18 Commenti a “I padri (e le madri) in soffitta”

  1. Filippo scrive:

    Scusa, ma hai mai visto il tg1? parla solo il papa e ogni sua affermazione basata su tesi precostituite mai è criticata da un qualche razionalista. E così per tante altre situazioni. Trovo quasi ridicolo usare questi temi di contestazione quando non si invita un integralista cattolico in studio.

    Poi ripeto, già in altri post ho fornito articoli scientifici a sostegno delle adozioni, cosa che tu non hai mai fatto per sostenere i tuoi preconcetti.

    Particolarmente falsa è poi l’affermazione “E un bambino è esperto di figliolanza: sa benissimo chi è e cos’è il padre e la madre e ha bisogno di entrambi, fino a soffrine se questi mancano.”, dato che i bambini hanno sempre reagito positivamente alle coppie omogenitoriali, a meno che un preconcetto fosse stato messo nella loro mente in precedenza.

    Dato che le tue critiche si basano poi molto sui figli, voglio metterti un link ad un discorso fatto da un ragazzo in favore delle sue mamme.

    https://www.youtube.com/watch?v=MLnn96n3Lpg

  2. Massimo Zambelli scrive:

    E vorrei vedere che il Papa in Italia non facesse notizia. Voglio essere informato su quel che accade e combina. Voi atei o agnostici fate cose da notizia e verranno date. Diversa cosa è un programma di approfondimento dove mi aspetto imparzialità del conduttore e ventaglio delle opinioni in campo.

    Sugli “articoli scientifici”, ti ho già risposto. I link li ho anch’io di segno opposto ma non voglio usarli. Primo perchè ritengo che ci arrivi anche un troglodita a capire che avere un padre e una madre sono il meglio per qualsiasi bambino e soprattutto per chi è adottato. Secondo perchè dubito molto della scientificità di queste valutazioni (ho persino dubbi che la psicologia sia una scienza esatta, pensa un pò): Cosa valuti per essere scientifico? A che età lo fai il confronto? Con quale tipo di approccio psicologico elabori e filtri l’indagine? Interroghi in casa con gli omogenitori o chi è autonomo e indipendente? Ecc…

    Un figlio cresciuto con un solo genitore crescerà lo stesso ma non mi dire che non gli mancherà il genitore che non ha conosciuto. Ho queste situazioni in famiglia e vedo quanto si ripercuotono dolorosamente (dolore che si ripercuote sull’approccio ad alcuni aspetti della vita) anche in età adulta. Nella coppia omosessuale che ricorre alla fecondazione eterologa (tema del post) c’è una situazione analoga di monogenitorialità, con in più la confusione dovuta al tentativo di surrogazione dell’altro genere.

  3. Filippo scrive:

    “Sugli “articoli scientifici”, ti ho già risposto. I link li ho anch’io di segno opposto ma non voglio usarli.”= ti confermo che non esistono, sono peggio di Berlusconi a dire bugie, e dato che sei uno dei pochi che non mi crede alla parola, sei un TROGLODITA.
    E se non ti metti a credermi ora, mi metto il dito in bocca e chiamo la mamma!
    Ma dove siamo, all’asilo nido che non siamo in grado di trattenere una discussione scientifica? Che credibilità volete poi avere?

    Io ho addotto argomenti scientifici, non ho mai usato affermazioni volgari o volte a insultare la tua persona. Ho espresso la scienza per far capire a chi legge questo blog dove sta la RAGIONE. Poi la fede può anche andare dalla parte opposta, ma le leggi che regolano la vita civile seguono la ragione e la scienza, non la fede.

    Matrimonio equalitario e riconoscimento dei minori delle coppie dello stesso sesso sono la via corretta.
    Se poi ancora non credi alla scienza, ti faccio un piccolo ragionamento che cambia il punto di vista:

    Pensa ad una coppia etero, sposata e fortemente religiosa, che battezza il bambino e lo fa crescere secondo i dettami della fede, rispetto ad un bambino cresciuto da una coppia etero, sposata ed atea, che gli insegna una corretta educazione alla sessualità.

    Io dico che il primo adolescente avrà grossi problemi durante la sua crescita, nel rapporto con il sesso. Si sentirà sbagliato ed in colpa alle prime seghe, si sentirà ferito dai propri sentimenti e dalle proprie pulsioni verso le ragazze…

    Vietiamo allora l’adozione/affidamento o addirittura il riconoscimento alle coppie religiose?

  4. Alida scrive:

    questa statistica dice che in Belgio, primo paese ad introdurre il matrimonio omosessuale, restando moderati dall’ 80 al 90% dei matrimoni omosessuali termina con un divorzio. Molto più elevato il tasso per le coppie lesbiche che supera il 90% . Se la tendenza rimane costante nei prossimi anni, si prevede nel 2020 un divorzio ogni matrimonio omosessuale. Qesto vuol dire che la totalità dei figli si troverà confrontata con 4 madri o 4 padri con tutte le ripercussioni psicologiche che ci possono essere.
    http://laveritedeschiffres.unblog.fr/files/2012/12/mariage-et-divorce-homosexuel-lexperience-des-autres1.pdf
    …….
    Quanto possa mancare il padre ad un bambino, non lo si vedrà mai dentro una statistica e nemmeno nelle ripercussioni che può avere in un adulto. Sono stata ragazza madre e posso confermare che la mancanza di un padre è ben oltre quanto si possa immaginare per un bambino. Se sono stata ragazza madre è dovuto anche al fatto che il padre biologico di mio figlio è anche lui cresciuto senza un padre, morto nei suoi primi mesi di vita e non sapendo il valore di un padre, poichè non ha potuto sperimentarlo mi ha detto la seguente frase, senza rendersi conto di tutta la drammaticità della sua realtà: - Io sono cresciuto bene anche senza un padre, perciò mio figlio potrà crescere bene anche senza di me. - :(

  5. Alida scrive:

    Come sostiene Daniel Stern (2000) nessun approccio di ricerca, prima d’oggi, aveva mai posto la sua attenzione alle origini della famiglia e quindi a quello che i ricercatori di Losanna definiscono triangolo primario (Fivaz Depeursinge E., Corboz Warnery A.; 2000).
    La funzione paterna trova la sua piena espressione solo se anche la cornice di riferimento è triadica. Secondo questa visione essa non è secondaria e supportiva rispetto ad una relazione considerata sino ad oggi principe (quella madre bambino), ma è significativa in quanto tale, essenziale e preziosa, pregna di valore in quanto partecipa direttamente alla determinazione di un campo relazionale unico, che esiste anche grazie alla sua presenza.

    Il padre non è semplicemente la luce che illumina la diade madre-bambino ma è, assieme a loro, l’essenza di un quadro in cui ogni singola parte ha senso solo in relazione alle altre.

  6. Filippo scrive:

    Cara Alida, la statistica che tu mi hai linkato, è stata pubblicata su qualche rivista scientifica? Perché solo con la pubblicazione si ha il controllo che la statistica è stata effettuata seriamente. Prego mostrami la rivista ed il riferimento, altrimenti non prendo in considerazione neanche l’idea di controbattere.

    Per il libro che citi invece, che si riferisce ad una tesi di Bowen, non ho nulla da ridire, l’epoca in cui Bowen lavorava era un’altra: 1972. L’importante è capire come questi pensatori evolvono i loro studi con l’evoluzione della società. Ad esempio se vai a vedere il seguente articolo scientifico, molto più recente, ti accorgerai che i bambini non sono influenzati dal sesso dei propri genitori:
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17593889 (2007).

    Ti faccio notare poi, che l’esperienza personale che mi riporti si riferisce a famiglie MONOgenitoriali e non famiglie con due genitori. Capisco bene che un bambino possa trovarsi in difficoltà se è seguito solamente da una persona con pochi mezzi. I colloqui prima di inseminazioni artificiali ed affidi a persone single servono proprio ad evitare queste situazioni.
    Poi come questo rientri nei discorsi sulle famiglie OMOgenitoriali, non lo capisco.

  7. Alida scrive:

    Per quel che concerne il mio caso personale potrei elencarti tantissimi esempi per mostrare che quel che dici non è vero, in base a come si svolgeva la nostra vita …. ma non ho tempo e voglia. Mi basta saperlo io per certo. Mentre per la statistica i dati li avevo già controllati io e sono esattamente quelli riportati dai siti ufficiali del Belgio. http://www.belgium.be/fr/actualites/2011/news_mariages_divorces_homosexuels_2009.jsp?referer=tcm:116-118514-64-a5 ed è stato fatto un calcolo matematico basato sugli anni e la crescita dei divorzi.

  8. Valentina scrive:

    A Massimo Zambelli.
    Anche la puntata de “La vita in diretta” del 7 febbraio scorso è stata a dir poco oscena. Naturalmente ho scritto una mail di protesta alla dirigenza RAI.
    Al sig. Filipppo.
    A tal proposito che cosa ne dice dell’evidente plagio massmediatico (su tutte, dico tutte le reti tv) riguardo l’onnipresente propaganda gay; in questo caso, ha bisogno di ricorrere alla pubblicazione scientifica per rilevare la frequenza statisticamente significativa di una pericolosissima deriva anti-democratica?

  9. Filippo scrive:

    Alida: ti ringrazio per il riferimento, è corretto. Le statistiche sono corrette, le conclusioni che trai tu però no.
    Confronta anche i dati che da la medesima fonte
    http://statbel.fgov.be/fr/statistiques/chiffres/population/mariage_divorce_cohabitation/divorces/age/
    sui divorzi per fascia di età.
    Se controlli i divorzi degli eterosessuali sposati da poco, anche loro sono molto alti, non è una questione di sesso, ma del fatto che è più facile che si creino conflitti nei primi anni di matrimonio. Due persone che vivono insieme da 40 o più anni hanno molte meno probabilità di divorziare che due neo-sposi. Purtroppo 40 anni fa il matrimonio egualitario non c’era e se si vuole confrontare come fai tu matrimoni etero ed omo, bisogna tenere ben conto di questo fatto.
    La matematica insegna anche che occorre partire dalle giuste ipotesi per arrivare alle conclusioni corrette!

    Valentina:
    “A tal proposito che cosa ne dice dell’evidente plagio massmediatico (su tutte, dico tutte le reti tv) riguardo l’onnipresente propaganda gay; in questo caso, ha bisogno di ricorrere alla pubblicazione scientifica per rilevare la frequenza statisticamente significativa di una pericolosissima deriva anti-democratica?”
    Antidemocratica sarai tu che vuoi negare una corretta informazione sui temi dell’amore e dell’affettività.
    I rapporti omosessuali si aggirano attorno al 5% dei totali, se teniamo conto di questo, almeno 1 ora al giorno di ogni canale televisivo dovrebbe riguardare coppie dello stesso sesso: che sia la pubblicità mulino bianco, che sia un servizio del telegiornale che parla di un matrimonio di qualche re e re, che sia un telefilm o qualsiasi altra cosa. Semplicemente perché ne parlano 5 minuti, non credo che diventi lesbica pure tu :)
    E per favore, vorrei davvero vedere una pubblicazione scientifica che si occupa di questo “problema”!

    Se poi ci sono manifestazioni politiche per dare pari diritti a tutte le persone, io non la definirei propaganda omosessuale. Martin Luther King faceva propaganda di colore? Si tratta di pari diritti, che attraverso lotte democratiche verranno ottenuti semplicemente perché è giusto così.

  10. levin scrive:

    partiamo dal fatto che quanto alida presenta nel documentino delle statistiche dei divorzi del belgio, è stato presentato come “scusa per non approvare il matrimonio gay in francia” . il documento pone, in paragone, i divorzi omosessuali e quelli eterosessuali, peccando in paragoni numerici! infatti, ecco come lo presenta: coppie etero 222431 . numero di divorzi 6245 — coppie gay 5 821 - d. 197
    coppie lesbiche 5 096- d. 252 . poi fa un paragone tra i divorzi con il calcolo del “divorzi per ogni 1000 matrimoni”.
    in realtà , la statistica dei divorzi gay in belgio, è che a 7 anni dall introduzione del matrimonio, l 8% delle coppie ha divorziato in toto. come documentato. nel documento che lei alida mette ingiro, in un anno, più del 3% delle coppie etero ha divorziato. in percentuale, invece, le coppie omosessuali non arrivano nemmeno al 3% e quelle lesbiche al 5% (e il documento prende in esame solo coppie sposate da 1 a 5 anni di distanza).

    oltretutto, la percentuale di successo delle terapie riparative è veramente nulla. ma alida crede ovviamente alle gross epercentuali presentate da narth e compagnia, che non sono state MAI presentate con ricerche scientifiche in peer review, e nemmeno con prove concrete. insomma, son state messe lì a caso.
    questa è l onestà di alida vismara.

  11. Alida scrive:

    Dopo 40 anni che esiste il divorzio omosessuale, ci saranno quelli che divorziano dopo essere stati assieme 40 anni + quelli che sono stati assieme 39 anni, + quelli che sono stati assime 38, + 37 + 36 + …… fino a quelli che si sono appeni sposati e divorziano anche loro, se la costante dei matrimoni rimane uguale questo vuol dire sicuramente che i divorzi saranno molto, ma molto più tanti di quelli pubblicati nei primi 9 anni. Levin 10 ovvero Francesco, studiati cos’è il coefficiente di crescita negli anni, che non vuol dire percentuale tra matrimoni e divorzi in un determinato anno.

  12. Filippo scrive:

    Alida, non far finta di non sapere applicare correttamente la matematica, sappiamo bene che un matrimonio che dura da 30/40 anni ha pochissime probabilità di terminare, mentre quelli sposati da poco incontrano più difficoltà.

  13. alèudin scrive:

    Chiedono che venga accettato il loro amore perchè naturale ma non accettano la naturale sterilità del loro rapporto.

    Affermare che una coppia omo è equiparabile in tutto e per tutto a una coppia etero nell’accudimento dei figli è falso, lo dice la logica matematica, la biologia, la psicologia, la fisiologia, la fisionomia ma sopratutto il buonsenso, la natura e il cuore (l’intimo della persona).

  14. g.ferretti scrive:

    Cercare di curare un minorenne omosessuale diventa un reato. Almeno in California, il primo stato americano a vietare le cosiddette terapie correttive dell’orientamento sessuale che mirano a convertire i gay in etero. Come se si potesse scegliere verso chi provare attrazione fisica. Come se l’omosessualità fosse una malattia o un disturbo dal quale guarire. La legge, firmata dal governatore Jerry Brown, intende tutelare, in particolare, bambini e adolescenti diversi che vengono indirizzati dai familiari verso questi interventi psicanalitici. Interventi sui quali la scienza ha espresso una posizione molto chiara. Come ha dimostrato la più vasta meta-analisi della letteratura degli ultimi 50 anni ed è stato ribadito nel report dall’ American Psychological Association (Apa), non ci sono evidenze che l’orientamento sessuale possa essere modificato volontariamente né tantomeno che questi trattamenti siano efficaci. Anzi, in alcuni casi possono essere dannosi. Infatti, il frequente fallimento della terapia può generare perdita di autostima, stress, senso di colpa, depressione e maggiore predisposizione a commettere suicidio. Per questi motivi l’Apa (e in accordo con l’Apa la stragrande maggioranza della comunità scientifica di psichiatri e psicoterapeutici) dissuade dal praticare le teorie riparative.

    La decisione della California è forse il segnale che qualcosa sta cambiando. E non è l’unico. Nei mesi scorsi, lo psichiatra statunitense Robert Spitzer, che è stato uno dei portabandiera delle cure per l’omosessualità, ha fatto ammenda. “ Credo di dovere delle scuse alla comunità gay per il mio studio, soprattutto perché non è stata dimostrata l’efficacia della terapia. Chiedo scusa anche agli omosessuali che hanno perso tempo ed energie nella terapia”, ha scritto in una lettera che sarà pubblicata su Archives of Sexual Behavior, la stessa rivista che pubblicò nel 2001 un suo studio choc sulle terapie riparative. Ha ammesso di aver sbagliato tutto persino Alan Chambers, il presidente di Exodus International, un’associazione di ex-gay sedicenti guariti.

    I tentativi di correggere l’omosessualità risalgono almeno alla fine dell’Ottocento. Nel 1892 il neurologo americano Graeme M. Hammond prescriveva lunghe passeggiate in bicicletta per curare l’omosessualità. In seguito l’approccio più diffuso divenne quello dei rapporti eterosessuali coatti, eventualmente aiutandosi con l’ipnosi o l’alcol. Dalla fine degli anni Sessanta presero piede modelli psico-comportamentali basati sull’avversione. Ovvero, si cerca di dissuadere il soggetto dalla sua devianza associando stimoli negativi a immagini omoerotiche e stimoli positivi a immagini etero.

    Ci sono anche altri approcci psicoterapeutici volti a sviluppare il proprio potenziale eterosessuale anche attraverso le preghiere. Qualunque sia la strada, è fallace l’assunto di partenza. Non c’è niente da curare. Dal 1973 l’ omosessualità è stata esclusa dal Dsm, il manuale dei disturbi psichiatrici, dal quale è scomparso anche il disturbo di omosessualità ego-distonica, cioè non accettata e vissuta male dall’individuo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’omosessualità è “ una variante naturale della sessualità umana”.

    La diffusione delle terapie correttive, soprattutto negli Stati Uniti, è legata a movimenti politici e religiosi di stampo ultra-conservatore. Forse il più accanito sostenitore delle cure ai gay è Joseph Nicolosi, fondatore della National Association for Research and Therapy of Homosexuality (Narth), che conta circa mille membri nel mondo. Nicolosi è uno che ritiene, contro ogni evidenza scientifica, che l’omosessualità è “ un disturbo mentale che può essere curato”, che è “ un fallimento dell’identificazione di genere” ed è “ contraria alla vera identità dell’individuo”. Nel 2010 è stato invitato a un convegno in Italia, Identità di genere e libertà, organizzato, tra gli altri, da associazioni come Medici Cattolici Brescia e Medicina & Persona. La levata di scudi del mondo scientifico fu praticamente unanime. Il presidente dell’Ordine degli psicologi insieme a 1.200 firmatari sottoscrissero un comunicato di condanna delle terapie riparative. Che concludeva: “ È nostro dovere affermare con forza che qualunque trattamento mirato a indurre il/la paziente a modificare il proprio orientamento sessuale si pone al di fuori dello spirito etico e scientifico che anima le nostre professioni, e in quanto tale deve essere segnalato agli organi competenti, cioè agli ordini professionali”.

    Ma chi propone le teorie riparative in Italia? Pur non essendo diffuse, sono spesso sostenute da organizzazioni cristiane che offrono consulenze, organizzano conferenze, sedute di psicoterapia e seminari. Come funzionano questi percorsi l’ha raccontato qualche anno fa un giornalista di Liberazione che si è finto gay ed è entrato in terapia per sei mesi. Il suo articolò suscitò un vespaio di polemiche e reazioni.

    Cercare di modificare l’orientamento sessuale è assurdo, oltre che controproducente. Ma in una società ancora discriminante nei confronti dei gay può essere difficile accettare l’omosessualità e fare coming out. Altro che cure strampalate. Il più grande aiuto che si possa offrire è combattere l’omofobia.

  15. Massimo Zambelli scrive:

    X Ferretti.
    Mettiamo anche il virgolettato e la fonte, altrimenti sembra che sia “farina del proprio sacco”: http://daily.wired.it/news/scienza/2012/10/03/cura-omosessualita-gay-impossibile-62311.html

  16. g.ferretti scrive:

    Alida Vismara spamma la sua pubblicita’ sulla terapia riparativa e cambiamento orientamento sessuale su qualsiasi blog si parli di omosessualita’ adozioni e matrimoni gay. I. un articolo si parlava dell’ippoterapia che viene praticata a scopi terapeutici, in America, per l’omosessualita’ e la Sig.ra Vismara ha sostenuto che se il paziente si convince di camviare puo’ camviare petche’ la mente ecc, il cervlo ecc, la nuova scienza ecc. Poiche’ suddette informaziobi hanno causato DANNI a piu’ di una persona, chi risarcisce? La Sig.ra Vismara? O chi per lei? E’ ora che chi di dovere AGISCA!

  17. Massimo Zambelli scrive:

    Verità è fatta. Dopo averci pensato tanto, quindi poco dopo la nascita delle bambine, la coppia gay è scoppiata lasciando le bambine alla madre naturale. Il loro padre chissà dov’è. La seconda “madre” ritorna ad essere quello che in realtà è, cioè niente. O un’amica più grande. Nonostante il tentativo patetico di volere somigliare alle coppie divorziate loro per le bambine sono una madre single e un’amica. Ci sarebbe molto da dire sull’eterologa e sul “matrimonio gay”. Entrambi falsificano la natura e forzano il linguaggio. http://lezpop.it/francesca-vecchioni-e-alessandra-brogno-ci-siamo-lasciate-ma-restiamo-una-famiglia/?fb_action_ids=10203480166138635&fb_action_types=og.likes&fb_ref=.U80CkBwcBv4.like

  18. RickyTo scrive:

    Vismara, basta che lo sappia lei per ‘certo”: E’ stata ampiamente SMENTITA su varie cose. Vi aggiorneremo.

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