Eliminare il Senato???? NOOOO!!!!

Da Note sul mio profilo Facebook - 29 maggio 2014 alle ore 23.29

Sicuri che l’abolizione del Senato come secondo passaggio per legiferare sia saggia e conveniente??????
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Tutti a parlarne come cosa giusta e necessaria, con una differenziazione solo sulle modalità. A parte che una camera delle Regioni mi sa tanto di inutile, il mio dubbio su questa operazione è radicale e tocca proprio la necessità di eliminarla. Se il motivo è risparmiare basterebbe ridurre o dimezzare i componenti delle attuali camere. Per snellire l’iter legislativo non si deve rischiare di sminuire una prassi che tutela l’iter rappresentativo. Un esempio?

La legge sull’Omofobia è stata approvata alla Camera e deve ora passare al Senato, ma con la nuova formula sarebbe già diventata legge. Ancora: oggi hanno approvato alla camera il Divorzio breve. Anche questo sarebbe già diventato legge. Andando al Senato il passaggio si allunga e può anche arenarsi (cosa non positiva, se l’oggetto merita; ma anche positiva se la proposta di legge è una forzatura di parte) però in questo modo si tengono conto di altre sensibilità ed è possibile aggiustare e ritoccare e, si spera, migliorare le proposte di legge. Oggi sarebbe toccato a me subire una sfrontata e indifferente accelerazione, domani potrebbe toccare a te su temi a te cari. Pensate alle possibili leggi ad personam o pro partito, tutte quante approvate dalla monocamera in un batter d’occhio. Dal foglio del parlamentare alla “Gazzetta ufficiale” senza passare per i fogli dei giornali. Zitti e mosca. La monocamera del monoleader ha deciso.

Il Costituzionalista, prevedendo una doppia lettura delle leggi, era così troglodita e antimoderno? Oppure, uscendo da una DITTATURA, ha voluto evitare colpi di mano, imposizioni unilaterali, legislazioni di esclusiva parte, anche a scapito di allungare un pò il tempo? E per le urgenze non aveva già saggiamente previsto il “Decreto legge” che ha 6 mesi di tempo per essere convertito in legge, pena la decadenza? Siamo tutelati dalla saggezza dei padri costituenti che hanno conosciuto la tragedia e hanno voluto evitarcela.

Con la fretta non si fa la (buona) frutta: prima c’è il lungo inverno, poi le gemmazione, l’impollinazione, la lenta maturazione. Viviamo in tempi di vivai e serre, di lampade uv e additivi chimici che riducono le “lungaggini” della natura (es. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/03/14/il-miracolo-della-frutta-maturata-in-24.html ), ma è lecito dubitare della qualità del risultato, e comunque la gestione di un Paese è ben di più del sapore o del valore nutritivo di pomodori e zucchine.

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