La Tempesta sedata e il credere nel vedere

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Qui sotto riporto una piccola meditazione scritta oggi in un’ora di sconforto. Dopo è andata meglio. Il testo evangelico della “Tempesta sedata” (Mt 8,23-27) quando l’ho letto mi ha subito ricordato l’immagine dell’interessantissimo film di Danny Boyle “Trance” (”In Trance” in italiano), visto e commentato a scuola in alcune classi grandi. Centrale, assieme a “Volo di streghe” di Goya, è il dipinto di Rembrandt “Tempesta sedata nel mare di Galilea” dove c’è la particolarità dell’autoritratto di Rembrandt che guarda noi, gli spettatori, forse per attirarci nella scena, perchè l’episodio parla di noi.
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ore 17

Lasciatemi sfogare scrivendo. È da un pò che ripeto a mia madre che si deve fidare. Chi non vede si deve fidare di chi vede e così chi non ha memoria e ha confusione si deve fidare di chi vede le cose nel modo giusto. Ripetevo e imploravo che si doveva fidare, che doveva avere fede. Poi l’altro ieri e oggi due letture del vangelo spiazzanti. La prima è la lettura della traversata sulla barca in mezzo alla tempesta. Le onde sovrastano la barca e Gesù dorme. I discepoli lo chiamano: “Signore salvaci, siamo perduti”. E Gesù: “Perchè avete paura, gente di poca fede?” Mi sono cioè accorto che a non avere fiducia e fede non era solo mia madre ma anche io. Sento le onde della tempesta del non senso, della follia, della morte, sovrastare la mia barchetta e quella della mia famiglia. L’assurdo sembra prevalere e monopolizzare l’intera lettura della realtà. Siamo in balia del nulla, cerchiamo di distrarci e finchè ci va bene sembra tutto sorriderci, poi è inevitabile che dovremo fare i conti con l’oste. Io preferisco guardarlo in faccia da subito questo difficile ospite. Non è da ora che sento la minaccia dell’assurdo e l’importanza della religione di salvezza. I fatti personali acuiscono ciò che solitamente si pensa e crede.

Dio sembra dormire, distratto, e noi siamo in balia delle onde. Preghiamo disperati che intervenga. Lo svegliamo credendoci soli e lui ci “sgrida” dicendo che abbiamo poca fede. Dice così perchè parla a discepoli che prima di salire in barca lo avevano visto fare miracoli di guarigione, tanto che Matteo cita il profeta Isaia a suo riguardo: “Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie”. Appena entrati nella prova, però, dimenticano chi è l’Ospite della barca, e vedendolo dormire pensano di essere soli e abbandonati. Anch’io sono così, mi faccio dominare dalla minaccia di non senso, di fuga, di paura. Dico a mia madre di avere fede e dovrei averne io stesso: per affrontare il male sapendo che non è l’ultima parola, dedicarmi ad amare con la fiducia di essere nello splendore dell’essere, sacrificarmi con la forza del vero, morire sapendo che l’assurdo è un abbaglio, un miraggio, una ossessione falsata della realtà. Signore svegliati, perdonami e aiutami.

Oggi la lettura è quella del discepolo Tommaso che non ha visto il Signore il giorno di Pasqua e non crede alla parola dei discepoli. La mia fede nella vittoriosa risurrezione di Gesù è esattamente questa, un necessario fidarsi della testimonianza degli apostoli. Rivolto a mia madre imploro che mi dia retta, mi ascolti, creda a quello che le dico, che questa è la sua casa che io sono suo figlio e non il marito; e allo stesso modo anche gli apostoli ci implorano di credere alla loro testimonianza: “Abbiamo visto e toccato la Vita e lo diciamo a voi. Abbiamo incontrato il Figlio di Dio e ve lo annunciamo, credeteci, vi imploriamo lasciatevi riconciliare con Dio, fidatevi di ciò che i nostri occhi hanno visto. Anche noi eravamo increduli ma ora siamo credenti. Liberatevi dell’incredulità, del pregiudizio scettico, del dubbio dogmatico, fanatico, ossessivo. Fidatevi ! ”

Interessante quello che dice Gesù risorto a Tommaso: “Perchè hai visto hai creduto, beati quelli che pur non avendo visto crederanno”. Attenzione perchè i termini che usa sono importanti. Dice “hai visto e hai creduto”. Di solito noi contrapponiamo il vedere e il credere. Diciamo che si crede proprio perchè non si ha visto. Chi vede sa, conosce, chi invece non vede deve credere. Eppure qui Gesù parlando a Tommaso dice che ha visto eppure ha creduto. Cioè il credere non è necessariamente legato al non vedere. Si può vedere e tuttavia non credere. Potremmo pensare che i discepoli, rispetto a noi, sono dei privilegiati, loro hanno visto e toccato e sentito direttamente quello che ha fatto Gesù, per forza per loro è facile accettare la gloriosa Signoria di Cristo. Noi invece siamo lontani nel tempo e dobbiamo solo credere alla cieca. Fidarci senza esperienza diretta. Bello sforzo che ci tocca. Gesù a Tommaso, e a noi, fa notare che anche chi ha visto deve credere. Giuda, ad es., ha visto ma non ha creduto, non lo ha accettato e seguito. E così tanti altri suoi contemporanei. Il diavolo poi ha visto Dio, lo conosce ben più direttamente che noi, eppure lo ha rifiutato. Il vedere non è garanzia di seguire, accettare e amare. Forse anche noi abbiamo visto tanti segni nella nostra vita, tanti appelli di Dio alla conversione ma abbiamo girato le spalle. I segni ci sono, le chiamate ci sono ma a volte non c’è la risposta. Fa o Signore che sappia credere, davanti alla pura testimonianza dei tuoi discepoli e dei tuoi santi, o davanti alle tracce evidenti che semini nella mia piccola vita. Aiutami a credere. Aiutaci a credere, a vincere il pregiudizio dell’insensatezza.

1 Commento a “La Tempesta sedata e il credere nel vedere”

  1. Luigi scrive:

    Gesu` pero` nel testo greco non dice “beati” parlando al futuro ” crederanno ” ma ” hanno creduto ” definendo questi. E` cosa certa al 100%. Questi ” beati” non possono essere altri che quella gente a cui gli Apostoli e gli altri testimoni oculari hanno immediatamente raccontato della Resurrezione ed ” hanno (gia’ ) creduto. La loro beatitudine non si fonda quindi su un rinvio di credenti non vedenti ad altri credenti non vedenti ma sul fatto di aver creduto ai testimoni oculari della Resurrezione. Tommaso non e` rimproverato per aver volut toccare ma per non avere creduto a quelli che avevano toccato. Tantopiu` che nel suo caso erano gli altri Apostoli come lo era Lui…

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