Bastoni e carotine

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Serve ancora ragionare quando volano i bastoni? Bastoni mediatici, bastoni concreti, bastoni dell’llegalità esibita. Sto parlando delle tensioni insistite che vogliono imporre senza ragionare la fine di un modello di famiglia fondata, in tutti i popoli della terra, sulla differenza di uomo e donna. La lobby gay è potente e organizzata. Ha complicità nei media e in buona parte dell’opinione pubblica che ha perduto le ragioni della differenza e non sa più trovare motivazioni per difenderla dai continui attacchi di queste lobby. Sono convinto che il matrimonio per loro sia più un simbolo che un’effettiva esigenza. Gli darebbe, pensano, quella agognata legittimità esteriore che invece ipotizzo essere la maschera di una ricerca infinita di armonia interiore.

Non è giusto che sfascino una visione dell’uomo e della vita per esigenze più di tipo simbolico che reale. Il diritto esistente permette già, mi dicono, la soddisfazione di molti dei problemi concreti messi sul piatto per mostrare quanta discriminazione ci sia: potere andare a trovare il compagno/a all’ospedale, decidere sulle terapie, entrare nelle graduatorie per la concessione di una casa, subentrare nell’affitto dopo il decesso del compagno/a, avere parte all’eredità… Se queste e altre richieste non fossero tutelate, per loro e per altre figure di convivenza affettiva, si potrebbe aggiustare il codice civile. Mentre invece si vuole istituire un matrimonio di fatto con un nome diverso. Se la rosa avesse un altro nome profumerebbe uguale, dice Giulietta a Romeo. Essendo esperti di mutamento della realtà (genitore 1 e genitore 2, mamma A e mamma B…) non mi sorprende anche questo giochetto allucinogeno.

Tra le richieste delle lobby gay non c’è mai stata la pensione di reversibilità, che distingue il matrimonio da altre forme di convivenza affettiva. Ma perchè, allora non estenderlo a tutti? Ad esempio un figlio che vive per anni insieme al padre, aiutandolo e accudendolo, alla morte di lui non riceve una lira di reversibilità della sua pensione. Perchè? Eredita certo, ma niente reversibilità, che gli farebbe tanto comodo. Forse che l’amore di un figlio per il padre è inferiore a quello di due gay? Perchè il loro amore è così discriminato? O si pensi a quante sorelle, e amiche che si vogliono bene e che alla morte della compagna o sorella avrebbero u beneficio dalla reversibilità di pensione. Il loro affetto è da meno, solo perchè non hanno lobby agressive e potenti che le promuovono? Altra questione che le lobby gay fino a poco tempo fa si guardavano dal chiedere, mettendo avanti invece la solita necessità di andare all’ospedale e di decidere per gli interventi medici, era la possibilità di adottare. Ricordo solo qualche anno fa le dichiarazioni di Franco Grillini a questo proposito. Non sia mai che chiediamo un figlio, diceva, vogliamo solo soddisfare esigenze concrete. Chi era un pò sveglio sapeva bene dell’ipocrisia di questa strategia, e passava per il solito veggente invasato quando indicava l’obiettivo finale, e veniva deriso con la storiella del “piano inclinato”, ritenuta vera e propria ossessione dei bigotti. La realtà è andata più veloce delle attese e oggi stiamo a discutere proprio di questo.

Ci sono poi i bastoni materiali da usare contro chi contrasta questo andazzo. Sono stati usati pochi giorni fa contro le Sentinelle in Piedi. Sputi, calci, uova, bottiglie, insulti a più non posso. La tolleranza deve essere a senso unico. Loro possono permettersi di “non tollerare l’intollerante”, avendo deciso a priori che chi vuole una famiglia secondo Costituzione è intollerante. Il mio prete, don Alessandro, ha aggiornato all’odierna situazione la frase di Forrest Gump: “fascista è chi fascista lo fa”. Le Sentinelle protestano contro la proposta di legge sull’omofobia, ritenendola giustamente illiberale, e questi fatti di violenza lo dimostrano. Non solo posso finire in galera se penso che il matrimonio debba rispettare la differenza di uomo e donna e che un bambino ha diritto di avere un padre e una madre, non solo la galera ma anche il ludibrio sociale, il linciaggio squadrista che passa impunito nei media, tra i politici che non lo criticano (come all’inizio le Brigate rosse), tra la gente, perfino tra i cattolici ammaestrati: ben gli sta.

L’altro bastone è quello dei politici, come il sindaco Merola, che pur essendo “pubblici ufficiali” fanno quello che gli pare e disattendono le leggi dello Stato. Ad Alfano che li richiama al rispetto della legge (uguale per tutti) sulla trascrizione delle nozze gay celebrate all’estero, loro rispondono “Me ne frego!”. Già sentita anche questa. E anche politici come Renzi che bastona la Costituzione. La sentenza 138/10 dice chiaramente che cos’è per la Costituzione la famiglia e il matrimonio, composto da uomo e donna. Dice, è vero, che bisogna trovare una forma adeguata a queste unioni omosessuali, ma se la forma è identica al matrimonio, solo diversa nel nome, non è una buffonata? Renzi pochi giorni fa l’aveva annunciata “Faremo una legge sulle nozze gay”. Un lapsus o un atto di verità? Chiamare “nozze” ciò che non è matrimonio suonerebbe falso, come chiamare “Unione civile” ciò che in realtà è esattamente un matrimonio. La politica, o meglio i politici, amano dissimulare. L’unica differenza è l’adozione, già qualcosa. Ma si vede bene che è una farsa. Che senso ha permettere l’adozione da parte del partner del figlio avuto dall’altro partner? A che titolo? Vale solo per le donne che possono avere un figlio proprio e non per gli uomini a cui per ora è preclusa questa possibilità? Discriminazione! Arriverà anche per loro, parificando del tutto l’Unione civile col matrimonio e fregandosene anche qui del rispetto della legalità. Allora mi chiedo se serve ancora ragionare quando le forzature e le costrizioni vogliono imporre una situazione problematica. Si devono pensare altre strategie più corpose? O insistere col dialogo anche di fronte alle forzature farsesche o violente? Io insisto con questo tentativo. Ho fiducia nella ragione.

Politicamente i giochi sono già fatti? Bisogna confidare molto su Renzi. Ricordo ancora come all’inizio del suo “scippo di governo” prometteva riforme e cambiamenti con scadenze precise mettendoci la faccia e la carriera. Alcune di queste cose, come la riforma elettorale e la riforma del Senato, sono ancora promesse e belle intenzioni, e la sua faccia e la sua carriera è ancora lì tranquilla. Potrebbe essere così anche per questa legge truffa (della Costituzione). Ma bisognerebbe confidare (verificandola in una situazione concreta) nella spina dorsale del gruppo di Alfano. Basterà a loro la carotina di qualche euro per le famiglie numerose (sempre buona la carota, anche se piccola) per lasciare correre i bastoni verbali, materiali, legali, fatti sibilare per colpire la famiglia, e con essa una certa idea di essere umano?

7 Commenti a “Bastoni e carotine”

  1. Giuseppe scrive:

    «Si devono pensare altre strategie più corpose?»

    Per esempio?

  2. Massimo Zambelli scrive:

    Per esempio mandare in piazza persone più “voluminose”.
    Ti fermi a questo nel commento? Perchè non dici come vedi, alla luce della sentenza 138/10 della CC e della tua sensisiblità giuridica, la proposta di un istituto matrimoniale chiamato diversamente? Se chiamassi “Legge arcobaleno” un dispositivo che facesse pagare una tassa alle persone di “colore”, sarebbe legittima solo perchè possiede un nome gradevole? O contrasterebbe con altri punti della Costituzione? E non accade questo per le Unioni civili, uguali in tutto (almeno per chi può fare adottare al partner i propri figli) al matrimonio, che la Costituzione riserva ad una coppia formata da uomo e donna?

  3. Giuseppe scrive:

    «Per esempio mandare in piazza persone più “voluminose”».

    A fare cosa?

    «Perchè non dici come vedi, alla luce della sentenza 138/10 della CC e della tua sensisiblità giuridica, la proposta di un istituto matrimoniale chiamato diversamente?»

    Rispondere compiutamente prenderebbe troppo spazio per un commento (se trovo il tempo proverò a scriverne un post). Comunque, per sommi capi: la Corte Cost. non ha esplicitamente dichiarato incostituzionale il matrimonio tra omosessuali; si è limitata a dire che non è incostituzionale l’attuale limitazione alle coppie di sesso diverso. Se da questo ne discenda l’incostituzionalità del matrimonio same-sex è questione che ha diviso gli interpreti. Ammettiamo pure l’incostituzionalità; allora effettivamente un’unione identica in tutto e per tutto al matrimonio se non per il nome porrebbe un problema. Ma quali diritti non concedere? E perché? Solo per distinguere i due istituti? Nota che nella 138/2010 la Corte si è riservata di garantire «un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale» in situazioni particolari, dove lo imponga il principio di ragionevolezza. Le conseguenze possono essere paradossali, con la Corte stessa che in teoria potrebbe stabilire l’uguaglianza perfetta, contraddicendosi. Forse l’unica conclusione è che è sbagliata la premessa e il matrimonio same-sex è in realtà costituzionale (e a maggior ragione l’unione civile ad esso simile). Comunque, per ora una differenza seppur minima c’è (le adozioni; per inciso, lasciami dire che chiedersi «Che senso ha permettere l’adozione da parte del partner del figlio avuto dall’altro partner?» dimostra una insensibilità abbastanza agghiacciante). Sempre nella 138 la Corte pare fare una distinzione tra «una vera e propria estensione alle unioni omosessuali della disciplina prevista per il matrimonio civile» e la «tendenziale assimilabilità al matrimonio delle dette unioni», quindi il problema al momento potrebbe non porsi.

    Poi naturalmente potete sempre provare a impugnare la futura legge di fronte alla Corte stessa, e vedere che dice. Se la sentenza 138/2010 va rispettata allora bisognerà rispettare anche tutte le altre, giusto?

  4. Filippo scrive:

    Seppure se a livello di diritti non sia soddisfacente una unione civile, il presidente Renzi sta spingendo molto su una soluzione di compromesso che porta a tutelare (pur discriminandole) le coppie omosessuali, e per fare questo usa l’arma della carota in modo molto intelligente. Le unioni civili per le coppie omosessuali non tolgono diritti a nessuno, tutelano le coppie ed i figli che queste hanno (i bambini voi li proteggete solo per affidarli a preti pedofili, verrebbe da dire con un po’ di facili generalizzazioni che non mi piace fare, ma che a volte è necessario per risvegliare il vostro intelletto). Le unioni civili rafforzano però anche il concetto di famiglia, rafforzano il tessuto sociale, la rete di rapporti umani che sta alla base della società. Quindi tutti ne traggono vantaggio. Evidenziare questo aggiungendo un bonus per le famiglie numerose, che fa vedere come il governo tenga a tutti i tipi di famiglia, mi sembra una buona cosa. E mi sembra di incredibile miopia politica non accettare un simile compromesso dal NCD, che porta vantaggi per tutti. Certo, se si volesse imitare la destra britannica, dovrebbero puntare i piedi per l’introduzione di un nuovo concetto “l’unione civile” che riduce l’importanza del matrimonio. L’unico modo per rafforzare l’idea del matrimonio secondo loro è renderlo egualitario indipendente dal sesso. Ma sappiamo che al centrodestra mancano un po’ di menti illuminate su questo profilo…

    Tutto questo senza entrare su questioni costituzionali su cui Giuseppe è stato già molto bravo.

    Ultima nota di natura medica, esistono anche padri biologici di bambini senza madre (perché ella è morta, perché ella ha rinunciato alla maternità, perché ella ha donato l’ovulo… ). Questo credo che lei lo sappia, già si è scagliato contro la GPA, ma in questo caso le serviva gridare alla discriminazione… quando fa comodo la tirate in ballo eh!!! Ma non è facile vivere per 20 anni discriminati sa? Provi a pensare a chi certe cose le prova davvero prima di riempirsi la bocca con certe parole, per favore….

  5. Massimo Zambelli scrive:

    X Giuseppe che dice che “la Corte Cost. non ha esplicitamente dichiarato incostituzionale il matrimonio tra omosessuali; si è limitata a dire che non è incostituzionale l’attuale limitazione alle coppie di sesso diverso.”

    Non è così il matrimonio omosessuale per la Corte è una prevaricazione in-costituzionale. Riporto il passaggio della sentenza 138/2010:
    “Infatti, come risulta dai citati lavori preparatori, la questione delle unioni omosessuali rimase del tutto estranea al dibattito svoltosi in sede di Assemblea, benché la condizione omosessuale non fosse certo sconosciuta. I costituenti, elaborando l’art. 29 Cost., discussero di un istituto che aveva una precisa conformazione ed un’articolata disciplina nell’ordinamento civile. Pertanto, in assenza di diversi riferimenti, è inevitabile concludere che essi tennero presente la nozione di matrimonio definita dal codice civile entrato in vigore nel 1942, che, come sopra si è visto, stabiliva (e tuttora stabilisce) che i coniugi dovessero essere persone di sesso diverso. In tal senso orienta anche il secondo comma della disposizione che, affermando il principio dell’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, ebbe riguardo proprio alla posizione della donna cui intendeva attribuire pari dignità e diritti nel rapporto coniugale.
    Questo significato del precetto costituzionale NON PUO’ ESSRE SUPERATO PER VIA ERMENEUTICA, perché non si tratterebbe di una semplice rilettura del sistema o di abbandonare una mera prassi interpretativa, bensì di procedere ad un’interpretazione creativa.
    Si deve ribadire, dunque, che la norma non prese in considerazione le unioni omosessuali, bensì intese riferirsi al matrimonio nel significato tradizionale di detto istituto.
    Non è casuale, del resto, che la Carta costituzionale, dopo aver trattato del matrimonio, abbia ritenuto necessario occuparsi della tutela dei figli (art. 30), assicurando parità di trattamento anche a quelli nati fuori dal matrimonio, sia pur compatibilmente con i membri della famiglia legittima. La giusta e doverosa tutela, garantita ai figli naturali, nulla toglie al rilievo costituzionale attribuito alla famiglia legittima ed alla (potenziale) finalità procreativa del matrimonio che vale a differenziarlo dall’unione omosessuale.
    In questo quadro, con riferimento all’art. 3 Cost., la censurata normativa del codice civile che, per quanto sopra detto, contempla esclusivamente il matrimonio tra uomo e donna, non può considerarsi illegittima sul piano costituzionale. Ciò sia perché essa trova fondamento nel citato art. 29 Cost., sia perché la normativa medesima non dà luogo ad una irragionevole discriminazione, in quanto LE UNIONI OMOSESSUALI NON POSSONO ESSERE RITENUTE AL MATRIMONIO. “

  6. Massimo Zambelli scrive:

    Anche la recente sentenza del Tar del Lazio che stabilisce (strambamente) che a cancellare l’illegale trascrizione dei matrimoni contratti all’estero non sia il Prefetto ma il Giudice, dice con grande chiarezza:
    “Nel decidere tali controversie, il giudice amministrativo ha eseguito una ricognizione della normativa comunitaria e nazionale e della giurisprudenza costituzionale e di legittimità, giungendo ad affermare che l’attuale disciplina nazionale non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, matrimoni del genere non sono trascrivibili” (nota del Segretariato generale)

  7. Filippo scrive:

    Il tribunale di Grosseto aveva invece imposto la trascrizione al sindaco, occorre aspettare i successivi ordini di giudizio, per le trascrizioni. Per ogni altro dettaglio sulle sentenze rimando all’ottimo sito www.articolo29.it .

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