Antonio Spadaro e la Cyberteologia senza internet

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La pagina facebook di Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica e collaboratore di Papa Francesco e presente al Sinodo per sua diretta nomina, è sparita. Mi dispiace. Questa notte tardi ho avuto un acceso confronto con alcuni suoi estimatori riguardo due punti dell’intervista che ha concesso a La Stampa (Articolo). Oggi sono andato a vedere se ci fossero degli sviluppi nella discusione e ho trovato un avviso di insesistenza della pagina, mentre, a momenti sì e altri no, sparisce da Fb perfino il nome Antonio Storaro. Saranno hacker o è stato deciso da lui?

Forse la “Cyberteologia” (suo neologismo) non accetta la logica del confronto di internet? Forse la parresia e la “trasparenza” del Sinodo non gli piace? O forse non era poi così “trasparente” il Sinodo, e chiudere il confronto è il nuovo stile della chiesa bergogliana? Oppure sta facendo carriera nello staff di papa Francesco e non può più avere una pagina di “battibecchi”… Sono curioso di vedere come il tema famiglia (e altri) sarà sviluppato in quest’anno che ci separa da ” ‪#‎Synod15‬ ”

I punti criticati dell’intervista sono due: Il primo è la frase

“La Chiesa ha riconosciuto il profondo valore delle convivenze e del matrimonio civile”.

Viene da chiedere perchè mai sposarsi civilmente visto il “profondo valore” della convivenza. Oppure perchè sposarsi in chiesa, visto il “profondo valore” del matrimonio civile. Devo avere perso qualche cosa. Si è passati dal ritenere la convivenza una situazione di peccato a promozione quasi cum laude per “profondo valore”. Come può essere male un valore così profondo? A che titolo cambiare e invitare a cambiare la situazione? Forse sposarsi in chiesa è un “superprofondo valore”?

L’altra perla dell’intervista è la seguente:

“Dal Sinodo si esce con una batteria di testi che meritano tutti di essere letti, a cominciare dal questionario dei fedeli. Sono state pubblicate anche le discussioni di gruppo, con le differenze e le tensioni. Tutto è stato trasparente e il metodo, libero e aperto, nuovo.”

Ma trasparente per chi? Siamo stati tenuti all’oscuro delle discussioni. Sono passati solo i riassunti e i commenti su un Riassunto di metà lavoro. Perfino il Cardinale Muller, uno che dentro la chiesa conta qualcosa, ha denunciato la censura: “Tutti i cristiani hanno il diritto di essere informati sugli interventi dei loro vescovi” (Intervista) Trasparenza proprio… Ma era presente Antonio Storaro o si sta ritoccando la realtà?

1 Commento a “Antonio Spadaro e la Cyberteologia senza internet”

  1. Massimo Zambelli scrive:

    Un amico mi ha detto che vede ancora la pagina e quindi la risposta al quesito è che MI HA BANNATO. “Questo profeta del dialogo”, ha commentato. E ha aggiunto: “Lascia perdere. Ha perso 10000 punti. Vedrai che non dura molto. O tolgono cattolica o tolgono civiltà”.

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