C’è del Santo

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In che mani siamo? Del sacro o del santo? C’è differenza tra sacro e santo. Il sacro è impersonale mentre il santo non regge senza una dimensione personale. Il sacro è intoccabile e vuole la distanza. Il santo vuole il contatto e l’incontro. Il sacro può essere malvagio, mentre il santo è pura luce di bene.

La festa di Tutti i santi rimanda al Santo. I santi sono coloro che si sono conformati al Dio Santo. Potremmo dedicare attenzione a loro, al loro impegno, e ci sta. Una memoria che dà forza e coraggio dicendoci che la santità è possibile anche per noi. Ma oltre a questa intenzione a me la festa ricorda che il Fondo della materia ha un’intenzione. Il nostro io indagante che si confronta con una materia furba e geniale ma sentimentalmente fredda, indifferente a noi e al nostro destino, questa materia è in realtà segnata dal senso, dall’intenzionalità, dal volere e dal sentire/sapere. Guardiamo Esso, il Mondo freddo, e incontriamo un Tu. L’inerte mondo, il neutro Esso, è la maschera del Tu che ci chiama a Sé. Dietro la maschera c’è un Volto. A che serve la maschera? Perchè il Santo e il Senso non si mostrano direttamente? Una prima spiegazione della sua ritrosia è che questo serve a ricavare uno spazio di libertà per noi. Il velo, la maschera, serve a schermare una presenza che sarebbe invadente, obbligante, costringente. Il velo lascia respirare, lascia agire, anche nell’errore. Ma poi, chi dice che non si stia mostrando? Le onde radio ci circondano, quelle Tv e i vari Wifi ci sommergono, eppure non le avvertiamo senza uno strumento adeguato. Un televisore traduce e mostra quello che era in primo piano intorno a noi. I santi sapevano tradurre il velo del mondo per scorgervi il volto di Dio, del Fondo della materia, del Cuore del mondo. “In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo”, dice il santo Paolo di Tarso.

Immersi in questo mondo sensato sappiamo cogliere un orientamento etico da attribuire al nostro agire. La fede che il Santo sia l’Onda radio che avvolge il tempo e lo spazio, dà tridimensionalità all’agire. La piatta equivalenza delle azioni, che corrisponderebbe perfettamente alla totale indifferenza della materia, è una comoda illusione. Non tutto va bene, proprio perchè il mondo è l’effetto di un creatore personale. La libertà ha una meta, da scoprire e vivere. Siamo un’automobile che deve andare da qualche parte, non da ogni parte. Il Santo orienta l’agire, anzi fa sì, proprio grazie a questa polarizzazione delle scelte, che ci sia agire. La vera azione non è mai senza intenzione, altrimenti è agitazione. L’etica, che riflette questa sensatezza dell’agire, è la sostanza della libertà, creata dal fondo Santo dell’essere. Dove c’è il Santo, testimoniato dalla vita dei santi, c’è la libertà dell’azione. Ciò supera l’arbitrarietà equivalente dell’agitazione, che confluisce presto nel sospetto del determinismo, dove tutto è pre-ordinato da stupidi e meccanici elementi. La libertà è tridimensionale. La fede nel Santo, nel fatto che ci sia e che avvolga tutta la realtà, e quindi la fede che tutta la realtà sia immersa e orientata dal Santo personale, crea la libertà come capacità di guidare l’agire, crea l’agire stesso, in quanto movimento orientato, conosciuto e deciso.

In che mani siamo? Siamo in buone mani. L’agire etico di tanti testimonia l’esistenza del Santo. Come anche l’esistenza della grammatica, cioè la consapevolezza di vivere in un mondo che abbia un senso, una logica, un logos profondo che ci permette di valutare, giudicare, scegliere, agire. Quanti santi inconsapevoli! Quanti testimoni del Fondo Santo dell’essere! E’ però umano dare un volto all’implicito vissuto. Se non altro per ringraziare. Ma anche per resistere alle potenti ondate di corrosione del senso che eruttano in occidente. Idee fasulle che storpiano il senso, che lo negano, spingendo generazioni all’inazione, paralizzandone la spinta di resistenza all’equivalenza. Attenti, perchè la coerenza con i presupposti materialisti e atei porta al nullismo dell’agitazione arbitraria. Solo rimanendo in debito della fede nel Santo come atmosfera che ci avvolge è permesso ancora per un pò di respirare senso ed etica, bellezza di essere a casa e speranza nella vittoria del bene. Non essendoci più bene, non ci sarà più male: tutto perfettamente equivalente. Benedetti gli incoerenti che invece annusano logos e senso, il volto del Santo, tra le fredde spire della fredda e stupida materia. Solo chiedo che aiutino anche noi, poco santi, a esplorare il Volto dietro la maschera.

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