La discriminazione di Amnesty

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Le encomiabili iniziative di Amnesty International a favore delle persone che subiscono la contrazione dei diritti umani fondamentali in tutto il mondo, non può esimere dalla critica quando questa associazione si fa portavoce di una teoria che costringe la realtà dentro schemi ideologici quale è quella Gender.

Nella Home page dell’Associazione del mese di ottobre e novembre è visibile l’azione, definita urgente, di raccolta firme per impedire che in Macedonia si confermi il progetto di riforma costituzionale che introduce la definizione di matrimonio come “unione tra uomo e donna”. Una specificazione resasi necessaria visti i cavilli a cui si attaccano coloro che vogliono decostruirlo estendendolo ad altre tipologie, una in particolare, quella omosessuale, mai riscontrata nella storia umana. E naturalmente tutta l’umanità di tutti i tempi ha sbagliato.

Secondo Amnesty “l’emendamento XXXIII discrimina esplicitamente le persone Lgbti, che vivono o vorrebbero vivere un’unione nel pieno godimento del diritto alla famiglia e ai diritti sociali e riproduttivi associati al matrimonio”.

Cosa critico di questo appello urgente? Intanto che è un’ulteriore prova della virata di Amnesty verso l’ideologia Gender. Chi vi partecipa lo sappia e, valutando la virata a partire dai propri principi etici, ne tragga le conseguenze. Chi fa parte delle lobby “LGBTIXYZ” è molto attento a selezionare chi non condivide le sue idee. Il resto del mondo è di una tolleranza e apertura letteralmente sfacciata, senza faccia, senza identità. Solo chi appartiene a quella lobbt sembra averne una, e molto forte. Ma non tutto fa brodo. E’ iniziato il tempo di fare scelte più essenziali, cioè legate a chi siamo e vogliamo essere.

L’altra questione, veramente ridicola, riguarda l’idea di DISCRIMINAZIONE. Non sarebbe quindi più solo discriminatorio trattare male gli omosessuali, insultarli, incarcerarli o condannarli a morte, come purtroppo accade ancora in qualche parte del mondo. Ma anche il semplice ritenere che il matrimonio sia tra uomo e donna e che la genitorialità sia quella di un padre e di una madre. Assistiamo ad un Mondo alla rovescia. Ed è il tipico caso del dare un dito e prendere un braccio. Discriminazione è trattare in maniera diversa cose uguali. Come non è ingiusto, e tantomento discriminatorio, trattare in maniera diversa cose diverse, così è invece ingiusto e discriminatorio pretendere lo stesso trattamento per situazioni diverse. E’ ben chiaro che non è omogenea l’attrazione per lo stesso sesso con quella di chi asseconda il preciso orientamento iscritto nella differenza sessuale tra maschio e femmina. L’orientamento sessuale prima che essere un sentirsi interiore, è la tensione oggettiva e reale dei due sessi all’incontro reciproco e alla riproduzione. Su questo è saggio costruire la società. E su questo i popoli del mondo, non ancora imbambolati da teorie che ribaltano la natura, hanno costruito le proprie società. L’orientamento sessuale è tra uomo e donna, i due sessi lo esprimono con una evidenza che solo chi è imbottito di ideologia non vuole vedere. Ma il Re è nudo! Serve l’innocenza e il coraggio di un bambino per palesare ciò che è sotto gli occhi. Chiaro ed evidente. E l’arroganza delle Lobby LGBTIXYZ pretende di impedire questo riconoscimento. E Amnesty usa il suo potere di pressione per condizionare i popoli e i loro governanti. Per accecarli.

E’ abbastanza chiaro, ora, che l’accusa di OMOFOBIA tocca la convinzione che l’orientamento sessuale sia tra uomo e donna? Altro che picchiare e insultare. Si è già omofobi (e se passa la legge Scalfarotto si può per questo finire in galera) anche solo a ritenere il matrimonio come unione tra uomo e donna, e che un bambino per crescere bene debba avere un padre e una madre. Cara Amnesty, allora è omofoba anche la nostra Costituzione italiana. A quando un’azione urgente per boicottarla?

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