Nè, Nè.

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No, non me la sento di essere con Charlie. Voce in parte fuori coro.

1) Sono mesi su mesi che il fondamentalismo islamico massacra migliaia di persone tra cui numerosissimi cristiani (crocifissi, bruciati, decapitati, sfollati, seppelliti vivi), nella pressochè totale indifferenza occidentale. Adesso 12 europei sono morti in casa e le notizie fioccano, le reazioni sono esagitate, lo shoc enorme, gli sfruttamenti politici e mediatici sono a nozze.

2) Nel sito della rivista www.charliehebdo.fr campeggia a lutto “Io sono Charlie”, scritta che viene portata nelle piazze e su internet. Persino in un Tg un commentatore dice che “non possiamo non dire io sono Charlie”. Ebbene no. Da parte mia c’è il rifiuto di queste morti e di questi metodi di lotta, c’è condanna di quei macellai che DA TEMPO colpiscono chi non la pensa come loro, ma non identificazione con la filosofia di questa rivista, e con la cultura che ci sta dietro, che chiama satira l’insulto permanente alle religioni. L’occidente deve fare i conti più seriamente con il non senso della vita e dell’etica che tanto relativismo semina nelle coscienze pubbliche. La denigrazione, dissacrazione, smerdamento continuo, senza distinzione tra chi vive la fede e chi la fanatizza, mettendo tutto nello stesso calderone, quindi un’idea di laicità falsa, ipocrita, che finge di essere neutrale mentre in realtà è estremamente partigiana, cioè dalla parte del nulla di senso, tutto questo non ci rende interlocutori con quell’islam che può reagire e combattere il fanatismo. Non siamo credibili come interlocutori, mostrandoci menfreghisti verso chi mette la religione al primo posto nella VITA, non nella vita privata, come se fosse un hobby riservato, un tiramento irrazionale. Chi è un serio credente dell’islam e capisce che essere occidenatle vuol dire essere dissacratore, senza valori che non siano quelli propri, non credo che l’accetti, anzi guarderà sempre più con simpatia a chi pone l’uso della violenza per imporre la religione e una visione religiosa della vita.

Cruciani e Parenzo e lo snob Mughini, stasera sulla Zanzara di Radio24 commentavano questi fatti. Cruciani che ripete che le “religioni gli fanno schifo”, che le religioni sono irrazionali, che fatti come quello di oggi gli confermano il suo schifo per le religioni, ecco questo pensiero conferma il danno che secondo me fa questa impostazione l’impostazione di queste persone e di una società che ha perso la bussola del ragionare. Si rende conto di quanto sia Intollerante lo stesso Cruciani? Che continuamente scomunica e condanna? Guardi allo specchi la propria condotta e modo di fare e poi critichi l’irrazionalità degli altri.

3) Terrosisti, assassini? Certo. Ma anche religiosi. La risposta non può essere solo militare ma anche culturale e religiosa. Non siamo pronti. Col nostro relativismo e laicismo non siamo pronti. L’alternativa tra stato islamico (o cristiano) e stato laicista (o ateo) può avere altre soluzioni da cercare con serietà, umiltà e determinazione.

4) Satira. Che è? La libertà di potere dire quello che ci pare? Di insultare chi ci pare? Di combattere il potere? Ma quale potere, chi detiene il potere oggi? Il mainstream relativista e nullista che rigetta l’idea di natura umana, che cancella le radici di una società, che vuole rinchiudere le religioni nel ghetto del soggettivo per avere la piazza libera, che sputtana continuamente i valori religiosi, l’etica e la storia di un popolo (a iniziare dai simboli religiosi e dalle tradizioni più belle sempre più boicottate), questo modello così diffuso e potente quante volte è caduto sotto i fari della critica satirica? Invece continue offese alle religioni. Ad es. quanto è stato smerdato e sputtanato Benedetto XVI? Devo pubblicare degli esempi? Voglio dire che questa satira pilotata, spesso tanto congeniale al SISTEMA, mi fa ridere per la sua giocherellosa inefficacia, innanzitutto nell’obiettivo a cui mira. Libera offesa non concide con libera stampa.

5) Spero che queste parole si possano ancora dire nel nostro mondo occidentale. Sarebbe davvero divertente criticare senza riserve il fanatismo censorio dei fanatici islamici e poi impedire il dissenso su alcuni aspetti della faccenda. Non somiglierebbe, questo modo di fare, a un “laicismo khomeinista”?

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