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L’anima spirituale e lo Star gate

Giovedì 24 Gennaio 2008

Star Gate e anima spirituale 

Rispondo qui alla richiesta di Giacomo che mi ha chiesto di dire cosa ne penso del suo commento leggibile qui (n. 6).

Interessante il riferimento all’Immacolata concezione. Personalmente amo molto il riferimento biblico alla Visitazione di Maria ad Elisabetta. I due, embrione e feto, si riconoscono e sussultano nel grembo. Esistono già come individui spirituali.

Tuttavia temo che questi argomenti di fede presi dal Magistero o dalla Scrittura servano a poco nel dialogo con chi preliminarmente non riconosce validità a queste fonti. E non riesco a dagli torto. Devo accettare Dio per fare valere le fonti che mi parlano di Dio. Un girotondo che non ha senso. Personalmente cerco di arrivare a Dio o all’anima con il dono dell’intelligenza. E in questa fatica sono confortato dalla stessa Scrittura oltre che dall’alto magistero di Benedetto XVI. La ragione è in grado di attingere dall’osservazione del mondo e di se stessa principi e verità eterne. L’esistenza di Dio e dell’anima è una conclusione filosofica, ossia dello spirito umano. Il semplice pensare e conoscere umano accade per un implicito trascendere dell’io pensante. La materia in questo non è svigorita. La materia è santa, bella, buona, miracolosa. Sta nelle mani di Dio che la fa esistere hic et nunc.

Se sia essa stessa, in una particolare configurazione, a formare lo spirito, come ha esplicitato Mancuso (che però non seguo), o se sia dono creato da Dio, come dice il catechismo, è un aspetto che dovrà essere approfondito prossimamente. E’ sbagliato escludere a priori una conciliazione.

Ci sono paradossi all’inizio della vita che mi turbano, non dico che mi tolgono il sonno, ma mi fanno pensare. Ogni volta che l’uomo inizia una vita (concepimento) contemporaneamente Dio crea l’anima. Sembra obbedire a noi. Si potrebbe immaginare in un laboratorio di fecondazione artificiale uno scienziato pazzo che si diverte a fare vite solo per il gusto di far lavorare Dio, obbligandolo a creare anime. E il caso dello stupro… Se non ci fossero stati questi abusi non sarebbero nati nuovi esseri umani, unici ed eterni, quindi bisogna essere grati al male che costringe Dio ad agire creando anime? Cosa vuol dire pensato e amato da Dio dall’eternità? Se uno nasce al mondo mediante uno stupro, significa che Dio presuppone quel delitto per adempiere il progetto di far nascere un individuo?

Tutto sarebbe più semplice se l’evento che include lo spirito dipendesse dalla particolare configurazione della materia. Nella materia, quando assume una particolare forma, si attinge lo spirito, si apre un varco di trascendenza. La materia come porta, “star gate”. Le note musicali sono materiali ma nella loro particolare forma assurgono a una bellezza (non tutte le musiche ovviamente) spirituale, trascendente. L’uomo è una forma ben più miracolosa di una canzone.

Qualcuno potrebbe  pensare che tutto sarebbe ancora più semplice se si negasse Dio e l’anima spirituale, ma in questo modo penso che si cadrebbe in paradossi ancora più grossi. A non tornare non sarebbero solo le esistenze nate dal male; in questo modo non si spiegherebbe la qualità speciale di ogni esistenza. Senza dimensione spirituale, oltre ad essere impoverita la dignità umana, che diventa un’illusione percettiva, non si spiegherebbe l’esperienza di autotrascendenza che avviene ogni volta che diciamo tu: rivolto al proprio io, al mondo o ad un altro individuo. Nel dire tu io sono altro. Se dico tu al mondo nel suo insieme, in me c’è altro.

Quando nasce un individuo appartenente alla forma umana è inclusa da subito la specificità della trascendenza. Sta a noi decidere se valorizzare solo chi riesce ad ad attualizzarla, ad esplicitarla nel presente, oppure chi questa specificità ce l’ha in modo anche latente. Nell’embrione è latente, così come nella persona in coma; ma anche nel dormiente è latente, in chi è sotto anestesia, nel distratto, nel bambino, nel pazzerello. Meglio onorare la “forma uomo” sempre. Compreso quando sembra essere solamente “formula” (Dna), ossia piccola forma, forma piccola, come l’embrione.