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TV a tesi anchilosate

Martedì 30 Settembre 2008

Il solito Augias ha ripreso la sua trasmissione su Rai Tre alla grande. Oggi una puntata con il Sign Englaro per parlare della figlia. Leggendo le presunte dichiarazioni della giovane Eluana sul non voler vivere in una situazione in cui poi di fatto è finita a vivere, Augias ha detto che quella dichiarazione vale anche per lui. Si è scusato per l’evidente “conflitto di interessi” dovuto al suo potere mediatico ma ne ha approfittato. Nessuno, dunque, soccorra e rianimi Augias se dovesse fare un incidente, per evitare quella condizione di dolore. Augias è pacato e signorile ma altamente indottrinato. Non è mancata, indovinate un pò, l’intervista a Veronesi. Mi va bene che nella Tv pubblica ci siano trasmissioni così catechetiche, ma vorrei allora che ci fossero anche trasmissioni con tesi altre e perfino esplicitamente cattoliche, senza ospiti bipartisan che attenuano le posizioni e ampliano i punti di vista come avveniva ad esempio in Excalibur condotta da Socci.

Nel merito del problema. Vero che non si può imporre una cura ad altri. Ma mangiare e bere sono una cura? Vero che negli anni trenta Eluana sarebbe morta, ma quanti casi ci sono oggi di persone che sarebbero morte negli anni trenta: diventa motivo di rifiuto dell’intervento terapeutico? Probabilmente vero che Eluana davanti a un malato ha espresso un comprensibile e spontaneo rifiuto di diventare tale. Ma ogni nostro commento di repulsione per situazioni di dolore e sofferenza diventaranno ad anni di distanza un vincolante diktat per i medici. Vero che è una condizione non augurabile. Ma la qualità umana in quelle vite umane è persa irrimediabilmente? Se sì, non sarebbe più umano spegnere quelle vite malate (sembra 2.000 casi in Italia) al di là del loro consenso? Se quella è vita senza dignità non si può permettere che altri esseri umani vivano senza dignità. Ecco aperta la porta all’eutanasia senza richiesta. Le parole del Sign Englaro sono pesanti quando descrive quella situazione di non-vita della figlia. Uno Stato e un sistema medico coscienzioso non possono permettere che si prolunghino vite-non-umane. Ma se un senso e una dignità c’è, chi ha diritto di disporne?