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DISCRIMINAZIONE O IPOCRISIA

Lunedì 7 Settembre 2015

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Dall’intervista della senatrice Cirinnà al Corriere della sera il 4 settembre:

«I cattolici chiedono di ampliare la distinzione tra unione civile e matrimonio, eliminando alcuni legittimi rinvii al codice civile. Io ho un mandato del mio partito a COSTRUIRE L’UNIONE CIVILE DANDO ALLE PERSONE DELLO STESSO SESSO I DOVERI E I DIRITTI RECIPROCI DEGLI SPOSATI. Diritti sociali fiscali e previdenziali, reversibilità e, punto fondante delle primarie di Renzi, la stepchild adoption. Se i cattolici vogliono levare alcune piccole cose simboliche, come il riferimento alla filiazione, le leverò».

STESSI DOVERI DEGLI SPOSATI. Quindi anche l’adozione e il ricordo a fecondazione artificiale. E se non li dà subito gli si apre la porta per una prossima approvazione, che dovrà essere acconsentita proprio per evitare una discriminazione con il matrimonio etero che si è voluto copiare.

«Il mio ddl costruisce una risposta complessiva a tutte le carenze di diritti che riguardano le coppie. Il titolo 1 istituisce le unioni civili tra persone dello stesso sesso, che acquisiscono quasi tutti i diritti degli sposati. Il titolo 2 riconosce diritti minimi alle coppie di fatto di persone conviventi more uxorio, omo o etero».

I conviventi etero sono discriminati rispetto agli omosessuali i quali hanno un istituto che li equipara al matrimonio. Perchè i conviventi omosessuali sono favoriti rispetto alle convivenze eterosessuali? Siamo al paradosso che per dare riconoscimento alle coppie omosessuali le si premia con privilegi che le coppie di conviventi etereosessuali se lo sognano. A loro solo DIRITTI MINIMI. Invece agli omosessuali un non-matrimonio che dà gli stessi diritti e doveri degli sposati. La distinzione tra Titolo 1 e 2 o mostra che vi è una pomposa DISCRIMINAZIONE tra conviventi etero e omo; oppure, per evitare tale discriminazione, si stabilisce, con triste IPOCRISIA, che l’Unione civile per omosessuali (Titolo 1) può offrire di più dei “diritti minimi” dei conviventi etero (Titolo 2) pechè è, di fatto, un MATRIMONIO, pur negandolo ufficialmente.

Quindi se l’Unione civile dei gay non è un matrimonio si discriminano le coppie di conviventi etero, mentre se non si vuole discriminare lo si può fare solo sottintendendo che l’Unione civile è di fatto un matrimonio, cosa che ipocritamente viene sempre negato. È un far politica che offende il naso e stimola al conato.

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