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Creazionisti e Corte europea dei diritti dell’uomo.

Sabato 21 Novembre 2009
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Nella sentenza contro il crocifisso la Corte europea per i diritti umani (CEDU) scrive:

La ricorrente sostiene in suo nome e in nome dei suoi figli che l’esposizione della croce nella scuola pubblica frequentata da questi ultimi ha costituito un’ingerenza incompatibile con il suo diritto di garantire loro una educazione ed un insegnamento conformi alle sue convinzioni religiose e filosofiche ai sensi dell’articolo 2 del Protocollo n° 1, disposizione che è formulata come segue:
« Il diritto all’istruzione non può essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose filosofiche. »

E nelle decisione finale dà ragione a quel ragionamento.

La Corte all’unanimità
Stabilisce che vi è stata violazione dell’articolo 2 del Protocollo n° 1 esaminato congiuntamente all’articolo 9 della Convenzione ed all’articolo 2 del Protocollo n° 1.

Ora, immaginate che un creazionista europeo (i creazionisti sono coloro convinti che la Bibbia, presa quasi alla lettera, dia anche informazioni scientifiche su come si sia formata la vita e la vita umana), anzi che una famiglia di creazionisti europei, facciano causa alla CEDU contro l’insegnamento dell’evoluzionismo, in quanto questa dottrina è ostile e contraria alla loro “convinzione religiosa e filosofica” tutelata dall’art 2 del Protcollo 1.

Che succederebbe? Ci potete giurare che il rispetto “dell’articolo 2 del Protocollo n° 1”, citato sopra, sarà a senso unico, ovvero contro la religione e a favore di un’impostazione atea della società. Laicità come sinonimo mascherato di ateità. Subito i giudici direbbero che no, l’evoluzionismo si basa su fatti, che è una teoria scientifica provata e che pertanto va accettata nell’insegnamento scolastico. Però… Però c’è un problema. Stando agli interpreti più accreditati ed editorialmente famosi, l’evoluzionismo conduce dritto dritto alla non fede, all’eliminazione di un progettista del cosmo, all’evaporazione di una intenzionalità nella dinamica della materia. Per Richard Dawkins (L’illusione di Dio), Daniel Dennett (L’idea pericolosa di Darwin, Rompere l’incantesimo), Telmo Pievani (Creazione senza Dio), Orlando Franceschelli (Dio e Darwin, Darwin e l’anima), per questi filosofi o studiosi dell’evoluzione (e per tutti gli atei dell’UAAR che hanno sostenuto la causa della signora Soile) la teoria evoluzionista conduce dritto dritto all’ateismo, è la prova che tutto viene dal solo caso, che non occorre nessun Dio, cosa condivisa, secondo loro, da Darwin stesso.

Bene, si può insegnare a scuola una teoria che va contro le convinzioni religiose dei genitori? Se non è così si deve SPIEGARE come ciò non possa accadere. L’insegnamento dell’evoluzione deve convincere studenti e genitori che l’ateismo di Stato non viene fatto passare in modo SUBLIMINALE (come per il crocifisso appeso in un’aula, dicono). Deve essere chiaro e trasparente che non è conclusiva l’assenza di Dio dallo sviluppo della vita, perché se così fosse, questa dottrina lederebbe la fede di milioni persone, e questo non si vuole che accada, vero Corte europea? Non basta dire “ciò è scientifico” o asserire che “ciò non lede la fede”. Se l’ateismo è la conclusione logica dell’evoluzionismo non può starci nella scuola pubblica, forse in una scuola gestita da Dawkins, ma in Europa non in quella statale. E deve essere ben dimostrato che non lede la convinzione religiosa di nessuno. Se vi è solo il sospetto di questa conclusione la CEDU dovrebbe intervenire, senza fare preferenze.

Gesù Cristo e Obama (per dire)

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