Il discorso
integrale del presidente del Senato Marcello Pera
alla cerimonia per la visita del Papa a Montecitorio
Difendere insieme
i valori dell'Occidente
"Santità,
nel darLe il benvenuto a nome dell'istituzione che
rappresento (il Senato della Repubblica Italiana)
e mio personale, desidero esprimerLe la nostra gratitudine
per l'opera infaticabile e così sofferta
che continua a svolgere contro ogni forma di totalitarismo,
violenza, sopraffazione e degrado morale, nel nome
dei valori della Chiesa cattolica di cui Lei è
Capo e missionario.
1. I valori cristiani e i diritti
dell'uomo.
Il primo dei valori cristiani è la dignità
della persona. Se, come il Cristianesimo insegna,
la Parola si è fatta carne, allora l'uomo
è immagine di Dio e ha valore in sè,
quale che sia la sua condizione. Da questo messaggio
rivoluzionario (lo 'scandalo e follia' di cui parla
San Paolo) segue che l'uomo è fratello all'altro,
è solidale con l'altro, ha compassione per
l'altro, ha rispetto dell'altro.
Questi valori (di umanità, fraternità,
solidarietà, carità, giustizia) i
credenti li basano sulla Rivelazione, e i laici
non credenti li giustificano invece con la ragione
o la cultura. Ma gli uni e gli altri su questi stessi
valori fondano oggi gli stessi diritti. Il diritto
alla libertà, all'uguaglianza, alla tolleranza.
Il diritto al rispetto e alla giustizia. Il diritto
alla libera manifestazione del pensiero ed espressione
di culto. Il diritto all'emancipazione da ogni stato
di inferiorità.
Questi diritti sono sanciti dalle
nostre Carte fondamentali, prima fra tutte quella
che più ci è cara, la Costituzione
della Repubblica italiana. In queste Carte, Dichiarazioni,
Convenzioni, Proclamazioni, è contenuto il
meglio che la civiltà, soprattutto quella
dell'Occidente, ha dato di sè.
2. L'identità dell'Occidente.
Noi abbiamo la consapevolezza che questa civiltà
occidentale sia figlia della cultura greco-romana,
che ci ha dato il concetto di polis e delle sue
istituzioni, e della cultura giudaico-cristiana,
che ci ha fornito il concetto di persona e del suo
valore intrinseco. Come spiegare l'odierna democrazia
senza il concetto greco della boulè? Come
spiegare la nostra società libera di uomini
solidali senza il concetto cristiano di agape? Sappiamo
da quale storia di progresso, ma anche di controversie,
dispute, lotte e anche guerre fra uomini di religioni
diverse, questa civiltà dell'Occidente sia
segnata.
Sappiamo come sia difficile mantenere
il rispetto e la tolleranza reciproca. Anzichè
essere fiero, ma non arrogante, di sè, l'Occidente
dei diritti oggi rischia di perdere il senso della
sua stessa eredità e identità proprio
mentre, in Europa, ci apprestiamo a costruire una
Unione politica.
Per questo - come ci ha ammonito
la Veritatis splendor - anche noi non vorremmo che
la nostra democrazia, alla quale siamo così
legati, si alleasse con il relativismo etico, del
quale invece temiamo le conseguenze. Come potremmo
apprezzare, sostenere, difendere le nostre conquiste
se ad esse fosse estraneo ogni concetto di verità
o di approssimazione alla verità? Come potremmo,
in un libero Parlamento come questo, confrontarci
su provvedimenti che riteniamo giusti, equi, utili,
se poi i giudizi di giustizia, equità, utilità
li lasciassimo alla relatività di ogni metro?
Non è così. Noi i provvedimenti che
adottiamo li misuriamo con metri che trascendono
i nostri interessi soggettivi e contingenti, il
metro del "bene comune" e del rispetto
della volontà popolare.
3. Autonomia della politica e laicità
delle istituzioni.
Quello stesso libero confronto che in questo Parlamento
è garantito a tutti ci fa apprezzare anche
i valori dell'autonomia della politica e della laicità
delle istituzioni democratiche.
Dare a Cesare ciò che Cesare
(oggi, il popolo sovrano) ritiene opportuno gli
sia dato dai suoi rappresentanti nella sfera della
politica è la garanzia migliore per dare
a Dio ciò che ciascuno ritiene doveroso dargli
nella sfera della propria coscienza. Allo stesso
modo, mantenere istituzioni che siano rispettose
di tutti i valori di singoli o gruppi che in esse
regolano la propria vita è la garanzia più
forte per conservare la libertà dei loro
credi ideologici, filosofici, religiosi.
Noi sappiamo che ciò che diamo
a Cesare ha un limite in ciò che molti ritengono
appartenere a Dio, così come sappiamo che
nessuna istituzione può dirsi neutra rispetto
ai valori sui quali essa stessa si fonda. Ma proprio
per questo (per fare delle istituzioni un bene di
tutti e per proteggere i credi di ciascuno) noi
agiamo nel rispetto dei principi di autonomia e
laicità. Anche questi principi li consideriamo
eredità del Cristianesimo. Grazie ancora,
Santità, della Sua visita e delle parole
che ci dà l'opportunità di ascoltare".