| La ricerca dell’ultimo
cinquantennio è stata propiziata da uno studio
nuovo delle fonti già note e dalla scoperta di
fonti nuove, soprattutto quelle di Qumràn e di
Nag Hammadi, e dal materiale proveniente dagli
scavi archeologici .
Occorre distinguere tra le fonti
dirette su Gesù e quelle indirette, che contribuiscono
a ricostruire l’ambiente sociale, politico, religioso
ed economico in cui Gesù visse. Tra le fonti
dirette, anzitutto i Vangeli e gli scritti
non cristiani che menzionano Gesù (Flavio Giuseppe,
Tacito, Svetonio, le fonti giudaiche,, etc.).
La novità maggiore sta nello studio delle fonti
indirette, giudaiche (apocrifi dell’Antico
Testamento, rotoli del Mar Morto, scritti di Flavio
Giuseppe, Targum, scritti rabbinici) e greche
(papiri magici greci e fonti della scuola stoico-cinica,
da utilizzare con attenzione), e nell’utilizzo
delle recenti scoperte archeologiche.
Nello studio delle fonti vengono
applicati metodi diversi: quello storico-critico,
che è il medesimo applicato per qualsiasi altro
testo dell’antichità, quello storico-letterario
(li esaminiamo nella sezione dedicata al Nuovo
Testamento) e quello sociologico. Per quanto riguarda
l’approccio ai Vangeli, gli studiosi hanno cercato
di individuare dei criteri per valutare ciò che
in essi proviene da Gesù stesso, per distinguerlo
dalla tradizione della Chiesa primitiva; tra i
tanti proposti ricordo:
Criterio dell’imbarazzo: È
molto improbabile che la Chiesa abbia creato qualcosa
che le causasse imbarazzo. La tendenza negli
stadi successivi della tradizione è piuttosto
quella di attenuarlo (ad esempio, il battesimo
di Gesù da parte di Giovanni, che poteva offuscare
la superiorità di Gesù di fronte al Battista).
Criterio della discontinuità o
della dissomiglianza: Sono da ritenersi
storicamente autentici i dati evangelici non riconducibili
né alle concezioni del giudaismo, né al linguaggio,
alla prassi e al pensiero della Chiesa delle origini.
Questo criterio è stato recentemente un po’ ridimensionato,
in quanto la sua applicazione radicale fa di Gesù
un isolato dall’ambiente di origine e separato
dalla Chiesa che lo considera suo fondatore, insistendo
troppo sulla unicità e sulla superiorità di Gesù
su di essi. Si tende allora a ritenerlo comunque
valido in senso positivo e non in negativo: con
questo criterio si può stabilire un nucleo sicuro
di detti o fatti a Gesù certamente attribuibili,
ma non si possono escludere gli altri in blocco.
Criterio dell’attestazione multipla:
È da considerare probabilmente storico ciò
che è attestato unanimemente da più tradizioni
neotestamentarie (e/o non neotestamentarie) o
che si può ritrovare presente in più forme differenti
(narrazioni, controversie, discorsi, ecc.);
anche se l’attestazione di una singola fonte non
è un motivo sufficiente per escludere un racconto.
Criterio della coerenza o concordanza:
Sono considerati probabilmente autentici i
detti o le azioni conformi all'ambiente o all'epoca
di Gesù e coerenti con il suo insegnamento, la
sua prassi e la sua immagine in generale.
Questo criterio interviene dopo che una certa
quantità di materiale storico è stato isolato
dai criteri precedenti.
Criterio di spiegazione necessaria:
Sono probabilmente storici quegli elementi
la cui autenticità è necessario riconoscere per
comprendere altri elementi storicamente accertati.
Questo criterio può avere una duplice funzione:
da una parte, utilizzando dati già certi, esso
cerca di individuare una spiegazione necessaria
dei fatti, che sia coerente e sufficiente, la
quale illumini e disponga armoniosamente tutti
questi elementi (che altrimenti rimarrebbero inspiegabili);
dall'altra, quando l'interpretazione necessaria
è nota, può essere di aiuto nell'isolare gesti
e parole che la supportino. È il caso della spiegazione
del perché Gesù fu sottoposto al supplizio capitale
(qualcuno parla di un apposito "criterio del rifiuto
e dell'esecuzione"): c'è già un dato di fatto
(ovvero la condanna a morte di Gesù da parte delle
autorità): il compito diviene quello di cercare
gli elementi nei testi che la giustificano. Allo
stesso modo, quei dati storici la cui autenticità
è già stata verificata servono a spiegarci il
motivo della sua condanna, e ne confermano indirettamente
la storicità. Non può in questo senso essere storico
un Gesù blando, semplice creatore di simboli che
parlava per enigmi e non minava alle radici le
persone, specie le autorità giudaiche e romane
che ne decretarono la morte; la sua esecuzione,
infatti, risulterebbe incomprensibile.
Occorre comunque ricordare che l'applicazione
di questi criteri, i quali hanno un valore diverso
tra loro, non è assolutamente meccanica, ma tiene
conto di diversi fattori e gradi di probabilità.
Essi, inoltre, vengono utilizzati in modo convergente:
cum plurima cuncurrunt, maiora sunt indicia.
NOTE AL TESTO
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