| Per approfondire il
tema della cosiddetta “Terza ricerca” sul Gesù
storico, si veda di John P. MEIER, professore
alla University of Notre Dame, l’articolo
The Present State of the “Third Quest” for
the Historical Jesus: Loss and Gain, in «Biblica»
LXXX (1999), pp. 459-487.
http://www.bsw.org/?l=71801&a=Comm11.htm
In esso l’autore esamina i lati positivi
e negativi di questa indagine, concentrandosi
sugli studi di area anglofona. Tralasciati i discutibili
assunti dello Jesus Seminar, la “terza
ricerca” del Gesù storico ha apportato alcuni
significativi contributi: il suo carattere ecumenico
ed internazionale, la chiarificazione del problema
dell’affidabilità delle fonti, l’immagine più
esatta del giudaismo del I secolo, l’uso delle
nuove acquisizioni dell’archeologia, della filologia
e della sociologia, il chiarimento dei criteri
di storicità, la giusta attenzione alle tradizioni
dei miracoli e il carattere giudaico di Gesù.
Armand
PUIG I TÀRRECH, La recherche du Jésus historique,
in «Biblica» LXXXI (2000), pp. 179-201.
http://www.bsw.org/?l=71811&a=Comm04.html
La ricerca per il Gesù storico è
compito dello storico, ma egualmente interessa
il teologo e l’esegeta. Le fonti e la verifica
della loro storicità meritano un’attenzione speciale.
Il criterio della plausibilità storica, recentemente
formulato da G. Theissen, supera le prospettive
metodologiche adottate fino ad oggi. Si ripropone
il problema dello studio del rapporto fra storia
e fede, che è stato interrotto con l’Illuminismo,
e dell’analisi della continuità tra Gesù e la
sua Chiesa primitiva.
Vittorio
FUSCO (+), della Facoltà teologica dell’Italia
meridionale, Passato e futuro nella «Ricerca
del Gesù storico», in Acta Pontificii Instituti
Biblici 1998-99, pp. 605-613.
http://www.pib.urbe.it/doc-vari/conferenza_fusco.html
L’interesse per la ricerca storico-critica
sulla figura di Gesù era già presente in nuce
nella Chiesa antica. Difficoltà di raggiungere
un consenso nelle varie interpretazioni, e riproposizione
di vecchie teorie talora spacciate per nuove.
Due paradigmi ricorrenti: Gesù come predicatore
escatologico ebraico, o Gesù non-escatologico,
puramente etico-sapienziale. La fede degli storici
ha stimolato, ha alimentato la razionalità storica,
senza minimamente svuotarla delle esigenze metodologiche
che le sono proprie.
Hugo
STAUDINGER, Arbitrarietà dell'alternativa fra
il «Gesù storico» e il «Cristo kerygmatico»,
in Credibilità storica dei Vangeli, Bologna,
EDB, 1991, pp. 11-20.
http://sanlorenzo.dataport.it/Sacra_Scrittura/arbitrarieta_alternativa.htm
Nel commento di un teologo quelli
che a suo parere sono i limiti della distinzione
tra il Gesù storico ed il Cristo della fede (o
kerigmatico). Porre l'alternativa se i Vangeli
costituiscano un messaggio di salvezza oppure
una testimonianza di eventi storici è porre la
domanda in modo sbagliato. Carattere specifico
dei racconti evangelici. Utilità della distinzione
fra gli avvenimenti storici e le interpretazioni
teologiche ad essi connesse.
Birger
A. PEARSON, professore emerito di Studi Religiosi
alla University of California, Santa Barbara,
The Gospel According to the Jesus Seminar.
http://id-www.ucsb.edu/fscf/library/pearson/seminar/home.html
Analisi critica della metodologia
e dei risultati del Jesus Seminar e delle
sue pubblicazioni dei «Cinque Vangeli».
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