CONFRONTI

 

 

 

     
     

L'ateo che tira fuori l'anima

martedì 29 giugno 2004 12.32

r.
> Secondo me lo fai di proposito a non capire che per noi della lista la "
vita " non corrisponde nei suoi inizi ad una "persona"!!!!!!!!!!

Massimo:
Dopo tante rampognate (non tue) che in questa lista non si può parlare di un pensiero unico adesso mi vieni a dire che "noi della lista lista pensiamo così"?

> Tant'è che la riga successiva parli direttamente di persona, come se un
embrione di pochi giorni fosse già persona!!!!!!

Per me ogni essere umano è una persona. Se scindi la definizione di essere umano da persona ti metti su un pendio irresistibile in cui altri staccheranno la spina della personalità a seconda dei comodi del momento. Il dramma è che non te ne rendi conto. Se a fare la persona sono quantità o qualità estrinseche alla sua costituzione fisica, visibile, si è in balia dell'autorità esterna. Tu da ateo dovresti accorgertene. Se a fare la persona è l'anima, estrinsecamente data da Dio, capisci che finch'è non ha anima non è persona. E quando ha anima? Quando altri lo decidono. I teologi in questo caso.

Tu da ateo ragioni in modo simile: "Decido io, con i miei criteri, quando diventa persona". Sarà quindi un'autorità esterna che certificherà l'acquisizione della personalità o la sua cessazione in certi casi. E' un pensiero dualista. Nessuno ascolta. Se la personalità è uno status estrinseco alla carnalità, alla corporalità, alla cosalità, alla individualità biologica del soggetto, allora la acquista e la perde. L'embrione non l'ha ancora, quello in coma non l'ha più, come il matto, l'indios... il cattolico... :-)

> Finchè ciò non sia dimostrato, rimane solo la tua fede ad avallare
quest'idea...e non puoi obbligare chi non ha la tua fede a comportarsi come
se ce l'avesse!!!!!

Chiedo un briciolino di onestà. Hai udito o letto una parola di fede? Al contrario ti sto dicendo che sei tu a ragionare come uomo di fede dicendo che il valore dell'uomo, cioè la personalità, risiede in qualcosa di estrinseco dal suo corpo. Io dico il corpo umano è persona umana. Da sempre e per sempre. Appena appare una individualità umana, lì c'è persona umana. Se non è così inizia la ridda delle interpretazioni di quando e di come e fino a quando e fino a come c'è personalità. Dualismo puro. Peter Singer docet. Alla fine un cagnoilino, o una mucca da pascolo faranno più compassione che un essere umano malato di mente. Vedi la discussione sull'animalismo mimetizzato. Nietzsche ritorna a vincere e dopo avere ammaliato i gerarchi nazisti seduce la borghesia di massa.

> La differenza è tutta qui: tu vorresti obbligare tutti a pensarla come te;
noi vorremmo che ognuno possa seguire la propria coscienza!!!!!

Non può essere la coscienza a decidere un dato di fatto. La coscienza interviene su come trattare e agire. Non decide il cosa ma il come. Se l'essere umano non è uomo, umano, persona umana fin dall'inizio del suo sviluppo, dal concepimento, dimmi tu da quando lo è. Oggettivamente. Dimmi cosa fa sì che lo rende umano ed esattamente quando. Non si può essere "giandoni" quando si tratta di vita e di morte.

> Se per te va bene una società che obbliga ad aver fede, non ti puoi aspettare di meno che una "lotta dura, senza paura" ,

Di quale fede parli? Du che sei razionalisda aiuda me bovero negro a cabire quando e come si divenda bersone. Se dici che il mio è un discorso di fede, immagino che sia perchè tu hai la ricetta empirica, basata su ragione. Ma la leggi?

> non ti puoi aspettare di meno che "alleanze" più o meno discrete, da parte della tua Chiesa, con altre fedi che vorrebbero obbligare tutti ad aver fede ( anche solo formalmente );

si vedrà. Se per tutelare la vita umana occorre allearsi con i fondamentalismi...

> non ti puoi aspettare di meno che il nostro disprezzo per questa visione della società, illiberale e liberticida, tua e della tua Chiesa

Questa è bella. Chiami liberticida chi vuole difendere la vita umana dalle sgrinfie dei prepotenti che la vogliono usare e disfare come gli pare.

Massimo