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LEGGE E REFERENDUM

DALL'EUROPA

     
     

RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO del 20 settembre 1996 sulla "Tutela del diritti umani e della dignità dell'essere umano in relazione alle applicazioni biologiche e mediche"

(Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. C 320 del 28 ottobre 1996)

Il Parlamento europeo,

viste le sue risoluzioni del 16 marzo 1989 sui problemi etici e giuridici della manipolazione genetica (1) e sulla fecondazione artificiale in vivo e in vitro (2);visto il progetto di Convenzione del Consiglio d'Europa sulla tutela dei diritti dell'uomo e della dignità dell'essere umano in relazione alle applicazioni biologiche e mediche (Convenzione sui diritti dell'uomo e la biomedicina) (3);visto il parere espresso dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa nel febbraio 1995 (4):
A. considerando che nel suo parere 2/94 la Corte di giustizia delle Comunità europee ha stabilito che nessuna delle disposizioni del trattato conferisce in via generale alle istituzioni comunitarie la competenza per adottare disposizioni concernenti i diritti umani o concludere convenzioni internazionali in materia;B. considerando che i lavori del comitato incaricato della redazione si sono conclusi nel giugno 1996 e che il Parlamento europeo, se intende pronunciarsi in materia, deve farlo ora;C. considerando che il comitato incaricato della redazione ha fra l'altro incontrato difficoltà nel formulare le disposizioni sulla liceità della ricerca su soggetti incapaci di esprimere il proprio consenso e che a tale proposito é necessario escludere qualsiasi possibilità di abuso; D. consapevole che il problema della liceità della ricerca sugli embrioni e quello degli interventi sulla catena germinale sono strettamente correlati fra loro e che la messa a punto di tali interventi richiederebbe esperimenti su un numero estremamente elevato di embrioni;E. convinto che detti interventi debbano essere respinti e vietati poiché non é tecnicamente possibile controllare le loro ripercussioni nel lungo periodo, non esiste la possibilità di ottenere il consenso delle future generazioni interessate ed essi spalancherebbero definitivamente la porta all'eugenetica e alla mercificazione dell'essere umano:1. si richiama al parere espresso dalla Corte di giustizia il 28 marzo 1996; invita la Commissione, in quanto guardiana dei trattati, a prendere posizione sulla possibilità che la Comunità aderisca alla Convenzione in base ai trattati vigenti; qualora tale adesione non fosse possibile, invita la Conferenza intergovernativa a occuparsi del problema e a esaminare, se necessario, quali siano le modifiche da apportare al trattato per rendere possibile l'adesione stessa;
2. reputa indispensabile fissare, nel settore della biologia, della biotecnologia e della medicina, regole etiche fondate sul rispetto della dignità umana 3. ritiene necessario seguire criticamente i lavori del comitato direttivo, accanto all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e ai parlamenti nazionali in qualità di rappresentante dei popoli dell'Unione e tenuto conto del ruolo svolto dalla nostra istituzione nell'assegnazione degli stanziamenti per la ricerca;4. richiama l'attenzione sul fatto che l'impostazione del progetto attuale é quella di una regolamentazione quadro che dovrà essere integrata da protocolli per sviluppare ulteriormente nei singoli settori i princípi contenuti nella Convenzione; ricorda a questo proposito le 62 richieste avanzante con le succitate risoluzioni del 16 marzo 1989;5. si rammarica che originariamente non sia stato previsto né avviato alcun dibattito pubblico dal Consiglio d'Europa nonostante siano in fase di elaborazione importanti argomenti etici con grandi ripercussioni per il futuro; quindi l'opinione pubblica ne avrebbe dovuto essere ben informata fin dall'inizio; 6. adotta la seguente posizione sulle principali questioni sollevate dal progetto di convenzione, nella forma in cui si presenta attualmente, e chiede alla Commissione di tenere conto dei seguenti elementi: la ricerca medica effettuata su una persona incapace di dare il proprio consenso non dovrebbe essere autorizzata che in circostanze eccezionali, a patto che il rappresentante legale di tale persona abbia dato il proprio accordo liberamente e in cognizione di causa, senza pregiudizio per le ulteriori garanzie giuridiche, che l'intervento in questione sia strettamente connesso con la malattia dell'interessato, che la ricerca in questione non possa essere effettuata su persone capaci di dare il proprio consenso e che sia di natura tale da produrre risultati direttamente benefici per la salute dell'interessato;la dignità dell'essere umano é indivisibile; non puó esservi alcun regime descriminatorio applicabile ai portatori di handicap; si potrà legiferare unicamente sulle decisioni da adottarsi, in conformità dei criteri applicabili alle persone capaci di dare il proprio consenso, in luogo delle persone a ció incapaci;il commercio di embrioni umani, di feti e di tessuti fetali deve essere vietato per legge senza alcuna eccezione;la ricerca distruttiva dell'embrione umano e la produzione di embrioni umani a fini di ricerca devono essere vietate;in caso di fecondazione artificiale deve essere vietato l'impianto nella donna di piú di tre embrioni nel corso di un ciclo; la conservazione criogenica di embrioni non deve essere autorizzata se non, a titolo eccezionale e per ragioni mediche, nel caso in cui l'impianto previsto non possa essere realizzato nel corso del ciclo;la crioconservazione successivamente al completamento del trattamento di fertilizzazione deve essere vietata;la convenzione deve stabilire senza ambiguità che gli interventi sul genoma umano volti a modificare o che modificano la linea germinale devono essere vietati dalla legge e si propone di formulare un articolo del progetto di Convenzione nel modo seguente: "La manipolazione del genoma umano a fini di prevenzione, di terapia o di diagnostica, puó essere intrapresa solo nella misura in cui é garantito che essa non modificherà la linea germinale (non é vietata la cura del tumore alle gonadi mediante radioterapia o chemioterapia); é essenziale vietare qualunque trasmissione di risultati di test genetici ad altre persone o istituzioni, salvo in caso di richiesta giudiziaria o previo esplicito accordo da parte dell'interessato;deve essere vietata qualsiasi trasmissione dei risultati di esperimenti genetici ad altre persone o istituzioni (per esempio compagnie di assicurazione o datori di lavoro), tranne che su disposizione delle autorità giudiziarie; a tale proposito occorre limitare la portata degli articoli 10, 11, 12 e 13 mediante chiare disposizioni concernenti i diritti del singolo all'assoluta tutela di tutti i dati concernenti la sua identità genetica e le sue caratteristiche genetiche;la convenzione deve comportare disposizioni precise che garantiscano l'impossibilità di acquistare, vendere o trattare in ogni altro modo come un bene commercializzabile alcun organo o tessuto umano vivente; la realizzazione di test volti a prevedere l'apparizione di malattie genetiche o che consentano di identificare delle predisposizioni genetiche a tali malattie o a tali malformazioni non deve essere autorizzata se non nei casi nei quali sia in gioco la vita del paziente e un trattamento efficace o una prevenzione sia attualmente praticabile; qualunque futuro test in grado di prevedere caratteristiche comportamentali deve essere espressamente vietato per legge; deve essere vietata ogni discriminazione o selezione tramite test genetici da parte di assicuratori o datori di lavoro;deve essere vietata qualsiasi pressione o limitazione al diritto dei genitori di accettare figli handicappati;
7. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Segretario generale del Consiglio d'Europa, all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e ai governi degli Stati membri.

(1) Gazzetta Ufficiale C 96 del 17 aprile 1989, pag. 165.
(2) Gazzetta Ufficiale C 96 del 17 aprile 1989, pag. 171.
(3) Nella versione del "comitato direttivo sulla bioetica" (CDBI) del 6 giugno 1996.
(4) Processo verbale della 6º seduta, 2 febbraio 1995, AS (1995) CRG.

RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
DEL 16 MARZO 1989 SUI PROBLEMI ETICI
E GIURIDICI DELLA MANIPOLAZIONE GENETICA

(Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. C 96/116 del 17 aprile 1989)
Il Parlamento europeo,
viste le proposte di risoluzione di cui ai docc. 2-420/84, 2-596/84, 2-630/84, 2-638/84, 2-715/84, B2-148/86, B2-1665/85, B2-534/86, B2-619/86, B2-704/86, B2-989/86 e B2-72/88;in relazione all'offerta del Presidente della Commissione in merito al diritto di iniziativa formulata dinnanzi al Parlamento europeo il 15 gennaio 1985 (1);
visti i risultati delle audizioni effettuate dalla commissione giuridica e per i diritti dei cittadini dal 27 al 29 novembre 1985 e dal 19 al 21 marzo 1986; visti i lavori preliminari compiuti nel settore della biotecnologia soprattutto mediante la relazione Viehoff (2); vista la proposta della Commissione per un programma specifico di ricerca nel settore sanitario "Medicina predittiva" - analisi del genoma umano (COM(88) 424 def. - SYN 146) (3); visti la relazione della commissione giuridica e per i diritti dei cittadini e i pareri della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori, della commissione per i diritti della donna e della commissione politica (doc. A2-327/88):
A. considerando i progressi compiuti negli ultimi anni dalla scienza e dalla ricerca nel settore dell'ingegneria genetica e gli ulteriori passi avanti che si prevedono per il futuro;B. visti i risultati della ricerca e la loro applicazione nel settore della lotta contro la sterilità nell'essere umano;C. consapevole che già oggi l'ingegneria genetica incide notevolmente sulla vita sociale; D. considerando in particolare che dall'analisi dei genomi possono derivare da una parte la possibilità di migliorare la diagnostica, la prevenzione e la terapia, dall'altra il rischio di fissare obblighi eugenetici preventivi, di ricorrere ad analisi genetiche quale strumento di controllo sociale e di esclusione di interi strati della popolazione, di selezionare embrioni e feti sulla base di caratteristiche esclusivamente genetiche, di provocare sostanziali alterazioni per la nostra convivenza sociale; E. considerando che non esistono metodi scientifici affidabili per valutare le conseguenze a medio e lungo termine della liberazione nell'ambiente, fondamentalmente irreversibile, di organismi geneticamente manipolati;
F. preoccupato in quanto alcuni esperimenti comportano la liberazione di tali organismi;G. considerando che le necessarie misure legislative devono tener conto della dignità e dell'autodeterminazione della donna;
H. considerando che il problema dell'aborto si differenzia dalle questioni trattate nella presente risoluzione e che nessuno puó fare riferimento a quanto illustrato nella presente sede nella discussione in merito all'aborto,
in merito al metodo:
1. si dichiara intenzionato a indagare e valutare concretamente già allo stadio della ricerca e dello sviluppo i problemi sociali, economici, ecologici, sanitari, etici e giuridici dei nuovi sviluppi nel settore della biotecnologia; in tale contesto vanno inseriti anche i possibili effetti collaterali (sociali) inopportuni e non voluti; 2. invita la Commissione ad aderire alle sue valutazioni etiche e giuridiche e a presentare proposte adeguate in merito ad atti normativi comunitari relativi alla sua sfera di competenza;3. chiede ai governi e ai parlamenti degli Stati membri di avviare le iniziative adeguate nei loro settori di competenza e si attende che si adoperino parallelamente in tal senso nell'ambito delle organizzazioni internazionali di cui fanno parte; 4. invita l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e il suo Comitato dei Ministri ad agire di conseguenza;5. decide a tal fine di prendere l'iniziativa di costituire una commissione su base internazionale e pluralistica per la valutazione etica, sociale e politica dei risultati della ricerca relativa al genoma umano e delle sue possibili applicazioni: a) elaborare un quadro riassuntivo dei programmi, obiettivi e risultati della ricerca connessa al genoma umano e metterlo a disposizione dell'opinione pubblica e delle istanze decisionali politiche; b) emettere pareri su tali programmi di ricerca e, nella misura in cui saranno sostenute dalla Comunità europea, seguirne gli sviluppi e controllarne l'applicazione;c) elaborare princípi sul trattamento da riservare ai risultati dell'analisi genetica sull'essere umano e discuterne pubblicamente;d) promuovere e organizzare conferenze internazionali e altre forme di scambi permanenti di informazioni e opinioni su tale tema con l'obiettivo di pervenire ad accordi a livello mondiale e a princípi etici sul trattamento da riservare alle conoscenze derivanti dall'analisi del genoma umano;e) sostenere le decisioni su tale tema del Parlamento europeo, della Commissione e del Consiglio mediante informazioni e pareri e un'adeguata informazione e partecipazione dell'opinione pubblica;la commissione dovrebbe essere composta di membri del Parlamento europeo, dei parlamenti nazionali degli Stati membri, di rappresentanti di organizzazioni che sostengono gli interessi di gruppi particolarmente coinvolti (donne, lavoratori, consumatori, handicappati, addetti settore sanitario, eccetera) e di esperti;
6. auspica che tale commissione sia dotata delle risorse necessarie che le consentano di disporre di un segretariato indipendente dalle altre istituzioni, di riunirsi regolarmente e in particolare di finanziare il necessario lavoro scientifico di base;
in merito al contesto giuridico:
7. ribadisce la libertà di fondo della scienza e della ricerca;8. considera che la responsabilità della società nel suo insieme per quanto riguarda l'operato dei ricercatori e della ricerca si esprima sul piano giuridico nelle limitazioni della libertà della scienza e della ricerca risultanti in particolare dai diritti dei terzi e delle società da essi costituite;9. riconosce tra i diritti che determinano tali limitazioni soprattutto la dignità dell'individuo e della collettività costituita dagli individui;10. ritiene che la definizione di tali confini sia un compito irrinunciabile dei legislatori; 11. ritiene che il ruolo dei comitati etici e delle sedi competenti in materia di diritto professionale sia esclusivamente quello della elaborazione concreta delle norme fornite dai legislatori;
in merito all'analisi del genomo in generale:
12. considera premesse indispensabili per il ricorso alle analisi genetiche che:
a) queste ultime nonché le consulenze relative siano volte esclusivamente al benessere degli interessati, si basino solamente sul principio del volontariato e i risultati di un'analisi vengano comunicati agli interessati su loro richiesta; ció vuol dire anche che un medico non ha il diritto di informare membri della famiglia degli interessati senza l'autorizzazione di questi ultimi;b) esse non vengano mai utilizzate con l'obiettivo scientificamente discutibile e politicamente inaccettabile di un "miglioramento positivo" del pool genetico della popolazione, di una selezione negativa di caratteristiche genetiche indesiderate o della fissazione di "norme genetiche"; c) il principio dell'autodeterminazione individuale del soggetto sottoposto ad analisi abbia priorità assoluta rispetto ai condizionamenti di carattere economico dei sistemi sanitari, in quanto ogni singolo individuo ha il diritto inalienabile di conoscere o di non conoscere i propri geni;d) l'elaborazione di schede genetiche individuali deve essere eseguita da un medico; va vietata la trasmissione, raccolta, archiviazione e valutazione dei dati genetici da parte di autorità statali e di organizzazioni private;e) la messa a punto di strategie genetiche per la soluzione di problemi sociali venga evitata, in quanto ció minerebbe la nostra capacità di considerare la vita umana come un complesso insieme di fattori che non potrà mai essere compreso completamente applicando un solo metodo scientifico; f) le conoscenze ottenute dall'analisi genetica siano assolutamente attendibili e consentano di esprimersi chiaramente su fatti medici definiti e precisi la cui conoscenza giova all'interessato specificamente sotto il profilo sanitario;
in merito all'analisi genomica sui lavoratori:
13. rileva che la selezione volta a escludere i lavoratori soggettivamente meno resistenti non puó rappresentare in nessun caso un'alternativa al risanamento dell'ambiente sul luogo di lavoro;14. chiede di vietare in forma giuridicamente vincolante la selezione dei lavoratori sulla base di criteri genetici;15. chiede di vietare in via di principio le analisi genetiche per le visite mediche in serie;16. chiede che gli esami genetici sui lavoratori, nell'ambito della medicina del lavoro, non siano effettuati prima della loro assunzione e possano essere eseguiti da un medico scelto dall'interessato ma non da un medico aziendale solo su base volontaria e in relazione allo stato di salute del momento nonché agli eventuali rischi connessi all'impiego in un determinato posto di lavoro; i risultati possono essere comunicati solo agli interessati e un'eventuale trasmissione é a loro esclusiva discrezione; eventuali violazioni delle restrizioni previste per il diritto di ottenere informazioni vengono punite con sanzioni penali;17. ribadisce il diritto dei lavoratori interessati a essere informati esaustivamente e consultati sulle analisi proposte e sul significato degli eventuali risultati prima che si proceda a tali esami e a rifiutare di essere sottoposti ad analisi genetiche in qualsiasi momento, senza indicazione dei motivi e senza che ció possa comportare conseguenze positive o negative;18. chiede che i dati genetici relativi ai lavoratori non possano essere registrati e che siano protetti dall'abuso da parte di terzi mediante norme specifiche;
in merito all'analisi genomica nel campo delle assicurazioni:
19. stabilisce che le assicurazioni non hanno alcun diritto di chiedere, prima o dopo la stipulazione di un contratto assicurativo, l'esecuzione di analisi genetiche, né la comunicazione dei risultati relati vi ad analisi genetiche già effettuate e che le analisi genetiche non devono diventare una condizione preliminare nella stipulazione di un contratto assicurativo;20. ritiene che gli assicuratori non possano pretendere di essere informati sui dati genetici a conoscenza dell'assicurato;
in merito all'analisi genomica nei procedimenti penali:
21. chiede che le analisi genetiche possano essere richieste nei procedimenti penali solo in via eccezionale e - esclusivamente su decisione del giudice - in settori specificamente delimitati; in tale contesto si puó ricorrere solo a quelle parti di un'analisi genomica che siano importanti nella fattispecie e non consentano di trarre conclusioni sulle informazioni genetiche nel loro insieme;
in merito alla terapia genetica applicata alle cellule somatiche:
22. ritiene che il trasferimento di geni delle cellule somatiche umane rappresenti una forma di terapia in via di principio accettabile che presuppone un'accurata informazione dell'interessato nonché l'autorizzazione da parte di quest'ultimo;23. riconosce quale ulteriore premessa una severa verifica vale a dire una ponderazione dei vantaggi e dei rischi, da cui risulti che i princípi scientifici alla base di un trasferimento di geni siano cosí avanzati da poter consentire un intervento terapeutico; 24. si attende l'elaborazione di un catalogo chiaro e disciplinato giuridicamente delle malattie ereditarie per cui si possa eventualmente ricorrere a questa forma di terapia, catalogo che verrà rivisto periodicamente conformemente ai progressi della scienza medica; 5. caldeggia un riesame dei concetti di malattia e di malattia ereditaria per evitare il rischio che semplici deviazioni dalla normalità genetica vengano definite a livello medico quali malattie o tare ereditarie;26. ribadisce che la terapia genetica puó essere effettuata solo in centri riconosciuti e da personale qualificato;
in merito agli interventi di ingegneria genetica sulla catena germinale dell'uomo:
27. chiede un divieto categorico di tutti gli esperimenti volti a modificare arbitrariamente il programma genetico degli esseri umani;28. chiede sanzioni penali contro qualsiasi trasferimento di geni nei gameti umani;
29. si attende una definizione dello status giuridico dell'embrione umano che garantisca la salvaguardia precisa dell'identità genetica;30. ritiene anche che una modificazione parziale del patrimonio ereditario rappresenti una falsificazione dell'identità dell'uomo, inammissibile e ingiustificabile in quanto si tratta di un bene giuridico altamente personale;
in merito alla ricerca su embrioni:
31. ricorda che anche lo zigote deve essere protetto e che pertanto non lo si puó utilizzare indiscriminatamente per esperimenti; é del parere che non sia sufficiente una regolamentazione del problema mediante direttive specifiche a livello medico;32. chiede di definire in modo giuridicamente vincolante i possibili settori di applicazione della ricerca, della diagnostica e delle terapie, particolarmente anche prenatali, in modo che gli interventi sugli embrioni umani vivi ovvero sui feti o esperimenti su di essi siano giustificati solo se presentano un'utilità diretta, non altrimenti realizzabile, per il benessere del bambino in questione e della madre e rispettano l'integrità fisica e psichica della donna in questione;33. chiede che uno screening del neonato si possa effettuare solo in relazione a malattie curabili e sulla base del volontariato e che il rifiuto a ricorrervi non comporti svantaggi di nessun tipo;34. chiede di vietare per legge la trasmissione di tali dati;35. ritiene consentito l'impiego a scopi diagnostici di embrioni ovvero feti morti solo qualora esista una giustificazione riconosciuta; 36. chiede di vietare, prevedendo sanzioni penali, il mantenimento in vita degli embrioni umani in modo artificiale al fine di poter prelevare tessuti ad organi al momento opportuno; 37. chiede che gli embrioni umani morti vengano utilizzati a scopi terapeutici o scientifici solo negli stessi casi in cui si farebbe ricorso a un cadavere umano;
in merito all'impiego di embrioni a fini commerciali e industriali:
38. chiede che qualsiasi impiego commerciale o industriale di embrioni o feti venga punito con sanzioni penali da applicare anche alla creazione di embrioni fecondati in vitro a tal fine e all'importazione di embrioni o feti da paesi terzi;
in merito al congelamento:
39. é favorevole a che gli embrioni umani vengano congelati solo per un periodo di tempo limitato e per l'impianto ai fini di una gravidanza in una donna alla quale erano stati prelevati ovuli a tale scopo;
40. chiede che sia vietato, prevedendo sanzioni penali, il commercio di embrioni congelati a fini scientifici, industriali o commerciali;
in merito alla clonazione:
41. ritiene che un divieto a livello giuridico costituisca la sola reazione possibile alla possibilità della creazione di esseri umani mediante cloni, cosí come per quanto concerne tutti gli esperimenti che hanno come scopo la clonazione di esseri umani;
in merito alla produzione di chimere e di ibridi:
42. chiede un divieto giuridico per quanto riguarda:
la produzione di embrioni ibridi con diverse informazioni genetiche mediante l'impiego di DNA umano ai fini della costituzione di un fascio di cellule in grado di svilupparsi;la fecondazione di un ovulo umano con gli spermatozoi di un animale oppure la fecondazione di un ovulo animale con gli spermatozoi di un uomo al fine della costituzione di un fascio di cellule in grado di svilupparsi;l'impianto in una donna dei fasci di cellule ovvero degli embrioni summenzionati; tutti gli esperimenti volti alla produzione di chimere e di ibridi a partire da materiale genetico umano e animale;
in merito alla ricerca e all'applicazione militare:
43. invita a estendere a tutti i possibili settori di applicazione dell'ingegneria genetica la "Convenzione sul divieto della messa a punto, fabbricazione e conservazione di armi batteriologiche (biologiche) e di armi a base di tossine nonché sulla distruzione di tali armi" del 10 aprile 1972:44. chiede di vietare per legge la ricerca sulle armi biologiche, abbandonando la distinzione, scientificamente insostenibile, fra la ricerca a fini offensivi e quella a fini difensivi, tuttora presente nella Convenzione del 1972;
in merito a problemi relativi alla sicurezza:
45. si attende l'elaborazione e l'adozione di specifiche direttive sulla sicurezza di laboratorio per quanto concerne gli impianti destinati alla ricerca genetica e i corrispondenti luoghi di produzione, direttive che contengano norme vincolanti:
per i contatti con microorganismi patogeni e la classificazione dei microorganismi (compresi gli organismi modificati con le tecniche dell'ingegneria genetica) e degli agenti patogeni in relazione ai pericoli legati al contatto con essi e soprattutto alle loro capacità di interazione con altri organismi;per le qualifiche comprovate del personale occupato, che devono metterlo costantemente in grado di affrontare adeguatamente i pericoli sinora ignoti di queste nuove tecnologie;
46. chiede di vietare la liberazione dí organismi geneticamente modificati in attesa che la Comunità emani norme di sicurezza vincolanti e invita le proprie commissioni competenti a esaminare l'opportunità di chiedere un divieto totale, visto il rischio biologico residuo, che risulta in ultima analisi non quantificabile né qualificabile;
47. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione a essa attinente al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri nonché al Segretario generale del Consiglio d'Europa.
(1) Discussioni n. 2-321, pag. 45.
(2) Doc. A2-134/86, risoluzione del 16 febbraio 1987, Gazzetta Ufficiale n. C 76 del 23 marzo 1987.
(3) Parere del Parlamento del 15 febbraio 1989 (vedi Processo verbale in tale data, parte seconda, punto 10).

Risoluzione del Parlamento europeo sulla clonazione umana
7 Settembre 2000

B5-0710, 0751, 0753 e 0764/2000Testo approvato nella seduta del Parlamento Europeo del 7 settembre 2000
PE 293.798Il Parlamento europeo,
- vista la proposta del governo del Regno Unito di autorizzare la ricerca medica che fa uso di embrioni creati mediante la tecnica di sostituzione dei nuclei cellulari (la cosiddetta "clonazione terapeutica"),
- viste le sue risoluzioni del 16 marzo 1989 sui problemi etici e giuridici dell'ingegneria genetica1 e sull'inseminazione artificiale "in vivo" e "in vitro"2, del 28 ottobre 1993 sulla clonazione di embrioni umani3, del 12 marzo 1997 sulla clonazione4, del 15 gennaio 1998 sulla clonazione umana5 e del 30 marzo 20006,
- viste la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei diritti umani e della dignità dell'essere umano con riguardo alle applicazioni biologiche e mediche - Convenzione sui diritti umani e la biomedicina - e la propria risoluzione del 20 settembre 1996 sull'argomento7, e visto altresì il protocollo aggiuntivo che proibisce la clonazione di esseri umani,
- vista la Raccomandazione 1046 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa sull'impiego di embrioni umani,
- visti il Quinto programma quadro di ricerca della Comunità e i relativi programmi specifici,
- vista la direttiva 98/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 1998, sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche8,
A. considerando che la dignità umana e il conseguente valore di ciascun essere umano sono gli obiettivi primari degli Stati membri, come sancito da molte moderne costituzioni,
B. considerando che l'indiscutibile esigenza di ricerca medica derivante dai progressi realizzati nella conoscenza della genetica umana deve essere controbilanciata da rigorose limitazioni etiche e sociali,
C. considerando che vi sono metodi alternativi alla clonazione embrionale per curare malattie gravi, come ad esempio le tecniche che implicano l'estrazione di cellule staminali da individui adulti o dal cordone ombelicale dei neonati, e che vi sono altre cause patologiche esterne che devono essere oggetto di ricerca,
D. considerando che il Quinto programma quadro e la decisione del Consiglio 1999/167/CE del 25 gennaio 1999 che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione intitolato "Qualità della vita e gestione delle risorse biologiche" (1998-2002) affermano: "Parimenti, non sarà condotta alcuna attività di ricerca intesa nel senso del termine "clonazione", volta a sostituire il nucleo di una cellula germinale o embrionale con quello della cellula di un altro individuo o con una cellula embrionale o una cellula proveniente da un embrione umano all'ultimo stadio di sviluppo",
E. considerando che è pertanto vietato utilizzare, direttamente o indirettamente, fondi comunitari per finanziare questo tipo di ricerca,
F. considerando che la precitata direttiva 98/44/CE afferma che nella Comunità si è concordi sul fatto che l'intervento genetico germinale sull'uomo e la clonazione di esseri umani costituiscono una violazione dell'ordine pubblico e del buon costume;
G. considerando che una nuova strategia semantica cerca di indebolire il significato morale della clonazione umana,
H. considerando che non vi è alcuna differenza tra clonazione a fini terapeutici e clonazione a fini di riproduzione e che qualsiasi allentamento del divieto attuale creerà pressioni per ulteriori sviluppi nella produzione e nell'utilizzo di embrioni,
I. considerando che questo Parlamento definisce la clonazione umana come la creazione di embrioni umani con lo stesso patrimonio genetico di un altro essere umano vivente o morto in qualsiasi stadio del suo sviluppo senza distinzione possibile per quanto riguarda il metodo seguito,
J. considerando che le proposte del governo del Regno Unito richiedono il consenso dei membri di entrambi i rami del parlamento britannico, che avranno il diritto di votare liberamente secondo coscienza sulla questione,
1. ritiene che i diritti dell'uomo e il rispetto della dignità umana e della vita umana debbano costituire l'obiettivo costante dell'attività politica legislativa;
2. ritiene che la "clonazione terapeutica", che implica la creazione di embrioni umani esclusivamente per scopi di ricerca, ponga un profondo dilemma etico, rappresenti un passo senza ritorno per quanto riguarda le norme della ricerca e sia in contrasto con l'impostazione in materia di ordine pubblico adottata dall'Unione europea;
3. invita il governo britannico a rivedere la propria posizione sulla clonazione di embrioni umani e chiede agli onorevoli membri del Parlamento del Regno Unito di esprimere il proprio voto secondo coscienza e di respingere la proposta di autorizzare la ricerca che fa uso di embrioni creati mediante trasferimento del nucleo cellulare;
4. reitera il suo invito a tutti gli Stati membri a introdurre normative vincolanti che vietino tutte le forme di ricerca su qualsiasi tipo di clonazione umana sul loro territorio e prevedano sanzioni penali per ogni violazione;
5. chiede con insistenza che vengano esplicati i massimi sforzi a livello politico, legislativo, scientifico ed economico a favore di terapie che impiegano cellule staminali derivate da soggetti adulti;
6. ribadisce il suo appoggio alla ricerca scientifica biotecnologica in campo medico, a condizione che essa sia controbilanciata da rigorose limitazioni etiche e sociali;
7. reitera la sua richiesta di tecniche di inseminazione artificiale umana che non producano un numero eccessivo di embrioni, al fine di evitare di generare embrioni superflui;
8. chiede alle autorità nazionali e comunitarie competenti di provvedere a che sia riaffermata l'esclusione degli elementi umani dalla brevettabilità e dalla clonazione e di adottare le necessarie misure regolamentari in tal senso;
9. invita la Commissione a garantire il pieno rispetto dei termini del Quinto programma quadro e dei relativi programmi specifici, e sottolinea che il modo migliore di dare attuazione alla decisione in questione è garantire che nessun istituto di ricerca che sia in qualche modo coinvolto nella clonazione di embrioni umani ottenga finanziamenti a carico del bilancio UE per nessuno dei suoi lavori;
10. ribadisce con forza l'idea che debba essere imposto un divieto universale e specifico a livello di Nazioni Unite sulla clonazione di esseri umani in tutti gli stadi di formazione e di sviluppo;
11. ritiene che una commissione temporanea costituita da questo Parlamento per esaminare le questione etiche e giuridiche sollevate dai nuovi sviluppi della genetica umana debba prendere come punto di partenza i pareri già espressi nelle sue risoluzioni; tale commissione dovrebbe esaminare questioni sulle quali il Parlamento non ha ancora espresso una posizione chiara; i suoi poteri, la sua composizione e la durata del suo mandato saranno definiti su proposta della Conferenza dei presidenti, senza alcuna limitazione delle competenze della commissione permanente responsabile per le questioni attinenti al controllo e all'applicazione del diritto comunitario in materia;
12. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli Stati membri, ai membri del Parlamento del Regno Unito e al Segretario generale delle Nazioni Unite.1 GU C 96 del 17.4.1989, pag. 165.
2 GU C 96 del 17.4.1989, pag. 171.
3 GU C 315 del 22.11.1993, pag. 224.
4 GU C 115 del 14.4.1997, pag. 92.
5 GU C 34 del 2.2.1998, pag. 164.
6 "Testi approvati" in tale data, punto 9.
7 GU C 320 del 20.9.1996, pag. 268.
8 GU L 213 del 30.7.1998, pag. 13.7 Settembre 2000