Prima A

IO E IL SIGNORE

"Ma tu sei lì per non rispondere o io non ti sento: com'è? Perché?"
Io in principio la pensavo come Ligabue: pur provando ripetutamente a parlare, a sentire il Signore, non ottenevo niente e perciò non davo importanza a Dio. Inoltre anche nella confessione, dopo aver dovuto affrontare le mie paure per parlare con il sacerdote perché pensavo che se avessi confessato qualcosa di brutto dopo lui mi avrebbe vista sotto un altro aspetto, non capivo il suo grande beneficio.
Ora iniziate le superiori, ho incominciato un nuovo cammino sia nell'ambito scolastico, ma soprattutto in quello religioso: incontrandomi un giorno alla settimana con la compagnia della "Casa dei Giovani", affrontiamo insieme i problemi e le difficoltà che si scontrano prima di riuscire veramente ad avere un rapporto con Dio, e i nostri educatori ci insegnano ogni volta sempre aspetti nuovi e benefici che ci rende Dio con il suo grande amore per noi.
Pur non riuscendo a parlare direttamente con Dio come con una persona, ho capito che in fondo posso lo stesso stabilire un incontro con Lui: la preghiera è uno dei passi più importanti e, parlando di preghiera, faccio riferimento oltre alle "solite" che si dicono insieme, a quelle che consistono in un vero e proprio dialogo con Lui, che mi permettono di chiacchierare con Dio. La risposta che abbiamo da Dio si può manifestare in tanti modi: con il coraggio che ci infonde in situazioni difficili, con i doni che ogni giorno riceviamo, primo tra tutti la vita, … e questo è veramente bellissimo!
Ora ho capito anche la vera importanza della confessione: io ho bisogno di Dio e perciò, facendogli un torto, ho bisogno anche del suo perdono per poter riappacificarmi con Lui, come con un amico. Ormai le paure per il sacerdote le ho superate; infatti egli è soltanto il passaggio tra me e Dio con il quale ricevo il suo perdono: il senso di gioia, di felicità che, dopo la confessione, mi si diffonde nel cuore è ogni volta un'emozione sempre unica e irripetibile!
Riscontrandomi anche con gli altri, ho incontrato ragazzi che hanno provato le mie stesse paure: ora voglio migliorare e solidificare sempre più il mio rapporto con Lui per manifestargli il mio amore.

Elisa Ansaloni




" Hai un momento Dio? "

Nella canzone mi ha colpito la frase: "o io non ti sento ", infatti, secondo me, nella vita capita spesso di non accorgersi che Dio esiste anche nelle cose più piccole e siamo noi che non sentiamo-pensiamo a Dio, forse perché a volte non vogliamo sentirlo o pensarlo.
La frase " lo so che fila c'è " appena l'ho letta mi ha fatto pensare subito ai milioni di persone che soffrono e stanno peggio di me, invece con " ma tu hai un attimo per me? " Ligabue con un po' di insistenza chiede di essere aiutato anche lui.
" Ho qualche cosa in cui credere? ", quel " qualche cosa in cui credere " è Dio, per farlo è necessaria la Fede, elemento molto importante per un cristiano.
Dialogo di fianco alla canzone
Secondo me al bambino bisogna dire la verità e non bisogna inventare delle favole.
La verità, sempre secondo me, è che Dio lo si può sentire in fondo al cuore ( ad esempio nei momenti felici ) e nelle cose che ci circondano.

Basello Donata



HAI UN MOMENTO DIO ?

Le domande che Ligabue si fa nella canzone, sono le stesse che negli anni hanno incuriosito milioni di persone.
Credo che finchè Dio non darà una risposta, a meno che non l'abbia già data o stia cercando di darla, ma nel menefreghismo e nell'indifferenza generale passa inosservata, tutti continueranno a porsi le stesse domande.
Chi ha veramente fede, avrà sentito o sentirà una risposta.

RICCARDO CAGNAZZO


HAI UN MOMENTO DIO?

In questo testo della canzone di Ligabue mi ha molto stupito la frase : "Nemmeno una risposta ai miei perché! "; poiché esprime lo stesso stato d'animo che ha il bambino che, seppur piccolo, ha questa voglia intensa di conoscere qualcuno di cui tutti parlano.
Molti vorrebbero vedere Dio per conoscere in realtà chi è, oppure per fargli delle richieste; altri invece pensano che Dio non esista, perché se no non farebbe scoppiare dei conflitti armati e farebbe regnare la pace. Io credo che Dio sia un'identità presente ovunque, persino nelle "cose" più strane e più malvagie e che egli abbia dato la possibilità di attuare delle scelte su come condurre la nostra vita: c'è qualcuno che persegue dei giusti obbiettivi e c'è qualcun' altro che ne persegue dei meno giusti. Dio ci vuole comunque bene e ci aiuta se noi lo richiamiamo intensamente.
Per rispondere alla richieste di bambino io proverei non solo a fargli ascoltare questa canzone e di commentarla con uno specifico tipo di linguaggio, ma soprattutto a chiedergli cosa pensa di Dio, chi crede che sia e cosa l'ha spinto a fare questa domanda.
Sono sicuro che quando diventerà adulto, capirà anche lui la "vastità" della sua domanda e le migliaia di risposte possibili.
L'unica cosa che direi per rispondergli è quella di trovare Dio dentro di se, negli amici e nella parrocchia dato che è stato lui a crearci e di trovare costantemente la parte buona che è percepibile in chiunque.

Marcello Sathya Cassanelli



DIO ESISTE

Caro diario,
stavo leggendo la canzone di Ligabue "hai un momenti Dio?" e anche se a me non piace particolarmente questo cantante, mi ha colpito il testo, le parole… è alla ricerca di Dio, è disposto a tutto per sentirlo, persino a pagare. Perché ha bisogno di Dio? Perché ha bisogno di risposte? Forse si sente vuoto ed è alla ricerca di qualcosa che lo riempia un po' .Non lo so. Anche io sono alla ricerca di Dio e riesco a sentirlo poche volte, anche se c'è silenzio. Al bambino che chiede di vedere Gesù non saprei rispondere, non solo perché non riesco a trovare le parole più semplici per spiegarglielo, è che non riesco a spiegarlo a me stessa. Eppure quando mi confesso o vado a Messa, mi sento bene, è una sensazione che non riesco a spiegare a parole, quasi di liberazione, ma allo stesso tempo di protezione. Forse è cosi che si fa sentire!! O forse no.
Sono tanti questi dubbi, eppure io credo ce sento che Dio c'è, esiste….
Io sento il bisogno di credere in un Dio, in qualcosa che sia al di sopra di tutto e di tutti, e nella mia religione ho trovato questo.
Il tutto sta nel saper ascoltare.
Sembra facile, ma non è così. Sinceramente mi dispiace un po' per le persone che dicono di non dover credere in niente perché loro stessi sono già il tutto: mentono!! È impossibile che un essere umano si senta forte davanti ad un mondo così grande! Se queste persone riescono a sentirsi così, beh allora sono veramente fortunate……
Non so, ma credo.

Elena Cotti


IL MIO RAPPORTO CON DIO

Spesso capita che anche un bambino faccia domande inaspettate e che sul momento non si abbia una risposta pronta a ogni cosa.
A me è capitato di dover rispondere a questa domanda che mia sorella di quattro anni mi ha posto: "Dove è il nonno? E perché Dio non lo ha lasciato con noi?" In quel momento sono rimasta perplessa, aveva già fatto domande su nostro nonno ma mai di quel tipo. Così gli ho risposto che il nonno era in Paradiso insieme agli angeli e che Dio l'aveva voluto con sé perché era tanto buono; ma ne ero davvero convinta? Anch'io quando mio nonno era morto(avevo nove anni)mi sono chiesta perché e non riuscivo a capirlo.
Grazie a questo triste avvenimento però mi sono avvicinata sempre più alla chiesa e la mia fede è notevolmente cresciuta così sono riuscita a capire perché era successo anche se vorrei che mio nonno fosse ancora qui accanto a me.
Penso che se un bambino o una qualsiasi persona ti chiede:" Voglio vedere o parlare con Gesù o con Dio" bisognerebbe rispondergli che ogni giorno noi parliamo con Lui attraverso le nostre preghiere non imparate a memoria, ma come se chiacchierassimo con un amico che sa tutto di noi e noi vogliamo farlo partecipe della nostra vita. Con Lui si può parlare di ogni cosa allora uno potrebbe chiedersi:" e la risposta?" La risposta noi l'abbiamo sempre non ascoltando con la mente ma con il cuore infatti è tramite il cuore che Lui ci risponde ad esempio quando dopo essersi confessati si sente una grande gioia ma non esterna, come per una festa o una barzelletta o come per un matrimonio appena celebrato , ma per essere stati liberati dal male che si aveva fatto sapendo che, anche se grande Dio ci perdona se niìoi siamo veramente pentiti.
La risposta a quel bambino per me sarebbe la preghiera e così potrà sentire una risposta forte e che lo riempirà di gioia questa infatti è la fede.
Se uno non sente la risposta non sentirà la grande gioia che io provo insieme a molti altri solo per aver parlato o confessato a qualcuno piccole cose anche non rilevanti.
Quindi non credo sia giusto dire come fa Ligabue che la risposta non c'è ,infatti basta saper ascoltare con il cuore e ci saranno non una ma cento risposte ad ogni nostra domanda.
Capita certe volte di non riuscire ad ascoltare, anche a me succede in alcuni momenti di essere triste e sconsolata e quindi di pensare che Dio non mi è accanto e mi ha abbandonato ma non è così basta aprirgli il proprio cuore e Lui lo riempirà di felicità, gioia e, sì, anche di risposte.

Andrea Fanin


Per te, Luciano Ligabue

A Luciano Ligabue;
oggi a scuola il prof. ci ha parlato di una tua canzone, che si intitola "Hai un momento Dio?". Come avrai intuito eravamo nell'ora di religione e, dopo aver ascoltato il tuo brano, è iniziata una discussione su una domanda posta da un bambino che voleva vedere Gesù.
Io sinceramente penso che Gesù non si possa vedere, nemmeno dopo la morte ma però lo senti dentro, mentre ti dà un supporto morale. Credo che tu ti sia chiesto la stessa cosa perché nella tua canzone ci sono delle frasi che, secondo me, evidenziano il tuo comportamento e sono:
- Quanto mi costa una risposta da te?
- Nemmeno una risposta ai miei perché?
Penso che tu sarai d'accordo con me riguardo alla spiegazione che stiamo cercando di dare a questo bambino di 5 anni. Ho alcune domande anch'io per te; sono:
Quanto conta per te Dio?
Per me tanto perché io lo considero come un amico fidato che, soprattutto nei momenti di bisogno ti è sempre accanto a sostenerti, e , anche se non Gli riesci a parlare, tu sei nel suo cuore e lo senti.
Perché scrivi delle canzoni in cui sembra che Dio sia un essere superiore che nono ti parli mai?
Ora provo a darti la mia risposta: secondo me, spero di sbagliarmi, tu sei una persona come tante altre che, cerchi Dio solo quando ne hai un estremo bisogno e non lo trovi perché non lo celebri mai!
Ti sarei grato se mi rispondessi, perché vedi, ora io sto recitando la tua parte nella canzone, davanti a uno specchi e non ti vedo ora puoi sicuramente provare come fa Dio a rispondere a tutti, come te ai tuoi fans!!!
Comunque io non sono qua per farti la predica; complimenti per le tue belle canzoni, a risentirci presto
NIK
PS volevo analizzare anche un'altra frase che recita:
"forse c'è il sole di là" e tu non puoi sapere i segreti, è come un pacco natalizio, finché non è il giorno giusto non puoi aprirlo!
Ancora complimenti per questo brano NIK

Lamberti Nicola



Secondo me Ligabue nella canzone "Hai un momento Dio" ha pienamente ragione.
Io penso che le persone hanno bisogno di risposte concrete che Dio non può dare.
Quante volte, capita che si hanno delle domande vere, sulla vita e nessuno te le risponde!!!!!!!!!!!!!!!!
Secondo me una persona si abbatte moralmente e si fa delle domande come quelle del testo:
-HO QUALCHE COSA IN CUI CREDERE? PERCHE'?
-NON ROIESCO MICCA A RICORDARE BENE CHE COS'E'?
Molte volte capita di provare una forte rabbia per quelli che dicono di essere fedeli e non si pongono delle domande.
Come si fa a credere in qualcuno che non hai mai visto né sentito?
Come si fa? Si recitano preghiere a memoria nella speranza che improvvisamente ti arriva una risposta?
Forse qualche persona lo trova utile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Io lo trovo squallido.
Io credo che lassù qualcosa esista ma sia soltanto diviso in bene e in male e non credo che ci siano rappresentanti come nelle assemblee scolastiche.
Forse ognuno le risposte le trova nella vita di tutti i giorni oppure le sente nel profondo del suo nauseato cuore oppure ci sono quelle persone che preferiscono vivere e non avere risposte, come dice Liga: "FORSE LA VITA LA CAPISCE CHI E' PIU' PRATICO".
Il non avere risposte ha anche portato a credere che Dio non è nient'altro che una leggenda.

Padovani Lara



"HAI UN MOMENTO DIO?"

Caro diario,
oggi voglio analizzare delle parti di una canzone di Ligabue: "Hai un momento Dio?". Le frasi che mi hanno colpito di più sono: "insomma ci sarei anch'io; avete un attimo per me; quanto mi costa una risposta da te; o io non ti sento; lo so che fila c'è; ciò che sento, ciò che senti, non lo sapranno mai; se stai ridendo io non mi offendo; nemmeno una risposta ai miei perché."
Queste, più o meno, sono le frasi che mi hanno colpito di più, perché mi ci rispecchio: in alcuni momenti mi faccio anch'io alcune di queste domande.
Ho selezionato soprattutto le frasi dove si chiede a Dio una risposta a qualche domanda, dubbio, o in situazioni particolari.
Molte volte capita anche a me di avere bisogno di risposte da Lui. Quando gli faccio le domande, non sento subito una risposta, però facendo passare il tempo, le risposte che voglio me le da la vita stessa.
Alcuni, forse, possono dire: "Ma a cosa serve pregare? FarGli delle domande a cui non risponde?". E' vero. Soprattutto nei momenti in cui una risposta ci serve subito, ma credo che se ti sta capitando una cosa spiacevole nella tua vita, quella cosa, con il passare del tempo, ti sembrerà molto importante, perché grazie ad essa sei maturata, hai come un "anti-virus"contro le delusioni, gli errori,…
Quando vedi poi gente che sta male (forse anche lui ha fatto le domande a Dio e non ha avuto subito una risposta) puoi aiutarli TU: è come se Dio avesse messo alla prova te (senza darti risposta) per poi essere tu "il guaritore" per gli altri.
Forse ho scritto cose "complicate", senza un vero senso, però io la penso così.
Non bisogna "sgridare" Dio, perché non ci dà risposte immediate, dobbiamo anche noi saper aspettare, perché magari ci sono persone che hanno problemi più gravi dei nostri, ma soprattutto saper ascoltare quando Lui ci "parla", perché non "urla", ma ci parla piano e noi dobbiamo concentrarci veramente, come se stesse parlando un nostro AMICO, come in fondo è Dio: "L'AMICO SEGRETO DI OGNUNO DI NOI".

Penzavecchia Valentina


SENZA PENSIERO

Per me il cantante o lo scrittore che ha scritto questa canzone non crede in Dio o forse ci credeva. Affronta l'argomento della fede in maniera scettica e poco religioso. Infatti uno che crede in Dio non scriverebbe, o più semplicemente, non penserebbe queste cose.
Chi non crede in Dio, su che basi fonda il suo pensiero? Molto probabilmente non ha neanche ideali per cui vivere, combattere, e morire. Non si può vivere angosciati dalla domanda: ''perché si vive, o, dov'è Dio?''. Pensa a vivere e cerca di scoprirla da solo, la risposta prima o poi la scoprirai, forse.
Da come la vedo ''io'' tutti questi cantanti che cantano le loro canzoni che definiscono ''profonde'', non pensano minimamente a ciò che cantano, devono fare soldi e basta. Poi vanno in giro vantandosi di quello che hanno detto o cantato; pensa a come vivi invece, nel tuo mondo mascherato e finto; ma loro continuano, e noi come piccole formiche che dipendono dal formicaio dipendiamo da loro, da ciò che dicono quelle persone senza anima, senza cervello, ma peggio, senza loro stessi. ''Non avere di morire, abbi piuttosto paura di come vivi''.

Pontini Emilio


"Hai un momento dio?"

Credo che sia normale e che possa capitare a tutti di avere dei momenti in cui ti chiedi perché ti succede qualcosa, quando tu ti stai impegnando per dare tutto quello che è possibile e magari tutto va peggio rispetto a chi non ha valori come i tuoi, a chi si comporta più superficialmente. Allora, è normale chiedersi perché Dio sembra indifferente te, ai tuoi sforzi.
Dal testo della canzone di Ligabue emergono molti interrogativi a cui è difficile rispondere.
Una delle frasi che mi ha colpito maggiormente è stata: " Li pago io i miei debiti: se rompo pago per te. Quanto mi costa una risposta da te?".
Non la reputo una canzone insensata, probabilmente certe frasi possono essere polemizzate perché molto schiette: metterebbero in crisi molte persone nel cercare una risposta adeguata.
Forse alcuni, non danno peso a questi interrogativi perché trovandosi anche solo un minimo in difficoltà, si sentirebbero "persi", quello su cui avevano fatto affidamento fino ad ora andrebbe messo in discussione, causando enormi insicurezze.
Sapere che c'è qualcuno o qualcosa che è pronto ad aiutarti, su cui puoi contare nei momenti di crisi è di aiuto a tutti, credenti e non.
Io per esempio, conosco persone che non credono in Dio perché non ne hanno le prove, ma comunque almeno nel bene o nel male (quindi in qualcosa) fanno affidamento.
Forse non lo chiamano "Dio", ma il concetto è a grandi linee il medesimo.
C'è anche a chi forse fa paura sapere che c'è "qualcuno più grande di noi" che ti può giudicare (ma allo stesso tempo aiutare) e quindi, sono intimoriti e preferiscono restarne al di fuori.

Rubinacci Isabel


Credere o no?

Penso, che non ci sia una risposta chiara che possa soddisfare le domande di questo bambino che vuole vedere e sentire Gesù.
Gesù è presente con il suo spirito nella vita di tutte le persone: lo si può ascoltare e vedere solo con il proprio cuore.
Gesù è sicuramente in mezzo a noi anche se non possiamo toccarlo e vederlo e le risposte alle domande che gli poniamo dobbiamo sentirle nel nostro cuore.
Non bisogna però non credere nel Signore solo perché non lo si può vedere anzi, credo che questo sia un motivo per aumentare la fede verso di lui.
Secondo me, una possibile risposta a questo bambino è una frase tratta dal Vangelo: "Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno".

Ziosi Fabio

 

 

Prima B


Caro Ligabue...

Anche nella mia anima c'è un po' di traffico ed anch'io come te voglio vedere Gesù.
Quando prego non ricevo mai risposta, ma forse Perché è sempre impegnato. Il nome di Dio è conosciuto da tutti anche se non esiste fisicamente questa persona. Io ho sempre pensato che potessi vederlo solamente andando in Paradiso, anche se a molta gente che abita sulla terra può sembrare una cosa stravagante.
Io penso che se anche Dio non risponde alle nostre preghiere esista lo stesso perché lui, a mio parere, ci guarda dall'alto ogni giorno e ci protegge…….

Fausto Bersani


LA SPERANZA IN UN AMICO

La vita, parola grande perché è infinita, alti e bassi sono cosa comune per noi sulla Terra. Abbiamo bisogno d'esperienze per capirne il significato, ma anche con quelle è ancora poco. Noi siamo in tanti, e la vita per ognuno di noi è diversa.
Forse siamo uniti da un luogo comune, ma non dal nostro destino.
Ci sono persone che hanno pensieri e domande e si chiedono perché il Signore non può essere lì in quel momento, come Ligabue, cantante di gran talento, ma pur sempre una persona comune che ha bisogno d'appoggio.
A volte, quando si crea un appoggio, non si trova subito, e l'unico pensiero va al Signore. Si prega per trovare una risposta, ma spesso ci si lamenta del perché non la troviamo subito e questo è quello che vuole farci trovare Dio, per trovare un'uscita da soli anche se con lui a fianco.
Quello che la vita ci riserva non lo sappiamo, infatti, ogni giorno le cose che sembrano uguali cambiano, perché hai la mente più colta, e più sicura.
Non sempre, però, è così. Dobbiamo riuscire a crescere con la nostra testa e con gli aiuti che più si ritiene opportuno come la spalla di un amico, il sorriso di chi ti osserva per confortarti, la pagina di un diario o la tua forza, ogni persona sa come salvarsi o come perdere la bussola, è solo una questione di coscienza.
Io non posso dire di aver capito tutto della vita, ma so come gira il mondo, e so chi ha un cuore buono e puro e un cuore cattivo, aspro e acido. Capita anche a me di avere momenti in cui sono triste, ma ho la fortuna di avere molti amici, di cui uno in particolare mi da sempre il sorriso, il mio migliore amico.
Spero che ciò che ho scritto possa far ragionare, pensare e giudicare ogni parola e ogni significato a cui ho dato ad ogni frase, spero soprattutto che qualcuno riesca ad avere una buona coscienza o un buon amico per salvarsi e per dare libero sfogo alle proprie emozioni, idee e pensieri.

Bertarelli Giada



Hai un momento Dio?

"Forse la vita la capisce chi è più pratico" così dice Ligabue in un verso della sua canzone "Hai un momento Dio" e probabilmente ha ragione, infatti chi si pone troppe domande (come lui nel testo) trova difficoltà nella vita, mentre chi è più pratico, forse più superficiale e non ha bisogno di risposte per credere, non incontrerà troppi problemi.
Con questo non voglio dire che chi pensa troppo è un pirla anzi forse è meglio perché se trova le risposte alle sue domande di sicuro vivrà in pace con sé stesso e non troverà problemi, ma chi invece "è più pratico" e si è messo il cuore in pace a non cercare risposte non si sofferma a "perdere tempo" con queste domande la cui risposta si potrà avere probabilmente solo nell'aldilà.

Bonfiglioli Andrea


Caro Ligabue, forse le tue parole non dicono assolutamente niente subito, anche perché, leggendo bene il testo, lasciano molti interrogativi e un po' di mistero. Quando si analizzano bene le parole, però, si deduce che stai passando un brutto momento o sei depresso, dovresti saperlo che Dio non ti può rispondere, non dovresti porti tali domande.
Se hai un vuoto nell'anima, non puoi pretendere che Dio risolva tutto in un secondo…Magari le risposte alle tue domande te le ha già date nel corso della tua vita attraverso i fatti più importanti, e forse ne ha ancora…Allora saresti tu a non averle capite!
Il bambino che vuole vedere Gesù ha ragione perché forse, essendo piccolo, non ha ancora capito che non si può: si parla con Lui nella preghiera, per far capire che si crede in Lui, ma Lui non dà risposte, tantomeno si fa vedere.
Secondo me con le parole della tua canzone aumenterai i dubbi, quelle risposte si trovano solo nella vita quotidiana- sempre che Dio esista. Questo interrogativo, posto da una gran parte dell'umanità, non si può risolvere: c'è chi sceglie di credere e chi no!

Carlotta Cremonini



Nella canzone "hai un momento Dio?" di Ligabue, dietro ad un discorso diretto semplice come questo troviamo un uomo con un dubbio, il classico dubbio sull'esistenza di Dio, espresso in maniera diversa, sotto forma di dialogo, anzi, invocazione diretta a Dio stesso.
Metaforicamente si pone Dio come una persona, una persona occupata, che non può ricevere, una persona superiore e basta. Parrebbe quasi una richiesta di aiuto in un momento problematico, ma da persona a persona, non da uomo a Dio.
Oltre la metafora del "frigo vuoto" (parlando di sé, che sente un vuoto dentro, un vuoto "spirituale", la mancanza di qualcosa, un buco, dovuto alla progressiva mancanza di Dio nel credo degli uomini; Ligabue paragona tutto questo ad un "volgare" "buco nello stomaco", alla fame, sentendosi un contenitore privo di contenuto, senza più quel "pezzetto" di Dio che è in tutti noi), dice anche che "nel mio stomaco sono sempre solo", inserendo sempre il tema della ricchezza di oggi, della disponibilità di cibo, comodità e servizi che abbiamo noi, fette agiate del mondo, mentre lo stomaco/anima, paradossalmente, vuoto perennemente da ASTINENZA da Dio, dai dubbi che ci poniamo oggi su una possibile sua esistenza con la scienza, da chi va in chiesa solo per abitudine ma senza interesse, da chi non ci va per mancanza di tempo, o peggio di voglia.
Agli uomini pesa il fatto che Dio non sia visibile se non con lo spirito santo, con il credo, e noi, con la nostra scienza, ci allontaniamo sempre più da lui, tanto che forse non saremo più in grado noi di parlare con lui, come ci viene mostrato dalla canzone stessa, dove un Ligabue "astinente" da Dio sente il bisogno di parlargli, di sentire se c'è, se esiste, e si trova incapace di udirne la risposta, di parlargli, di credere.

Dondi Riccardo


WHY? PERCHÉ? POURQUOI?

Uno degli enigmi più importanti di tutto il mondo è: ESISTE DIO?
Fin da quando eravamo bambini siamo stati educati alla religione cristiana, a credere nell'esistenza di un Dio creatore di tutto, ma enigmi nascono da enigmi; PERCHÉ SE ESISTE UN DIO IO NON POSSO VEDERLO? PERCHÉ SE CHIEDO LUI NON RISPONDE? PERCHÉ? PERCHÉ?
A volte i bambini ci pongono queste domande e gran parte di noi non sa o non vuole rispondere perché pensa che lui non possa capire, ma se doveste rispondere ad un adulto, cosa gli rispondereste: probabilmente che è un povero pazzo, perché tutti sanno fin da quando erano piccoli che Dio si può vedere solo dopo la morte; Dunque un cerchio senza fine.
Esistono poi quelle persone che non credono in Dio, molte perché non credono nella sua esistenza, ma penso che alcuni non credano in Dio semplicemente per paura di porsi queste domande.
Forse la vita la capisce chi è più pratico, e certo io non colto molto qui, ma ascoltatemi ugualmente.
La nostra religione è fondata sul credo anche senza avere risposte a queste domande, "ma tu che sei bambino, se non fuori almeno dentro, se davvero vuoi vedere Dio, c'è un posticino dove devi guardare, nel tuo cuore, perché nel tuo cuore puoi trovare le risposte alle tue domande.

Festi Martina


Ma perché porsi delle domande? Infondo in questa società chi pensa e quindi si pone (o fa) delle domande viene quasi eliminato, viene considerato pericoloso.
Il potere deve rimanere a quei pochi privilegiati che hanno e vogliono tenere il potere.
Come ci insegna la storia del 900 sono molti i partiti che hanno tentato di abolire la religione (il fascismo, il nazismo, il comunismo).
Insomma nella nostra strana società tutto quello che "abbiamo" ci viene impresso nella mente, senza alcuna possibilità di scelta.
Se quindi tutti quelli che pensano devono tacere perché farsi domande?
Non bisogna prima trovare il modo di poter prendere parola, e poi fare la domanda?
Non è giusto sono quasi 200 anni che la monarchia assoluta non esiste più (oltre l'Inghilterra), ma forse questo desiderio di vera democrazia non verrà mai realizzato.
Infondo chi pensa è per forza intelligente. Perché impedire che l'uomo possa essere libero di pensare.
L'uomo non è una macchina da lavoro (sarebbe altrimenti sarebbero, anzi saremmo , tutti animali da soma),
l'uomo ha un organo molto misterioso il cervello, Perché impedirgli di usarlo?

Gobbo Filippo


Caro Ligabue,Forse Dio ti risponde indirettamente, senza farsi sentire, ma facendoti vivere o dandoti ispirazioni per le tue canzoni, forse proprio per questa. Prima o poi le tue domande saranno soddisfatte da re stesso, ma con l'aiuto di Dio che ti fa riflettere e pensare. In questo momento in cui ho scritto queste poche righe l'ispirazione mi è venuta con l'appoggio di Dio. In ogni istante è al tuo fianco che ti aiuta.

Enzo Le Pera


Caro Ligabue,
perché tanti perché? Ma non aveva detto Gesù "beato chi crederà senza vedere" in chiesa non si dice "mistero della fede"? forse ormai la mente degli uomini non riesce più a credere senza vedere, senza una spiegazione, a stare in un angolino a pensare, ma perché?
Questa ricerca di molte, troppe spiegazioni, secondo me è legata alla scoperta scientifica e alla dimostrazione di molti avvenimenti naturali non compresi dalle società primitive e attribuiti agli dei.
Io sono convinto che queste scoperte, questa "sfacciataggine" che sta dimostrando l'umanità negli ultimi secoli nei confronti della natura e questa intraprendenza finalizzata allo scoprire i segreti della natura, a copiarla e dove è possibile, superarla, ci porterà alle domande: ma Dio esiste? Perché ha scelto di crearci se molti non lo vedranno mai? E perché ci ha creato? E alcuni un po' più scettici aggiungeranno a questa frase: perché così piccoli? Perché così fragili e vulnerabili? Come per incolpare Dio di tutte le nostre debolezze e forse anche provocate dalla nostra evoluzione come l'inquinamento.
In generale potrei dire che questa nostra evoluzione ci porterà a mettere in dubbio perfino l'esistenza di Dio e quindi è giusto continuare ad evolversi o è meglio continuare a credere nella religione?
Forse i tuoi perché Ligabue sono finalizzati unicamente al perché noi non sentiamo Dio, ma, se mi è permesso, vorrei dire che c'è un passo della Bibbia che diceva circa cosi: Un uomo chiese: "Dio mostrami un miracolo." Una vita nacque, ma l'uomo non se ne accorse; quando chiese di mostrarsi una stella si illuminò, quando chiese di toccarlo una farfalla gli si posò sulla spalla, ma l'uomo non si accorse di niente e proseguì il cammino.
Quindi caro Ligabue, la nostra società forse sta cercando di dimostrare tutti gli avvenimenti anche perché non riesce a comprendere il linguaggio di Dio.

Martini Paolo


CREDERE SENZA VEDERE

Nella canzone "Hai un momento dio", Ligabue interroga Dio con tre domande, alcune banali ma altre no. Ligabue chiede al Signore perché non ha un momento, un secondo, da dedicare tutto a lui, a l'autore della canzone. Ma secondo me, per essere dei veri Cristiani, non importa cercare di intraprendere un vero colloquio con Dio, ma basta dedicarsi a lui nella preghiera e sentire quello che ti consiglia. Noi non dobbiamo essere come S. Tommaso, che voleva vedere con i suoi occhi il Signore risorto per credere, ma dobbiamo credere in lui senza doverlo assolutamente vedere.


Negroni Luca


San Giovanni in Persiceto, 06.04.02

Dear Orarel,
la canzone di Ligabue "Hai un momento Dio?" pone tante domande su Dio e rivolte direttamente a lui a cui non saprei rispondere, infatti mi ricordano che alla fine io credo in Dio e non posso fare altro perché: se lo chiamo non risponde, non posso vederlo, gli posso confidare i miei segreti, parlargli dei miei problemi, ma lui non mi può parlare aiutare nei momenti più difficili. Secondo è per questo che Ligabue chiede un momento a Dio, ma lui gli risponde: "No; perché sono qua, insomma ci sarei anch'io."
Capisco anche mio fratello che a 5 anni dice a mia mamma che vuole vedere Gesù. Lo capisco perché lui è abituato a conoscere, o per lo meno aver visto almeno una volta tutte le persone di cui parla, mentre Gesù non lo può ne' vedere, ne' sentire, ma gli parla. Inoltre le solite preghiere che recita a memoria(forse neanche sapendo di cosa parlano) che possono essere barbose per lui. È facile per mia madre dire:"Non si parla con Gesù solo con le preghiere, ma puoi dirgli qualcosa tu….."; per lui può essere difficile perché non saprebbe cosa dirgli(come io all'inizio dell'ora).
Quindi io a mio fratello gli direi che Gesù si può ne' vedere, ne' sentire, ma lui ci ascolta quando lui vuole parlargli di qualsiasi cosa.
È suonata!!!
Ciao

Alice Piccardi


LETTERA A LIGABUE

Caro Ligabue,
mi chiamo Mirko e ti scrivo(malvolentieri !) per chiarire alcuni punti sulla canzone , se così si può chiamare ," Hai un momento Dio ? ". Mettiamo subito in chiaro che non sono un tuo fan e non conosco nessuna tua canzone , ma quella che ho citato prima il titolo mi ha colpito per l'argomento che hai trattato anche in modo ironico.
Tu vorrai sapere perché ti scrivo, vero?!? Ebbene, ti scrivo perché voglio porti alcune domande, sempre che tu voglia rispondere dopo quello che ho detto:
Dove hai preso spunto per scrivere la canzone?
Tu, come citi nel testo, vuoi una risposta da Dio, anzi tre. La domanda "Dove mi porti " L'hai posta per farti dire da Dio cosa accadrà nel futuro , o per sapere il motivo dell'esistenza del genere umano ?
So che tu sei una persona buona e onesta e , come fai capire dalla canzone , faresti di tutto per avere un contatto con Dio.
Più che una canzone è un testo , scritto con l'intento di pensare Dio come un uomo irraggiungibile ; come un menefreghista che pensa solo a se stesso ; come un uomo sempre impegnato . E' vero ?
Un'ultima cosa . Sei dell'Inter ?
Se è si , abbiamo risolto il problema " delle risposte " . Stavo scherzando !
Comunque adesso ti devo lasciare !

Ciao Ligabue

Mirko Salvo


La canzone di Ligabue è un testo che pone delle domande a Dio; "Hai un momento Dio?" "Quanto mi costa una risposta da te?" "Te o chi per te avete un attimo per me?"
Da queste domande sembrerebbe che Dio sia un menefreghista e non si preoccupi dei suoi fedeli. Forse questo è vero. Quando ho avuto dei problemi ho sempre dovuto risolvermeli da solo: Dio non mi ha mai aiutato! Questo non è capitato solo a me, ma anche a persone che conosco. Questo mi fa riflettere molto: E' proprio vero che Dio non esiste? Oppure , dato che ho già detto non è capitato solo a me, ma anche ad altri è capitato di risolvere problemi da soli: Dio esiste?

Torchi Sergio

 

 

 

Prima C

 

Non si può restare soli…

Un semplice concetto di filosofia: l'uomo ha paura di ciò che non conosce e così noi temiamo in Dio ma nello stesso tempo confidiamo anche in lui.
Questa frase rispecchia il mio pensiero perché infondo nessuno conosce Dio, come entità fisica in grado di scambiare un discorso con te…Ancora più infondo, nel nostro inconscio sappiamo che lui è li con noi, in ogni momento delle giornata, ci appoggia e ci sostiene quando abbiamo bisogno, noi sappiamo che lui esiste…
I bambini, che non comprendono ancora il vero senso della fede si chiedono perché loro non riescono a parlare con Dio e ciò desta stupore in chi come un genitore crede…Le risposte potrebbero essere molteplici ma a ogni tentativo trovano un perché? E allora la cosa migliore da fare a mio avviso sarebbe quella di spiegargli che Dio non è una persona con cui si perla con la voce ma con il cuore.
Ho paura di Dio ma nello stesso tempo lo ringrazio per essere presente nella mia vita e per il potere che ha nell'infondere coraggio nel mio cuore. Certa volte si può avere il timore che lui ti abbandoni o che lui non ci sia proprio ma nella vita ci sono alcune priorità e una di queste è CREDERE!!!
Finisco con una celebre frase di Liga, l'autore della canzone che ci ha portato a questa riflessione…"…non si può restare soli, certe volte qui, chi si accontenta gode così così…".

Alma Benassi


Le domande

Io penso che forse le persone sono più preoccupate di farsi domande e, la maggior parte delle volte, non si accorgono dei segni che il Signore può mandre.
Forse non bisogna aspettarsi da lui una vera e propria risposta ma bisogna coglierla da dei particolari anche se ci possono sembrare piccoli.
Forse Ligabue nella canzone vuole una risposta alle sue domande per convincersi dell'esistenza di Dio.
Potrebbe pensare: "Se è vero che esiste perché non mi risponde?" secondo me è quello che potrebbe pensare anche il bambino siccome è abituato a parlare con persone fisiche; per questo motivo non vedendo il suo interlocutore può facilmente pensare che non esiste.
Tutti e due vogliono, secondo me, la sicurezza di non essere soli ma di avere sempre a fianco qualcuno che li può aiutare.

Celere Debora


LE INCERTEZZE

Dopo aver letto questo brano subito mi è sembrato molto arrogante ed egoista, ma ha molto di vero.
Mi è capitata a volte una situazione simile, con le mie cugine o un'amica ma spesso non sapevo cosa rispondere. Poi tempo fa è successo anche a me stessa di accusare Dio perché non aveva risposto alle mie piccole eppure grandi richieste. Mi chiedevo dove fosse e perché non avesse un momento per ascoltarmi. Poi pensavo che forse era impegnato a proteggere i deboli, a far predicare la pace e perciò mi sentivo molto egoista.
Ma poi, dopo essermi confidata con una persona a me molto cara, ho capito che anche per le più insignificanti piccolezze lui è lì ad ascoltare e, se ci guardiamo attorno, capiamo che in ogni singola che ci circonda troviamo una sua risposta. Certo che però bisogna essere fedeli perché solo attraverso la fede puoi essere soddisfatto di una sua risposta

Marchesini Sara


Due minuti di religione

Secondo me il bambino ha ragione e questo ha provocato nell'adulto un senso di disagio. Da quello che emerge dal testo il bambino desidera incontrare Dio, poterlo toccare con mano e conversare con lui alla pari ,solo così, secondo me, si sentirà pienamente soddisfatto. Io penso che il bambino debba attendere per cercare una spiegazione al comportamento dell'adulto e adesso accontentarsi della risposta che ha ricevuto, magari parlandone anche con gli altri bambini, per poi rivolgere altre domande all'adulto.

Yanez Aruma Sebastian

 

 

 

Prima D

 

RIFLESSIONE

Ligabue i questa canzone cerca Dio, non ha ancora capito chi è veramente e anche se ha l'anima vuota, vuole parlare e chiedere il perché di molte cose.
Secondo me non crede in lui perché non l'ha mai visto, l'ha cercato molte volte ma non si fa mai vedere né sentire. Crede che sia una persona inventata che osserva tutto senza aiutare né toccare niente, sentendosi superiore a tutti.
anche i bambini piccoli a volte hanno queste sensazioni, perché sentono parlare molto di lui e credono che sia un amico, però non lo vedono mai e chiedono il perché.
Ma tutti rispondono sempre che c'è ma non si vede, che è sempre vicino a te ma non si sente,e per parlare con lui servono le preghiere.
A me fin da piccola hanno insegnato che Dio esiste e io ci ho sempre creduto però adesso mi accorgo che non è proprio un amico, non ho mai parlato veramente con lui, cioè ci ho provato ma non mi ha mai risposto nessuno.
Non è che non ci credo, ma vorrei aver delle prove sulla sua esistenza, per essere sicura che non sia veramente un personaggio inventato.
Sono sicura pero dell'esistenza del bene e del male, e visto che Dio è dalla parte del bene, almeno è un cosa giusta.

Fede Ardizzoni


Noi e Gesù

Tante domande e poche risposte ,a quelle domande a cui vorresti avere una risposta certa e sicura….Gesù chi è davvero per noi? Cosa fa per farci felici? Perché a volte fa accadere tante disgrazie? Ho pensato a trovare una o più risposte esaurienti….secondo me Gesù ci ha dato molte possibilità per sfruttare tutto ciò che lui ha creato, ma noi ,noi uomini non abbiamo saputo cogliere tutto ciò al momento giusto.
Tutti noi speriamo in un "mondo migliore", con la pace, l'armonia, la felicità, ma se non ci crediamo per primi questo non potrà mai accadere. Vorrei porre anche una domanda a quelle persone che non credono nell'esistenza di Gesù, e pensano che tutte le "cose" brutte siano dovute da lui, ma allora quelle belle da chi sono volute? Chi le fa accadere?
Magari farsi troppi interrogativi non è la cosa più migliore, ma riflettere a volte su questioni importanti, può portare alla crescita e alla conoscenza di nuovi orizzonti. Comunque credere in Gesù ti dà una certa sicurezza, e puoi contare così su una persona affidabile; puoi trovare la forza di affrontare problemi grandissimi e quando ne sei uscito, ne sei soddisfatto e hai maggiore di affrontare la vita, e sicuramente, anche gli avvenimenti negativi possono darti un insegnamento.

MARTINA BALLANTI


Caro Dio,
forse in questo momento ti disturbo però a catechismo mi dicono sempre che di tempo per noi ne hai sempre. Volevo farti molte domande però immagino che altre persone cerchino di comunicare con te.
Io ho un problema che sto affrontando e sono indeciso perché è come se io fossi ad un incrocio e non sapessi che strada prendere per la paura che ho di perdermi.
In questo momento mi rivolgo a te per chiederti aiuto perché non ho " il navigatore satellitare" sinceramente mi ispira anche la tua via, dove abiti, però devo ancora capire perché a catechismo ti devono sempre far pensare al mondo come "rose e viole" però quando esci dal parco incantato dove da piccolo credevi di vivere devi affrontare problemi , tanti problemi e di tempo di parlare con te ne ho sempre meno. Purtroppo non ho il tuo indirizzo postale però spero che in che in questo momento tu, in qualche modo mi ascolterai perché io ho bisogno di una cartina geografica che mi indichi la strada dove andare ,quando , d'estate facciamo i campi scuola con la parrocchia di Canzoni su di Te ne sento parecchie e capisco anche che molta gente ti deve voler bene , sappi che tra questi ci sono anche io e spero e spero di volertene anche nei momenti dove spaccherei qualcosa dalla rabbia .
L'ultima cosa che devi stare vicino a molte persone però se tu riuscissi a trovare un'oretta al giorno per me,te ne sarei veramente grato. Scusa per il disturbo però a me mi ha fatto piacere chiacchierare con te .
Ciao, ci sentiamo la prossima volta.

BALLAROTTA FEDERICO



La richiesta del bambino di poter vedere Dio o Gesù, è una domanda forse un po' imbarazzante; non si sa cosa rispondere per non deludere i suoi interessi nei confronti della preghiera e del Dio stesso.
La madre gli dice di non abbandonare l'interesse e di continuare a pregare perché magari, credendo fino in fondo una risposta si può sempre riceverla.
La fede in Dio forse, un giorno potrebbe venire ripagata in qualche modo prima o poi… Potresti anche avere la fortuna di vederlo.
Il bambino però, è stanco di recitare sempre le stesse parole, sempre le stesse quattro o sei righe che siano!
Forse è stanco di pregare per qualcosa di astratto, forse nemmeno esistente e di cui comincia anche a dubitare non vedendolo, non ricevendo risposta o neanche un "grazie".
La madre in un certo senso gli apre gli occhi: Dio non esiste solo per ascoltare qualcosa di già fatto! Esistono anche le tue preghiere personali , tue richieste, tue speranze o sentimenti che gli puoi recitare o che gli puoi riferire perché egli può percepirli. Non rifiuta le richieste di ognuno di noi solo perché sono già fatte, perché siamo minorenni, perché siamo soli o abbiamo commesso qualche peccato. Penso che Dio sia sempre disposto a perdonarci per qualche peccato per aiutarci a ritrovare la strada giusta nella vita di tutti i giorni .
Anche Ligabue, che è autore della canzone, la pensa un po' come il bambino …Lui è convinto che Dio accetti solo preghiere già fatte e oltretutto non è neanche sicuro che le ascolti. Si chiede: Hai un momento Dio? Egli desidera parlare con lui, forse anche vederlo, proprio come il bambino ed avrebbe alcune domande da porgli a cui vorrebbe però ricevere una risposta. Continua a domandargli se ha un attimo per venire ad ascoltarlo, per dare una risposta ai suoi perché e infine gli chiede perfino quanto gli deve per poter ricevere una risposta.
Il fatto che non risponda nessuno "dall'altra parte" lo irrita e così pensa: "Ma ho qualcosa in cui credere?" Egli è cosciente del fatto che Dio sia occupato ad ascoltare anche agli altri…Ma una cosa è sicura: non deve dubitare della sua esistenza solo perché la risposta di Dio è il silenzio…Bisogna sempre continuare a sperare e a credere in ciò che si vuole ottenere.

Elisa Bencivenni


Ho qualcosa in cui credere?
Non riesco mica a ricordare bene cos'è.
C'è un po' di traffico nell'anima…
Hai un momento Dio?
Lo so che fila c'è, ma tu hai un attimo per me? (…….)

Penso che Dio non sia così occupato come dice lui, siamo noi quelli che abbiamo "un po' di traffico nell'anima", siamo talmente presi dalla nostra vita che Dio è spesso trascurato.
Forse dovremmo provare a prendere questa canzone come un trampolino di lancio verso di lui.
E' troppo facile dire: -" Io credo come pare a me", oppure, " Se non vedo non credo".
Le cose vere della vita bisogna cercarle, e per me Dio è colui per il quale vale la pena di vivere.
Quante volte mi sono chiesta se Dio esistesse veramente….. forse troppo poche.

Bencivenni Giulia


Nel testo della canzone Ligabue si rivolge a Dio, gli domanda se ha un po' di tempo per lui, se lo può aiutare, se si può far vedere. Si domanda perché non riesca a vederlo e perché non lo percepisce e non sente la sua presenza, vuole il suo aiuto, vuole credere nella sua esistenza ma non ne è sicuro. Cerca di capire il senso della vita, se può avere qualcuno a cui credere, qualcuno che sia sempre presente anche nelle avversità e che gli dia una mano. Vuole una risposta ai suoi perché e ai suoi dubbi, la sta cercando.
Nel breve dialogo riportato di fianco, invece, un bambino esprime la sua volontà di vedere Gesù perché vuole essere sicuro della sua esistenza, non vuole solamente parlargli attraverso noiose preghiere sempre uguali e già fatte. Allora gli viene risposto che può ricorre anche ad altri metodi, che può parlargli dei suoi problemi o dei suoi pensieri. Il bambino però dichiara di non avere mai ricevuto una risposta, che dopo i tentativi di rivolgersi a Lui, Gesù non si è mai fatto sentire, per questo è in dubbio sulla sua esistenza e vuole vederlo.
È normale che da piccoli si abbia la voglia di vedere se ciò che ci viene insegnato dal catechismo e andando a messa sia vero, se Gesù, se Dio siano realmente esistenti e non siano frutto della mente degli uomini che cercano di dare una risposta al perché della vita. Sin da piccoli abbiamo creduto ciecamente a ciò che abbiamo imparato, ritenendo che in alto ci fosse una persona che ci osservasse, che ci guidasse e che ci aiuta sempre.
Abbiamo imparato a pregare, a parlare con Lui e chiedergli una mano, aspettando una sua risposta. un bimbo che non l'ha ricevuta e che non ha mai sentito la sua voce vuole una conferma per continuare a credere. Adesso sta a noi trovare una risposta, decidere se continuare a credere,, a fidarci di chi ci ha dato la possibilità di vivere e ci segue nel nostro cammino, oppure decidere di ignorarlo, di pensare che sia solo un'invenzione dell'uomo per non sentirsi soli e per dare un senso alla loro vita.
Personalmente sono ancora in cerca della sicurezza di cui avrei bisogno per continuare a credere veramente e continuerò a cercare una risposta fino a che non l'avrò trovata.

Nahema Cassanelli


Penso che a tutti capiti di chiedersi perché, se veramente esiste un Dio, continuiamo comunque a soffrire, le persone a cui vogliamo bene non ci sono più, ogni giorno è più difficile alzarsi e dire: "Ok, io sono qua e nonostante tutti i problemi e le domande, devo andare avanti".
Ci hanno insegnato che se si è buoni, se si prega, Dio ci aiuta nei momenti difficili. E allora uno ci crede, s'impegna d essere una brava persona(non ottenendo sempre il risultato sperato!), cerca di non dare importanza agli amici che gli ridono dietro perché crede.
E iniziano i problemi, si sta male e ci si rivolge a qualcuno che si pensa possa risolvere tutto quello che non va; si spera e si aspetta con fatica perché comunque bisogna andare avanti ogni giorno, anche se quello che si vorrebbe fare è solamente fermarsi, lasciarsi andare e rinunciare. Il tempo passa, le cose peggiorano e l'aiuto sperato non arriva. Allora uno pensa che, va bene, magari non era un problema così insormontabile da non poterlo risolvere con le proprie forze. E si va avanti, si continua a credere, anche se la fede inizia ad indebolirsi.
Poi si perdono delle persone care, le amicizie finiscono, persone che ti erano sempre state vicine e che non ritenevi molto importanti, partono per fare una esperienza in un posto lontano e ti accorgi che senza di loro soffri, che sono fondamentali per la tua crescita, che hai bisogno della loro presenza per affrontare ogni nuovo ostacolo. Il dolore aumenta, la richiesta d'aiuto è più forte, il tempo passa e uno perde la speranza e, a poco a poco, anche la fede.
Si rimane sconvolti da quello che ci circonda, le guerre, la morte di milioni di persone innocenti, e allora uno dice: "Forse non ha aiutato me perché deve salvare quelle situazioni che sono cento volte peggiori della mia". Ma neppure quei problemi si risolvono, la guerra continua, le persone muoiono ogni giorno di più.
E allora come si riesce a credere in un Dio che tutti dicono buono ma che permette che accadano quelle cose!? Non si riesce più a rimanere senza risposte e affermare che Dio esiste non aiuta a non soffrire.
Si cercano spiegazioni, si danno delle motivazioni al perché si sta male, al perché un familiare muore, e all'inizio si riesce, più o meno bene, a credere che se è accaduto c'è un motivo.
Ma poi i problemi, le sofferenze si accumulano, aumentano, distruggono una persona e non si riesce più a trovare una motivazione valida per ognuno di essi, e ci si lascia andare, non si cercano più spiegazioni perché si sa che non esistono risposte.
Chi è forte, chi ha vicino persone che lo sostengono e lo aiutano, riesce bene op male a continuare a camminare, ma chi è debole, chi è solo, non ce la fa e l'unica cosa che riesce a fare è sedersi.

Margherita De Luca


Caro Dio,
"Ma Tu sei sempre vicino a me?"
Questa è una delle tante domande a cui non riesco a dare una risposta.
In questo periodo ho la testa che mi rimbomba, tante domanda e poche risposte, ma perché?
Tu esisti veramente?
Mi ascolti sempre quando prego?
So che molti Ti fanno queste domande e Tu rispondi sempre, ma perché io non Ti sento? Forse è colpa mia? Ti ho fatto qualcosa? Perché non riesco a sentire la Tua voce?
Di sbagli ne ho commessi tanti, potrai mai perdonarmi?
Non so com'è il Tuo aspetto, però ho creato, nella mia mente, un'immagine; Tu, secondo me, sei: alto, castano, con gli occhi marroni, barba scura e non tanto lunga. Hai sempre il viso triste e serio, però so che il Tuo cuore è pieno di felicità.
Allora, è vero che sei così?
Forse se vedessi il Tuo aspetto, ci rimarrei male perché ormai credo troppo nella figura che ho creato, quindi se Tu fossi diverso non so quale reazione potrei avere.
Io da piccola non mi sono mai posta queste domande perché credevo a quello che mi raccontavano, ed ero troppo piccola per capire o fare così domande complicate. Se chiedessi a un bambino se crede in Te sono sicura che risponderebbe di si, come avrei risposto io qualche anno fa.
Con questo non voglio dire che non credo in Te però mi piacerebbe avere più certezze.
Queste "certezze" le sto cercando, ma non so se da sola posso farcela. Ho bisogno di una mano, solo Tu puoi darmela.
Ho chiesto a molto se Tu esisti e qualcun altro mi dice di no, poi facendo altre domande ad altre persone ricevo sempre risposte contraddittorie.
AIUTAMI!!!!

Martina Gozzi


Molti si chiedono il perché delle cose, perché avviene un fatto o semplicemente perché esiste.
Certo, è giusto porsi questi interrogativi, chiedersi il perché, ma non sempre, anzi quasi mai è possibile ottenere una risposta che ci soddisfi.
Nel testo della canzone "Hai un momento Dio", l'autore si pone molteplici domande, ignaro che forse non esiste una risposta. A mio parere esistono domande cui non è possibile rispondere.
Ognuno di voi si sarà chiesto da piccolo se veramente esiste Dio, e se c'è, perché non si fa mai vedere quando noi preghiamo per lui e ci chiediamo… esisterà veramente o non ha tempo per ME?
Ci sono persone che vogliono essere circondate da figure, idee concrete e non semplicemente da pensieri e credenze astratte; ci sono persone che vogliono essere ascoltate ma che soprattutto vogliono pregare per qualcuno, vogliono essere ascoltate da qualcuno…qualcuno che sia lì davanti a loro. Vogliono una risposta immediata ai loro perché!
Se devo essere sincera, anche io da un certo punto di vista, mi comporto ugualmente: capita che uno si senti preso in giro e si domandi se veramente ha qualcosa in cui credere, se ha una certezza.
Può capitare che uno si senti solo, offeso, insignificante: nessuno, neanche Dio lo ascolta, gli risponde…ma perché???

Alice Pizzi


Trovo questa canzone così semplice ma così diretta nella mente di ciascuno di noi perché queste domande così stupide , ingenue, esprimono qualcosa di vero. Da piccola mi hanno insegnato che si è buoni solo se si prega, che Dio ci è sempre dinanzi ci aiuta ci sorregge nei momenti più difficili del nostro cammino. Ma quando si è piccoli si crede a tutto questo, e quando si è grandi, a cosa si crede?
Voglio bene alla Megghy, alla Tina . ciao
Mi sento un po' come la persona di questa canzone, confusa, la mente invasa da mille perché e per come…
Penso che a tutti capiti di chiedersi perché si continua comunque a soffrire, le persone a cui vogliamo bene non ci sono più ogni giorno è più difficile andare avanti nonostante tutti i problemi e le domande.
Ma poi i problemi aumentano le sofferenze si accumulano aumentano non si riesce più a trovare una motivazione valida per andare avanti, ci si lascia andare , non si cercano più spiegazioni perché nono esistono risposte.

Francesca Pizzi


NOI E GESU

Io non ho mai chiesto ai miei genitori di vedere Gesù ,forse perché fin da piccola mi hanno sempre insegnato che Gesù esiste e che anche se noi non lo vediamo è sempre vicino a noi.
Se un bambino mi facesse le stesse domande io rimarrei allibita e spiazzata , molto probabilmente risponderei che in ogni caso la preghiera è un modo per parlare con lui ,e che anche se non lo vediamo e non risponde lui ci sta guardando ,ci sta ascoltando e cerca di "esaudire" le nostre preghiere e di aiutarci in qualunque modo possibile.
Durante una lezione di religione il prof. ci ha chiesto come facciamo a continuare a credere in Dio anche quando non vediamo i "risultati" .Io ci ho pensato e mi sono risposta.
Penso che comunque , anche se non vediamo i "risultati" lui c'è sempre ,e che non bisogna abbattersi al primo ostacolo ,bisogna andare avanti ,credere in quello che si sta facendo e continuare a pregare ,alla fine ,secondo me ,i risultati si avranno .L'importante è crederci.
Ieri sera ho visto un programma in televisione, "miracoli" ,e parlavano di un bambino che era stato portato all'ospedale perché aveva febbre alta e qualche puntino rosso sul torace .
Qui gli avevano diagnosticato una malattia molto grave .Ogni giorno peggiorava e rischiava di morire da un momento all'altro .Cosi la madre preoccupata andò alla tomba di Padre Pio ,li pregò e a tutti gli amici che le chiedevano se potevano fare qualcosa lei rispondeva "pregate per mio figlio".
Bhè ,il bambino proprio sul punto di morire si è salvato .E per di più il bambino ha raccontato che una notte quando era all'ospedale aveva visto Padre Pio che gli aveva preso la mano e gli aveva detto "Stai tranquillo ,guarirai!".
Poi l'aveva preso per mano ed erano volati fino a Roma in un ospedale e li avevano guarito un bambino.
Io non so se tutto questo è vero o no ,comunque io ci credo e continuo a pensare che Dio esiste e che bisogna continuare a pregare.

Ranzolin Caterina


RIFLESSIONE

Quando si parla con dio non bisogna aspettarsi una risposta. Primo perché non ci siamo solo noi e poi anche perché spesso ci sono cose molto peggiori dei nostri problemi. Sicuramente ci ascolta e "registra" quello che diciamo aiutandoci poi in futuro, appena ha un attimo. Non bisogna chiedere il perché delle cose, credo che prima o poi ci viene data una risposta a tutto. C'è chi dice che sul punto di morte si riveda tutta la propria vita e si capisca tutto quanto ci sia da capire. E anche se dopo quell'istante non si può più raccontare nulla a nessuno, questo ci basta per essere soddisfatti ed appagati. Forse è in quel momento che Dio si dedica di più a noi e ci spiega ogni cosa, tutto ciò che in vita gli abbiamo domandato e che lui ha registrato. Quindi non bisogna pensare che domandare a Dio sia inutile perché forse tutto ci verrà detto alla fine, nel momento della verità.
E' difficile pensare che non esista realmente un dio, qualcuno a cui domandare, qualcuno che ha una risposta per tutto. Non è un caso che ogni religione abbia una figura guida, che sa tutto, che aiuta ed accompagna nella vita i suoi fedeli. Forse l'uomo ha bisogno di credere in qualcuno senza curarsi della sua esistenza. Penso che l'uomo sarebbe perso senza la consapevolezza che esiste qualcuno in grado di rispondere a qualsiasi cosa e capace di compiere ogni azione.
Forse non ci risponde verbalmente perché ha già programmato qualcosa per noi che ci meritiamo e che dobbiamo sapere accettare. Forse è una vita che abbiamo determinato con certe azioni nell'esistenza precedente o che abbiamo scelto prima di nascere.
E se la nostra vita fosse un premio o una punizione per come ci siamo comportati in un'altra vita?
O forse quella che viviamo ora ci è stata data per rispondere alle richieste della precedente?
Ma così affermerei l'esistenza della reincarnazione, altro punto importante. Esiste o no ?
Se esistesse sarebbe annullato il detto "Si vive una volta sola" e sarebbe forse una possibilità dataci da Dio di rimediare ad una esistenza piena di errori che non ci è piaciuta.
Se però dopo la morte ci si reincarnasse , scomparirebbe il concetto di Paradiso, d'Inferno e al limite di Purgatorio. E se addirittura il Purgatorio fosse un luogo dove ti fanno reincarnare fino a quando Dio non ha deciso un giudizio per il quale mandarti all'Inferno o in Paradiso?
Di questo passo rischio di finire nell'assurdo. Insomma basta domande, pensare troppo fa male, sarà quel che sarà!!!

RIBERTO LORENZO